Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

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« Insegnami a essere figli...Insegnami a essere figli... »

Insegnami a essere figlia: Finalmente insieme.

Post n°13 pubblicato il 02 Maggio 2013 da I_mie_racconti

 

Insegnami a essere figlia: Finalmente insieme.

Post n°563 pubblicato il 16 Marzo 2013 da lascrivana

 

E finalmente arrivò il pomeriggio tanto atteso.

Simona ed io avevamo organizzato tutto per bene per il fatidico appuntamento tra me e Davide. Dopo quel giorno in cui c'eravamo scambiati il secondo bacio, avevamo dato per scontato che ormai facevamo coppia fissa. Subito dopo il nostro incontro, mi recai immediatamente da Simona a raccontarle tutto. Come mi vide entrare in casa, dall'espressione sognante del mio sguardo, capì subito che mi era successo qualcosa di sconvolgente e di meraviglioso: Eh già ... l'amica del cuore ti conosce bene. Condivise immediatamente la mia gioia, anche perché lei si era fidanzata da poco con Massimo... già proprio con lui: il ragazzo che aveva messo in giro quelle strane voci su Simona e i suoi giornaletti. Ora bisognava trovare il modo di poterci incontrare nuovamente con Davide, consapevole che la cosa avrebbe destato non poche difficoltà:considerando l'esagerata gelosia di mio padre.

Valutammo una serie di situazioni, scartando a priori l'idea di dire ai miei genitori che sarei uscita solo con Simona e Massimo, altrimenti mio padre se ne sarebbe uscito con la solita idiozia -che non era il caso che io facessi da candela a due fidanzati, e che poi quello che avrei visto fare tra loro due, potevano farmi nascere strane idee in testa-. Così, di comune accordo, decidemmo che avremmo detto che saremmo uscite, il pomeriggio successivo, con Marisa sorella di Massimo, a comprare biancheria per il corredo di Simona in vista delle future nozze.

La scusa fu accolta abbastanza bene dai miei genitori, che si apprestarono subito a darmi qualche soldino in modo che anch'io potessi scegliere qualcosa di gradevole per il mio di corredo.

Quel pomeriggio mi vestì con cura, mettendomi persino un filo di rossetto: poca roba, altrimenti la cosa avrebbe insospettito mia madre. Ad attendermi sotto il portone di casa c'erano Simona e Marisa, comunicando ai miei genitori, che si erano appena affacciati dalla finestra per salutarle e per accertarsi che non sarei uscita da sola: che saremmo arrivati fino al centro con l'autobus, .

L'espressione strabiliata ed emozionata di Davide mentre scendeva dalla macchina, mi confermò il suo sincero interesse nei miei confronti; mi diede un timido bacio sulle labbra e mi aiutò a sistemarmi sul sedile posteriore dell'auto: sedendosi subito dopo vicino a me. Mentre Simona si era seduta al posto affiancato a quello di guida della piccola cinquecento rossa fiammante,vicina  a  Massimo: così avrebbe potuto tenergli stretta la mano sinistra,mentre la destra era impegnata alla guida, e  mettere la testa sulla sua spalla.

 Lo stretto abitacolo della macchina ci consentiva maggiore intimità, e Davide ed io rimanemmo appiccicati per tutto il tragitto, scambiandoci baci sempre più appassionati e languide carezze.

Quell'insolita situazione scaturiva diverse e contrastanti sensazioni in me: paura e ansia, eccitazione ed emozione. Adrenalina allo stato puro che rendeva quell'incontro a dir poco vulcanico. Le canzoni dell'epoca, trasmesse dalla radiolina accesa e incassata nel cruscotto di pelle chiara come i sedili: immortalarono quel momento come unico e irrepetibile. Non dimenticherò mai quella mano che scivolava lenta e invadente a scoprire contorni finora inibiti a qualsiasi altro tocco umano ... carezze negate persino a me stessa: suscitando in me una reazione  che mai avrei creduto di provare e provando vergogna persino ad ansimare,di conseguenza  trattenni il fiato per tutto il viaggio rischiando l'apnea, sottoponendo a un ulteriore sforzo il mio cuore già travagliato da quel susseguersi d'intense emozioni.

Passammo una serata bellissima, passeggiando mano nella mano; con Simona e Massimo che di tanto in tanto si giravano per scambiare qualche battutina in merito al nostro fidanzamento ed esternando la loro gioia di essere finalmente tutti e quattro amici uniti. Ridemmo persino delle scaramucce dei tempi andati; e i maschietti ci confessarono che s'innamorarono di noi sin da subito. Ridemmo anche nel ricordare la mia esagerata reazione alla vista di quelle scabrose figure, e finalmente dopo anni, potemmo perdonare e ringraziare Marisa per averne rivelato il segreto.

Come tutte le cose belle, anche quella sera finì in men che non si dica. Al rientro in casa, a mia madre non sfuggì di certo la mia aria radiosa, che dopo avermi domandato con mio padre come mai non avessi acquistato nulla e ascoltato la mia giustificata scusa di volerlo fare insieme con loro perché insicura: mi seguì nella cameretta; e mentre mi levavo di dosso i vestiti che usavo solo per uscire, mi domandò -racconta Danila... che cosa ti ha reso così effervescente?-

-Oh mamma sapessi... mi sono innamorata di un ragazzo bellissimo!-

-Shh... non gridare altrimenti se ti sente tuo padre sono guai!-

Per poi aggiungere con un tono più lieve e accarezzandomi con lo sguardo scuro dei suoi occhi incavati e stanchi: -Chi è? Lo conosciamo?-

-Si mamma... si tratta di Davide -.  A quel punto mamma si congratulò per l'ottima scelta.

-Danì... lo sai che voglio il meglio per te! E che dopo tutti i sacrifici, che anche tu hai fatto insieme con noi, io e tuo padre, vogliamo solo il tuo bene. Non a caso abbiamo messo i soldini da parte per garantire un futuro a te e a Michele. Finora non ci siamo mai concessi il benché minimo divertimento per pensare a voi! Mai una gita, mai un viaggio, mai un'uscita al ristorante o al cinema o in pizzeria...-

-Oh mammì pensi che non conosca le vostre privazioni? E che mi si stringe il cuore ogni volta che ci penso!... Credimi io non volevo tutto questo!-

-E noi invece si figlia mia... non sai che soddisfazione sarebbe per noi saperti accasata e felice, insieme a un brava persona. E ora andiamo a preparare la cena, altrimenti tra un po' sentiremo sbraitare tuo padre-.

                                                             L@ur@ 

 

 

 

 
 
 
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