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RASNA

semplice passione

 

« Messaggio #160MISTERI ARCHEOLOGICI »

LA STORIA LA SCRIVONO I VINCITORI MA...

Post n°161 pubblicato il 14 Gennaio 2009 da zoeal
 

Noi studiamo la storia italica antica così come ci è stata proposta più o meno da Tito Livio. A volte però la verità appare all'improvviso come un raggio di luce...proveniente dal buio della terra in questo caso dagli affreschi illustrati della tomba di François a Vulci in cui sono riportate le gesta d Caile Vipinas ( Celio Vibenna in latino ma poi appare anche il fratello Aule), alcuni giovani guerrieri nobili di Vulci e il loro gran generale Macstarna (meglio conosciuto con il soprannome un pò dispregiativo latino Servio Tullio...il "servo liberato" sesto re di Roma).

Semplificando al massimo:

Tito Livio ed altre fonti romane: Tarquinio Prisco non aveva figli maschi, ma entro al sua corte nacque da una schiava (forse una ex principessa romana) un bambino che fu oggetto di un prodigio. Mentre dormiva infatti la sua testa emanava bagliori di fuoco ma senza bruciare. La moglie di Tarquinio, Tanaquilla, interpretò questo come il segno che quel bambino avrebbe avuto un futuro regale, così questi fu adottato dai reggenti divenendo a sua volta re con il nome di Servio Tullio.

 La storia etrusca:  CelioVibenna insieme al fratello Aulo di Vulci  organizza un esercito, accompagnato dal suo seguito di nobili vulcenti e da un loro fedelissimo comandante di rango non nobile Mastarna, per motivi imprecisati (politici, ideologici o semplice brama di conquista) diretti alla conquista di Roma. Si scontrano con una coalizione di città etrusche nemiche che hanno dato appoggio ai Tarquini di Roma e Celio, (ma non Aulo) e altri del suo seguito vengono fatti prigionieri. Il fedele generale Mastarna, li libera con un’imboscata, la guerra prosegue, entrano a Roma da vincitori ma Celio, il fratello maggiore dei Vibenna muore nella battaglia. Aulo, che però ha avuto un ruolo molto marginale nella guerra, apparendo solo alla fine, per linea dinastica diventa il re della Roma conquistata ma forse sorgono delle rivendicazioni da parte di Mastarna che era stato fedele a Celio sin dall’inizio ed aveva contribuito in prima persona alla vittoria finale. Aulo muore quasi subito, si dice ucciso da un servo ma molto probabilmente da un sicario o dallo stesso Mastarna (servo= Servio) che si proclama quel re, conosciuto da tutti i latini come Servio Tullio.

si ritiene che il termine MASTARNA non sia un nome proprio ma una carica MAXTARNA o MACSTARNA che dovrebbe significare "comandante".

per le fonti storiche, maggiori informazioni e spiegazioni sulla storia cliccate:

http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Etruschi/mastarna.html 

ed anche:

THUI

 
Rispondi al commento:
penslibera
penslibera il 14/01/09 alle 13:26 via WEB
storia complicatissima, come complicata per me è la storia dei re etruschi a Roma. non riesco a capire come si può tirare fuori la storia da quegli affreschi... mah ... come faranno ?!
 
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"UNA GIORNATA NELL'ANTICA ROMA" di Alberto Angela (immaginiamo di fare un viaggio nel tempo e di ritrovarsi nella Roma del I secolo dopo Cristo)

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POETA ESTEMPORANEO

In ricordo di Morbello Vergari, ultimo poeta Etrusco

Il reperto archeologico

Riuniti insieme, un gruppo di signori

stavano discutendo di un oggetto

un giorno appartenuto ai padri etruschi.

Il dottor Tizio disse ai suoi colleghi:

-La mia giovane eta', non mi consente

di pronunciarmi il primo e francamente

ammetto che non ci capisco molto.

Il dottor Caio esprime il suo parere

dicendo-Per me, questo è un utensile

che usavano gli etruschi,

per servire vivande sulla mensa

D'altro parere il professor Sempronio

e in questo modo dice il suo giudizio:

Questo per me, è un vaso da ornamento

che serviva su un mobile di lusso

a contenere fiori profumati.

Infine il professor Tal dei Tali:

Con questo afferma usavano gli antichi

nelle grandi e solenni cerimonie

offrire a gli dei superi d'Olimpo

e il loro sacerdote in pompa magna,

libava e alzava questo vaso al cielo;

quindi spruzzava santamente l'ara,

del vin pregiato in esso contenuto.

-Giusto-dicono tutti gli altri in coro-

la Sua tesi convince, professore.

Due etruschi ch'iabitaroni in quei luoghi

in permesso quassu' dai Campi Elisi.

Si fermarono ad osservar la scena.

-Tarcone-Aule chiese-cosa fanno

quelle persone riunite insieme?

-Non so',non saprei dirti veramente;

non riesco a comprendere il dialetto,ma

quel che sembra un tantinello strano

è, che stan discutendo con passione,

tenendo un nostro orinalaccio in mano.

 

 
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