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Post n°7 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da forsesara

 

Sette e quaranta, suona la sveglia; Luigi apre gli occhi e fissa le lancette, allo scoccare del quinto minuto esce dalle coperte e si mette seduto su un lato del letto pronto ad alzarsi; piede destro a terra per primo; sta in bagno per dieci minuti; fa colazione mentre guarda il notiziario; poi esce di casa senza salutare, va al mercato; torna per pranzo; riposa per trenta minuti; esce nuovamente, va al parco; torna per cena; si prepara per la notte; controlla che la sveglia sia precisa, si mette sotto le coperte ben disteso, fissa il soffitto per qualche minuto e finalmente si addormenta.

Luigi si alza. Stessa ora: sette e quarantacinque. Solite azioni, soliti gesti, nei soliti punti della stanza, con i soliti oggetti.

Questa è la vita di Luigi, ossia la medesima giornata che si ripete all'infinito.

Com'è strano Luigi, sembra che non capisca il mondo perchè non sa cogliere tutto ciò che la vita ha da offrire, non sa vivere. Sfortunato Luigi.

 

Sette e quaranta, suona la sveglia. Faccio un po' di fatica ad alzarmi, fisso la sveglia come per chiederle di rallentare un pochino, ma sono costretto ad alzarmi ormai. Doccia, sistemo i capelli senza troppa cura, mi vesto comodo. Faccio colazione senza aver un grande appetito, appena alzato non mangio volentieri, ma grazie alla TV che mi intrattiene riesco a mandar giù qualcosa. Finalmente esco, mi aspettano. Al mercato di Santa Chiara la signora Rosa non riesce a sistemare il banco senza di me anche se non lo ammetterà mai probabilmente; l' aiuto a scaricare e disporre le casse di frutta. Poi la saluto e mi accomodo sulla mia solita panchina ad ammirare.

Noto che il mondo è veramente tanto vario, non esiste mai una scena che si ripete, nonostante per la maggior parte delle volte io ritrovi qui gli stessi volti, e più o meno ad orari fissi, i giorni sono sempre molto diversi gli uni dagli altri. Per esempio, la Ragazza Delle Mele. Lei viene al mercato ogni lunedì e giovedì. Compra ogni volta un bel po' di mele, solo dalla signora Rosa, poi saluta Giorgione il macellaio e Pier il panettiere, che si fa chiamare così da una vita perchè non ama il suo nome e nessuno sa quale sia realmente. Alcuni giorni la ragazza è distratta, non chiacchiera volentieri, cerca di correre per quanto possibile, altri invece è serena, si guarda intorno e sorride. Circa un paio di settimane fa è venuta con una bimba, la teneva per mano, ben stretta e sorrideva sempre nel parlare con lei, le mostrava il posto, tutti i banchi, e le raccontava delle storie, credo, ma ne sono quasi sicuro a giudicare dall'espressione della piccola, rapita e affascinata; ho scoperto che era sua figlia, e che non è mai stata tanto bene da poter far compagnia alla mamma lì al mercato, e io ora capisco come sta la piccola dal modo in cui la ragazza delle mele entra, anche quando non parla racconta tantissimo, i suoi occhi sono loquaci.

Poi il Signore Del Venerdì. E' decisamente di poche parole, ormai fa la spesa con lo sguardo, anzi il più delle volte i commercianti già preparano i sacchetti per lui, che arriva sempre alle undici, ed è talmente puntuale da apparire quasi strano. Una volta non è venuto per niente e la cosa ha destato un po' di agitazione tra i venditori, finchè Pippo il pescivendolo si è fatto sostituire all'ora di punta ed è andato a cercarlo. Quindi ho scoperto che il signore del venerdì vive da solo, lì vicino, che non ha nessuno che si occupi di lui, probabilmente ha perso la moglie da qualche tempo e ne soffre ancora, porta la fede al dito, ma lo vedo sempre da solo e sempre con l'aria abbattuta da quando l'ho conosciuto, saranno ormai circa tre anni.

E i ragazzi che saltano la scuola? Sempre diversi. Si guardano intorno ben bene sin dall'ingresso, come per assicurarsi che non ci sia nessuno che possa tradirli con i loro genitori, ma una volta dentro si comportano come se niente fosse, come se non avessero lezione quel giorno, non portano quasi mai gli zaini. La maggior parte di loro è allegra, del tutto a proprio agio quando chiedono un bel panino Gino il salumiere, che mette sù pancia a vista d'occhio ultimamente, è chiaramente una consuetudine per loro, a differenza di altri che non riescono ad arrivare al banco, alcuni arrivano all'ingresso talmente tesi che non hanno il coraggio di entrare finchè desistono. Mi fanno sorridere questi studenti. Quasi li aspetto tutte le mattine, anche se gran parte di loro neanche mi nota mi raccontano tante di quelle storie! Tormenti sentimentali, divertimenti, problemi di ogni tipo e soluzioni uniche... che spettacolo.

Poi c'è la signora Mariella! Viene al mercato tutti i giorni, la conoscono tutti perchè si intrattiene a conversare quasi con ogni venditore. Compra poche cose, quelle che serviranno per la giornata, non ama mancare al suo appuntamento quotidiano. Parla di tutto, riesce a dare una sua opinione su qualsiasi argomento, anche quando questa non è richiesta, lo vedo spesso dal chiacchierio che segue la sua uscita, ma nonostante ciò le vogliono tutti un gran bene, stanno in pena e gioiscono con lei. Un sabato si è respirata aria di festa quando è venuta a fare una grande spesa, per dieci persone diceva, ma ha preso provvigioni per un reggimento. Era felice e festosa, rendendo tali chiunque intorno a lei. Quel giorno si è intrattenuta di meno a parlare perchè doveva correre via, aveva persino messo un fermacapelli nuovo; era chiaro che stavano arrivando i figli, che ormai vivevano lontano da anni e che riuscivano a trovare poche occasioni per tornare a farle visita, non perchè non volessero, ma tra lavoro, famiglia e così tanti chilometri di distanza non poteva essere altrimenti. Mi sembrava di vederla con i suoi nipotini, che cercavano di nascondere le guance per salvarsoi dai suoi famosi e tanto temuti pizzicotti.

E ancora, il Gran Cuoco. Un omone che viene la mattina presto e visita sempre e solo i suoi banchi prescelti, osserva attentamente tutti i prodotti, ne studia il colore e il profumo come se fosse di vitale importanza, sceglie il meglio, e se lo fa portare via da un suo aiutante, alto ed esile, che non lo contraddice mai anche se spesso vorrebbe, ed è divertente vederlo volgere lo sguardo in alto e sospirare silenziosamente cambiando completamente espressione quando il capo si gira verso di lui. Sono sicuro che l'aiutante mingherlino vorrebbe diventare Chef, e credo anche che abbia la stoffa per poterlo fare, sembra sicuro di sè ed è disposto a sopportare tante cose pur di riuscirci un giorno, gli faccio il tifo, è un tipo simpatico.

Molto in fretta passano le ore della mattina, puntualmente arrivano le tredici in un baleno, e tutti risvuotano i banconi; aiuto la signora Rosa a ritirare le casse, anche se raramente ne resta qualcuna pesante. Mi piace leggere negli occhi della signora Rosa, è una donna dolce anche se appare tanto rigida a primo impatto. Le sono simpatico, anche se parliamo poco, si aspetta che io sia lì ad aiutarla. Delle volte so che trova strana la mia costante presenza, delle altre ne è semplicemente contenta, e mi vuole bene, così come io ne voglio a lei.

Torno a casa, mai a mani vuote, i miei coinquilini mi fanno sempre trovare il pranzo pronto, non ci siamo mai accordati esplicitamente al riguardo, ma credo che a loro stia bene che io mi occupi della spesa. Sono stanchissimo, come se avessi vissuto in prima persona le storie che ho letto nella mattinata, tanto che non posso fare a meno di un riposino, una mezz'ora è sufficiente a ricaricarmi, dopo di che esco, vado al parco, in realtà non vedo mai l'ora di arrivarci.

Mi accomodo sotto un grande bagolaro, il mio albero preferito, e ammiro. Il parco è un groviglio di storie. C'è Ciuffo quasi tutti i giorni, un ragazzino con i capelli che gli coprono metà viso, viene con un gruppo di amici, si diverte, lo vedo parlare e ridere, gesticola in un modo divertente, ma in un attimo cambia espressione per qualche istante, come se scappasse altrove con la testa, poi riprende a parlare e scherzare. Ho capito che il caro Ciuffo è innamorato, molto probabilmente con una ragazza della sua stessa scuola, la vede spesso ma non abbastanza, non è ancora riuscito ad avvicinarsi a lei come vorrebbe, è carina e timida, l'ho notata qui al parco seguendo lo sguardo di lui in uno dei suoi mimenti di “assenza”, lei non viene frequentemente, forse abita in un quartiere lontano, e questo non aiuta Ciuffo... sono proprio curioso di vedere come va.

C'è chi viene per la prima volta, passeggia in compagnia e si guarda intorno rapito da tanto verde, magari durante una breve vacanza, o un paio di giorni di evasione, me ne rendo conto dal passo, ho notato che chi arriva per pochi giorni va un pò più in fretta rispetto agli “abituali”, come se volessero vedere più cose possibili, e non tralasciare niente; immagino da dove vengano, è un bel gioco, una rosa di possibilità si schiude per ogni nuovo volto.

E poi ci sono sempre tanti bambini, se anche non li vedessi me ne accorgerei per la massiccia presenza di mamme, si riconoscono subito, da come si guardano intorno, dal numero di interruzioni nella lettura di un libro, dalle borsone capienti che portano tutte le volte. I bambini sono uno fenomenali. Crescono molto in fretta, e ogni giorno fanno una nuova scoperta. Mi colpiscono sempre mentre giocano tra loro, bisticciano, si arrabbiano, delle volte si picchiano e devono intervenire le mamme. Per esempio il piccolo Nico, impossibile non sapere il suo nome, la mamma lo chiama in continuazione perchè corre velocissimo e si nasconde ovunque. Nico parla tanto, è molto socievole, gli piace giocare con la sabbia, ci gioca sempre, una volta costruiva una montagna in compagnia di un amichetto, si sfidavano a chi la faceva più grande, è nata una disputa animata, guardando quelle espressioni accigliate indovinavo le battutine che si scambiavano e ridevo tra me e me, poi Nico ha dato un pugno alla montagna del rivale e ha dato inizio ai pianti, le mamme sono corse ai ripari, ognuna a consolare il proprio principino; entrambi una volta sfogati sono corsi via lasciandole a continuare il diverbio che prima era il loro, hanno ripreso a giocare con la sabbia e Nico ha distrutto anche la sua montagna facendo ridere l' amico dimenticando tutto. Grande Nico.

E la Piccola Dai Capelli Rossi Con Le Treccine che viene il sabato, è sempre stato impossibile non notarla, è una trottola, ha sempre dato l' impressione di non badare molto a cosa la circonda, ma una volta mi ha sospreso, si è avvicinata come se mi conoscesse da sempre e molto semplicemente mi ha chiesto “perchè vieni sempre qui a guardare la gente e basta?” , mi guardava fisso negli occhi , proprio non me l'aspettavo e li per lì non sono riuscito a risponderle, allora mi ha sorriso e si è allontanata senza farsi problemi. Da allora mi saluta ogni volta che viene al parco e il sabato è diventato il mio giorno preferito. Penso che non scorderò mai quel momento.

Ho da imparare tanto dai bambini, e giorno dopo giorno ho sempre qualche motivo in più per crederlo; sono così sinceri, spontanei, e tanto, tanto intuitivi.

Arriva la sera e rientro per l' ora di cena, non tardo ad andare a letto, ma non riesco ad addormentarmi subito, ripenso sempre alla Piccola Dai Capelli Rossi Con Le Treccine e alla sua domanda e le rispondo: per tutto il giorno osservo un angolino di mondo, e allo stesso tempo il mondo intero perchè si, siamo tutti uguali, ma siamo anche tanto diversi anche da noi stessi in tempi differenti. Vedo tanti dei piccolissimi esempi della varietà che mi circonda, ogni giorno scopro decine di nuove storie, lette nei volti, noti o nuovi, nelle mani, nel movimento apparentemente confuso della folla. So che a molti sembro strano, e forse pensano che io non sappia vivere perchè non frequento posti diversi, magari credono che io sia molto sfortunato perchè non capisco il mondo, perchè non colgo nessuna occasione. Ma in realtà io so per certo che sbagliano, credo di capire il mondo intorno a me proprio perchè mi fermo ad osservarlo, e non ho bisogno di andare chissà dove per vedere posti nuovi, qualunque posto è sempre diverso giorno dopo giorno. Anzi, se proprio devo dirla tutta penso che siano loro ad essere sfortunati, a non capire cosa stanno perdendo per la mania di spostarsi ovunque, collezionare cartoline di posti esotici; anch'io conservo le mie cartoline, e resteranno sempre affisse in un posto speciale del cuore, non chiuse in una bella scatolina colorata.

Io credo che ogni giornata riservi sempre qualche sorpresa, un nuovo incontro, un incontro diverso, un'insegnamento, qualcosa su cui riflettere, qualcosa da comprendere. E' inutile andare lontano e ritornare senza averlo capito.

E dopo aver risposto e ripensato alla particolarità del giorno appena trascorso, finalmente mi addormento.

 
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