Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

Messaggi di Marzo 2018

Una corona di spine..

Post n°8362 pubblicato il 31 Marzo 2018 da nina.monamour







Caro Gesù, mentre prego e medito, i miei occhi si posano sul tuo capo e su quella corona di spine. Chiudo gli occhi e penso alla ferocia dei soldati. Ti avevano flagellato tanto da non avere più aspetto nè bellezza. Il tuo sangue sparso a terra e il tuo grido di dolore. Non so se avesse retto il mio cuore se fossi stata lì con te.

Ora penso a quella corona, con quanta forza l’hanno conficcata sul tuo capo, e quelle spine che pungevano crudelmente la tua fronte. Non ci posso pensare, mi viene da piangere Gesù.
“Ma io posso fare qualcosa per alleviare il tuo dolore?”
“Si che puoi!”
“E cosa posso fare io?”

“Amami e fammi amare”.
No amici, tranquilli! Queste parole non me le ha dettate il Signore, non ho avuto nessuna rivelazione. E’ un dialogo immaginario in un momento di preghiera personale contemplando quel volto e quella corona sul suo capo.

Quella corona di spine ancora oggi è sul capo di Gesù; c’è tutto un mondo di male che preme su quella corona per sconfiggere il Signore. La politica preme su quella corona firmando leggi di morte e leggi contro l’uomo rivendicandole per leggi di civiltà e di progresso. L’economia preme su quella corona con azioni ingiuste a discapito dei più deboli e dei più poveri.

La scienza mette tanto peso su quella corona con ritrovati che fanno sempre più diventare la vita un vero prodotto. Il fratello uccide il fratello. Guerre, liti, divisioni, immoralità di ogni genere, infedeltà, ateismo dilagante. Quella corona oggi fa tanto male a Gesù. L’uomo l'ha dimenticato, anzi, no, l’uomo lo ha eliminato. L’uomo ha preso il suo posto.

Cosa fare? E’ tutto perso?



Non è possibile!

Signore, mi impegnerò io a sollevarti un pò quella corona perché non ti faccia così tanto male. Io non sono degna di portarne neanche una spina di quella corona ma ti amo così tanto. Non mi fermerò, non mi arrenderò, non mollerò, pregherò, parlerò, camminerò, mi darò da fare perché tu possa sorridere un pò. Lo so è difficile il cammino ma sono sicura che in esso troverò qualcuno che mi darà una mano ad alleviare il tuo dolore.

Cara corona di spine, tu non resterai per sempre sul capo del mio Gesù, il bene trionferà, ne sono sicura. Signore io cammino con Te ma tu resta al mio fianco sempre perché anche se io voglio aiutare te, Tu dovrai sempre aiutare me.



 

Questo post lo dedico a mia madre,

morta nel giorno di Pasqua

Ciao Mamma, abbi cura di te...

 
 
 

Il cacciatore di mafiosi..

Post n°8361 pubblicato il 30 Marzo 2018 da nina.monamour

 

 

Ogni tanto la RAI ci diletta con qualcosa di positivo e parlo proprio della fiction (trasmessa Mercoledì sera) dedicata alla figura di Alfonso Sabella, il Magistrato che nel 1993 ha arrestato diversi esponenti di Cosa Nostra nella Sicilia devastata dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Nel primo dei due episodi in onda, "Idi di marzo" (l'altro è "Famiglia"), si racconta come Sabella, nella serie Saverio Barone, arrestò il mafioso "Uccio" Barbagallo.

Co-protagonista di questa storia la messinese Katia Greco che interpreta il ruolo di Serena, amante di Barbagallo, che ha aiutato le forze dell’ordine ad incastrarlo. Serena era una ragazza di Villabate che viveva in condizioni economiche molto precarie, racconta l’attrice intervistata dalla Gazzetta del Sud, quando scoprì che il suo uomo era un malavitoso lo denunciò. Di Serena mi ha colpita il fatto che, pur trovandosi in situazioni difficili da gestire, mantenesse un’ingenuità di fondo accompagnata da spessore umano e coraggio da vendere.

Racconta una delle pagine più spettacolari e cruente della lotta tra lo Stato e la mafia siciliana nei primi anni '90, Il cacciatore, la serie tv di Rai 2 con Francesco Montanari, liberamente ispirata alla vera storia di questo Magistrato. Le indagini del giovane Pm Saverio Barone proseguono e i primi risultati cominciano a vedersi. Studiando il personaggio ho capito che più della paura di mettere a rischio la propria vita, il suo gesto nascondeva una grande voglia di riscatto. Temeva di essere uccisa dopo la denuncia, ma era più forte in lei la volontà di trasformare la sua vita. Infatti cambierà nome e città e le troveranno un lavoro. 

 Idi di Marzo è il titolo del primo episodio della terza puntata de Il cacciatore; la zona tra Corleone e Villabate è martoriata dalla guerra tra cosche innescata dal boss Leoluca Bagarella. Il Pm è coinvolto nelle indagini relative agli omicidi ma non riesce a vedere chiaramente il disegno che ne sta alla base.

Tutto cambia quando l'amante di Salvatore Barbagallo, Serena, in maniera del tutto inattesa consente alle forze dell'ordine di fare un decisivo passo avanti nella loro ricerca si scopre infatti che il suo uomo è un mafioso molto vicino a Di Peri.

Barbagallo viene arrestato ed costretto a confessare visto che il Pm Barone e il suo collega, Carlo Mazza, hanno a disposizione tutti gli elementi per scoprire chi sono i componenti del clan di Di Peri e incastrarli uno ad uno, mafioso dopo mafioso, l'obiettivo è quello di riuscire a chiudere lo scontro tra i malavitosi che prosegue sottotraccia da troppo tempo.



Nel frattempo, il mafioso Buscemi viene fatto crudelmente torturare dal boss Bagarella, l'uomo vuole scoprire a tutti i costi chi stia tramando contro Corleone e pensa che Buscemi lo sappia.

Tempo al tempo...



 
 
 

Le bambine hanno bisogno di modelli..

Post n°8360 pubblicato il 29 Marzo 2018 da nina.monamour


 

Storie della buonanotte per bambine ribelli è uno dei maggiori bestseller mondiali per l’infanzia degli ultimi anni, probabilmente equiparabile al primo libro della saga di Geronimo Stilton. È scritto da due italiane, Elena Favilli e Francesca Cavallo, di esperienza internazionale nella comunicazione la prima, di ottima capacità narrativa la seconda.

Il libro raccoglie le storie di 100 donne che, principalmente negli ultimi quattro secoli, hanno cambiato la storia di dipendenza già scritta per loro affermandosi per genio, coraggio, volontà. Sebbene il titolo del volume trasmetta, forse inconsapevolmente, l’idea che tutt'ora una bambina decisa a onorare le proprie ambizioni sia “ribelle”, e che dunque anche nelle società occidentali in cui viene garantito il diritto allo studio conseguire una laurea, fare sport o andare controcorrente rappresenti una forzatura, l’idea non perde un’oncia della propria grandiosità.

Le bambine, ribelli o meno, hanno in effetti bisogno di rafforzare il proprio immaginario e la propria autostima in età proto-scolare, perché nel momento in cui si troveranno ad affrontare un sussidiario o, al liceo, un'antologia di letteratura e poesia, vi troveranno, forse, una sola donna rappresentata, Vittoria Colonna, e una sola condottiera e politica, Matilde di Canossa.

Non vi troveranno mai la prima dottorata mondiale, l’italiana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia che infatti, e forse non a caso, non si trova nemmeno nel libro per “bambine ribelli”; non santa Ildegarda di Bingen, naturopata eccelsa, che se oggi va ottenendo nuova fama è solo perché una società ha deciso di utilizzarne il nome e l’intrigante “storytelling” per una linea di prodotti naturali venduta a caro prezzo.

Non leggeranno mai della raffinata politica Bona di Savoia, mai della poetessa Cassandra Fedele, ispiratrice di Giovanni Bellini e corrispondente epistolare di Angelo Poliziano, che di lei scriveva meraviglie a Lorenzo il Magnifico ("È cosa, Lorenzo, mirabile, né meno in latino") e alla quale i sovrani d’Aragona, cioè la stessa Isabella che diede a Cristoforo Colombo i denari per la sua impresa, offrì una cattedra.

 Ma dai libri e dalle antologie a uso dei licei mancano anche le tre sorelle-star Isotta, Angela e Ginevra Nogarola, sorta di Kardashian rinascimentali con la loro intelligenza esposta all’ammirazione dei contemporanei in vece del culo. Zero informazioni su suor Arcangela Tarabotti (per starsene in pace a studiare conveniva entrare in convento, anche controvoglia come in questo caso). Di loro non leggete ancora, e forse non accadrà per un paio di generazioni, sui libri scolastici, nemmeno su quelli italiani che, pure, sono scritti anche da docenti di sesso femminile.

D’altronde, se nessuno scrive delle gesta politiche o delle conquiste letterarie e giornalistiche femminili sui libri di storia, perché mai non credere che la storia sia stata fatta unicamente dai maschi? Non fu facile, la vita di queste donne, di queste vere ribelli. Continuare a sviluppare per tutta la vita il proprio amore per le lettere o le arti, sostenuto nelle famiglie più abbienti solo fino all’adolescenza, era un azzardo di fronte alla prospettiva e alla necessità di sposarsi, com’è evidente dalle lettere e gli scritti che hanno lasciato dietro di sé, "Devo sposarmi o dedicare la mia vita allo studio?", scrive angosciata a metà del Quattrocento Alessandra Scala a Cassandra Fedele.

Alle bambine servono modelli, è ora di dare maggiore spessore, rigore scientifico e maggiore diffusione popolare alle infinite “bambine ribelli”, queste sì, che hanno popolato la storia, senza limitarne il portato all’alveo immaginario della “favola”. Non c’è immaginazione, nelle loro storie, ma passione, costanza, volontà. Le nostre bambine hanno bisogno di modelli, le nostre adolescenti di riconoscere sé stesse negli studi, senza sentirsi, per questo, ribelli.

 

 

 

 
 
 

Un battito di ciglia..

Post n°8359 pubblicato il 28 Marzo 2018 da nina.monamour

 

 

Spero che un giorno, tra una stretta di mano dei colleghi e un bacio di tua moglie, io ti torni in mente. Anche solo per un attimo, un battito di ciglia.
Spero che resterai interdetto chiedendoti il perché di quel ricordo improvviso, insensato, il motivo per cui il viso di quella donna di tanti anni fa ti sia balenato in testa.
Spero che per un attimo ti mancherò, sì.

Mentre sarai felice, quando non ti mancherà nulla, quando non potrai chiedere altro alla vita.
Non voglio mancarti nei momenti difficili, quelli in cui ci si aggrappa a ogni bel ricordo pur di fuggire dalla realtà, no, io vorrei tornarti in mente quando avrai tutto.

Capisci che qualcuno è stato veramente importante quando lo desideri accanto a te nei momenti migliori..

 


 
 
 

Per non essere invisibili..

Post n°8358 pubblicato il 27 Marzo 2018 da nina.monamour

 

 

 

 

 
 
 

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