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Messaggi di Agosto 2022

Quei campi larghi che si coltivano.

Post n°2191 pubblicato il 15 Agosto 2022 da fedechiara
 

Quel largo 'campo dei miracoli' delle volpi e dei gatti della politica.

...che, poi, 'sto 'campo largo' che, secondo i giornalisti de 'la Repubblica' lanciati a testuggine nell'agone della campagna elettorale, potrebbe sbaragliare il centrodestra - già dato a maggioranza piena nei seggi uninominali – è così largo che potrebbe contenere ogni genere di ortaggi e granoturco e vari cereali da sfamare le folle in coda davanti alle mense dei poveri.
E il Fratoianni spinge per più vaste distese di melanzane e fagiolini e Conte, invece, è per le zucchine e Di Maio per la soia con annesse le cimici autunnali.
Il campo largo dei diversi tra loro e dei nemici inconciliabili di ieri pro e contro il Draghi, buonanima politica.
E il 'campo largo' di questa varia plebaglia voltagabbana di una sinistra pretesa somiglia molto di più al campo dei miracoli di Pinocchio dove il tapino seppelliva i suoi denari e finiva impiccato – e sarà da vedere se finirà impiccato il solo Di Maio con il suo laborioso e immaginifico 'Impegno civico' o tutti i furtivi partecipanti alla saga notturna, compreso il Letta che crede di poter contendere, ma 'andava per lottare ed era morto', come ci recita il noto poema. Al 25 di settembre, bella gente, stay tuned, ci sarà da ridere e divertirsi.

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Le future 'donne controcorrente'.

Post n°2190 pubblicato il 14 Agosto 2022 da fedechiara
 

'Donne, ah, ah, amiche di sempre / donne alla moda, donne contro corrente....'

Antropologia dei popoli. (Comparate questo scritto di Ida Magli con il grido di battaglia: 'Questa è Africa!' gridato a Peschiera sul Garda da una moltitudine di ragazzi di seconda generazione di immigrati.)

(...) Ma questa è in definitiva la testimonianza più sicura che la tanto osannata «integrazione» è impossibile da realizzare. Impossibile per un motivo molto semplice che i politici però si rifiutano di capire: le religioni sono creazione dei singoli popoli, così come la lingua, il diritto, l'arte, la musica, la scienza; ne rispecchiano la forma mentis, la visione del mondo, il carattere, la personalità di base. Cosa avverrà nel prossimo futuro in Italia con una forte presenza di musulmani se non si bloccherà immediatamente l'immigrazione? Nessuno si illuda che dando loro la cittadinanza italiana, come è stato proposto da alcuni partiti, diventino italiani. Non è l'anagrafe a creare i popoli e la loro cultura.
- Estrapolaz. dall'articolo citato - Ida Magli - nota antropologa.
La stragrande maggioranza degli immigrati è di religione musulmana. E per loro non esiste parità, solo sottomissione e segregazione
La grande maggioranza di coloro che arrivano in terra italiana, con il passaporto o con gli scafisti, sono di religione islamica. Purtroppo gli italiani, a causa della particolarissima storia politica che hanno alle spalle, si sono abituati, quasi come per reazione genetica, a non sapere nulla delle religioni con le quali hanno sempre avuto a che fare.
Conoscono pochissimo perfino il cattolicesimo. Se si chiede a un italiano la formula del Credo o chi sia lo Spirito Santo, si può essere certi che non sa rispondere. Tranne quelli molto devoti (in genere donne) oppure appartenenti a qualche associazione cattolica e di conseguenza consapevoli dell'importanza politica della propria religione, l'italiano medio di religioni sa soltanto quello che gli giunge attraverso il contesto giornalistico quotidiano, il che significa che «tecnicamente» non sa nulla. Si tratta di una «resistenza», inconsapevole ma profonda, instauratasi a difesa sia di ogni singolo italiano sia del popolo italiano, dotato di un'intelligenza critica sovrabbondante in confronto all'attitudine «mitica» o al misticismo simbolico che connotano tanti popoli anche in Europa.
È questo il vero motivo per il quale gli italiani non sono capaci di valutare l'incidenza nella nostra società della religione di cui sono portatori gli immigrati, la forza del loro essere «credenti», il peso dei comportamenti imposti dal Corano in ogni ambito della vita, ma soprattutto nel rapporto fra uomo e donna. Questo rapporto lo possiamo analizzare partendo da un dato fondamentale: la donna è di un grado inferiore all'uomo. Nella Sùra delle donne, capitolo del Corano espressamente dedicato alle norme riguardanti le donne e il cui testo dovrebbe essere esposto ovunque nel territorio italiano, Maometto afferma che gli uomini sono superiori alle donne, se disobbediscono le debbono punire, metterle in letti separati e batterle.
La donna è impura e contaminante a causa dei meccanismi fisiologici della sua sessualità (mestruazioni, gravidanza, puerperio), il che significa che deve vivere a parte, insieme alle altre donne e ai bambini, coperta dalla testa ai piedi per non essere vista né toccata. Sono tutte regole risalenti al libro Levitico dell'Antico Testamento e riprese da Maometto nel Corano, regole quindi elaborate da pastori nomadi della Palestina di molti millenni avanti Cristo, incompatibili con la società occidentale e che infatti hanno subìto con il passare del tempo diversi «aggiustamenti». Ma la norma cui si attengono gli odierni Califfati e Stati islamici più osservanti, è rigidamente quella coranica.
Nei Paesi europei di forte immigrazione come la Germania, la Francia, l'Inghilterra (ma anche negli Stati Uniti) sono attivi già da anni dei tribunali islamici che giudicano ed emettono sentenze secondo il Corano soprattutto nell'ambito di questioni o «reati» familiari, e questo è di per sé la prova dell'esistenza di uno Stato nello Stato, della sua incapacità ad amministrare i cittadini con lo stesso diritto. La nostra antichissima, nobile formula: «La legge è uguale per tutti» non vale più.
Ma questa è in definitiva la testimonianza più sicura che la tanto osannata «integrazione» è impossibile da realizzare. Impossibile per un motivo molto semplice che i politici però si rifiutano di capire: le religioni sono creazione dei singoli popoli, così come la lingua, il diritto, l'arte, la musica, la scienza; ne rispecchiano la forma mentis, la visione del mondo, il carattere, la personalità di base. Cosa avverrà nel prossimo futuro in Italia con una forte presenza di musulmani se non si bloccherà immediatamente l'immigrazione? Nessuno si illuda che dando loro la cittadinanza italiana, come è stato proposto da alcuni partiti, diventino italiani. Non è l'anagrafe a creare i popoli e la loro cultura.
Da quanto abbiamo detto sullo statuto delle donne nell'islamismo è facile comprendere come questo rappresenti uno dei pericoli maggiori di disintegrazione per il tessuto della società italiana. Per quanto le donne siano oggi in grande maggioranza ben consapevoli di se stesse, dei propri diritti, della propria libertà, sono però in qualche modo fragili, poeticamente alla ricerca di un amore «diverso», vagheggiando un maschio sessualmente e psicologicamente forte, capace di dominare, tipi ormai rarissimi da trovare fra gli italiani.
Le promesse di parità non contano: una volta sposate con un musulmano le donne sperimentano la forza della cultura islamica non soltanto nel marito ma in tutta la sua famiglia e sono costrette ad una obbedienza che diventa anche più grave con la nascita di figli.
Ma possiamo intravedere pericoli ancora più gravi per la tenuta della società nei messaggi che si sprigionano nell'aria, dal punto di vista culturale, con una forte presenza di donne velate, tabuizzate, spesso infibulate, che coltivano doveri, ideali, mode, sentimenti, passioni, linguaggi in totale contrasto con i nostri. L'aria culturale non la si può chiudere nelle moschee o nei tribunali appositi: la respiriamo tutti. La «tolleranza» ne facilita la circolazione ovunque e coloro che, nascosti dietro le torri di Bruxelles, hanno ideato e sostengono l'immigrazione di massa come il migliore strumento per distruggere l'Europa, lo sanno benissimo. È sbagliato infatti credere che il fascino della libertà di cui godono le donne italiane avrà necessariamente la meglio sulle «chiusure» musulmane. È già successo nel passaggio dalla libertà delle donne romane alla clausura di quelle cristiane.
  • LEGGO.IT
    Maxirissa a Peschiera, caccia al branco: «Gridavano: questa è Africa». L'allarme della sindaca già a fine maggio

  • https://www.leggo.it/italia/cronache/maxirissa_peschiera_molestie_treno_cosa_e_successo-6734438.html
  • Il nostro hijab è la vostra taglia 44! - 2duerighe
Integrazioni ed altre integrazioni. 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/13/salma-rushdie-hadi-matar-si-dichiara-non-colpevole-chi-e-luomo-accusato-del-tentato-omicidio-dello-scrittore/6762231/

Le vagheggiate integrazioni del buonismo cieco e sordo. 
REPUBBLICA.IT
Ai Weiwei: "Rushdie ha sempre lottato. Ma ora l'Occidente deve difendere la sua libertà e gli intellettuali”

 
 
 

Scenari prossimi venturi.

Post n°2189 pubblicato il 14 Agosto 2022 da fedechiara
 

Scenari prossimi venturi 14 agosto 2017
Credo che poche persone si siano rammaricate per il ritiro delle navi delle o.n.g. dalla 'scena del crimine'. Crimine organizzato, per restare sul linguaggio proprio delle indagini giudiziarie, perché nessuno (o, forse, solo i cattivi maestri di un malinteso buonismo) può negare o negligere che gli 'scafisti' appartengono alla categoria e trovano chiari agganci tra coloro a cui compete di far rispettare le leggi nazionali e le internazionali - e consentono, invece, con la loro passività e il colpevole lasciar fare, a che i criminali a loro noti costituiscano e presidino i lager da dove partono le centinaia di migliaia di profughi e i clandestini che affliggono il nostro paese e lo obbligano a una distorta e malintesa forma di 'accoglienza' e di 'salvataggio in mare'.
E sarebbe bastato il puro buonsenso a decretare, già decenni fa, che il numero esorbitante di quelle partenze e di quei 'barconi' della morte, e le crudeltà che precedevano le partenze all'interno dei lager libici, costituiva un intollerabile grimaldello per violare le liquide frontiere di un paese e che tanta ostentata e sbandierata 'bontà' delle o.n.g. altro non era che 'favoreggiamento dell'immigrazione clandestina' e un puro servizio di taxi concordato con gli scafisti – come rivelano le inchieste delle procure di Trapani e di Catania.
E la beneamata presidente della Camera dei deputati Boldrini Laura avrà anche buone ragioni per minacciare di querela le migliaia e migliaia di persone che la insultano apertamente sui 'social', ma non dobbiamo dimenticare il male oggettivo che hanno fatto al paese le sue iterate dichiarazioni 'buoniste' che incoraggiavano le o.n.g. nella loro malintesa e non petita opera di accoglienza surrogata che hanno ridotto l'Italia a un campo profughi diffuso - e hanno innescato le migliaia di conflitti passati presenti e futuri di un disordine sociale di difficilissima ricomposizione.
Sarebbe gradita una sua dichiarazione di ravvedimento operoso e promessa di non più nuocere al paese a lato di ogni querela.
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Magne carte in revisione.

Post n°2188 pubblicato il 12 Agosto 2022 da fedechiara
 

Le Magne Carte del Roveto Ardente.
Qualunque cosa voi pensiate della nostra Costituzione, sappiate che non è stata scritta sul sacro monte e dettata dalla voce cupa del Roveto Ardente. Né è stata elaborata, in sostanziale consonanza, dai quattro Apostoli dopo il controverso passaggio terrestre del Cristo.
E' il testo basico della nostra pacificazione nazionale, post fascismo, che raccoglie la mediazione politica dei cosiddetti 'padri costituenti' di diversa fede politica, inclusi i comunisti di allora (da non confondere con i tragici epigoni di oggi loro eredi).
Ne deriva che le mani sui capelli (che non ha) del professor Letta - che accusa il centrodestra di voler 'stravolgere la Costituzione' - sono una ridicola esagerazione elettoralistica e una 'boiata pazzesca', peggio della carrozzina che precipita dalla scalinata nel bel film 'La corazzata Potemkin' con il bimbo in lacrime all'interno.
Perché la Costituzione, come ogni altra Costituzione di ogni altro paese di Europa, è emendabile e modificabile - ed elastica alla nascita al punto da poter accogliere le necessarie modifiche 'in corso d'opera' che si reputano necessarie.
Ed è proprio la Costituzione che prevede tale modifiche possibili (se la legga, professor Letta, se la legga, avvocato Conte) e le codifica nel numero di parlamentari necessari ad approvarle in prima e seconda chiama – e l'eventuale referendum confermativo del popolo sovrano.
Dove starebbe, quindi, lo scandalo, menato da Conte e dal Letta, il nipote di suo zio, lo sanno solo gli elettori trinariciuti dei sopraddetti che si apprestano a disperdere il loro voto puntando su cavalli zoppi e bolsi.
Perché la riforma dell'elezione e delle funzioni del capo dello stato si farà, finalmente! se i numeri elettorali del centro destra verranno confermati - e non sembra di particolare scandalo il fatto che anche in Italia, come nella vicina Francia, si possa eleggere il capo dello stato a suffragio universale, invece delle pagliacciate recenti dell'emiciclo riunito in tediosissime confabulazioni e accordicchi sotto banco dei soliti noti incollati alle cadreghe.
E che Mattarella rassegni le dimissioni, una volta approvata la riforma, sembra essere 'sensibilità istituzionale' pari – o superiore – a quella che ha visto, il Mattarella, dire si ad una reggenza di anni quattordici, quella si di dubbio profilo costituzionale, dopo aver detto in giro e ai giornali che era tempo, per lui di un buen retiro in quel di Roma. Tu vedi le supreme coerenze.
Si accettano pareri discordi purché adeguatamente motivati.
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Dubbie centralità.

Post n°2187 pubblicato il 12 Agosto 2022 da fedechiara
 

Il buco al centro dello schieramento.
Sappiamo da anni - gli anni dell'infamia dei governi 'tecnici' e degli uomini della provvidenza - che i sondaggi premiano la coalizione di centrodestra e che, salvo sorprese clamorose (o brogli, dio non voglia) l'esito di queste elezioni è segnato in partenza. E tuttavia siamo costretti al teatrino parrocchiale di una campagna elettorale da latte alle ginocchia e fescennini televisivi della peggior specie e battute insulse - come l'ultima, del nipote di suo zio, che chiama in causa la cipria della Meloni.
Che non ne fa uso, come ben sappiamo, data la sua evidente popolarità , conclamata perfino dai suoi nemici trinariciuti, i professori e giornalisti sinistri, che la tacciano di essere una pescivendola.
Dunque assisteremo allo scandalo massimo dell'ascesa di una 'pescivendola' alla presidenza del Consiglio dei ministri - con il coro greco, negli ultimi giorni di campagna elettorale, dei maggiorenti della sinistra europea che grideranno al pericolo fascio-populista e strapperanno il sipario e si stracceranno le vesti (oscena visione) per la scena madre di una alleanza dell'ultim'ora contro i sovranisti che attentano all'esistenza di Europa, fragile donzella guerriera che si è esposta in favore della guerra a fianco della Nato.
È successo in Francia con l'alleanza di tutti contro la Le Pen che, non foss'altro che per anzianità di presenza politica, ben avrebbe meritato l'ambito premio della presidenza.
E non sarebbe successo nulla di particolarmente eclatante, salvo una politica di rigore massimo nell'ordine pubblico e nessuna concessione all'anti atlantismo che, chissà perche' , non impone il suo sano verbo neutralista avverso alla Nato - e sarebbe la vera rivoluzione nazionale ed europea che obbligherebbe le diplomazie a trovare finalmente il bandolo di una matassa geo politica a favore di una pace universale.
E, invece, dobbiamo sorbirci il piccolo cabotaggio di partitucoli del terzo pollo (la doppia è intenzionale) e del 'centro' che si oppone alla polarizzazione degli schieramenti politici italici - ma aveva ragione quel giornalista satirico di qualche decennio fa a interrogarsi sul fatto che: 'C'e' un buco al centro dello schieramento politico italiano. Che sia quello del c...?'