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di tutto un po' - «Chi è povero, essendo amato?» (O. Wilde)
 

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Post n°4161 pubblicato il 27 Aprile 2016 da ottimistasempreecomu

Ieri ricorreva il trentesimo anniversario dell'incidente di Chernobyl...

Ai più giovani, questa data credo non dica molto...in me ha risvegliato ricordi forse sopiti, certo non negletti...

Avevo la bambina di due anni, eravamo spaventati ed angosciati dalle notizie della nube radioattiva che si stava espandendo per l'Europa intera...c'erano problemi seri nella scelta dei cibi...niente verdura a foglia larga, tutto doveva essere accuratamente vagliato e selezionato anche in base alla provenienza...

Ma quello che premeva di più era il latte: occorreva assicurarsi che fosse stato prodotto prima del 26 aprile, perché gli animali avrebbero potuto essersi cibati di erba radioattiva...

Ricordo che - non unico, ma assieme ed in concorrenza con tanti altri genitori - si batteva in lungo e in largo la città, per assicurarsi scorte di latte a lunga conservazione prodotte prima dell'incidente, omogeneizzati e tutto quanto potesse servire a preservare i bambini da ogni pericolo - o quanto meno a ridurli...

Il numero dei decessi causati da quell'incidente non è mai stato precisato, circolano cifre ballerine, ma tutte al di sopra dell'ordine delle centinaia di migliaia...

Era la prima volta che ci si imbatteva coscientemente in un problema simile...forse ce n'erano stati in precedenza, ma tali da poter essere nascosti o ignorati...per la prima volta ci trovavamo di fronte al problema di scegliere quale mondo consegnare ai nostri figli, quale eredità si sarebbero trovati a gestire...

Era un segnale, una voce che ci imponeva di pensare - e ripensare - al nostro modello di sviluppo, direttamente pensando alle fonti di energia, ma indirettamente pensando alla filosofia dello sviluppo...e, in ultimo, alla scala dei valori da gestire e consegnare alle generazioni future...

Incidenti nucleari e petroliferi seguenti, mi dicono che stiamo ancora pensandoci...

 
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