Eccoci ancora una volta con il bollettino quasi-mensile sulla vita quotidiana del vostro Bravo Ragazzo preferito, questo mese con i contenuti in versione ridotta. Motivo, se nei mesi scorsi avevo la sensazione di non avere molto di nuovo da raccontarvi, questo mese semplicemente non ho fatto molto altro ad esclusione di lavoro, lavoro, lavoro. E donnina, poverella, nel tempo che mi hanno lasciato libero lavoro e telefono amico.
Tanto per dire, ieri ho consegnato la nota spese per i rimborsi delle trasferte, e mi sono accorto di aver trascorso in ufficio meno della metà delle mie giornate lavorative. Considerando che non sono un rappresentante, ma un tecnico analista di rischio, per gli standard della mia categoria ho passato praticamente tutto il tempo in macchina.
Alla luce di questo fatto, in quello che potremmo definire come il “momento di lucidità”, mi sembra quasi che la mia vita degli ultimi due mesi assomigli a quel giochino della settimana enigmistica dove bisogna unire i numeretti per far venire fuori il disegno. Ho girato come una trottola per due mesi, nell’ultimo mese per 6 giorni a settimana, e mi sto seriamente domandando che figura verrebbe fuori se segnassi tutti i posti in cui sono stato queste ultime settimane su una cartina geografica e li unissi con una linea…
Realizzando quest’immagine, mi sono reso conto di come questo periodo appena trascorso (e quasi concluso…) sembri uno di quelli in cui mi immergo quando ho un problema che non voglio affrontare o che non sono in grado di risolvere. Quei periodi di frenesia forsennata, di impegni stancanti e continui, caratterizzati da ore di straordinario una sull’altra, che non mi lasciano il tempo di pensare o di preoccuparmi.
È una cosa che ho fatto spesso in passato, e la strategia è semplice: quando un pensiero troppo assillante non mi permette di rilassarmi nemmeno a casa, molto semplicemente mi stracarico di impegni, così alla sera mi trovo a crollare dalla fatica. E posso dormire.
Unica differenza, questi due mesi non ho avuto pensieri tali da necessitare un “trattamento” di questo genere, ma tant’è, mi ci sono trovato in mezzo, e in un modo o nell’altro sono arrivato quasi a fine viaggio. Ho appena finito di tenere i corsi di formazione al sabato mattina, e tra due settimane concluderò anche il corso del telefono amico.
In compenso la settimana che mi aspetta assomiglia moltissimo al classico “gran finale” fatto di botti ed esplosioni, e non vi nascondo che per andare al corso, ieri sera, ho fatto appello a tutte le mie energie. L’unica cosa che mi ha fatto alzare le chiappe dal divano alle 20:15, con la consapevolezza che sarei rientrato a casa a mezzanotte, sono state le parole della mia coscienza, fastidiose che neanche il Grillo Parlante: “non puoi mollare il corso a 4 incontri dalla fine…”
Quindi, come ho fatto fino ad ora, tengo duro, guardando alle vacanze di Natale come un’oasi di pace e bellezza, e a gennaio come un periodo lontano nel tempo, ammantato di una luce morbida e candida, in cui i sabati e le domeniche non si lavora, con le giornate lavorative che finiscono alle 18:30, senza straordinari, e senza impegni che ti tengono fuori casa fino a mezzanotte.
Praticamente un paradiso.
Inviato da: Attivista
il 03/11/2024 alle 15:32
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il 02/11/2022 alle 22:13
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il 29/10/2022 alle 20:30
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il 21/10/2020 alle 10:34
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il 11/10/2019 alle 11:30