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Il Piemonte in ginocchio dopo 5 anni di Bresso e PD
Post n°24 pubblicato il 26 Febbraio 2010 da mcsar
Manca ormai poco più di un mese alle Elezioni Regionali in Piemonte, dove si dovrà scegliere chi sarà il nuovo presidente della regione. La sfida è tra Roberto Cota (Lega Nord-Pdl) e la presidente uscente mercedes Bresso. Proprio della Bresso e dei suoi 5 anni disastrosi alla guida del Piemonte voglio parlare in questo post. 5 anni di Malgoverno della sinistra in Piemonte hanno lasciato un grosso segno sui conti pubblici della regione e una eredità non semplice per chi verrà dopo di lei, vediamo nei dettagli i FALLIMENTI della Bresso:
ECONOMIA:
L’ economia piemontese, una delle locomotive trainati dell’economia nazionale, in questi 5 anni di sinistra ha rallentato notevolmente la sua corsa soprattutto grazie alle scelte sbagliate della Bresso che ha bloccato alcuni importanti lavori per la viabilità, con ricadute in termini di posti di lavoro. Ma in un momento di Crisi Globale la Bresso ha messo in campo sì gli ammortizzatori sociali, ma nessuna idea per superare la crisi. La minor crescita del Piemonte è dovuta ad una politica che non ha perseguito il rilancio. Con la compagine che la Bresso ha presentato alle prossime elezioni 2010 (pd-idv e sinistra estrema) la situazione è solo destinata a peggiorare.
VIABILITA’
La viabilità è stato uno dei tanti disastri Bresso degli ultimi anni e una politica del genere ha portato GRAVI RIPERCUSSIONI sull’ ECONOMIA PIEMONTESE. In questi anni, la giunta Bresso non ha saputo prendere decisioni definitive sulle infrastrutture. La TAV è l’esempio macroscopico:con la Tav si passerà in Piemonte per andare in Europa, e viceversa. Solo allora il Piemonte giocherà alla pari con gli altri e avrà il beneficio di nuovi posti di lavoro derivanti da nuovi insediamenti industriali e dalla logistica. Bisogna puntare sulle infrastrutture, anche su quelle meno note e dimenticate dalla Bresso in questi anni come la linea ferroviaria Genova-Rottherdam, il raddoppio del Traforo del Tenda e quello del mercantour verso la Francia. Ma i trasporti non sono solo alta velocità , ma anche i treni locali sono un servizio primario per studenti e lavoratori e per chi si sposta per i motivi più svariati e vanno valorizzati… cosa che la regione in questi ultimi anni non ha sostenuto per niente. Sul tema delle infrastrutture lancia l’allarme anche la presidente della provincia di Cuneo, Gianna Gancia, che ha denunciato lo STOP imposto dalla regione per il completamento dei lotti albesi della Asti-Cuneo, un infrastruttura fondamentale per il sud Piemonte. Ma purtroppo, per tutte le opere che ho citato, da Torino non sono partiti gli imput necessari, dovuti a una incapacità progettuale della giunta Bresso.
SPESE FOLLI
In questi 5 anni, la giunta Bresso si è contraddistinta per alcune SPESE INGIUSTIFICATE, con cifre da capogiro stanziate per attività per niente benemerite, come il premio GRINZANE,finito per diventare una occupazione massiccia di “poltrone” e la dazione di incontrollata di denaro pubblico a fiumi. Tagliare anche solo l’uno percento di questi sprechi vorrebbe dire recuperare più di 100 milioni di euro da destinare, per esempio, a politiche di incentivazione per le aziende che assumono.
SANITA’
La sanità è stata la vera caporetto della Bresso e della sinistra, qui sono riportati dati ufficiali sulle spese per la sanità in piemonte ,LEGGETE CON ATTENZIONE: In Piemonte la voce di bilancio Sanità assorbe quasi l’80% delle risorse disponibili, ed è destinata ad aumentare. 1 miliardo e 300 milioni di euro è il vero disavanzo della Sanità della Bresso, e la causa è un incontrollato incremento della spesa per la gestione ordinaria. Sono dati inconfutabili. Sono state passate al setaccio fonti autorevoli quali la Corte dei Conti, CEIS, AGE.NA.S., Banche dati del Ministero della Salute. Le prove del fallimento della politica sanitaria della Bresso sono schiaccianti. Nel periodo 2004-2008 la spesa complessiva per la gestione ordinaria della Sanità piemontese è aumentata di più del 24%. In particolare, la spesa per il personale aumenta di più del 19%, quella per beni e servizi del 22,4% e la spesa farmaceutica convenzionata cresce del 10%. Il trend di quest'ultima è, invece, in diminuzione in tutte le Regioni. Dall'analisi emerge che il Piemonte perde il confronto con molte Regioni del centro-nord Italia sia per quanto riguarda il costo del personale che per quello della farmaceutica convenzionata. Il Piemonte è l'unica Regione del centro-nord in cui la spesa farmaceutica convenzionata aumenta. In Piemonte la spesa per il personale aumenta del 14%, in Emilia-Romagna la spesa aumenta soltanto dell'11%, in Veneto e Toscana la spesa aumenta del 9%, in Liguria cresciuta appena del 3%. Ed inoltre, in Piemonte la spesa per la farmaceutica convenzionata aumenta del 6%, in Emilia-Romagna, invece, scende del 4%, scende dell'1% anche in Veneto ed in Liguria addirittura dell'8%. A questo rilevante incremento della spesa non è corrisposto un aumento delle prestazioni né quantitativo né qualitativo. Il numero dei posti letto ospedalieri è diminuito del 6,9%, e anche i servizi sanitari territoriali rivolti ai soggetti non autosufficienti (anziani, disabili psichici, malati psichiatrici) si sono ridotti del 7,3%. E ancora, la rilevazione effettuata nel Marzo 2009 relativa ad alcune prestazioni ambulatoriali evidenzia un incontrollato aumento delle liste di attesa. Dati inaccetabili. La Bresso pensava di ridurre i costi accorpando le vecchie Asl. Rispetto al 2004, nel 2008 la spesa complessiva di gestione, quella per il personale e quella per beni e servizi ha avuto, invece, un incremento maggiore proprio nelle Asl accorpate. Si tratta di un vero e proprio paradosso perchè i costi di gestione nelle Asl accorpate aumentano del 18%, a fronte di un incremento minore (14%) nelle Asl che sono rimaste immodificate. La spesa per il personale nelle Asl accorpate aumenta del 16% mentre in quelle non accorpate del 13% e la spesa per beni e servizi nelle Asl accorpate cresce del 17% contro il 12% nelle non accorpate. Dal confronto tra il primo semestre 2008 ed il primo semestre 2009 emerge che la spesa per il personale è ancora aumentata del 3,3%, passando da € 1.402.557 nel 2008 a € 1.448.709 nel 2009; quella per beni e manutenzioni è aumentata addirittura del 7,9%, passando da € 650.069 nel 2008 a € 701.452 nel 2009. E' cresciuta anche la spesa per la farmaceutica convenzionata, passando da € 420.565 nel 2008 a € 435.359 nel 2009 con un incremento, quindi, del 3,5%. L'incremento della spesa per la gestione ordinaria è assolutamente fuori controllo. Tra il primo semestre 2008 ed il primo semestre 2009 c'è un ulteriore incremento del 4,2%. Si è passati da € 4.056.831 nel 2008 a € 4.227.370 nel 2009. Fino al 30 giugno 2009, la mobilità ospedaliera interregionale, intesa come flussi di pazienti dal Piemonte verso altre Regioni e da altre Regioni verso il Piemonte, ha un saldo negativo di circa 2 milioni di euro, a fronte di un saldo negativo di circa 1 milione di euro nel secondo semestre 2008. Il disavanzo sanità si attesta quindi a circa 130 milioni di euro, contro i 104 del primo semestre 2008, facendo presumere un disavanzo complessivo 2009 intorno a 400 milioni. Se persistesse questo forte e continuo incremento dei costi di spesa per la gestione ordinaria anche nel secondo trimestre 2009, potremmo presumere di sfiorare un picco addirittura di 1 miliardo e 700 milioni di euro di disavanzo reale complessivamente nel periodo 2005-2009. I dati raccolti provengono da 5 anni di lavoro ed analisi di Caterina Ferrero in Commissione Regionale Sanità ed, inoltre, da: Corte dei Conti – Sezione Regionale di controllo per il Piemonte: indagine sulla gestione sanitaria della Regione Piemonte; CEIS: relazione generale sulla situazione economica; AGE.NA.S.: analisi dei conti economici; relazione finale del progetto “Rilevazione dell'attuale spesa pubblica per l'assistenza ai non autosufficienti”; RIEPILOGHI REGIONALI (Mod. 999) del conto economico delle Aziende Sanitarie; Banche dati del Ministero della Salute; Assessorato Regionale alla Tutela della Salute; Contributo di medici e addetti ai lavori, esperti in materia Sanità.
Dopo aver letto questa “mole” di dati pessimi mi auguro che alle prossime elezioni regionali, prima di votare, riflettiate un momento su quanto vi ho detto e pensiate: se la Bresso ha fatto tutti questi danni in 5 anni pensiamo a cosa potrebbe fare in 10 anni!!! Spesso e purtroppo, in queste elezioni, si vota per lo schieramento, come se fosse il tifo per una squadra di calcio, e non si dà peso alla persona candidata. Nulla di più sbagliato. Roberto Cota mi pare una buona persona,un padre di famiglia e una persona onesta. Credo che meriti una possibilità. Se vincesse e tra 5 anni nulla è migliorato, sicuramente non lo voterei più, anche se fa parte del mio partito. Un ultima considerazione non ipocrita:Io vono lega, e se la Bresso fosse Leghista non la voterei ugualmente, in quanto non ha fatto nulla per il Piemonte e ha peggiorato le cose aumentando i costi a spese di noi cittadini. Non guardiamo la Bandiera per una volta, MA I FATTI!!!
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