Mancano meno di due giorni alle elezioni e l’attesa si fa spasmodica. Cos’è che più mi attanaglia in questo momento? Il risultato finale? Vincerà Veltroni? Oppure nonostante l’affermazione del vecchio maestro Montanelli: “L’Italia si deve vaccinare da Berlusconi”, l’Italia non si è vaccinata e preferisce la recidiva? E i partiti minori? Casini, Bertinotti, Storace, saranno premiati o no nella loro corsa solitaria?
Strano a dirsi, ma oltre a tutto questo, mi allarma l’attesa per la settimana successiva alle elezioni. Quella settimana, cioè, in cui tutti gli esponenti politici, muniti di un foglietto, comunicheranno alla nazione, conti alla mano, come sono stati bravi e come siano stati premiati dall’elettorato. Fortunatamente (o sfortunatamente) ho già vissuto tanti di questi periodi che, con il tempo, sono riuscito ad individuare e catalogare una serie di espressioni che anche questa volta inevitabilmente sentiremo, alcune delle quali, fini a sé stesse, altre che sottintendono significati più profondi. Facciamo qualche esempio:
“Il nostro partito ha tenuto”, significa che il partito ha preso una discreta batosta un po’dappertutto e comunque con risultati al di sotto delle aspettative.
“Il nostro partito ha tenuto al nord (o al sud, o al centro)”, significa che il partito ha perso dappertutto molto ed un po’meno al nord, centro o sud.
Per i casi più disperati: “Il nostro partito, tuttavia, ha conseguito un brillante risultato nel comune di Canicattì” : sarebbe a dire che il partito ha fatto acqua ovunque, salvo che in quel Comune.
“Sembra che il nostro partito abbia perso qualche posizione, ma attendiamo ancora i risultati definitivi dal Viminale” : la perdita è stata pesante!
“Sembra che gli elettori non ci abbiano premiato. E’ urgente fare”da subito” una analisi dei risultati e una verifica interna”: è stata una débacle.
“Dall’analisi dei voti di senato e camera, sembra che i giovani abbiano capito la nostra proposta” (e che sono … scemi?): il partito ha preso uno 0,1% in più alla Camera.
“Dal voto è emersa ancora una volta una eccessiva frammentazione (boh!) che rende sempre più urgente una riforma del sistema elettorale”: il risultato è stato deludente; proviamo a rimescolare le carte.
“Il voto ha dimostrato la spaccatura nel paese. Occorre un governo di larghe intese nell’interesse del paese”: Il nostro concorrente ha preso più voti di noi e governerà. Proviamo l’ultima carta!
“Da più parti ci vengono segnalati brogli e irregolarità. Chiediamo la riconta delle schede” : l’ultima spiaggia.
“Anche le avverse condizioni atmosferiche hanno impedito a molti cittadini di andare alle urne (e allora?)”: siamo alla disperazione!
“Questo è il risultato della selvaggia campagna di denigrazione cui siamo stati sottoposti”: abbiamo perso; a qualcuno dobbiamo pure dare la colpa!
“Ringraziamo comunque i nostri elettori per la fiducia che ci hanno dimostrato”: ci mancherebbe anche che ringraziassero gli elettori degli altri!
E si potrebbe continuare per ore.
Concludendo: mi trovo ora in una amletica incertezza; decidere questa volta di tapparmi le orecchie con la cera oppure, come Ulisse, cedere ancora una volta alla tentazione e alla curiosità e ascoltare le Sirene, legato all’albero della nave.
Inviato da: Meteo
il 12/04/2022 alle 09:14
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il 30/05/2014 alle 20:49
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il 30/05/2014 alle 20:47
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il 13/02/2013 alle 11:35
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il 10/02/2013 alle 15:35