Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

Messaggi di Aprile 2018

Cemento sociale..

Post n°8388 pubblicato il 30 Aprile 2018 da nina.monamour





Il pettegolezzo soddisfa il voyeurismo latente in ciascuno di noi per cui, sia pure per interposta maldicenza, cerchiamo di spiare quello che accade in camera da letto del macellaio o nella cucina dove costui litiga con la moglie.

Le comunità di una volta vivevano sul sussurro quotidiano circa le marachelle o le disgrazie altrui, e di bocca in bocca le comari si passavano la notizia che il farmacista era cornuto, che la figlia del droghiere non era sparita in campagna per curare la zia malata bensì per celare il fatto che era gravida del figlio della colpa o che il Sindaco non lo diceva ma aveva un brutto male.

Talora queste mormorazioni potevano rovinare la vita di una persona (si pensi a "La patente" di Pirandello) ma in genere rispondevano anche ad un interesse quasi benevolo per la vita del nostro prossimo e in definitiva costituivano una forma di cemento sociale, anche quando il pettegolezzo da partecipazione dolente si trasformava in pubblica sanzione


 
 
 

Scrivimi...

Post n°8387 pubblicato il 28 Aprile 2018 da nina.monamour

 

 

Una volta c’erano quelli rari...Oggi, lo sono un po’ tutti, visto che sono sempre più introvabili! Stiamo parlando dei francobolli, quei capolavori in miniatura, piccole opere d’arte, spesso commemorative, che, posizionati  in alto a destra, abbellivano le romantiche lettere e le cartoline di una volta e le accompagnavano dai loro impazienti destinatari. Attualmente, le cassette della posta, relegate tristemente e quasi abbandonate su una parete nell’atrio dei palazzi, sono abitate quasi esclusivamente da pubblicità e bollette sempre più salate, e per questo diventano meta delle maledizioni dei loro proprietari (il cui cognome, in coppia con quello della consorte, spicca in grassetto su una targhetta sbiadita).

Ogni volta che, passandoci davanti, si intravede, dietro la piccola fessura trasparente, uno scorcio di busta bianca, si sbuffa intuendo e temendo il contenuto. E così, anche le chiavi, tanto piccole da poter essere utilizzate per introdursi di nascosto nella casa di Barbie e Ken, diventano complici delle mani nervose e riluttanti, che, cercando di aprire la cassetta, si inceppano ogni volta, costringendo quelle stesse mani a prenderla a pugni. Se ci fate caso, infatti, sono tutte più o meno malandate, proprio a causa delle ripetute percosse ricevute. Pare quasi di sentirle implorare il postino di turno, mentre infila la posta, affinché abbia pietà di loro almeno una volta!



I francobolli, dicevamo, oggi sono difficili da trovare perfino presso le tabaccherie ed hanno come fedeli corteggiatori solo gli appassionati di filatelia che li collezionano, custodendoli, come reliquie, negli appositi contenitori, e consultano qualche rara rivista specializzata ancora sopravvissuta.
Nell'era della tecnologia e dell'informatica, in cui la corrispondenza via posta è stata quasi completamente sostituita dalle e-mail e dalla messaggistica, l'unico destinatario di lettere, ancora superstite e raggiungibile attraverso le missive, sembra essere il buon Babbo Natale. Anche se, ormai, pure lui è al passo con i tempi!

Eppure, era così emozionante, per le ragazze e i ragazzi di una volta, tornare da scuola e trovare la cassetta della posta traboccante di lettere e cartoline (o trovarle già in fila sulla scrivania della cameretta, ritirate precedentemente dalle mani più dolci e premurose del mondo, quelle della propria mamma, che aveva avuto tutto il tempo (e, oseremmo dire, anche un po’ il diritto) di sbirciarne la provenienza e, soprattutto, il mittente.

Che meraviglia quelle lettere, ricevute dagli amici o dagli amori lontani! O da quelli estivi, che sapevano di mare e di vacanze e facevano sospirare e quasi sentire ancora la sabbia bollente sotto i piedi, illudendoci di essere ancora lì, sulla spiaggia, sotto il sole, all’epoca figli e coccolati, ricchi di giornate senza impegni scolastici e di pura spensieratezza.

Nonostante fosse nero, o blue, su bianco, su di un foglio di carta da lettere baciata da fiori o pupazzetti, a volte profumata, quello scritto era un arcobaleno che svelava l'identità del mittente e la sua anima, contraddistinguendolo. Quella delle ragazze, era una grafia quasi sempre seducente e tondeggiante, dalle forme sinuose, mentre, quella dei ragazzi, un po’ spigolosa e meno comprensibile, quasi enigmatica.




La foga, nell’aprire le lettere, era direttamente proporzionale al contenuto che ci si aspettava; le parole d’amore sembravano sussurrate dalla voce dell'amato e ci accarezzavano gli occhi, mentre le leggevamo. Un "ti amo" non si poteva più cancellare, restava per sempre su quel foglio! Rileggere quelle lettere e quelle cartoline dal mondo, che arrivavano un po’ sgualcite, fa sempre bene al cuore! Che belli quei paesaggi, quei tramonti e i monumenti che viaggiavano attraversando città e paesi, dopo essere stati imbucati nella grossa cassetta rossa (anche quella ormai sempre più rara).

“Scrivimi…" dice una bellissima canzone di Nino Buonocore, datata 1990, che ci fa ancora sognare, "servirà a sentirti meno fragile, quando nella gente troverai solamente indifferenza…  tu non ti dimenticare mai di me. E se non avrai da dire niente di particolare, non ti devi preoccupare, tanto io saprò capire. A me basta di sapere che mi pensi anche un minuto, perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto. Ci vuole poco, per sentirsi più vicini… Scrivimi”.

 

 


 
 
 

Il vuoto..

Post n°8386 pubblicato il 27 Aprile 2018 da nina.monamour

 

 

Le riconosco le donne come te, che prima ridono fino alle lacrime,

scherzano e giocano, e poi si fermano a fissare il vuoto,

per un po', lo fissano e pensano,

pensano sempre ma nessuno se ne rende conto,

pensano e quando gli occhi stanno per colmarsi di lacrime,

riprendono a ridere.

 

 
 
 

Sulla tomba del suo amato padrone..

Post n°8385 pubblicato il 26 Aprile 2018 da nina.monamour

 

 

Un micio domestico continua a far visita al suo umano, morto da più di un anno, portando sulla sua lapide ogni giorno piccoli doni.

Non è la prima volta che un animale resta fedele al proprio padrone anche dopo la sua morte. Si sente più di frequente che siano i cani a far visita alla tomba del proprietario defunto. In questo caso, invece, il protagonista della storia è Toldo, un comune gatto bianco e grigio salvato dalla strada e adottato quando era appena neonato.

La straordinaria storia accade in una città del nord, e questo felino è diventato famoso per la sua straordinaria abitudine di far visita al suo proprietario, morto più di un anno fa.

Ogni giorno Toldo porta sulla sua lapide dei piccoli doni, rametti, foglie o fazzoletti di carta.

Ne hanno parlato i giornali ed alcuni programmi televisivi hanno tentato di intervistare la vedova dell’uomo, Ada, che racconta commossa la storia, confermata anche dai conoscenti.

“Anche oggi sono andata al cimitero e Toldo è venuto con me e per strada una persona mi ha detto che ci era già andato in mattinata“.

 
 
 

Razzismo becero ed ignorante

Post n°8384 pubblicato il 24 Aprile 2018 da nina.monamour

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E' razzista solo chi offende e disprezza un altro essere umano per il colore della sua pelle?

E' razzista solo chi odia persone di credo religioso o politico diverso dal proprio?

E' razzista solo chi crede nella superiorità di un popolo, di un Paese o di una "razza"? 

Non sarà che esistono altre forme di razzismo, spesso socialmente più accettate, come la seguente? Sentite qui che cosa ho dovuto leggere, con sommo sbigottimento, in una rivista.

"Chi se ne frega di come (le donne danesi) trattano gli uomini, meglio donne senza personalità che le super depresse, convinte di avere le pa...le solo perché hanno atteggiamenti da uomo (prepotenza). Insomma l'atteggiamento tipico delle coatte, meglio straxxxxe e cambiarle spesso, almeno non ci si annoia.
Con le danesi non avrei nemmeno il tempo di capire la loro personalità, ma solo di capire il loro sapore. Solo a guardarle a me sembra che abbiano più personalità di certe depresse italiane".

"Come trattano gli uomini (sempre le danesi) chi se ne frega! Lo dico io, da uomo. Dopo che me la dà per un mesetto, almeno se mi piace, passo ad un'altra. Se mi tratta male (cosa che non può accadere, visto come sono a letto e anche fuori, passo alla successiva più carina della prima."
Purtroppo questo tipo di pregiudizi sulle ragazze nordiche è vivo più che mai e si sta diffondendo sempre più, piuttosto che lentamente scomparire con l'avvento della modernità, anche grazie a tutta una serie di ignobili "personaggi" che, pur di vantarsi di aver trovato la loro "America" nel Nord Europa, diffondono volgari e basse "leggende metropolitane" sui comportamenti sociali e sessuali delle ragazze danesi, norvegesi, svedesi e chi più ne ha, più ne metta.

Carissimi Italiani (e non) che pensate che tutte le donne nordiche siano poco più che delle donne da marciapiede, fatevi una domanda, non è anche questa una forma di razzismo becero e ignorante (anche se è decisamente indicativo del vostro livello morale e intellettuale)?
Meditate, gente, meditate....

 


 

 
 
 

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