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Messaggi del 04/06/2019

Arte e conflitti insanabili

Post n°889 pubblicato il 04 Giugno 2019 da fedechiara
 

E, stralunati come siamo per il bombardamento di notizie della corruzione stellare dei vertici del calcio mondiale e di quella nostrana di 'mafia capitale', sedersi davanti a una trinità di video coloratissimi e apocalittici in cui si rappresenta l'essenza del caos nostro quotidiano con spezzoni tratti da 'Metropolis' di Lang e gli odierni 'femminicidi' si specchiano in un vecchio film muto dove una folla impazzita osanna l'esecuzione di una poveretta innocente sembra perfino riposante - e lasciamo che il caos del mondo di fuori continui imperterrito e magari, fra 13 giorni, ci scodelli perfino l'espugnazione al ballotaggio della cittadella-Venezia, turrita da lustri di governo della sinistra e isolata in una regione a stragrande maggioranza lego-forzista, - e la consegni nelle mani dubbie e certamente inconcludenti dell'ennesimo 'imprenditore in politica', che Dio ci aiuti, mammaliturchi!

E, a palazzo Bembo, affacciato sulla via d'acqua più trafficata al mondo, la scelta dei curatori dell'European Cultural Centre di radunare in due palazzi oltre 100 artisti provenienti da 40 paesi diversi e in serrato dialogo con i colleghi non-europei produce un effetto straniante ma convincente e ti convinci che il cosmopolitismo culturale è cosa buona e giusta e che gli artisti, più e meglio dei poeti sono i veri profeti del mondo che verrà e interpreti efficacissimi delle sue tensioni e orrori commisti col poco di buono che ci sforziamo di osservare e preservare. 
Un po' meno buono e giusto è il cosmopolitismo forzato che deriva dall'arrembaggio e dall'asfissia dei 'barconi' e dei migranti: a migliaia affibbiati a forza e costrizione legislativa alle regioni del nord che produce e vieppiù produrrà i mostri di 'via Anelli' e dei dintorni della stazione di Padova: i ghetti orribili ad abitarsi del futuro gramo che ci aspetta, fitto di fortissimi conflitti sociali e 'rivolta delle banlieues' nelle grandi e munifiche e sventate città europee, i cui abitanti chiedono a gran voce 'più sicurezza' e votano i 'partiti populisti'.

Ma non sembra pensarla così il catalano Jaume Plensa che, dalla Basilica di san Giorgio Maggiore in isola ci mostra la testa di una cino-spagnola di sua conoscenza realizzata con rete di acciaio e una mano benedicente scende sotto la cupola al centro realizzata con i geroglifici e i caratteri dell'alfabeto di molte lingue differenti – a dire di una idea di futuro finalmente pacificato e di un ritorno dell'umanità tutta ai pensieri negletti delle 'magnifiche sorti e progressive', in aperto contrasto con il presente medioevo dell'Isis assassino e di Boko Aram e dei futuri 'fighters' spediti in Occidente anche coi pietosi 'barconi'. Chi vivrà vedrà e ci dirà chi ha ragione.

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