Creato da EnricoDC_gallery il 15/12/2006
ma porca miseria, è mai possibile che bisogna urlare in questa casa?!? appunti di un artista vicentino

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artista e osservatore, stesse sensazioni?

Post n°203 pubblicato il 14 Ottobre 2010 da EnricoDC_gallery

l'opera d'arte deve riuscire a suscitare nel cervello dell'osservatore sensazioni ed emozioni che sono state presenti nel cervello dell'artista. Così qualcuno disse.

forse potrebbe essere, ma non necessariamento, io rispondo. L'arte è arte anche se i sentimenti suscitati dall'osservatore sono opposti a quelli dell'artista.

Anzi, oserei dire che tanto più le sensazioni sono varie, e tanto più l'opera è valida.

A questo proposito, o almeno io credo, Wilde scriveva:

Quando i critici dissentono tra loro, l'artista è d'accordo con se stesso!

ahahah1


 
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dipingere

Post n°202 pubblicato il 04 Ottobre 2010 da EnricoDC_gallery

per imparare a dipingere serve imparare a vedere..

 
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Le opere salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore

Post n°201 pubblicato il 18 Agosto 2010 da EnricoDC_gallery

BACON: «Sono diventato pittore per essere amato»

GIBRAN: "La bellezza non è nel viso. La bellezza è nella luce nel cuore."

A. RIMBAUD: Adesso posso dire che l'arte è una sciocchezza.

PROUST: Le opere, come nei pozzi artesiani, salgono tanto più alte quanto più a fondo la sofferenza ha scavato il cuore.

L. V. BEETHOVEN "L'A..... è una rivelazione più profonda di ogni saggezza. Chi penetra il senso dell'A..... potrà liberarsi da tutte le miserie in cui si trascinano gli altri uomini."

W.A. MOZART: "Tre cose sono necessarie per un buon pianista: la testa, il cuore e le dita."

H. THOMSON: "Attraverso l'A...... possiamo vagare nel tempo dove vogliamo e trovare amici in ogni secolo."

W. SHAKESPEARE: "Val meglio di meritare il suffragio di un sol uomo di gusto, che di suscitare, con mezzi indegni dell'arte, gli applausi di una sala piena di spettatori volgari." 

 
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artista = imperfezione

Post n°200 pubblicato il 27 Luglio 2010 da EnricoDC_gallery

Come sempre le domande si inchiodano in un punto e restano lì finché non le hai ascoltate. Tempo fa mi chiedevo perché l’intelligenza e la perfezione non fossero elementi sufficienti all’uomo per potersi sentire artista.. Forse solo una persona imperfetta ha la voglia di cambiare e di creare. L’artista non è altro che una persona a cui manca qualche rotella. E che cerca in tutti i modi di darsi un senso. Che sia proprio questa dimensione che rilancia le ambizioni dell’uomo-artista? sempre in cerca dell’altra metà del cielo perduto?

 
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opere d'arte, quotazioni sballate

Post n°199 pubblicato il 25 Giugno 2010 da EnricoDC_gallery

La quotazione di un’opera rispecchia il reale valore di un’opera?
Che si intende per valore?
Perché un artista che vale 100 viene quotato 1 milione mentre un artista che vale 99 non viene valutato nemmeno la metà?
Chi commercia sul mercato dell'arte sa che oltre ai contenuti tecnici esiste un ampio spazio su cui operare. Questo è possibile perché in fondo l’arte è completamente inutile e ogni cosa detta su di essa può benissimo essere sostenuta e ribaltata in qualsiasi momento.
Sotto questo profilo il venditore sa cosa contribuisce a far lievitare la quotazione di un’opera: l'opinione pubblica!
Prima si sceglie una gamma di artisti potenzialmente appetibili, con una fase di ricerca avviata e quindi con garanzie di produzione(difficilmente un gallerista investirebbe in un artista che produce poche opere per quanto buone esse siano), distinguibili, qualitativamente buone. Solo così ha senso investire e spingere l’opinione pubblica a credere che all'arte corrisponda un valore solido e obbiettivo. In realtà di obbiettivo e solido c'è solo la stabilità dell’opinione pubblica.
Il collezionista e l'investitore cerca principalmente di acquisire quelle opere che prevede il tempo le rivaluterà.
Esistono alcuni metodi poco corretti per ritoccare le quotazioni. Esempio far passare dalle aste in modo fittizio alcuni pezzi, al solo scopo di rendere pubblici e diffondere i prezzi pagati.
Questi trucchetti non danno fastidio a chi le opere ce le ha già..

 
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Hirst - uno squalo da 12 milioni

Post n°198 pubblicato il 15 Giugno 2010 da EnricoDC_gallery

La maggior parte delle persone si sofferma di fronte ad un’opera provocatoria con l’intento di darne spiegazione. E di capire perché si debba pagare così tanto per un’orrenda creatura. Purtroppo il codice verbale è solo una veste leggera che tende a dare una nuova lettura alle sensazioni che suggerisce l’opera. E un’opera può essere rivestita di molteplici letture, potenzialmente tutte confermabili dall’artista. L’artista infatti non è oppresso dalla smania di dare un significato al lavoro, ma opera semplicemente con quel linguaggio di cui ignora l’origine e che scava più a fondo di ogni ricerca programmata, libero da ogni convezione e obbligo su ciò che deve dimostrare. La creazione dell’arte produce un frutto ideale, che assume una forma per essere osservato.

Riporto allora alcuni passaggi tratti da "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde

- Nessun artista aspira a provare alcunché. Perfino la verità può esser provata.

- Il contrasto delle opinioni suscitate da un'opera d'arte indica che l'opera è nuova, complessa, vitale.

- Quando i critici dissentono tra loro, l'artista è d'accordo con se stesso.

Il compito dei critici è quello di interpretare e leggere un’opera, per renderla fruibile dalla maggior parte delle persone che hanno bisogno di una chiave di lettura o di un soggetto da guardare. Resta di fatto che nessuna di queste spiegazioni potrà riproporre idealmente ciò di cui l’opera è portatrice.

 
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Arte ieri e Arte oggi

Post n°197 pubblicato il 13 Maggio 2010 da EnricoDC_gallery

Arte ieri e arte oggi
Bisogna fare un po’ di distinguo, perché spesso la parola arte viene utilizzata a sproposito, come sinonimo di lavorare (presumendo sia comunque d’arte) o peggio ancora per significare il frutto di lavoro (presumendo sia comunque frutto di lavoro d’arte). Il frutto così come il lavorare può esistere a prescindere dall’arte. Perciò alla domanda “quale siano le differenze tra arte di ieri e arte di oggi”, la risposta sarebbe.. nessuna.

Entrando poi negli intendimenti scolastici la questione si fa più cervellotica perché con parola arte si intende il livello di coscienza acquisito con l’utilizzo di arte, e quindi ad esso corrisponde il passo della ricerca che procede a braccetto con l’evoluzione tecnologica e il pensiero sociale di ogni singolo componente della popolazione mondiale.

Ecco, sotto questo profilo credo sarebbe giusto analizzare questi elementi:
-L’esponenziale evoluzione della ricerca e della tecnologia
-La differenza tra il potenziale artistico nella popolazione e quello effettivamente sviluppato
-Il differente impatto del lavoro d’arte nelle diverse epoche

 
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non esistono più gli artisti di un tempo!

Post n°195 pubblicato il 06 Maggio 2010 da EnricoDC_gallery

Certo, la situazione attuale Mondrian - 1908dell’arte è un pochino cambiata rispetto ad alcuni anni fa. Allaccio la riflessione all’evoluzione globale della civiltà umana. Tecnologia e arte. Da essi si riesce a fotografare ciò che l’uomo è diventato oggi. Uno sguardo al passato mostra come il percorso di crescita ci abbia così rapidamente condotto a questo punto, come l’evoluzione abbia prodotto un così esponenziale cambiamento, sia in arte che nella tecnologia.

E' curioso allora fare alcuni paralleli.

Chi era l’artista un tempo? Cos’era l’arte in altre epoche? O meglio, che grado di ricerca era in grado di tradurre il potenziale artista? E la domanda migliore: Quanti artisti migliori ci sarebbero stati se anche la parte meno abbiente della popolazione avesse avuto l’opportunità di fare arte?

200 anni fa la popolazione sulla terra era di 100 abitanti, 90 lavoravano la terra per vivere, dei dieci nobil-borghesi 1 diventava un grande artista, scriveva la storia dell’arte e costruiva la base di una coscienza collettiva. Oggi gli abitanti sono 300, 80 lavorano ancora metaforicamente la terra per vivere, 20 sono nobil-signori, ma dei restanti 220 borghesi più di 50 diventano artisti e solo 1 scriverà la storia. La competizione cresce esponenzialmente, come esponenzialmente vengono scoperte tutte le aree ancora inesplorate dell’arte visiva. La considerazione sorge spontanea quando, osservando i meravigliosi lavori dei numerosissimi artisti contemporanei, siamo spinti a cercare di farci un’idea globale di cosa sia diventata l’arte contemporanea. Le provocazioni oggigiorno diventano così frequenti che non costituiscono più componente di ricerca, ma semplicemente materiale di composizione di un quadro.
In definitiva non costituisce più arte.
Sapete qual'è la peggior paura di un artista? Pensare che tutto il proprio amore un giorno andrà perso! Per questo non mancherà mai l'appuntamento dell'espressione..

 
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1 cosa

Post n°194 pubblicato il 27 Aprile 2010 da EnricoDC_gallery

dovevo dire una cosa ma non ricordo più...

ora ricordo..

ditemi voi, se un Monet fosse nato oggi, che sarebbe diventato? Si sarebbe perso nell'oceano della produzione artistica? O sarebbe emerso ugualmente? Le doti artistiche richieste un tempo sono ancora valide con i canoni di oggi? O la rivoluzione tecnologica chiama in ballo nuove tipologie di artisti e scalza gli operatori tradizionali? Arte visiva richiede ancora l'uso dell'occhio o deve per forza fondersi con l'arte a 360 gradi, quindi richiedendo preparazione e talento anche dal punto di vista, musicale, psicologico, filosofico.. Un van gogh sarebbe comunque morto di stenti, sospinto dalla sua irrefrenabile voglia di redimere il mondo, inseguire i suoi ideali, sostenendo la sua pittura come unica arma per redimersi? O avrebbe fatto il programmatore pazzo di photoshop?

 
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meglio coprare una copia o un dipinto originale?

Post n°193 pubblicato il 15 Febbraio 2010 da EnricoDC_gallery

vendere una propria opera d’arte è una bella cosa. Anzi, una cosa bellissima! E’ una gioia grande. Avete mai provato? Non tanto per i soldi ma per ciò che rappresentano i soldi. O forse, per quello che dovrebbero rappresentare: un riconoscimento ufficiale per un lavoro d’arte. Detto ciò passiamo ad un altro punto che sta strettamente a cuore ad ogni pittore. Il pittore infatti vorrebbe vendere ogni sua opera al miglior prezzo possibile criticando ogni acquirente di opere derivate da procedimenti di copiatura. Quindi la domanda è: perché qualcuno dovrebbe scegliere un’opera originale quando con una copia a buon mercato può dare un gradevole tocco di colore al locale da arredare? Può cioè una semplice copia essere trattata alla stregua di un originale, almeno dal punto di vista dell’arredo? Credo di Yes! Così come l’ascolto della copia di una canzone tra le migliaia prodotte non costituisce una svalutazione sufficiente ad abbassare il valore dell’arte contenuta. La copia naturalmente trasmetterà nella sostanza la stessa arte dell’originale. L’acquisto di un’opera originale dovrebbe costare di più perché dal punto di vista collezionistico costituisce un oggetto unico e irripetibile e simbolicamente è la prima matrice dell’espressione d’ arte di un artista. Perciò, e lo dico anche contro i miei interessi, una copia è sufficiente per gli scopi della maggior parte delle persone, puntualizzando che comunque l’acquirente non deve pretendere di aver fatto un investimento se non quello di respirare aria buona e di vivere il bello che trasmette la copia..

 
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cambiamento e arte: connessioni

Post n°192 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da EnricoDC_gallery

Che nesso esiste tra arte, amore, creatività e cambiamento? Perché per fare arte serve il cambiamento, la novità? Perché per amare è necessario cambiare? Ah, come adoro questi aspetti della vita! L’arte parla del diverso. La creatività è in ognuno di noi. Ma non tutti sanno creare o sanno amare. E’ il bambino la fonte di arte per eccellenza. Il bambino può solo cambiare. Non ha un passato. La natura lo sbalza nel tempo anche contro la sua volontà. Picasso studiava per tornare bambino! Una battaglia contro i mulini a vento. Aveva già visto troppo per tornare innocente. Impossibile tornare ad amare il prossimo con la semplicità di un bimbo! Eppure qualche gallerista insiste nel dire che un vero artista non ha età. Molti sono emersi in fase adulta. Proprio perché non hanno perso quella capacità, o forse dovrei dire vocazione, di stupirsi e di cambiare. Ciò che si vede va a creare la parte solida della nostra personalità. Diventa nostra sicurezza, nostra protezione. Ma anche ostacolo per aprire il nostro io verso l’esterno. Una barriera ci rende sicuramente più forti, ma anche più restii ad aprirci. Il mio punto debole! Che paradosso e che ipocrisia! Osservando gli scritti e le memorie di molti grandi artisti è proprio questa debolezza che emerge, questa fragilità del loro animo. effetti di una personalità volatile. Eppure, di contro, una innata capacità di slanciarsi nel vuoto per capire, per scoprire. Ci vuol coraggio. E pure molto, per non abbattersi e continuare a planare nell’incertezza di un mondo senza futuro. Attraversare quelle aree buie dell’angoscia ed uscirne indenni.

 
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intervista ad un artista

Post n°191 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da EnricoDC_gallery

navigando mi imbatto in una intervista ad un artista veneto. Le domande mi piacciono così provo anch'io a rispondere. Tu cos'avresti risposto?
1. Che cosa fai? Come ti definisci?
Cerco. Una coscenza
2. Qual è il tuo messaggio?
Non ho messaggi.
3. La tua biografia in quattro linee
Coltivo solo l’ambizione di poter fare arte al meglio. Vengo da studi tecnici e sono un geometra, lo sapevate? Autodidatta per definizione.
4. Metti i tuoi quadri in rete? Dove possiamo vederli?
enricodacampo.it
5. Come nasce un'idea? Che cos'è per te l'ispirazione?
Le idee nascono quando cambi, quando scopri in te aspetti che non conoscevi. L’ispirazione? E’ la tensione emotiva che ti porta ad amare la diversità. Vi capita mai di visitare una mostra ed uscirne carichi? Credo sia perché avete preso coscienza di avere l’opportunità di essere.. “migliori”.
6. Che cos'è l'arte?
Quando le cose le hai sotto il naso non le vedi.
7. In che circostanze ti vengono le migliori idee?
Quando vieni scosso da qualche evento ed emergono parti sconosciute e remote di te stesso.
8. Qual è la prova del nove per capire se per te un'idea è buona o no?
È buona se mi va di farla. Se è forzata no.
9. Tre idee creative che ti piacerebbe fossero venute a te.
Ognuno ha una sua indole. Desiderare le idee di altri è deprimente.
10. Quando e come hai iniziato a vederti come un'artista?
A vedermi artista.. da quando ho preso coscienza di me. A volermi artista.. da quando ho dovuto fare una scelta sulle mie priorità.
11. Perché tanti artisti e creatori hanno delle personalità volatoli?
.. non conosco la parola “volatoli”
12. Ti consideri postmoderno?
Contemporaneo
13. Come si deve valutare un'opera artistica?
Innanzitutto l’opera d’arte deve prima percorrere l’arco completo di una generazione per potersi dire “valutata” artisticamente. La ricerca scientifica va valutata dagli organi competenti. Ha un valore economico. Ma non è arte.
14. L'artista deve reinventarsi ogni giorno?
L’artista non si basta mai.
15. Che artisti ammiri e in che modo hanno influenzato le tue opere?
Ammiro gli artisti rifiutati dalla schiera dei benpensanti, quelli che si aggrappano con le unghie alla possibilità di fare arte e non cedono alle offese degli studiosi che sminuiscono il loro creare per mancanza di cultura ma non di arte.
16. Qual è la tua opinione sulle sovvenzioni pubbliche all'arte?
Il principio è sempre corretto.
17. L'arte autentica è l'arte necessaria?
Forse non è necessaria. Ma è l’unica via di salvezza.
18. Ti dispiace doverti staccare da un pezzo che hai venduto?
Certo è molto meglio affidare un figlio a chi lo ama.
19. Si compra l'opera, o si compra piuttosto l'artista?
Si afferra l’artista quando l’opera è desiderata e viene regalata. Comprando si può solo possedere la traccia di un artista ma non la sua arte. L’arte insita nell’opera è per ognuno che la guardi.
20. Nell'arte non ci sono guide, come sai qual è la cosa successiva che devi fare?
Lo so solo al momento giusto. Come non lo so.
21. Ti sembra giusto che gran parte delle opere che i musei d'arte contemporanea esibiscono sono d'artisti già morti?
Se son morti per l’arte.. Si
22. Che ruolo hanno giocato nella tua traettoria le figure del marciante, rappresentante, gallerista, e intermediari in generale?
Stimoli diversi a seconda della persona e del contesto.
23. Che tipo d'incarichi ti fanno di solito?
Cosa vuol dire ti fanno? Vuoi dire ti danno? Tutti vogliono solo ciò che si aspettano. Avere coscienza di ciò è un buon punto di partenza.
24. Qual è dei tuoi lavori quello che più ti piace?
L’ultimo finché non faccio il successivo
25. Collezioni qualche oggetto?
no
26. Che portali on-line d'arte frequenti?
Exibart
27. Che consiglieresti a quelli che iniziano?
Chi ha una carica interiore non ha bisogno di consigli ma solo di viaggiare e scoprire

 
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lascia copiare

Post n°190 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da EnricoDC_gallery

Credo sia giusto tutelare e proteggere dagli sciacalli una buona idea e il frutto della ricerca.  Diverso è il senso se parliamo d'arte. L'arte non può essere copiata. Mi succede di incontrare molti giovani artisti preoccupatissimi e indispettiti quando copiare un'ideaincontrano nel lavoro altrui la presenza di qualche elemento a loro dire rubato. E' vero che qualcosa possa essere adottato da qualche altro artista, ma questo copiare non riuscirà mai cambiare paternità dell'arte. Perchè preoccuparsi di proteggere un'opera quando conoscendone il segreto ne si possono creare a centinaia. Lasciamo che copi chi vuole. Per me sono solo patetici tentativi di imitare il prodotto d'arte altrui senza capirne il senso. Chi non conosce il senso dell'arte, dovrà sempre ricorrere a questo stratagemma per produrre qualcosa di originale. Sarà comunque un figlio illegittimo. E chi si vantasse per un'opera non sua farebbe poca strada e una gran magra figura! Quando parliamo di ricerca il frutto di tale lavoro va tutelato e deve essere pagato! PAGATO! Ma attenzione. A livello dilettantistico c'è gran poco di realmente innovativo e degno di un seguito, perciò smettiamola di pretendere soldi. Diamoci piuttosto da fare perchè un ricercatore chè sia degno di un tale appellativo deve dedicare anni e non certo una notte insonne. Per produrre qualcosa di interessante bisogna sfornare centinaia di buone idee. Gli sprazzi di creatività ce l'hanno tutti e mica si può pretendere di mettere una recinzione attorno a ogni mezza idea nata per coincidenza. No?

 
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l'Arte è per gli altri?

Post n°189 pubblicato il 24 Novembre 2009 da EnricoDC_gallery

Fare Arte è vitale per l’uomo. A volte non lo sa ma è così. Si impara a farla fin da piccoli perché ci viene insegnato. Senza Arte non c’è relazione umana. Senza relazione umana non c’è Arte. L’Arte è una cosa mutevole, è una tensione verso qualcosa. L’Arte si muove sempre verso qualcuno, quando si dipingono gli oggetti o cose astratte, queste non sono altro che ponti verso chiunque possa recepire. Per fare vera Arte serve essere puramente se stessi. Tanto più l’Arte sarà per se stessi  tanto più l’Arte sarà per il prossimo e viceversa. Quando si fa Arte non si deve pretendere che piaccia. Se ciò succede è una coincidenza. Si impara a fare Arte. Si può imparare a fare Arte per qualcuno. Come? Col confronto, dando l’occasione all’altro artista di esprimere la sua personalità e di stupirci. Ciò che l’artista poi ti lascia, lo si deve passare. L’arte si può solo regalare. Forse la ricerca si può vendere. Ma senza Arte non c’è ricerca. La vera Arte è quando siamo attratti da qualcosa di cui non abbiamo bisogno. L’Arte è utile solo per farci stare bene. E’ uno scandaglio che ci fa sentire la presenza di altra Arte e ci fa sentire di esistere. E’ l’unico modo possibile per attivare le emozioni più intime. Si può star male per Arte. Il più alto segno d’Arte? Fare Arte per il prossimo, dedicando se stessi.

 
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di chi è quest'opera?

Post n°188 pubblicato il 25 Settembre 2009 da EnricoDC_gallery

io lo so, e voi?

chi è?

 

 
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inutile come l'arte

Post n°187 pubblicato il 31 Agosto 2009 da EnricoDC_gallery

Cerco di vedere l’utilità della ricerca artistica, per poter giustificare la mia opera e la mia vita. Il filo del discorso gira e rigira attorno, ma daccapo mi si ripropone il dubbio dell’inutilità della mia ricerca. Forse posso credere che ci sia qualcosa di buono in essa, forse le vie sono solo l’azione e la parola, il resto.... è noia!

 
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mi regalate un giudizio?

Post n°186 pubblicato il 25 Agosto 2009 da EnricoDC_gallery

Posso chiederVi un gentile parere?
Ho appena finito di delineare l'aspetto del mio sito che dovrebbe diventare quello ufficiale. www.enricodacampo.it

Se avete un attimo di curiosità e di tempo Vi chiedo di dare una rapida occhiata. E poi di riportarmi un rapidissimo parere, schietto, crudele, obiettivo..

E già che ci siete lasciatemi 2 parole anche sul guestbook. E' tanto per non dare l'impressione che sia un sito ancora deserto (come effettivamente è..)

grazie a tutti

Enrico

naturalmente se posso ricambiare il favore, lo farò con grande piacere..

 
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Arte: Io o gli altri?

Post n°185 pubblicato il 05 Agosto 2009 da EnricoDC_gallery

faccio seguito in questo blog ad una discussione sulla fonte dell'arte, e su cosa invece la inquini. Mi è capitato di confrontarmi con un artista che sosteneva che tutto viene da dentro e tutto ciò che viene dall'esterno non serve all'arte, mentre da parte nmia sostengo che, confermata la fonte egocentrica del creare, nessuno riesce a crescere da solo, illuminato dal proprio io interiore..

 
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Arte: valore, dove?

Post n°184 pubblicato il 24 Giugno 2009 da EnricoDC_gallery

Arte è un termine usato per significare lavoro d'arte. Il lavoro d'arte produce opere d'arte. Ben si intende che lavoro d'arte non è sinonimo di piacevolezza estetica ma di altro. Il prodotto d'arte visiva assume particolare valore quando l'impegno porta allo sviluppo di studi estetici. L'applicazione prolungata di arte non produce automaticamente lo sviluppo di ricerca. Ma può ugualmente produrre la quantità a discapito della qualità. La produzione molteplice di lavoro d'arte, comunque caratterizzato da uno standard di riconoscimento, credo possa essere inteso come prodotto di valore. Sebbene venga snobbato e deriso dagli studiosi come studio di scarso interesse che può trovare solo il favore del pubblico. Questo sistema di avvicinarsi all'arte è frutto di una concezione che varia nel tempo a seconda dei condizionamenti socio-culturali assumendo diversi gradi di riconoscimento.

 
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arte e ricerca

Post n°183 pubblicato il 21 Maggio 2009 da EnricoDC_gallery

un quadro ha valore perchè è bello?
quindi ha sempre un valore relativo?
a me sembra che il collezionista cerchi il valore che indirettamente viene dalla ricerca. La ricerca è il risultato di un esercizio d'Arte costruito "razionalmente". Ma un esercizio d'Arte può anche non portare a nulla. Cioè quando il fare arte è piacevole di per se stesso. E allora? in questo caso il valore di un quadro sta solo nella sua composizione estetica trovando un partner in un osservatore affascinato?
Un esercizio d'arte che non porta ad un'evoluzione costruttiva va a comporre comunque l'identità di un certo tipo di lavoro? Il collezionaista in questo caso viene attratto dal personaggio più che dall'opera?

 
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