Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Aprile 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultime visite al Blog

RavvedutiIn2davide.russielloprogettoautosrl1950fedechiarapierclauxxcentauropise64otticasergiopipolosuperfiore0ALDRINSISdagoberto_83Web_Londonmann6sonoinvincibile1
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Messaggi del 11/04/2019

Mi Buenos Aires querido

Post n°829 pubblicato il 11 Aprile 2019 da fedechiara
 

Buenos Aires 18 marzo 2019

Ci vuole un coraggio da leoni per dire l'equivalente di 'E' una cagata pazzesca' - come ha fatto Fantozzi, forzato alla visione della 'Corazzata Potemkin'. 
E l'equivalente - qualcuno lo doveva pur scrivere, prima o poi - è questa città tentacolare, brutta, calda e sciroccosa, architettonicamente uno sfacelo, un accostamento stridente di stili post coloniali e post moderni ('stili' è parola grossa), un ricettacolo di miserie vecchie e nuove e polveri sottili e meno sottili nebulizzate a tutte le ore del giorno e della notte lungo le arterie delle 'avenidas' e le vene delle 'calles'.
E tuttavia una città piena di energia - perché 'ci vuole un fisico bestiale ' per viverci e amarla - come dicono (e cantano) di lei i suoi milioni di abitanti. 
E tutto quanto sopra esposto non riguarda il centro storico, ca va sans dire, fitto di palazzi solidi e quadrati con colonne e timpani sulle facciate e alte torri e finestre ornate di decori, ma basta allontanarsi di una 'quadra', di là dall'Avenida 9 de julio. l'immensa arteria che separa ricchezza e povertà, centro e periferia, ed ecco la miseria della Grande Buenos Aires mostrarsi impudica e oscena - col rombare dei motori delle centinaia di migliaia di auto in perenne movimento che ti assorda ed asfissia.
E la miseria di oggi è impietosa e non dà scampo, bensì si allarga a macchia d'olio nella periferia estrema, quella che vedi effigiata nelle case del degrado e nelle baracche, provenendo dall'aeroporto internazionale di Ezeiza. E la 'Buenos Aires querida' cantata da Gardel nei suoi anni aveva forse una sua poesia di fango e baracche, una via Gluck porte(g)na, condita com'era di speranze post belliche e visioni di futuro in rosa, ma quella odierna è prigioniera della ragnatela del maledetto globalismo e della stagnazione economica, col peso argentino in picchiata, - e i sedici milioni di abitanti si contendono le briciole di una economia in affanno perpetuo, e i palazzi del centro cittadino sono solo un epitaffio di quella borghesia europea che li costruì e ambiva a 'fare come a Parigi', ma la maledizione dell'equatore e delle colonie tutto riduce a epigoni e belletto e caricatura.

YOUTUBE.COM

 
 
 

Il gioco della Storia

Post n°828 pubblicato il 11 Aprile 2019 da fedechiara
 

 

 

 

...che poi, sempre per stare sul 'gioco della Storia', chissà che diverso condottiero sarebbe quel Magno Alessandro se, invece delle spade e delle sarisse, fosse vissuto al tempo delle spingarde e degli archibugi – e tutto quel fragore di peana e scudi levati e sbudellamenti e decapitazioni e infilzamenti coi persiani poco Immortali e con i popoli delle montagne lasciasse il posto ai moschetti e alle mitraglie e alle trincee o, peggio alle bombe atomiche sganciate dai bombardieri di alta quota che, neanche a distanza di settant'anni, gli americani hanno voluto 'chiedere scusa' ai giapponesi del misfatto, - e tuttora lo considerano un atto di guerra e un immane sacrificio di civili necessario alla chiusura della guerra .
Magari si sarebbe convertito al buddismo e si sarebbe fatto monaco in un qualche monastero delle montagne dell'Hindustan, lasciando orfani i suoi molti 'fans' di quelle epiche battaglie coi soldati moribondi sugli scudi e i moncherini o le braccia mozzate in bella vista e gli intestini di fuori che fa tanto 'splatter' ed epopea cinematografica ollivudiana e Storia dell'umanità ognora fitta di morti ammazzati che ancora non ne abbiamo abbastanza - e alle cronache dei futuri viaggi spaziali preferiamo invece quelle dei foreign fighters che si fanno esplodere nei teatri e negli aeroporti, drole de guerre che il Magno Alessandro avrebbe ripudiato per certo, offrendosi di combattere l'Isis e ri-fondare il suo impero multietnico colà col pieno consenso delle potenze occidentali refrattarie a mettere 'gli scarponi sul terreno' e il plauso dell'alleato Putin che gli avrebbe consigliato Assad quale comandante in seconda al posto di Efestione. 
A volte ritornano e ci risvegliamo in un bagno di sudore.

 

Nessuna descrizione della foto disponibile.