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Tante piccole schegge di realtà. Uno sguardo disincantato sul mondo per cercare di conoscerlo e, se possibile, tentare di capirlo.

 

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« Non credo al dizionario ...Ma il “russatore” di che... »

Cos’è l’ira, e se rappresenti solo qualcosa di negativo o anche di positivo.

Post n°1160 pubblicato il 22 Gennaio 2010 da review
 

 

Nell’Apocalisse di Giovanni (Apocalisse=Parola di origine greca che, etimologicamente, ha il significato di gettare via ciò che copre, che nasconde e, quindi “togliere un velo” o “rivelare” o “rivelazione a un profeta di cose nascosta da Dio”), l’ultimo libro della Bibbia, si parla dei quattro figure mitiche, che rappresentano i Cavalieri dell’Apocalisse, rappresentati come mali ineluttabili che l’umanità dovrà patire fino al giorno della sua totale perdizione. 

Quello su cui soffermerei la mia attenzione è il secondo cavallo, quello rosso, armato di una spada affilata, che potrebbe rappresentare l’ira di Dio che si abbatte sulla terra, e al quale Dio stesso avrebbe concesso il potere di uccidere e di infondere tra gli esseri umani il desiderio di sgozzarsi a vicenda.[ Dal libro dell'Apocalisse di San Giovanni Apostolo Cap. 6, 3-4. «Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo,udii il secondo essere vivente che gridava: "Vieni". Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada.»]

Nella teologia biblica  Dio manifesta la propria intolleranza al peccato, rappresentato dalla malvagità degli esseri umani, proprio attraverso l’ira. Ma non addentriamoci in ulteriori argomentazioni di carattere teologico, che rischierebbero di portarci troppo e inutilmente lontano, dato il carattere “leggero” di questo post.

Ho voluto solo ricordare che, se pure per ragioni  e con finalità molto particolari, Dio stesso è, o è stato capace di ira, allora molto comprensibile appare che a manifestare la propria ira siano anche gli uomini stessi. Ira che le creature umane hanno dimostrato da sempre e che oggi continuano a dimostrare nelle più svariate circostanze.

Possiamo, in proposito, porci qualche domanda. Ad esempio se l’ira sia un sentimento solo negativo, oppure possa avere anche delle valenze positive.  E potremmo anche domandarci quali siano i sentimenti che spingono le persone verso una determinata manifestazione di ira.

Inizierei dalla seconda, accennando all’ira scatenata dalla gelosia o dalla incapacità di sopportare un abbandono. Ma molto comune è l’ira conseguente a situazioni che vedono coinvolti gli automobilisti, alle prese con la congestione del traffico. Da non trascurare l’ira scatenata dal solito furbo che cerca di “aggirare” una fila oppure quella che vede coinvolti allo stadio tifosi di squadre avversarie. Ma ciascuno di noi potrà portare i propri esempi.

Per quanto riguarda, invece, la prima domanda, io ritengo che non sempre quella negativa sia l’unica connotazione dell’ira. Esistono buoni e sacrosanti motivi per manifestare la propria ira nei confronti di discriminazioni, di violenze, di sopraffazioni, di mortificazioni, subite ingiustamente da parte di tanti essere umani incapaci di difendersi  e che in nessuno trovano una adeguata difesa. Ma allora, più che di ira io parlerei di Indignazione.

 

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Commenti al Post:
rita.gianniam
rita.gianniam il 22/01/10 alle 22:53 via WEB
Lo leggerò domani ...ora vado a nanna...buonanotte Nino caro
 
 
review
review il 22/01/10 alle 22:56 via WEB
Buonanotte, stella. *__*
 
pcsarpedontigrazia
pcsarpedontigrazia il 22/01/10 alle 23:03 via WEB
l'IRA....... una brutta bestiolina direi..... notte ....buon fine settimana
 
 
review
review il 23/01/10 alle 08:41 via WEB
Perdona la mia curiosità. Ti è mai capitato, o ticapita ancora di "produrti" in qualche attacco d'ira, particolarmente meritevole di attenzione? Buona giornata. Nino
 
unicamente_perte
unicamente_perte il 23/01/10 alle 00:33 via WEB
...Portata agli estremi, l'ira è in realtà una forma di follia, se pazzo è colui che non controlla i propri comportamenti... ... L'ira è di ostacolo. Non serve a nulla. Come tutti gli atteggiamenti sbagliati è un modo di servirsi delle cose esterne per spiegare un nostro stato d'animo. ... tratto da Wayne W. Dyer (le vostre zone erronee; guida all'indipendenza spirituale) edizione BUR del 02/08 PAGG. 182 e 192. abbi una serena notte ed un felice week end. frà
 
 
review
review il 23/01/10 alle 08:49 via WEB
Saggio molto interessante ed eaustivo, quello al quale fai riferimento. Ma non solo i moderni scrivo libri sull'ira.Per Lucio Anneo Seneca la clemenza é agli antipodi dell'ira - la malattia del tiranno - , di cui Seneca descrive le cause e suggerisce la terapia in uno scritto (in tre libri), il "De ira". Se vogliamo avere la meglio sull'ira, afferma Seneca, non deve essere lei ad avere la meglio su di noi. Cominceremo a vincere solo quando la nasconderemo e le impediremo di prorompere all'esterno ; infatti - dice Seneca - se le consentiamo di fuoriuscire, essa ci domina: dobbiamo dunque nasconderla nel più profondo remoto del nostro petto, essa va trascinata perchè non ci trascini; bisogna combattere tutti i suoi indizi e le sue manifestazioni: é opportuno raddolcire la voce , allentare il passo, contenere il volto e a poco a poco l'interno si conformerà all'esterno: exemplum di questo atteggiamento è Socrate, il quale, quando era adirato, era solito "submittere vocem". Grazie per il tuo commento. Buona giornata. Nino
 
RosaDelDeserto1dgl
RosaDelDeserto1dgl il 23/01/10 alle 01:16 via WEB
Che cos’è Ciascuno di noi si identifica solitamente con la parte educata e razionale di sè e rifiuta di riconoscere come propria la parte passionale, della cui attivazione è responsabile l’altro. É sempre qualcuno o qualcosa che ci ha fatto arrabbiare... In realtà, la rabbia è una passione che fa parte di noi e che dovrebbe indurci a guardarci dentro con più attenzione. Se qualcuno ci fa arrabbiare, infatti, questo significa che in noi c’è qualche cosa di irrisolto, c’è una disarmonia. In caso contrario non ci arrabbieremmo, ma affronteremmo la difficoltà con calma, moderazione e logica. Invece tutti abbiamo qualche cosa che ci fa arrabbiare perchè tutti abbiamo delle intolleranze, delle debolezze o qualche vecchia ferita non completamente rimarginata. Spesso infatti quando ci arrabbiamo non è per il fatto contingente, ma per qualche cosa d’altro, di più “antico”, dimenticato forse. E così, la classica “goccia che fa traboccare il vaso” ci fa esplodere. E allora cosa fare? Reprimere la rabbia? No. La rabbia, come le altre passioni, è una dinamica del corpo che lo danneggia sia quando è eccessivamente compressa, sia quando è scatenata senza limiti. I proverbi sull'ira L’ira compressa, nella migliore delle ipotesi, genera frustrazione e mal di stomaco, così come il suo scatenamento aumenta la pressione e può generare un colpo apoplettico. Tutti i filosofi hanno sempre pensato che la salute del corpo e l’equilibrio della mente non si mantengono con la repressione delle passioni o con la loro rimozione, ma con la loro “misurata espressione”. Dal Web...(Peccato che l'ira non sempre viene espressa con "misurata espressione". Paola )
 
 
review
review il 23/01/10 alle 08:58 via WEB
Cara Paola, che dire? Hai parlato dell'ira meglio di quanto io stesso abbia potuto fare nel mio post. Ma è più belle e più interessante così, come sempre dovrebbe accadere. Che, cioè, chi legge, sviluppa l'argomento con le proprie considerazioni, avendo trovato in un post solo uno stimolo particolarmente efficace. Concordo pienamente con tutto ciò che hai scritto. Grazie, cara Paola, per il tuo chiaro ed interessante contributo. Buona giornata. Nino
 
rita.gianniam
rita.gianniam il 23/01/10 alle 08:29 via WEB
I tuoi post sono sempre esaustivi e profondi, siamo esseri umani e quindi i sentimenti fanno parte di noi. L'ira , secondo me Nino, è ambivalente...contiene le due polarità. Purtroppo quando è violenta ed accompagnata da eventi efferati si rimane attoniti e senza parole. Ti auguro una serena giornata amico mio carissimo
 
 
review
review il 23/01/10 alle 09:04 via WEB
Cara Paola, quando l'ira esplode in tutta la sua virulenza, come tanti episodi di cronaca ci raccontano, molto spesso, se non addirittura quasi sempre, si è arrivati a superare la pericolosissima soglia del patologico. L'ira che porta ad usare violenza nei confronti di altri è sempre qualcosa di molto malato che solo una psichiatria attenta può indagare nelle sue radici profonde. Spesso si uccide per vendetta, o per gelosia, o per nulla. Ma a quel livello possiamo parlare ancora di ira o dobbiamo pensare che si tratti di una più o meno lucida follia? Buona giornata, Rita. Nino
 
 
catman101
catman101 il 25/01/10 alle 07:15 via WEB
chiedo scusa se mi intrometto. Caro Nino, a te rispondo un altro momento, al commento sottostante. Rita, cos'è che rende ambivalente l'ira? il motivo scatenante o le peculiarità caratteriali della persona? Direi la seconda, poichè considero la prima una "costante", voglio dire un determinato motivo può provocare differenza di reazione fra diverse persone a seconda del proprio carattere. Così come è importante come viene considerato "l'oggetto" su cui riversare l'ira. Se lo si teme, per qualche motivo, niente di più facile che si cerchi un capro espiatorio o chissà che altro, se lo si "domina" può succedere di tutto. Quindi direi che, in linea di massima, possiamo difenderci. Come, è una questione tutta personale. Sei d'accordo? Un saluto a tutti.Catman
 
   
rita.gianniam
rita.gianniam il 25/01/10 alle 15:31 via WEB
Caro Catman, scusami per la risposta in ritardo. Sicuramente sono d'accordissimo su quello che concerne la caratterialità. Ma quando parlavo di ambivalenza intendevo porre l'attenzione sulla positività e la negatività del sentimento iroso. Positività intesa come esternazione di un sentimento che fa parte di noi, come l'amore, la compassione, il dolore e quindi anche la rabbia.Siamo esseri umani dotati anche di anima e quindi è naturale provare anche questo sentimento che, a volte, o almeno per quanto mi concerne, viene esternato attraverso un pianto liberatorio e sicuramente non attraverso azioni vendicatorie nei confronti di chi ti insuffla dolore attraverso parole o azioni.E quindi ne risulta che è un fatto puramente personale, giustamente come dici tu.Il mio atteggiamento iroso invece muta, in qualcosa di più corposo, quando assisto a violenze , psicologiche o gestuali, nei confronti di gente indifesa. Ecco in quei frangenti è difficile che mi controlli.Spero di essere stata esaustiva. Un caro saluto e baciuzz a Nino
 
     
catman101
catman101 il 25/01/10 alle 18:16 via WEB
Ciao Rita, spero che il nostro amico Nino mi perdoni se rispondo a te soltanto. Perdo diverso tempo a leggere gli aggiornamenti e di tempo non ne ho tanto a disposizione. Poi vedo che c'è Ginkobilova che ha fatto una puntualizzazione e, a quanto pare, il discorso si fa interessante. Allora, tornando a te, la persona assume una valenza preponderante circa le modalità di esternazione dell'ira, trovandomi perfettamente d'accordo. Come ritengo doveroso trovarsi una valvola di sfogo(potrebbe andare bene anche dello sport a livello agonistico o anche solo amatoriale, ad ogunno il suo modo) anzichè inferire sul prossimo gratuitamente. Personalmente raggiungo il massimo dell'ira quando vedo persone che maltrattano gli animali o persone indifese....poi all'improvviso una strana calma comincia a "occupare" tutta la mia persona. Devo fare qualcosa senza apportare ulteriori danni e salvare il salvabile. In qualche modo la "temperatura di ebollizione" deve scendere, come? Quando possibile occuparsi subito di chi ha subito del male, ha bisogno di tutta la nostra attenzione e di certo non ha bisogno di vederci digrignare i denti o un'altra delle espressioni elencate dal nostro amico Nino e tratte da Seneca. Un sorriso, un abbraccio, una carezza dicono molto più di mille parole. Ora saluto tutti, buona serata.Catman
 
     
review
review il 25/01/10 alle 21:46 via WEB
Perdonato!:-))
 
     
catman101
catman101 il 26/01/10 alle 06:56 via WEB
Grazie mille Nino :)) Ciao a tutti.
 
     
rita.gianniam
rita.gianniam il 26/01/10 alle 10:38 via WEB
Hai spiegato mirabilmente..e mi ci ritrovo. E' vero basta così poco, anche un sorriso..ma la normalità è diventata anormalità in questa giungla vitale. Ma noi andiamo avanti lo stesso.Buona giornata CAT. NINOOOOOOOOO BACI BACI
 
iocheascoltoilvento
iocheascoltoilvento il 23/01/10 alle 15:13 via WEB
L'ira e' una dei sette vizi capitali.. L'ira quando è l'occasionale esplosione di rabbia puo' essere anche una valvola di sfogo ..a chi non si oppone mai per es..una persona timida..che non riesca a difendersi da ..sopprusi e costrizioni.. diventa un vizio in presenza di un'estrema suscettibilità che fa sì che ..anche la più trascurabile delle inezie ..come es..una goccia di latte che cade sulla tovaglietta da te' ricamata .. ...sia capace di scatenare una furia selvaggia.... l'i' scatta l'ira e come diceva bud spencer non c'e' piu' cattivo ..di un buono che diventa cattivo...ma bisogna avere la fortezza di resistere ai nostri impulsi e i nostri istinti....un saluto ...^^
 
 
review
review il 23/01/10 alle 17:57 via WEB
Concordo su tutto, anche sulle parole di Bud Spencer, che, tuttavia, diventava cattivo solo per motivi di forza maggiore, ma, naturalmente restava sempre il buono che era...prima di avere punito i cattivi come il loro comportamento meritava e, cioè, sdandogliele di santa ragione! Grazie per le tue considerazioni. Un abbraccio. Nino
 
nichivrocchiblu
nichivrocchiblu il 23/01/10 alle 23:16 via WEB
l'ira se scatenata è incontrollabile, secondo il mio modo di vedere le cose, è sempre negativa. è una mancanza di controllo..e ame sinceramente fa paura..A volte mi è successo qualche episodio, e dopo mi ha sempre lasciato un senso di frustrazione fortissimo...Buona domenica!! NICO
 
 
review
review il 24/01/10 alle 09:07 via WEB
Forse bisognerebbe distinguere fra ira e indignazione. L'indignazione è un sentimento di reazione di fronte a un sopruso subito ingiustamente, di fronte a delle insopportabili e indegne prevaricazioni, di fronte a delle abnormi disfunzioni della nostra società. L'indignazione è di per sè qualcosa di forte, ma di controllato. L'ira, da qualunque sentimento si mossa, si esprime sempre con una violenza spesso esagerata, rispetto al motivo che possa averla prodotta e altrettanto spesso sono ravvisabili, nel suo esplodere, forti caratterizzazioni patologiche. Concordo con te che l'esplosione, spesso improvvisa dell'ira, non può che fare paura. Buona giornata. Nino
 
fata_dibosco
fata_dibosco il 24/01/10 alle 02:27 via WEB
Cos'altro è l'ira se non la parte "nera" di noi? Mi chiedo: "si può frenare l'ira?", Mi rispondo anche: "no,secondo la mia misera opinione, non si può". Forse si può attenuare... ma essa, l'ira, ci prende senza sosta... come fatto essenziale ed irriducibile del nostro stato umano. :) un sorriso per te :)
 
 
review
review il 24/01/10 alle 09:12 via WEB
Scusa, perchè parli di misera opinione? Le tue considerazioni meritano la stessa attenzione e lo stesso rispetto di tutte le altre. E' vero, l'ira rappresenta una delle tanti parti "nere" del nostro essere e del nostro modo di vivere i rapporti con gli altri. Controllare l'ira? Se fossimo capaci di controllarla vorrebbe dire che intorno a noi le esplosioni dell'ira, spesso improvvise e sempre violente, non esisterebbero. Ma esistono ed esistono proprio perchè noi non siamo capaci di controllarle. Un abbraccio. Nino
 
pgmma
pgmma il 24/01/10 alle 09:15 via WEB
La malvagità, ciò nonostante, ha camminato senza sosta; il potere del male è inscalfibile: del denaro, dell'orgoglio, dell'arroganza, dell'ingiustizia, dell'errore, delle armi, della morte e del demonio. E i nostri pareri sono come insignificanti briciole.
 
 
review
review il 24/01/10 alle 14:00 via WEB
Nella vita tutto scorre,tutto fluisce, perennemente e in modo inarrestabile. Ma non fluiscono solo la malvagità e la violenza. Fluisce anche il bene. O è solo il male ad esistere? . Devo ammettere che si parla prevalentemente, e forse anche preferibilmente, del male, piuttosto che del bene. Ma se ne parla, e se ne parla non tanto o non solo per tentare, forse velleitariamente, di fermare il male, quanto per cercare di capirlo e di comprenderne le ragioni. E quando si parla del bene se ne parla non perchè il parlarne possa bloccare l'avanzata del male, quanto piuttosto perchè il parlarne può aiutarci a riflettere su questa duplice natura dell'animo umano, può, attraverso gli esempi, aiutarci ad avere, per noi e per i nostri figli, la speranza di un mondo migliore, nel quale, se non altro, almeno il bene possa prevalere sul male, sia pure senza riuscire a sconfiggerlo. Un caro saluto. Nino
 
berequeck
berequeck il 24/01/10 alle 12:21 via WEB
L'ira esiste, al pari di altri sentimenti.Da saper dosare e, soprattuto, gestire.. ;-)Buona domenica, Susy ;-)
 
 
review
review il 24/01/10 alle 14:07 via WEB
Certo, l'ira esiste al pari degli altri sentimenti dell'animo umano. Ma saperla dosare e gestire non è cosa facile. L'ira, secondo il mio parere, è un sentimento negativo, al contrario dell'indignazione. Come ho ricordato in un precedente commento. Abbandonarsi ad uno scatto d'ira non rappresenta mai un fatto positivo. In certi casi la nostra ira può addirittura far precipitare la situazione, come accade quando due automobilisti si mettono a litigare per questioni di traffico. In questo caso molto spesso spunta un coltello e ci scappa il morto. Da una mancata precedenza e da qualche danno ai veicoli si passa ad un inutile omicidio! Un caro saluto. Nino
 
kao0
kao0 il 24/01/10 alle 14:56 via WEB
ciao Nino! Dovremmo essere buoni, ce lo insegnano a scuola. Eppure, per quanto grande sia l’impegno e l’applicazione, tutti – prima o poi – ci troviamo di fronte alla nostra ira. È una passione comune e diffusa ma, al tempo stesso, giurisdizione del territorio sconosciuto delle emozioni. L’ira si mostra come un nemico che dall’esterno ci aggredisce contro la nostra volontà. Dentro ognuno di noi c'è ira, basta saperla dosare quando esce, perchè a volte farla uscire potrebbe essere solo uno sfogo che fa bene a noi stessi, basta non ledere l'incolumità altrui... Non so se mi sono spiegata bene...spero di si... buona domenica!
 
 
review
review il 24/01/10 alle 15:20 via WEB
Ad essere buoni ci viene insegnato fin da piccoli e un po' da tutti. Dai genitori, dai nonni, da tante favole, dalla scuola, dalla religione. Anche lo scautismo prevede, mi pare, una biona azione quotidiana. Noi stessi, naturalmente ci mettiamo del nostro, eppure non c'è niente da fare. Nonostante tutto tanto spesso ci lasciamo dominare dall'ira, che, come tu affermi, in modo perspicace ed incisivo, "...è una passione comune...che appartiene alla giurisdizione dello sconosciuto territorio delle emozioni". Dosarla è un po' più difficile, se non addirittura improbabile. L'ideale sarebbe contare fino a cento, ma in certe circostanze la gran parte di noi non arriva nemmeno a dieci...! Un abbraccio. Nino
 
catman101
catman101 il 24/01/10 alle 15:55 via WEB
Ciao a tutti. Argomento interessante, visto che assistiamo spesso a scene dove l'ira viene riversata sugli oggetti, sulla persona e, più in generale, sul prossimo. Direi che è impossibile farne a meno, come ho letto anche in qualche altro commento, è parte di noi stessi, è un modo come un altro di ribellarsi a qualcosa, cosa alle volte non lo sappiamo nemmeno noi stesi, tuttavia è indubbio che proviamo quel "sentimento". Ora, a mio parere, tutto quello che possiamo fare è cercare di controllarla, piuttosto che reprimerla(avremmo bisogno a lungo andare di essere messi in una pentola a pressione), magari cercare di incanalarla e lasciarla sfogare in modo del tutto innocuo. La parola chiave, sempre a mio parere, è equilibrio seguita, subito dopo, da quantità. Mi spiego. Saremmo dei robot se qualcosa di anomalo non suscitasse la nostra ira, allora diventa opportuno "usare" una dose giusta per indignarci, respingere le accuse, difendersi, riconoscere il male quando lo vediamo. Tutto sta nella quantità, troppa crea altro male, troppo poca ci rende passivi. Giusto per usare una analogia possiamo dire che una giusta quantità di acqua è salutare, troppa acqua crea problemi all'organismo. Come tutto, del resto. Un saluto a tutti. Catman
 
 
review
review il 24/01/10 alle 21:53 via WEB
Caro amico, i tuoi commenti sono sempre precisi e circostanziati e ciò che più apprezzo è questo tuo interessarti anche degli altri commenti, prima di scrivere il tuo. Considerazione interessante quella che differenzia l'ira rivolta verso le persone, rispetto a quella che va, invece, a colpirfe gli oggetti. Naturalmente quando vengono colpiti gli oggetti è chiaro che si voleva, in realtà, colpirne il legittimo proprietario. Posso anche concordare sulla impossibilità di sottrarci ad uno scatto d'ira, ma ho molti dubbi, come già detto in precedenza, sulla possibilità di controllare questo sentimento una volta che l'ira abbia preso il sopravvento su di noi. Se effettivamente noi avessimo qualche possibilità di intervento è chiaro che ce la giocheremmo prima di veder peggiorare le cose con la nostra reazione violenta. L'equilibrio di cui parli è cosa estremamente difficile da controllare una volta che la pazienza sia stata perduta.Il discorso sulla quantità risente, secondo il mio parere, delle stesse limitazioni, in quanto ritengo difficili interventi sia qualitativi, sia quantitativi, nel momento in cui si sente solo un estremo bisogno di sfogare la nostra rabbia attraverso l'ira. Ti auguro una buona serata. Nino
 
Ginkobilova
Ginkobilova il 25/01/10 alle 11:10 via WEB
Ciao a tutti, controllare l'ira, questo istinto primordiale dell'uomo non si può reprimere. Certo, controllarlo, che altro... siamo fatti così. La cosa ideale sarebbe conoscerla è scaricare la tensione facendo qualcosa di fisico, mio nonno andava a spaccar legna in giardino dopo aver litigato con nonna, poi stava meglio. Io vado per parchi a correre. Essere solo riflessivi non basta, si leggono di episodi efferrati e in moltissimi casi si tratta di persone introverse e taciturne, quelli che tengono tutto dentro e quando esplodono si sente il botto da lontano. Credo che l'ira è negativa negli effetti, positiva nelle cause. Aiuta conoscere se stessi e ci costringe a utilizzare contromisure. Tutto ciò che è istintivo (secondo me) non è negativo. Buona settimana a tutti.
 
 
review
review il 25/01/10 alle 13:44 via WEB
Il problema non è quello di cosa fare dopo essersi incazzati. ma quello di cosa fare per non incazzarsi o, almeno, per non incazzarsi troppo. Tuo nonno discuteva animatamente con sua moglie e solo a cose fatte cercava di sbollire la rabbia spaccando legna. Ma intannto l'incazzatura (non sappiamo quanto controllata) aveva fatto il suo corso. Anche chi, in un raptus d'ira ammazza qualcuno, subito dopo va a fare qualcosa di particolare come se niente fosse accaduto. Ma intanto quello che è accaduto è accaduto. In qualche altro commento ho fatto riferimento al "De Ira", di Lucio Anneo Seneca (Noi oggi ci affanniamo a scrivere di tutto e su tutto, ma molto spesso, meglio di noi certe cose le hanno indagate e scritte gli antichi deiquali, purtroppo tanti ignorano l'esistenza!). Mi piace ritornare su Seneca per riportare questa straordinaria descrizione dell'ira, all'inizio del dialogo"..tali sono i sintomi (signa) delle persone adirate... gli occhi sono ardenti e accesi (flagrant et micant oculi), in tutto il volto si diffonde un intenso rossore (rubor) poiché il sangue ribolle dal profondo del cuore, le labbra tremano, i denti si serrano, i capelli si levano ritti sul capo, il respiro è faticoso e rumoroso (spiritus coactus ac stridens), si avverte il rumore delle articolazioni che si contorcono, un gemere e un muggire (gemitus mugitusque), un parlare smozzicato (sermo praerupturus) con parole non chiaramente espresse, un frequente batter di mani e calpestio di piedi sul terreno, l’intero corpo agitato ed esprimente grandi e irose minacce, l’aspetto sconcio a vedersi e spaventoso di chi deforma i lineamenti e si gonfia di collera (horrenda facies depravantium se atque intumescentium)”. Amico mio, personalmente sono convinto che l'ira non sia proprio controllabile. A me ogni tanto capita (in vecchiaia un po' meno di quando ero ancora giovane) di avere degli scatgti di ira. Posso solo riconosacere che avrei fatto meglio a stare calmo, perchè chi urla ha sempre torto, anche quando, attraverso altre modalità di comportamento, avrebbe potuto far valere tutte le sue ragioni. Grazie per il tuo intervento, interessante contributo a questa piacevole conversazione. Buona giornata. Nino
 
Ginkobilova
Ginkobilova il 25/01/10 alle 15:41 via WEB
Certo Nino, io non credo che l'ira si possa controllare durante la sua manifestazione, credo che si possa controllare in modo preventivo. Questo istinto non si manifesta mai in modo improvviso, altrimenti non è più ira ma qualcosa d'altro. Credo che a monte di certi fatti pubblicati sui giornale vi è una causa, oppure una somma di cause, oppure concause che determinano l'esplosione d'ira. Credo inoltre che spesso l'esplosione d'ira non sia sempre legato al momento contingente ma una goccia che ha fatto traboccare il vaso. Seneca ha ben descritto l'effetto, oggigiorno abbiamo a disposizione la psicologia che spiega come un uomo non puo trattenere la somma di alcune situazioni... il limite. Nel commento precedente mi riferivo al modo di "prevenire", come mio nonno scaricava la tensione... per ipotesi, se fosse uscito di casa per spaccar legna e il vicino gli avesse detto o fatto qualcosa... superato il limite avremmo letto una brutto episodio scaturito da un futile motivo "L'ira non manca mai di ragioni, raramente ne ha una buona". Credo vi siano degli step precedenti all'esplosione vera e propria, se l'idividuo l'ha provata, l'ira si può evitare (non controllare)... ognuno dovrebbe conoscere i propri limiti e trovare le contromisure per sfogarsi e scaricarsi prima che si manifesti... lo stesso Seneca scrisse "La dilazione è il più grande rimedio dell'ira" (Maximum remedium irae dilatio est), anche il grande Maestro era possibilista. A proposito, hai delle buone letture Nino, il periodo aureo greco fino ai filosofi latini sono letture favolose. ciao a tutti
 
 
review
review il 25/01/10 alle 21:45 via WEB
Caro amico, questa idea del controllo preventivo non sarebbe male, non vorrei essere frainteso. Non è mia intenzione, infatti, polemizzare a qualunque costo solo per il gusto di dissentire. penso che questo controllo preventivo non sarebbe male, ma che sia alquanto improbabile renderlo concreto. Fra l'altro non possiamo e non dobbiamo generalizzare. Quando l'ira trascende in qualcosa di patologico, c'è ben poco da controllare preventivamente. Ci esce con ul coltello in tasca o ritorna a casa per prenderne uno e poi va a trovare il suo bersaglio, ha già deciso di ucciderlo e così andrà a finire. Al semaforo, se uno ti rompe i coglioni col clackson una frazione di secondo dopo lo scatto del verde, è inevitabile che un vaffanculo veloce ti scappi. Avrebbe un senso controllarlo preventivamente? E in ufficio? Beh, in ufficio si dovrebbe essere più prudenti e penso che ci si riesca. Mandare affanculo il proprio capo ritengo sia davvero pocoigienico. Quanto alla citazione di Seneca vorrei dire che scrivere certe cose è stato certamente esempio di grande saggezza, ma, a conti fatti non è che questa storia della dilazione possa venire presa immediatamente per oro colato. Sono valide per Seneca le stesse obiezioni che ho avanzato un po' in tutti i miei commenti. Ma voglio offrirti un'ancora di salvataggio. Ben 15 anni dell’attività professionale dello psicologo Robert Puff sono stati utilizzati per occuparsi del come gestire la collera. Egli afferma che al montare impetuoso della rabbia corrisponde un rapido aumento della tensione muscolare, mentre la pressione sanguigna s'impenna, il battito cardiaco accelera rapidamente, e cresce la frequenza del respiro che diventa ad dannoso. Se dovessimo prepararci a fronteggiare un combattimento il quadro si presenterebbe con le stesse, precise caratteristiche. Robert Puff afferma che soffocare tutto questo non è un bene, ma afferma anche che consentire a una mandria di tori infuriati di lasciare il loro recinto sarebbe assolutamente deleterio. E dunque cosa vuole insegnarci Robert Puff con la sua filosofia? “Incavolatevi!, ma con garbo!”Un caro saluto. Nino
 
penna_abiro
penna_abiro il 25/01/10 alle 21:58 via WEB
BUONA sera NINO...io penso che l'ira rappresenti un atteggiamento impulsivo...quindi improvviso...invece l'indignazione caratterizza uno stato psicologico,un atteggiamento protratto nel tempo.....uno può avere un attacco d'ira perchè gli hanno graffiato la ferrari appena comprata...invece si può essere indignati contro la classe governante che non fa niente per le categorie più deboli...e quindi...commercialmente parlando...esse soccombono...E' un mio modesto parere...posso anche sbagliare...buona sera...Annarella
 
 
review
review il 25/01/10 alle 22:13 via WEB
Beh, ci si può incazzare anche se, invece della Ferrari, ci hanno acciaccato la nostra vecchia Panda mezzo scassata! Concordo .tuttavia, con te sull'indignazione. Io ho cercato di suggerire uno spunto, ma gli amici e le amiche hanno preferito battere altre strade. Ci si arrabbia (attacco d'ira) perchè il cane del vicino ha pisciato le nuovissime gomme della nostra auto. Ma ci si indigna per la morte di quelle due povere bambine nel tragico crollo di Favara. Un abbraccio. Nino
 
gardenparks
gardenparks il 23/05/12 alle 18:40 via WEB
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