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IL CENONE DI CAPODANNO

Post n°85 pubblicato il 03 Gennaio 2011 da giginosco
 

E sono sopravvissuto anche a questo cenone di capodanno.
Mica era scontato, stavolta avevo un cupo presentimento, pensavo "non ce la faccio, non ce la faccio". E non solo perché la zia di mia moglie cucina quantità di cibo impensabili, ma anche perché già sapevo che mi sarebbe toccato sedermi di fianco ad uno zio acquisito, che tutti gli altri tengono a distanza di sicurezza.
Come dar loro torto, dopotutto? Pur essendo una brava e distinta persona, a tavola è letale.
Qualunque pietanza venga servita, si può star certi che lui conosce qualcuno che la prepara meglio. Il vino sarà anche buono, ma vuoi mettere quello che compra lui? Il tacchino non gli piace, come si fa a mangiare il tacchino? Senti che buono questo formaggio pecorino, che gli ha portato un suo amico. Ah, non è quello del suo amico? Lo diceva, infatti, che non era tanto buono.
Le ho provate tutte, nel corso degli anni, per disinnescarlo: a dargli sempre ragione, a dargli sempre torto, a dargli ragione a piatti alterni, a far finta di non sentirlo, ad anticipare io il giudizio su tutte le pietanze, ma niente da fare.
E così, quest'anno, ho fatto un ultimo tentativo: ogni volta che si distraeva, gli riempivo il bicchiere. E' stato un successone!
Non che abbia parlato di meno, anzi, però valeva proprio la pena di ascoltarlo, stavolta. Se gli facevo dieci volte la stessa domanda, rispondeva dieci volte con le stesse identiche parole. Se gli dicevo di alzare un po' la voce, cominciava a urlare. Se gli dicevo di abbassarla, sussurrava come se si stesse confessando.
Il nostro lato del tavolo è diventato, inevitabilmente, il centro di attrazione della serata. Io ero il regista occulto dello spettacolo, perché l'artista era morbida plastilina nelle mie mani, ma non sono stato egoista.
E così, dopo avergli fatto raccontare i soliti aneddoti natalizi (di solito noiosissimi, ma stavolta scoppiettanti), ed averlo fatto esibire in una serie di brindisi con la rima sbagliata, l'ho prestato ai cugini giovani di mia moglie.
Loro hanno fatto materializzare, dal nulla, un pc, una cassa e un microfono, ed hanno improvvisato un karaoke. Poi, gli hanno messo in testa un cappellino di quelli conici, luccicanti, e gli hanno fatto fare la locomotiva del trenino "brigitte bardò bardòòòòòòò". Lo avevano anche convinto a travestirsi da donna, ma la moglie si è opposta. Lui c'è rimasto un po' male, le ha detto "ma ti dà proprio fastidio, se mi diverto?", e si è andato a sedere su una poltrona, sulla quale si è addormentato all'istante, con la bocca aperta.
Qui la parte più divertente della serata è finita. Ai cugini non è restato altro che scattare le foto ricordo con la salma, alla quale avevano messo in bocca un torroncino con la carta rossa, ed aspettare la mezzanotte.

 
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