Post al volo, e in presa diretta senza correzioni, perché oggi mi sembra di impazzire da quanto vado di corsa. Nonostante tutti i miei sforzi di far quadrare tempi e impegni, oggi non ci sto dietro. E questo, nonostante sia un maniaco dell’organizzazione.
A casa mia, tutto ha un suo posto, e c’è un posto per tutto. Catalogo, ordino, divido e organizzo.
Quando vado a fare la spesa al supermercato, metto le cose in tre sacchetti diversi: per il frigo, per la dispensa, e per la casa.
Il top del top, quello che fa dire alla morosa che in realtà sono un serial killer sociopatico travestito da Bravo Ragazzo, lo raggiungo con i film in DivX: ho scritto un programma per organizzarli, per genere, titolo e autore, con tanto di giudizio, copertina e commento, che inoltre mi stampa anche copertine delle custodie e catalogo, così da non dover stare al pc per scegliere quale film guardare.
Quando ho preso in mano la gestione documentale dell’ufficio, mi sono letteralmente sbizzarrito: ogni tipo di file ha una sua speciale codifica, per data, tipo, azienda, e ho introdotto almeno 4 sistemi nuovi di gestione di ordini, fatture, scadenze e divisione dei lavori.
Tutto ha funzionato alla perfezione, fino a quando non è successo il patatrac.
In un impeto di sboronaggine, ho implementato un sistema per la programmazione dei tempi di lavoro per ognuno di noi. In pratica, quando prendo un lavoro, stimo che mi ci vorranno ad esempio 6 giorni, apro il programmino sul server e segno che i giorni da x a y saranno occupati per quel lavoro. Nella mia testa, in questo modo posso dire al cliente quando sarà pronta la sua documentazione, senza contare che non rischio di accavallare lavori, trovandomi all’ultimo momento sommerso di pratiche.
Peccato che il Capo si sia messo a giocare con le nostre programmazioni, spostandoci le priorità dei lavori un giorno sì e l’altro pure. Ma passi. Fintanto che non sapeva cosa facevamo e quando lo avremmo finito, ci lasciava fare, ma pazienza. Si sopporta.
Le cose peggiorano quando invece comincia a dire: “guarda, devi farmi anche quest’altro lavoro… ti sposto questo alla settimana prossima, quest’altro fra due settimane, e questo me lo fai adesso.”. Frase che generalmente si conclude con la seguente considerazione: “Hm… 5 giorni per quella pratica? Sono un po’ troppi. Ecco, facciamo 3. Così ne hai 2 per farmi ANCHE quest’altro lavoro.”
Sigh!
Inviato da: Attivista
il 03/11/2024 alle 15:32
Inviato da: dio
il 02/11/2022 alle 22:13
Inviato da: VSPMHEB
il 29/10/2022 alle 20:30
Inviato da: cassetta2
il 21/10/2020 alle 10:34
Inviato da: Gio
il 11/10/2019 alle 11:30