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ROMA È TROPPO SPORCA: GUALTIERI DOVREBBE DIMETTERSI!

Post n°1703 pubblicato il 24 Dicembre 2023 da scricciolo68lbr
 

Roma è veramente sporca, come non si è mai visto, i romani pensavano di avere toccato il fondo con il sindaco Raggi, ma Gualtieri evidentemente vuole battere ogni record negativo. Sull'emergenza rifiuti nella capitale a giugno scorso, era arrivato già il mea culpa del primo cittadino Roberto Gualtieri, quando ospite di Lucia Annunziata a «Mezz'ora in più», ammetteva candidamente il pasticcio e chiedeva scusa ai romani. «In alcuni quartieri di Roma - spiegava il sindaco alle telecamere del programma di RaiTre - c'è stato un aggravamento delle condizioni di pulizia e me ne scuso». Ma i romani delle sue scuse se ne fregano! Pagano le tasse più care d'Italia senza ricevere un servizio adeguato. Gualtieri aveva poi voluto dettagliare il motivo dell'ennesima crisi nella gestione dei rifiuti nella Città Eterna. Ossia «irregolarità che Ama (la società del Campidoglio che si occupa del ciclo dei rifiuti, ndr) ha scoperto, nel modo di esternalizzare la manutenzione dei mezzi. Si pagava troppo per fare cose che si potevano fare internamente». In conseguenza della magagna, proseguiva il sindaco, «l'azienda ha cambiato il processo, ha anche licenziato chi era responsabile di queste irregolarità», eppure nonostante l'operazione di pulizia, non tutto è filato liscio. Perché, ammetteva ancora Gualtieri, «in un cambiamento di questa portata ci sono stati dei problemi in questi giorni nella manutenzione dei mezzi, che quindi in alcuni quartieri non c'erano». Mentre c'era eccome l'immondizia, e nessuno la portava portata via. E ancora oggi, mentre scrivo, l'immondizia sta ancora lì.

Per onore della cronaca, va anche detto, quanto all'Ama, che «irregolarità» e anomalie sono tutto fuorché episodiche. Solo negli ultimi mesi, prima del caso delle fatture della manutenzione mezzi, cioè per i pezzi di ricambio, gonfiate, senza contare le migliaia di dipendenti assunti ma in tutto o in parte inabili alle mansioni loro assegnate, c'è stato moltiplicarsi dei licenziamenti di netturbini sorpresi a non lavorare. Assenteisti cronici nella migliore delle ipotesi, visto che almeno uno è stato sorpreso dagli investigatori dell'azienda mentre, a bordo del compattatore Ama, se ne andava a zonzo tra cornetterie e sale slot, per concludere il turno notturno con un pisolino e una visita a una prostituta.

Eppure Gualtieri, dopo le scuse e il mea culpa, sceglieva di mostrarsi ottimista quanto alle prospettive del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. Promise infatti una capitale più pulita, in tempi nemmeno troppo remoti e assicurò che la gestione dei rifiuti della città fosse già, dal suo punto di vista, «in costante miglioramento». «Tranquillo lo sarò solo quando avremo raggiunto l'obiettivo, ma stiamo sulla strada giusta», spiegava a Lucia Annunziata, dicendosi sicuro che: «il problema dei rifiuti sarà risolto sicuramente entro la fine del mio mandato, io spero che già con il Giubileo, che sarà una sfida, saranno evidenti i miglioramenti».

Pure sulla disastratissima società Ama, il primo cittadino di Roma rivendicava l'avvio di un percorso «di modernizzazione» con cui la giunta capitolina conta di trasformarla «in un'azienda efficiente», il tutto anche «con scossoni e contraccolpi» inevitabili, stando a Gualtieri, «quando si cambiano cose consolidate». Insomma, così riassumeva il sindaco, che anche se tra «alti e bassi» le cose nel complesso, starebbero andando meglio: «Stiamo assumendo giovani, abbiamo ridotto il numero di inabili a lavorare sulle strade, il nuovo management sta lavorando con grande determinazione», spiegava sei mesi fa.

Oltre ai guai dell'Ama, però, un nuovo corso dello smaltimento dei rifiuti romani passa dal termovalorizzatore. Il sindaco Gualtieri ha scelto Santa Palomba, in provincia di Pomezia. «È fondamentale per Roma questo impianto», concludeva il sindaco dem, «visto che Roma sarebbe l'unica capitale che non ha un impianto di questo tipo: spendiamo soldi per mandare i rifiuti in altre discariche e termovalorizzatori in giro per l'Europa, una cosa scandalosa».

"Abbiamo scoperto che Roberto Gualtieri, oltre a non sentire, riesce però anche a non vedere: non sente perché non è riuscito ad ascoltare tutte le motivazioni per le quali costruire un termovalorizzatore, come lo chiama lui – anche se di fatto è un vero e proprio inceneritore - a Santa Palomba è una follia; non vede perché non è riuscito ad accorgersi delle centinaia di persone arrivate sotto il Campidoglio a manifestare contro la costruzione di questo ecomostro". Sono le parole del sindaco di Pomezia, Veronica Felici, una replica alle dichiarazioni rilasciate da Gualtieri nel corso della trasmissione "Un giorno da pecora" su Rai 1. 

Il primo cittadino Gualtieri, ha detto che "non ci sono molte proteste" per la realizzazione del termovalorizzatore/inceneritore. Una frase che non è piaciuta a chi sul territorio, ormai da mesi, porta avanti la sua battaglia quotidiana contro l'impianto. 

"Noto con piacere che il sindaco di Città Metropolitana riporti analisi su come le altre città europee gestiscano lo smaltimento dei rifiuti" conclude il sindaco di Pomezia. "Si dimentica sempre però che non sta parlando di piazzare un inceneritore della città di Roma, ma in un territorio che coinvolge la città di Pomezia e i Comuni limitrofi. Avesse fatto tutte queste belle considerazioni "green" perché intenzionato a istallare l’inceneritore nel territorio del Comune di Roma, lo avremmo ascoltato molto volentieri. Così, invece, Roberto Gualtieri continua a fare l'ecologista con il Comune degli altri".

Insomma Gualtieri proprio non ne azzecca una: il piank rifiuti della capitale è un vero e proprio disastro, mentre anche la scelta del metodo migliore, a suo dire, di costruire un inceneritore, non raccoglie consensi, e non poteva essere altrimenti: chi vorrebbe un inceneritore pericoloso per la salute sotto casa? Il mandato del sindaco Gualtieri si fa tutto in salita, e chissà mi domando, se riuscirà mai a concluderlo degnamente!

 
 
 
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