Creato da I_mie_racconti il 17/04/2013

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« Insegnami a essere figli...Insegnami a essere figli... »

Insegnami a essere figlia: Il desiderio.

Post n°18 pubblicato il 14 Maggio 2013 da I_mie_racconti

Insegnami a essere figlia: Il desiderio.
Post n°573 pubblicato il 02 Aprile 2013 da lascrivana


 

Massimo era diventato il mio migliore amico. Sembra assurdo, ma colui che perseguitavamo più di tutti, era anche la persona che mi aveva permesso di avvicinarmi più a Danila. Poi avvenne il fattaccio. Ricordo il giorno stesso che mi rivelò la gravidanza di Simona, era raggiante. Conoscevo altresì la rigidità della sua famiglia, il loro tenore di vita e ciò che pretendevano dal figlio. Tutte cose che non mancai di fargli notare ma che egli, alzando le spalle, liquidava in un attimo.- Io l'amo Davide, niente e nessuno potrà impedirmi di sposarla...- Le ultime parole famose. Dopo un periodo in cui più nessuno lo vide in giro, ricomparve un bel giorno nella piazzetta del paese. Io stentai a riconoscerlo. Magro come un chiodo, si tormentava i brufoli sul viso che, nonostante il passare degli anni, sembravano non voler scomparire. Un po timoroso, mi fece un cenno ed io subito lo seguii.- Ma dov'eri finito!- Attaccai abbastanza seccato.- Sai che girano brutte voci su di te?- Lui tenne la testa abbassata e questo mi fece infuriare ancora di più.- Michelino, il fratello di Danila, mi ha detto che non vuoi più vedere Simona, che il figlio non è tuo...ma cosa ti passa per la testa!-Finalmente Massimo alzò gli occhi e mi guardò. Mi parve di scorgere un velo d'indecisione nel suo sguardo, ma durò solo un attimo. La pelle del viso, se possibile, si arrossò ancor di più, le vene sul collo gli si gonfiarono a dismisura, strinse i pugni.- Ma se lo sanno tutti in paese! Quella...quella...poco di buono è stata con Giorgio...il lattaio, il figlio è suo!- Lo guardai inebetito. Seppur quelle voci le avessi sentite anch'io, specialmente nei discorsi dei miei genitori, stentavo a credere che lui potesse dargli adito.- Sei un cretino Massimo, una ragazza dolce come Simona...ma ce la vedi con quel buzzurro di Giorgio?- Ormai ero talmente arrabbiato che lo afferrai per la maglietta.- Sei solo un vigliacco e codardo, e i tuoi genitori degli schifosi!- Il pugno partì all'improvviso e mi prese proprio allo zigomo facendomi ruzzolare a terra. Senza dire una parola, mi rialzai togliendomi la polvere di dosso e lo guardai.- Sei solo un codardo...- Ripetei a bassa voce.- Potrei dartele di santa ragione, mi hai solo preso all'improvviso...ma non lo farò...mi fai pena Massimo...- Quindi girai sui tacchi e me ne andai.

 

Un'ora più tardi mi vidi con Danila. Come sempre, alla sua vista, tutti i pensieri negativi svanirono, persino il pulsare allo zigomo parve mitigarsi. Ormai il vecchio casolare era il nostro rifugio segreto, l'alcova dove potevamo baciarci e abbracciarci lontano da occhi indiscreti. Sfiorandomi la pelle dolorante, vi posò sopra un leggero bacio, quindi si scostò fissandomi con attenzione.- Non avevi allenamento oggi, come ti sei fatto quel coso?- Io esitai a risponderle, ma poi le rivelai tutto. Mentre raccontavo, vidi la sua espressione mutare radicalmente. Quando arrivai al punto in cui parlai di Giorgio il lattaio, si alzò di scatto dalla panca in legno, gli occhi sembravano lanciare dardi incandescenti.- Non dirmi che anche tu credi a queste fesserie!- Disse in un sibilo.- Simona sta malissimo, soffre da morire e ne soffrirà anche la creatura che porta in grembo...ma cosa avete nella testa voi uomini!- Quindi si voltò di scatto, le braccia incrociate al petto. Io restai impalato, incapace, come sempre, di reagire a quei suoi scatti d'ira. Ma l'amavo, Dio se l'amavo. Silenziosamente, mi alzai e la circondai con le braccia. Lei non si mosse, ma sentii che si stava rilassando al mio contatto, le spalle si abbassarono e la testa si piegò leggermente all'indietro. Appoggiandole le labbra all'orecchio, iniziai a baciarla con delicatezza.- Tra noi non succederà mai Danila...- Le sussurrai piano.-...tra noi sarà bellissimo quando finalmente accadrà...basta solo che tu lo voglia...- Lei iniziò a respirare più forte, potevo sentire il battito del suo cuore attraverso la pelle del collo, le sfiorai un seno. Non si ritrasse ma, senza voltarsi, rispose semplicemente.- Non ancora Davide...non ancora...

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