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MANIFESTAZIONE 7 MARZO 2009

Appello alla mobilitazione per la chiusura della discarica
di Chiaiano e Marano e per un Piano rifiuti alternativo al
disastro delle megadiscariche e degli inceneritori

La mobilitazione delle comunita’ resistenti di Chiaiano e Marano e’ stato uno degli esempi di nuova democrazia e partecipazione nel nostro paese. In questi mesi abbiamo intrecciato le nostre lotte con quello del resto delle comunita’ e delle reti in lotta in difesa della salute e dell’ambiente in Campania, e nell’ambito del mutuo
soccorso con le altre comunita’ in lotta in difesa dei beni comuni.
Dopo 11 mesi di mobilitazione e di lotta serrata con il governo Berlusconi e Bertolaso, il governo ha aperto il primo lotto dello sversatoio nella Selva di Chiaiano. Dopo la militarizzazione dell’area con oltre un centinaio di militari che occupano la nostra terra dal mese di luglio, in supporto il governo ha inviato 1500 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri a militarizzare ulteriormente Chiaiano e Marano. Le strade dei nostri quartieri si presentano oggi come uno scenario di guerra, con volanti e poliziotti ad ogni angolo di strada. Una asfissiante pressione ed un gioco di terrorismo psicologico vero e proprio che attanaglia i cittadini dell’area nord di Napoli fino al ridosso del presidio permanente. Sappiamo bene che il nemico che abbiamo davanti e’ composto da una fitta rete di interessi fortissimi che vedono coinvolti gli interessi politici ed imprenditoriali di tutti gli schieramenti. Sappiamo bene che solo un nemico cosi’ forte puo’ permettersi di buttare via milioni e milioni di euro per l’allestimento di una discarica inutile e dannosa, che puo ’ spendere decine e decine di migliaia di euro al giorno per la militarizzazione dell’area, che si puo’ permettere di buttare via 850
mila euro per una presunta bonifica dall’amianto che avevano denunciato come indispensabile gia’ mesi fa.
Un nemico che e’ incurante della pressione della Commissione europea e che si permette grazie alla legge 123 di istituire l’ennesima legislazione d’emergenze incastonandola nell’ordinamento vigente come una procedura “normale” andando in deroga a tutte le leggi di garanzia fino anche a
quella sul lavoro e sulle norme antincendio, per non parlare poi di una serie impressionante di norme di garanzia sulla salute e sull’ambiente.
In questi mesi abbiamo intrapreso il percorso del movimento verso rifiuti zero comprendendo bene che il problema vero legato allo smaltimento dei rifiuti riguarda il modello di sviluppo e gli stili di vita ma anche le scelte politiche contingenti.
Nel nostro paese e’ in atto un saccheggio del territorio nel nome dei Cip 6 per gli
inceneritori e dei fondi per la costruzione di discariche. Opere la cui sola utilita’ e’ l’arricchimento dei grandi potentati economici dal Nord dalla A2A al gruppo
Marcegaglia. Abbiamo compreso come solo il trattamento a freddo TMB e la raccolta differenziata spinta possono essere delle forme di smaltimento dei rifiuti compatibili,
accompagnate dal cambiamento radicale degli stili di vita e dei processi di produzione e consumo.
Oggi , dopo le prime mobilitazioni susseguenti l’apertura della discarica, che hanno smentito in pieno le vergognose dichiarazioni di Bertolaso e del sindaco Iervolino che parlavano di successo dell’opera di convincimento della popolazione, siamo chiamati a una mobilitazione ulteriore e piu’ forte. Siamo chiamati a battere innanzitutto la paura instaurata a Nord di Napoli in questi mesi ed in questi giorni. Cittadini, casalinghe, impiegati, studenti, pensionati, lavoratori, precari, disoccupati, in questi mesi hanno subito le botte, le denunce, i processi, le schedature di massa nelle caserme e nelle questure, gli arresti domiciliari ed il carcere per difendere il proprio territorio e la propria salute, e per affermare che e’ possibile costruire spazi di anomalia , di ribellione, di democrazia dal basso in questo paese. Siamo coscienti che la sola affermazione dell’esistenza dell’anomalia, della mancanza di pacificazione del territorio non basta per chiudere la discarica di Chiaiano.
Allo stesso modo sappiamo bene che cio’ che abbiamo costruito in questi mesi ha cambiato la vita di una intera comunita’ , a cambiato abitudini, stile di vita, rapporto
con le istituzioni ed i partiti, di centinaia di persone sul nostro territorio, e quello e’ un patrimonio che nessuno potra’ mai eliminare. L’affermazione della nostra
autonomia e della nostra irriducibile indipendenza ha tenuto lontano l’arco della rappresentanza istituzionale, tanto che tutti i partiti hanno rappresentato e rappresentano la nostra controparte.
Anche chi oggi fa appello alla costruzione di una presunta nuova sinistra che vuole parlare il linguaggio del Sud, come Niky Vendola, e’ stato il solo politico ad esprimere solidarieta’ a Guido Bertolaso indagato per traffico illecito di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta Rompiballe. Il nemico dei movimenti del Sud
sostenuto da chi vorrebbe riaprire un dialogo con i movimenti.
Un’assurdita’…
In questi mesi abbiamo ricevuto la solidarieta’ dei movimenti sociali di Napoli, della Campania e di tutto il paese a cominciare dalle comunita’ in lotta per la difesa
dei beni comuni. Ed e’ a loro che oggi facciamo appello per costruire una mobilitazione generale per la chiusura della discarica di Chiaiano.
Una mobilitazione per battere la paura, per battere il terrorismo del governo, per battere chi ci vorrebbe marginali e minoritari. La Selva di Chiaiano non ha solo la Cava del Poligono.
Decine di Cave sorgono nel Parco delle Colline Metropolitane. Alcune di esse erano di proprieta’ della Fibe S.p.a del gruppo Impregilo fino a pochi mesi fa, fino a quando il governo centrale non ha deciso di cambiare gli attori della speculazione sui rifiuti in Campania estromettendo la compromessa e plurinquisita Fibe dalla partita rifuiti.
Oggi alcune di queste cave sono state acquisite dal governo e potrebbero risultare funzionali all’intero ciclo di smaltimento dei rifiuti costruendo a Nord di Napoli il piu’ grande sversatoio d’Europa chiudendo l’intero ciclo de rifiuti depositando a Chiaiano
anche le ceneri degli inceneritori in costruzione in Campania. Una prospettiva di morte davanti alla quale le 200 tonnellate al giorno scaricate fino ad ora nella cava del Poligono sono davvero poca cosa.&nbs . Siamo chiamati dunque non solo a chiudere la discarica parzialmente aperta oggi, ma ad impedire che l’intero ciclo dei rifiuti della Campania e non solo si chiuda sulla nostra terra.
Se passa la bomba ecologica di Chiaiano e l’apertura dell’inceneirotre di Acerra,
prevista per il 26 marzo
, sarà molto difficile contrastare queste scelte che comportano un enorme danno alla salute, non solo per Napoli-Nord e per Acerra,ma per tutta la Campania.

Il nostro appello e’ per costruire una manifestazione per sabato 7 marzo a Chiaiano, una manifestazione dei movimenti, delle comunita’ resistenti, delle reti,delle associazioni, dei cittadini , in difesa della salute e dell’ambiente e contro l’intero piano rifiuti. Il primo passo per ricominciare a fermarli, da Chiaiano ad Acerra.
Una manifestazione a cui  chiediamo di partecipare a tutti coloro che in questi 11
mesi di mobilitazione hanno gridato “Siamo tutti Chiaiano”, a tutti coloro che in questi mesi hanno sostenuto la nostra lotta. Oggi proviamo a costruire una nuova epifania della ribellione per rilanciare in avanti la difesa dei beni comuni, della terra e della salute a nord di Napoli.

Sabato 7 Marzo 2009
Manifestazione a Chiaiano
Partenza ore 16,00 Stazione Metro di Chiaiano

Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano

Per adesioni : insurgencia@email.it

 
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