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Interrogativi senza risposta – sensazioni inspiegabili – realtà oltre ogni possibile comprensione

 

 
« Delusione alienaLA TERRIBILE VERITA' »

La scomparsa dei dinosauri

Post n°19 pubblicato il 16 Luglio 2008 da Pytagoricum
 
Foto di Pytagoricum

Tra i tanti misteri del nostro pianeta uno dei più grandi e ancora praticamente irrisolto riguarda la scomparsa dei dinosauri, che sicuramente rappresenta in assoluto la più grande tragedia ambientale che colpì le più rilevanti forme vita che fino a 60 milioni di anni fa esistessero sulla Terra.
Anche se su questo argomento tanto si è detto e scritto, non voglio perdere l’occasione di pubblicare un messaggio in merito, anche perché la mia percezione di quell’evento si differenzia alquanto dalle opinioni più comuni.

Se negli anni passati non ci fosse stata la fortunata serie dei film holliwoodiani iniziata con Giurassic-Park, forse ben pochi avrebbero a mente che il nostro pianeta fu abitato per un lunghissimo periodo di tempo da un vasto assortimento di enormi rettili, genericamente denominati dinosauri spesso caratterizzati dall’aspetto mostruoso.
Dopo aver dominato il pianeta per circa 140 milioni di anni, dall’inizio del Giurassico superiore alla fine del Cretaceo, improvvisamente i dinosauri si estinsero in modo incomprensibile e soltanto varie teorie a partire dal 19mo secolo si sono avvicendate a tentare di spiegarne il motivo, senza peraltro essere mai confortate da dati sicuramente probanti.

Una delle ultime tesi maggiormente accreditata vorrebbe la scomparsa dei dinosauri provocata dall’impatto di un enorme meteorite o di una cometa, che secondo alcuni avrebbe poi originato il Golfo del Messico e il bacino caraibico. Questa ipotesi segue altre teorie apocalittiche ma non spiega perché un tale cataclisma non abbia totalmente azzerato la vita sul pianeta, soprattutto se la enorme massa di polveri sollevata dallo sfondamento della crosta terrestre e la conseguente enorme eruzione magmatica avessero oscurato il cielo per alcuni secoli, precipitando probabilmente la temperatura a circa cento gradi sottozero.
A seguito di una così drammatica alterazione climatica sarebbe stato logico aspettarsi che la vita sul pianeta dovesse ricominciare praticamente daccapo, cioè dalla lenta evoluzione di alghe, funghi e batteri, cosa che avrebbe richiesto non meno di altri due miliardi di anni, prima di vedere dei quadrupedi da dieci tonnellate muoversi di nuovo sulla Terra. Non solo questo non avvenne, ma inspiegabilmente a salvarsi furono gli animali più piccoli, rettili e i primi mammiferi che già alla fine del Cretaceo superiore avevano iniziato ad evolversi, quando invece gli organismi con minore massa, più facilmente soggetti a perdere calore, per primi avrebbero dovuto subire gli effetti di un tale crollo termico, e il discorso del sangue caldo non spiega perché siano sopravvissuti gli antenati degli odierni serpenti, coccodrilli e lucertole che ugualmente si sarebbero dovuti estinguere.
Forse il meteorite sarà anche precipitato sulla terra, ma evidentemente le conseguenze provocate dall'impatto non sono state tali da sopprimere totalmente la vita sul pianeta e la scomparsa degli enormi rettili potrebbe quindi addebitarsi anche ad altri motivi.
I primissimi dinosauri del Giurassico Superiore erano quasi certamente erbivori, ma tra essi ve n’erano alcune specie favorite dalla maggiore statura che riuscivano meglio ad alimentarsi a discapito degli esemplari più piccoli, e infine questi ultimi per sopravvivere iniziarono a razziare le uova degli erbivori maggiori, arrivando poi anche ad aggredirli per cibarsi delle loro carni, diventando carnivori. Modificarono così la loro struttura, specializzandosi nella caccia, diventando bipedi più agili e veloci, perdendo l’uso delle zampe anteriori, aumentando le dimensioni della testa e della bocca, dotata infine di robuste file di denti taglienti e acuminati, per sfibrare le carni e tranciare le ossa. Attraverso il graduale affinamento dei requisiti predatori attraverso i millenni si arrivò così ai tirannosauri, che tra i rettili carnivori del loro periodo erano al vertice della catena alimentare.

I dinosauri erbivori per alimentarsi consumavano immense quantità di germogli arborei, ma benché essi fossero regolarmente predati dai carnivori, fin quando riuscirono a nutrirsi a sufficienza l’equilibrio fu garantito,  ma per l’enorme numero di questi animali presenti sul Pianeta e le loro dimensioni crescenti, è molto probabile che alla fine siano loro mancate le risorse alimentari, provocandone così il declino.
Venuti a mancare i rettili erbivori le specie carnivore, trovandosi prive dell’apporto alimentare fornito dagli stessi erbivori, avrebbero quindi iniziato a divorarsi a vicenda in una disperata lotta per la sopravvivenza che ne accellerò la rapida estinzione, agevolata anche dalla concomitante presenza dei primi roditori, che essendo onnivori predavano abilmente le uova dei rettili.
Ma insieme a questi motivi forse la specie dei grandi sauri, dopo 140 milioni di anni, aveva esaurito tutta la spinta evolutiva, vanamente impiegata soltanto in direzione di forme gigantesche e aggressive, piuttosto che verso altri più strategici requisiti che ne avrebbero facilitato l’adattamento alle differenti situazioni, creando così nuovi presupposti per una loro ulteriore evoluzione.
Non riuscendo più a competere in un ambiente del quale non avevano più l’incontrastato dominio, gli ultimi dinosauri si estinsero alla fine del Cretaceo Inferiore nel giro di solo qualche milione di anni, ma sulla Terra, oltre ai rettili sopravvissuti, ormai vi erano altre specie viventi che in qualche modo avevano capitalizzato la difficoltà di evolversi nonostante la opprimente presenza dei grandi sauri. Pesci, uccelli, insetti di ogni tipo e soprattutto molte specie di mammiferi dai quali, moltissimo tempo dopo, si sarebbero evoluti i primi ominidi, futuri dominatori del Pianeta.
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