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Pensieri e parole...

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POESIE DI NATALE.

Post n°1706 pubblicato il 25 Dicembre 2023 da scricciolo68lbr
 

Il Natale rappresenta l'evento centrale nella cultura cattolica occidentale, e illustri scrittori italiani come Gianni Rodari e Giuseppe Ungaretti hanno dedicato versi a questo tema. In occasione delle festività natalizie, è comune che le persone ricercano poesie in versi da declamare in compagnia dei propri cari o da includere in cartoline augurali. Queste composizioni poetiche possono essere indirizzate ai più piccoli o esplorare concetti come la pace e la solidarietà, ma l'elemento dominante è sempre il tema del Natale.

Il Natale, come dicevamo, è una grande fonte di ispirazione: se ai giorni nostri lo è per film, fumetti o serie TV, in passato quando la TV non c'era, lo è stato anche per i più importanti autori della letteratura italiana. Guido Gozzano si è ispirato al Natale quando ha composto Notte Santa, ma anche Giuseppe Ungaretti e Salvatore Quasimodo hanno dedicato al Natale un loro componimento. Oppure Gianni Rodari, con le poesie in versi o ancora Umberto Saba con A Gesù Bambino. Insomma: la letteratura italiana vanta una lunghissima lista di componimenti di tenore e stile diverso ispirati al Natale. Ecco quindi la raccolta delle poesie di natalefamose per le vacanze!

I poeti italiani e stranieri hanno affrontato questo argomento sotto molti aspetti: ad esempio Pirandello, con il suo celebre racconto il Sogno di Natale, oppure Ungaretti con le sue poesie che raccontano il congedo natalizio di un soldato che ha visto troppa distruzione e non riesce a tuffarsi nella città in festa.
Di tenore totalmente diverso le poesie sul Natale di Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II da cui emerge una profonda religiosità ed un sentito spirito natalizio.

Guido Gozzano: La notte santa.

La notte santa è una poesia che Guido Gozzano ha scritto nel 1914, ed è destinata ai bambini. Rievoca proprio la notte della nascita di Cristo, contraddistinta da un forte senso religioso nel quale ripercorre tutta la vita di gesù Cristo raccontata nei Vangeli 

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa.

 

Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

 
 
 
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Le parole contano
dille piano...
tante volte rimangono
fanno male anche se dette per rabbia
si ricordano
In qualche modo restano.
Le parole, quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
le parole confortano.
Le parole fanno danni invisibili
sono note che aiutano
e che la notte confortano.
                                  i
 
 

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