Creato da inagguato il 08/03/2008

Eppur si muove...

il lento incessante movimento della vita-riflessioni e azioni

 

 

Quando avviene un cambiamento

Post n°265 pubblicato il 23 Marzo 2012 da inagguato
 

Il cambiamento. Chiamiamola svolta. Chiamiamolo rinnovamento. Chiamiamola Novità.  Chiamiamola "buone nuove", o cattive notizie, secondo i punti di vista e secondo i vantaggi o gli svantaggi che da tutto ciò deriva.
Il cambiamento può essere fulmineo, repentivo, veloce, oppure può sorgere con ritmo lento durante un arco temporale più o meno ampio.
L'arrivo della primavera avviene gradualmente, dopo giorni in cui il sole primeggia e la  temperatura diventa più mite. Avviene al termine del ciclo dell'inverno.

Personalmente ho avuto molti importanti cambiamenti nella mia vita. Ho preso la patente dell'automobile e della motocicletta, così spostarmi non è stato più un peso in termini di tempo speso e di mezzi pubblici acciuffati all'ultimo secondo. Ho guadagnato in autonomia.
Ho cambiato molti lavori. Mi son sempre adattato secondo le specifiche esigenze. Ho dovuto subire il cambiamento - che incideva la mia sfera personale - e son stato attore e protagonista di cambiamenti ulteriori che rivestivano la sfera personale di altre persone, o che potevano avviare conseguenze su atti e fatti successivi.

In questo ultimo anno ho cambiato due lavori, e tre datori di lavoro. Tutte le volte dovevo esser felice e contento, perchè si rinnovava in me ulteriore fiducia. Spesso il cambiamento faticavo a percepirlo...la consapevolezza la maturavo a poco a poco, così come la contentezza.
Devo dire che quando avviene un cambiamento felice bisogna festeggiare. Spesso festeggio con una pizza e una bottiglietta di birra, un gelato, un regalo per me, oppure mi incontro con amici e si condivide il tutto, si condivide gioia ed empatia.

Spesso si è felici ed eccitati quando avviene un cambiamento. Bisogna poi vedere se i motivi della felicità sono incontestabili e incontrovertibili.

Ricordo la felicità di quando sono uscito dal mio stato di isolamento interiore e mi sono "impegnato" con una relazione sentimentale con una ragazza che mi garbava assai.
Ricordo il mio primo bacio. Questi sono cambiamenti di stato d'animo che ti fanno vibrare in ogni senso.

Non sappiamo quanto possa incidere un cambiamento nella nostra vita, bisogna solo accettarlo, viverlo, ed esserne protagonisti, farne parte, recitare per così dire una parte ed assaporare ogni attimo, perché spesso perdiamo la percezione del tempo che fugge via.
Non possiamo rimandare un cambiamento, o meglio, un'azione che genererà cambiamento. A volte il cambiamento lo subiamo, siamo incapaci di rendercene conto, non crediamo ai nostri occhi, alle nostre orecchie, ai nostri sensi, e ci troviamo sconcertati, afflitti, arrabbiati verso noi stessi perché non riusciamo a reagire con prontezza e soprattutto non riusciamo a capire fino in fondo il reale nuovo stato delle cose. Accettare e accettarsi, potrebbe essere la ricetta giusta. Non è semplice a farsi. Spesso e volentieri abbiamo bisogno di mediazione, di mediatori, di persone che ci fanno riflettere sul reale stato delle cose. Cerchiamo consiglio, cerchiamo conforto, cerchiamo confronto e relazione, scambio di opinioni e di punti di vista.
Altre persone invece affrontano la vita senza troppo impegnarsi a riflettere sullo stato del cambiamento. Vivono la vita come un tourbillion di emozioni, una girandola di sensazioni più o meno piacevoli...e crescono, vivono, si divertono.
Ma il cambiamento è in agguato. Appena cambiano gli ordini dei fattori...il prodotto cambia. Credo che sia la sola cosa nella quale non vale la regola matematica, anche perché un cambiamento non si può prevedere in senso pieno e definito. Lo si può supporre, ma i mille rivoli dentro ai quali si riversano scelte conseguenti...bhé, non possiamo avere un quadro definito e certo.
Possiamo solo vivere la vita e scegliere come viverla, attuando molti adattamenti, arricchendoci così di maggiori esperienze e consapevolezze.

Viva il cambiamento...o...viva lo status quo. A voi l'ardua sentenza.

by inagguato

 
 
 

Gratificazioni...per decreto

Post n°264 pubblicato il 04 Marzo 2012 da inagguato
 

Se io fossi il presidente...cantava qualche anno fa Gianni Morandi. Anch'io ho pensato di diventare presidente. E per decreto istituirei la celebrazione del proprio compleanno.
Ecco come.

Art. 1 - La Repubblica riconosce il valore morale e civile di ogni anniversario di nascita di ogni suo cittadino, e lo tutela sencondo proprie disposizioni normative.

Art. 2 - Il riconoscimento di ogni anniversario di nascita è strumento di promozione sociale e di stima verso la singola persona, ed è attuato dallo Stato sempre e comunque dalle istituzioni della Repubblica secondo la legge.

Art. 3 - Ad ogni cittadino lavoratore è riconosciuto, nell'ambito delle celebrazioni del suo anniversario di nascita, una giornata festiva, aggiuntiva rispetto a quelle maturate di diritto, da tenersi esclusivamente il giorno stesso dell'anniversario di nascita.

Art. 4 - In aggiunta, in integrazione e a prescindere dalla condizione lavorativa di ogni cittadino, ad esso è riconosciuto euro 100 ad ogni anniversario di nascita, vitalizio, rivalutabili secondo le disposizioni economiche vigenti.

Art. 5 - Ad ogni istituzione della Repubblica vi è obbligo di attuare e rispettare i predetti dettami, così vi è obbligo morale di festeggiare da parte di ogni cittadino l'anniversario proprio di nascita.
Le suddette norme entrano in vigore immediatamente dalla loro pubblicazione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica.


Proviamo a gratificarci, ogni tanto. Per legge, immagino ciò. Non saprei l'impatto sociale ed economico di dette norme, però immagino un mondo diverso, dove il rispetto e la stima delle persone siano statuite e celebrate a dovere.
Chissà se un giorno...

by inagguato

 
 
 

Lo scoglio

Post n°263 pubblicato il 03 Marzo 2012 da inagguato
 

A volte mi sento...sullo scoglio.
Su di uno scoglio non si sta tanto bene. Si sta aggrappati, coi piedi, con le braccia, si rischia di scivolare, fra le tante alghe anch'esse aggrappate. Uno scoglio è l'immagine simbolo di quest'epoca. Uno scoglio può essere una felice ancora di salvezza come un tremendo pericolo per la navigazione. Uno scoglio può apparire o scomparire tra i flutti, se arriva a pelo d'acqua.
Ecco, a volte mi sento di essere su di uno scoglio, non so se per fortuna o se per necessità. Necessità di avere qualcosa di solido sotto i piedi, qualcosa di stabile, qualcosa di certo. Abbiamo i piedi ben saldi a terra? Abbiamo certezze, siamo tranquilli? Viviamo un periodo incerto. Non mi riferisco solo alle vicende e ai fatti di questi ultimi anni. Anche gli anni '60 e '70 erano un periodo pieno di aspettative, speranze, voglia di cambiamento e volontà di avere qualcosa di più concreto oltre le solite note ideologie. Le ideologie esistono fin dalla notte dei tempi e condizioneranno l'uomo finché esso le produrrà come strumento di arricchimento spirituale e umano, e come presupposto allo sviluppo, però non devono essere prese sul serio, e non essere sostituenti la politica umana e civile.
L'uomo deve pensare con la propria testa, far valere i propri ragionamenti, le proprie convinzioni, e adeguarsi se queste ultime non sono in linea con le convinzioni e i ragionamenti prevalenti. Non voglio adesso fare un elogio alla democrazia, ci mancherebbe altro, dico solo che ognuno ha la propria testa pensante, e che ciò è un bellissimo valore. Sentirsi sullo scoglio, come mi sento a volte io, è una riflessione profonda sul mio stare al mondo. Perché tutti qui devono stare al mondo, in un modo o nell'altro. Con forza, convinzione, e fiducia. E coltivare ogni giorno nuove speranze e far crescere gli uomini di domani.

by inagguato

 
 
 

Silenzio, a qualsiasi costo

Post n°262 pubblicato il 18 Gennaio 2012 da inagguato
 

Una quindicina di giorni fa apro il giornale e leggo una notizia che mi ha destato più di una riflessione.  Devo avere ancora conservato il quotidiano in un angolo di casa ma mi rifiuto di cercarlo. E allora, ricordandomi il tema della notizia, l'ho trovato in rete.


Arcivescovo di Torino, aprire oratori nei centri commerciali.
Nosiglia, andiamo dove ci sono i giovani03 gennaio, 14:35

 

(ANSA) - TORINO, 3 GEN - ''Aprire oratori nei centri commerciali e nei luoghi di divertimento'': lo propone l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, come strumento di una Chiesa che ''deve farsi piu' missionaria'', nel senso che ''sa investirsi della realta' concreta'' e quindi ''va incontro ai giovani la' dove si trovano''. ''Quando incontro i giovani - ha detto l'arcivescovo - mi dicono spesso di sentire la Chiesa troppo distante. Mi ringraziano non tanto per quello che dico, ma per essere andato a incontrarli''.(ANSA).



Bhé, che dire? Chi sa cos'è un oratorio? Chi è mai stato in un oratorio, chi l'ha frequentato? Che ricordi ha?
Nella mia piccola cittadina c'è un oratorio dedicato alla gente di mare, in onore di Sant'Erasmo, che attualmente propone serate di musica classica di buona  qualità. In gioventù frequentai un oratorio in una frazione della mia cittadina. Era un luogo di ritrovo, di gioco e di svago, ma anche di riflessione perchè il prete che l'aveva in custodia tra un ora e l'altra passata allo svago ci riuniva tutti quanti per parlare di religione e di fede.  L'oratorio quindi come luogo per i giovani, ma anche per gli anziani. Soprattutto un luogo di ritrovo e di coesione sociale. Infatti quest'ultimo oratorio frequentato da me era visto dalla popolazione locale come una organizzazione un pò più laica e informale rispetto ai soliti riti formali praticati in parrocchia o durante la santa messa. Le persone ritrovavano una dimensione maggiormente famigliare, dove poter stare in compagnia, giocare a calcetto a cinque o a quattro nel misero campo da bocce, o raccontarsi l'ultimo gossip del paese. L'apoteosi del tutto era il giorno di Santo Stefano, giorno in cui, dopo alcuni mesi passati a prepararsi un degno cannovaccio, andava in scena, a cura del gruppo di giovani che frequentava il suddetto oratorio, una commedia, spesso in dialetto genovese. Era come una forma di omaggio alla popolazione, un momento di svago puro. Il teatrino all'interno dell'oratorio stracolmo di persone, circa un centinaio.
Queste esperienze mi hanno giovato molto nel mio processo di crescita umana e personale. Mi hanno aiutato a stare col mio prossimo, a fare gruppo, a pensare non solo per me stesso ma anche ad avere consapevolezza del prossimo. Esperienze formative.

Intanto penso. Ma ce lo vedete un oratorio all'interno o in un aria adiacente ad un centro commerciale? So che i centri commerciali sono frequentati da molti giovani. Questi giovani se sono lì è per divertirsi e svagarsi. Son sì luoghi di ritrovo e divertimento, ma come dimensione - non fisica bensì concettuale - li trovo assai distanti dall'essere assimilabili ad un oratorio di vecchia scuola. Un oratorio moderno non oso concepirlo. Forse più del luogo, crea attrazione le persone che lo frequentano, il carisma di una persona in particolare - che sia un capobranco di un gruppo giovanile o un parroco tenace e semplice - e quello, soprattutto, che riesce a trasmettere in senso di significato il luogo stesso, con contenuti adatti ai frequentatori - campetto di gioco, biliardino, piccolo altare a cui rivolgere qualche preghiera ect.
Come dicevo prima, intanto penso. Penso a quello che può diventare realtà. Basta poco a creare uno spazio tale. Però, il centro commerciale è luogo di scambio commerciale, di schiamazzi, di distrazione, di troppo svago fine a sé stesso. Troppo chiasso. O almeno, di chiasso che poi andrebbe dirottato in un altro luogo, chiamato oratorio, dove si farebbe altro chiasso. Concepisco l'oratorio come luogo educativo, diverso anni luce dall'aspetto ludico di un centro commerciale. Ecco perché trovo l'idea bella in sé perché luogo pieno di giovani, e quindi si andrebbe benissimo incontro ai giovani, ma inapplicabile nella sostanza. O credo con poco successo. Vi è il rischio poi di creare ghetti sociali. Chi gira con le sportine piene di oggetti acquistati pochi minuti prima nei tanti negozi, e chi si svaga nel luogo attiguo. Due mondi diversi, per vocazione.

Come uscirne fuori? Non boccio l'idea a priori, ci voglio ragionare, voglio capire di più la bontà della proposta. Perché proposta che non è venuta al primo passante che capita, con tutto il rispetto dovuto.
Vorrei istituire, invece, un luogo, all'interno di questi chiassosi centri votati al commercio, di una stanza, un area, completamente votata al silenzio. Completamente insonorizzata. Un luogo dove chi ha necessità può trovare silenzio e pace, un luogo dove poter riflettere sulle malefatte (anche) del consumismo. Un luogo dove potersi fermare davanti alla frenesia della vita. Questo luogo dovrebbe essere completamente schermato dalle onde radio delle trasmissioni cellulari e soprattutto...incredibilmente silenzioso. L'uomo ritroverebbe una dimensione più umana dove potersi confrontare con se stesso e con il vicino accanto. Se poi ci scappa la chiacchierata, come succede a chi va a Messa, col vicino di posto, bhé, almeno si sappia che è questa la manifestazione della socialità umana e della rivendicazione caratteriale di chi compie un simile gesto. Cerchiamo di capire chi siamo, cosa possiamo dare alla società, come ci relazioniamo. Troppo spesso ci facciamo prendere dal panico, dalla troppa fretta, di avere, di apparire, di sembrare, di piacere. Un luogo di riflessione, di assoluto silenzio, in questo mondo dove è "davvero" difficile trovare un luogo privo di rumore o di suoni. Un luogo che privilegi più l'aspetto meditativo, contemplativo, riflessivo rispetto a luoghi deputati alla socialità e alla condivisione. Se mai, nel silenzio, trovassimo risposte ai nostri dubbi o incertezze, che possimo essere persone di esempio. Manifestare al di fuori di questo luogo "silenzioso" la ricetta o le risposte che ci siamo dati per vivere questo mondo nel modo più soddisfacente possibile. Dire: io mi son dato queste risposte, ho trovato nelle mie riflessioni questa strada, vivo questi valori.
Perché noi valiamo. Con la socialità condividiamo esperienze, cresciamo insieme. Ma prima dobbiamo attuare in noi stessi la fase preparatoria. E' un pò la fase prepuberale, dove ci si domanda dei perché della vita, per poi affrontare la vita a modo nostro.
Chissà se ho gettato un sassolino nello stagno o un macigno. Intanto invito al dibattito. Invito a non tralasciare le notizie vecchie, ma a farle proprie, a capire del perché il mondo va in una determinata maniera e come poter fronteggiare i tanti bisogni che la società pare necessitare.

E intanto penso. E intanto saluto tutti. Buona riflessione. Si accettano proposte o suggerimenti. Siamo al mondo (anche) per poterci confrontare, per crescere assieme, per gioire o addolorarsi ritrovando unità e collegialità.
Alla prossima.

by inagguato

Foto tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Rimini_centro_commerciale.JPG
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0c/Rimini_centro_commerciale.JPG

 

 
 
 

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei...e non solo

Post n°261 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da inagguato
 

Molto spesso ci capita di leggere riviste di moda, salute o di attualità. Qualche volta ricorrono notizie simili e curiose al tempo stesso. Del tipo: dimmi come mangi e ti dirò chi sei...dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei...dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei...e via di questo passo, su questa falsa riga, per annunciare l'ennesima ricerca di qualche bizzarro e sconosciuto ricercatore di oltre manica e di oltre oceano che vuole far luce sulla nostra sfera personale attraverso la spiegazione di qualche nostra scelta, molto personale.
Io suggerirei...consiglierei di indagare sul come una persona taglia una pizza, e provare a dare delle motivazioni, provare a capire la psicologia della persona oggetto d'indagine.
Ovviamente in queste ricerche gioca un forte ruolo la statistica, per cui non sempre c'è una base di verità. Mai si dovrebbero prendere per oro colato. Sempre per il fatto che se due persone hanno due polli, in media ognuno mangia un pollo, mentre nella realtà può capitare che una sola persona ne possa mangiare due, e l'altra rimane a stomaco vuoto.

L'altro giorno ero in pizzeria. E osservavo come ognuno di noi ha il suo personale modo di tagliare una pizza per poi mangiarla. Può esserci qualcosa da indagare. Chi lo sa?!?

Porsi qualche perché, ogni tanto, aiuta il cervello a lubrificarsi bene. E forse ci aiuta a diventare un pochino migliori di quanto già lo siamo.

by inagguato

 
 
 

L' approccio

Post n°260 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da inagguato
 

Nei mesi passati ho insistito su di una parola alquanto particolare: approccio.
L'approccio cos'è, in fin dei conti? E', in prima battuta, un modo di relazionarsi e di coinvolgere la controparte nei primi istanti iniziali di qualsiasi attività in comune. Come ti approcci al problema? Qual'è il tuo approccio? Come reagisci?
C'è un detto: la prima impressione è sempre quella che conta.
Considerazioni: la modalità con cui ci approcciamo verso il prossimo condiziona nel bene o nel male l'instaurarsi di una relazione. Quest'ultima, poi, può essere semplice o complessa (leggi complicata), favorevole o sfavorevole, utile, produttiva di effetti nel futuro o improduttiva e vana. Come si può capire, esistono infinite variabili o sfumature, a seconda dell'approccio che scegliamo di usare. A volte, molto spesso, non lo scegliamo, ci viene spontaneo manifestarci così. Simpatici o antipatici, sbruffoni o insolenti, socievoli o apatici. Siamo ciò che manifestiamo. In linea di massima. Poi esistono pure gli attori, coloro i quali sanno impersonificare una parte, costruita ad arte, per trarre in inganno il prossimo, e a volte anche loro stessi. Consciamente o inconsciamente.
Siamo anche ciò come ci vestiamo? L'abito farà il monaco? Lascio aperto l'interrogativo, senza apparire troppo retorico.
Intanto, in punta di piedi, educatamente, chiudo il post. L'intento di questo breve scritto, l'approccio specifico e scelto, era quello di calamitare l'attenzione su questa parola e sulle sue implicazioni a livello sociale.  Con una riflessione o forse qualche d'una in più. Intanto i neuroni girano e fanno attività fisica. Si spostano a destra e a manca del nostro emisfero cerebrale instaurando nuove connessioni neuronali sinaptiche. E' tutto un approcciarsi, per poi interagire. Non saprei se loro si muovono come me in punta di piedi e con estrema educazione...intanto chiudo il post augurando buona prosecuzione di lettura e felice giornata o serata o nottata.

by inagguato

 
 
 

La parola "davvero"

Post n°259 pubblicato il 27 Dicembre 2011 da inagguato
 

Mi capita spesso di ascoltare. Ascolto chi parla, ascolto parole in musica, ascolto chi chiacchiera. E mi è capitato di soffermarmi, coi pensieri, su di una parolina che ricorre spesso in quasi tutti i discorsi. Sarà moda del tempo, sarà un intercalare, un rafforzativo, chi lo sà. La parola in questione è "davvero".
"Lo sai, Luisa, ieri ho comprato bene in quel negozio dove mi hai consigliato tu. Si compra davvero bene."
"Ma davvero non riesci a fare quella cosa? ".
"Siamo davvero tutti alquanto pigri in questo periodo".
"Ma davvero mi vuoi bene ?!?!? ".
"Costa davvero poco ! ".
E via di questo passo. Se noi alle parole delle frasi ci facessimo più caso, gli esempi si sprecherebbero . Troppo spesso siamo distratti da mille e ypilon stimoli, oltre alle singole parole del nostro interlocutore. Sappiamo riconoscere, oramai, il silenzio? Riusciamo ad avere nella nostra vita, davvero un momento di silenzio?
Ho usato anch'io la parola "davvero". Quasi a rimarcare, con enfasi retorica, l'ovvietà della realtà. Le nostre percezioni ci danno una rappresentazione della realtà sempre difforme da quello che poi è realmente. E allora, per rafforzare il concetto, per rafforzare la nostra idea e nel contempo cercare di persuadere l'interlocutore, usiamo la suddetta parolina magica.
A volte è un gesto inconscio. Un intercalare. Quando ero più giovane, c'era la moda di chi usava nei suoi discorsi la parola "cioé". Appunto per spiegare ulteriormente il concetto.
Abbiamo bisogno di farci capire e comprendere. Abbiamo bisogno di sicurezze e di trasmettere sicurezza. Abbiamo bisogno anche di auto convincerci di quello che diciamo, perché il più delle volte, o parliamo a vanvera e non sappiamo quello che realmente stiamo dicendo, o perché non sappiamo esprimerci in maniera del tutto convincente, per cui dobbiamo sforzarci di essere credibili, e nel quel caso ci scappa la parola...davvero.
Strano il nostro lessico. Se esistono - perché magari esistono...davvero - delle macchine, dei programmi che analizzano l'intonazione della nostra voce e il lessico che usiamo in un qualsiasi discorso, ebbene, queste macchine portebbero rivelarci molto su noi stessi. Su come reagiamo allo stress, a situazioni difficili, oppure a come sappiamo esprimerci. Il tutto rivelerebbe il nostro carattere, il nostro grado di educazione e di civiltà.
Chi sa usare bene le parole, sa cavarsela in quasi ogni frangente. Davvero.
Meditiamo. Ma meditiamo davvero.

by inagguato

 
 
 

Spam, tentata truffa e modi d'approccio fallimentari - 10 -

Post n°258 pubblicato il 30 Novembre 2011 da inagguato
 

Scrive luna.anastasia , messaggio del 09/11/2011 ore 12,21 - profilo non pubblico

inagguato Ciao. come stai? Mi piaci. Voglio conoscere con voi. Scrivi il tuo indirizzo e-mail. Io posto le foto per voi


Commento: Le piaccio? E su quali presupposti? Le piaccio fisicamente? Non può dirlo se non mi ha visto di persona, nel frattempo posso aver perso un dente e avere un aspetto sgradevole, o zoppicare tenacemente. Le piaccio caratterialmente? Non ci siamo mai conosciuti tanto quel tanto da parlarsi almeno dieci minuti. E non ci siamo mai parlati. Le foto per me non significano nulla, le foto sono una rappresentazione del reale ma poi? oltre al reale? Cosa ci potrà mai essere? E se volessi qualcosa di spirituale? Un amicizia, un esserci ma non esserci...e via dicendo. E' sbagliato l'approccio. O forse è un'approccio che si esegue, che si fa, che lo si codifica in automatico con tutti, ed è la regola della tua personale cultura. Al primo approccio con una donna o con un uomo non sono mai così diretto, lo devo, per così dire, annusare il reciproco rispetto e stima. Sono interdetto.


Scrive dorianamore, messaggio del 13/11/2011 ore 19,44 - profilo non pubblico

Ciao buona giornata ..
Il mio nome è mariah, ho visto il tuo profilo e oggi si è interessata in voi, per favore io come voi ad inviare una e-mail al mio indirizzo e-mail qui (mariah.kabashi@yahoo.com) in modo che io possa inviare le mie foto e vi dirò di più su di me ... Ricordate la distanza o il colore e l'età non conta ma l'amore assegnare le questioni nella vita .. Ricordarsi di inviare una e-mail al mio indirizzo e-mail (mariah.kabashi@yahoo.com) credo che possiamo passare da here.I Sono in attesa di tua mail al mio indirizzo e-mail di cui sopra. mariah perdere ..


Commento: Non vi sembra questo messaggio uguale uguale a come tanti altri che ho già pubblicato in questo blog? Domanda retorica. Scusate se conosco già la risposta. No comment.



Scrive marishechkaw, messaggio del 16/11/2011 ore 20,43 - profilo non pubblico


Ciao, ciao.
Lei mi interessa, e voglio conoscerti.
Io sono una ragazza solitaria e in cerca di amicizia e forse amore. Il mio nome Marina, 32 anni e io sono vedova. Ho anche un figlio piccolo, che e di 4 anni. Non imbarazzare questo fatto?
Spero di no. Ti prego di scrivermi alla mia email - marinastra@rocketmail.com
Attesa risposta.


Commento: Al di là del caso umano, faccio beneficenza a chi dico io, a chi scelgo io. C'è bisogno di un messaggio così per raggiungere un contatto? Le informazioni saranno veritiere? A prescindere da questa ultima domanda, ma un pò di amor proprio...nooo-oo ?
Io non scriverei mai un messaggio che non è personalizzato. Vivrò molto nella mia realtà, del mio quotidiano, ma film così, fantasie così, non me le faccio ancora.
Non voglio addentrarmi in qualcosa che non mi appartiene - in questo caso questa conoscenza - so già come andrà a finire. Ti imbambolerà di chiacchiere, di foto, chiederà soldi, e una volta svuotato, alleggerito di un bel pò, rotta su di un'altra preda. Film già visto. Time over.
Ha scritto che le interesso. sarò per caso divenuto interessante. Per quali motivi sarò così interessante? Si interessa solo a me o ha anche altri interessi? Questo non ci è dato sapere. Comunque...vorrei che da questi messaggi venisse furi un pò di carattere, un pò di personalità...lettere tutte uguali...che smacco...non c'è divertimento. Intanto i profili saranno già stati segnalati e bannati o sospesi...quanta gioventù straniera in giro per l'Italia...nella profonda provincia italiana...hai posteri l'ardua sentenza.

by inagguato

 
 
 

Spam, tentata truffa e modi d'approccio fallimentari - 9 -

Post n°257 pubblicato il 06 Novembre 2011 da inagguato
 

Scrive konfetkami, messaggio del 13/10/2011, ore 22,58 - profilo non pubblico 

Ciao ))) come stai? Ho 28 anni. Il mio nome e Irina. Sono una ragazza solitaria. Sto cercando per la tua altra meta su Internet. Sono molto allegro e socievole ragazza. Mi piace cucinare e amanti dello sport. Ho trovato te e tu mi fai molto interessato. Voglio davvero sapere di piu su di te. Ora, non voglio scrivere molto, vi lascio al tuo indirizzo e-mail e saro in attesa di vostra risposta. Mio e-mail: iriskabelka@yahoo.com . Se vuoi darmi la tua e-mail io ti scrivero . Se volete la mia immagine poi mi scrivi te lo mandero. Guardero avanti alla vostra risposta! Irina!


Scrive joybaby101 , messaggio del 16/10/2011, ore 05,03 in piena notte... - profilo non pubblico 

Ciao
Il mio nome è Joy Johnson
ho visto il tuo profilo oggi (digiland.libero.it) e
divenne intrested in te, mi piacerebbe anche sapere che il più, e ho
desidera di inviare una e-mail al mio indirizzo mail così posso darvi la mia foto per farvi sapere che io am.Here è il mio indir e-mail (joyjohnson288@yahoo.com)
Credo che si possa passare da qui! Sono in attesa di tua mail al mio indirizzo di posta elettronica di cui sopra.
Joy
(Ricordate la distanza o il colore non importa, ma l'amore questioni molto nella vita)
contattatemi qui (joyjohnson288@yahoo.com)

Hello
My name is Joy Johnson
i saw your profile today( digiland.libero.it) and
became intrested in you,i will also like to know you the more,and i
want you to send an email to my email address so i can give you my picture for you to know whom i am.Here is my email addre (joyjohnson288@yahoo.com)
I believe we can move from here!I am waiting for your mail to my email address above.
Joy.
(Remeber the distance or colour does not matter but l



Siamo alle solite. Ma vi leggete? Vi commentate? Ve ne rendete conto? O aspettate il solito pollo? Meno male che qualcuno vi ha segnalato, e siete state rimosse. Complimenti!
La storia non finisce qui. Ho intrapreso questo percorso di denuncia pubblica tramite il mio blog, vorrei tanto che il fenomeno si ridimensionasse o per lo meno sparisse. Le persone non sono tutte facili come alcuni suppongono. Facili nell'approccio. La fiducia va meritata, così come il rispetto. La ricetta - per voi - è semplice. Bella ragazza, conoscenza, un pò di sesso in pillole...ma il mondo non funziona così, non va avanti così. Per lo meno, me lo auguro. Le cose sono complesse, e in due vanno sbrogliate, semplificate. Non vanno servite semplici, nude e crude, come state facendo (voi). Le fusioni a freddo non le ho mai capite. Probabilmente è solo differenza culturale. Quasi sicuramente.
Me lo auguro.
Intanto, abbiate rispetto. Se sapete cosa è.
Intanto.
Ci siamo intesi?

by inagguato

 
 
 

Spam, tentata truffa e modi d'approccio fallimentari - 8 -

Post n°256 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da inagguato
 

Continuano ad arrivarmi messaggi ambigui. E' ora di smetterla. Diamoci un appuntamento faccia a faccia e vediamo se posso io rispondere con qualche insulto, vediamo le tue reazioni...bella di turno che credi che dall'altra parte ci sia una persona che veramente voglia conoscerti. Io non ti cerco, quindi non cercare me. Chiaro? Non ho chiesto nulla a te, non mi interessa stare con te, vediamo di non far perdere del tempo. E vediamo soprattutto di non mettere trappole in rete. Chiaro? Si va sul penale, o di sicuro sul civile, con richiesta di soldi come risarcimento. Chiaro?

Scrive bemba120, il giorno 01/10/2011, alle ore 04,42 - in piena notte - ma che hai? il fuso orario delle Fiji ???

sylvalinebemba@yahoo.com
Ciao Caro,
Il mio nome è Miss sylvaline bemba l in ho avuto i tuoi contatti e sono interessato a conoscere voi e di essere amichevole con voi. Gradirei se si vedranno più presto possibile, mi potete raggiungere attraverso il mio privato e-mail indicati di seguito in modo che io manderò la mia foto per voi, in modo che si possa arrivare a conoscersi meglio.
si prega di scrivere a me direttamente alla mia casella di posta elettronica a (sylvalinebemba@yahoo.com) Io a credere che si possa partire da qui perché ci vuole uno a conoscere qualcuno. Voglio capire che razza o la distanza non importa ma amorevole e premuroso conta molto nella vita. Non vedo l'ora di sentire di più da voi Subito.
Cordiali saluti,
La signorina sylvaline bemba,
Ancora una volta il mio indirizzo email confidenziali per ricevere la vostra risposta è così: (sylvalinebemba@yahoo.com)
baci


Scrive blessing4u , il giorno 19/09/2011, ore 10,16

ciao
Come stai spero tutto bene con voi
Il mio nome è Benedizione signorina, ho visto il tuo profilo oggi (libero.i) e mi sono interessato quindi mi piacerebbe che tu scrivi a me attraverso la mia email (blessing2aliyu@yahoo.com) e mi ha anche inviare le tue foto e prometto di inviarti le mie foto nella mia posta accanto a te, dispiace se ti sto imbarazzante.
Il tuo amore ragazza Benedizione signorina.



blessing2aliyu@yahoo.com


Scrive victoryd77, il giorno 12/09/2011, alle ore 06,49 - profilo non pubblico

Piacere di conoscerti,
Il mio nome è Miss; Victoria Ngasi. Sussurro la mia preghiera di oggi e andato in ricerca di un simpatico amico in questo sito. Quando mi sono imbattuto il tuo contatto / profilo, la mia mente e il cuore mi ha detto di contattare l'utente per una intima amicizia. Anzi, ho bisogno di un amico che è realistico, l'onestà e fedele nella mia vita. L'unico modo per raggiungere me è attraverso il mio indirizzo privato di posta elettronica: (v22ngasi@hotmail.com). Cortesemente accettare la mia richiesta in modo da consentire a noi condividono i nostri sentimenti insieme. Sono abbastanza convinto che possiamo partire da qui perché ci vuole uno a conoscere qualcuno. Voglio capire che razza o la distanza non importa ma amorevole e premuroso conta molto nella vita. Mi aspetto la vostra risposta favorevole in modo che possiamo arrivare a conoscersi meglio. Manderò la mia foto a voi quando ricevo la sua risposta. Non vedo l'ora di sentire da voi presto. Cordiali saluti, Victoria. (V22ngasi@h


Senza parole !!
by inagguato

 
 
 
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