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L'errore

Post n°44 pubblicato il 02 Gennaio 2009 da roby2012
Foto di roby2012

Parto dalle parole del Messia, che sono il presupposto di questo argomento: "Chi è senza peccato, lanci la prima pietra"

Ovvero: chi non ha commesso l'errore? lo sbaglio? il peccato?

Cos'è questo errore che ci costringe a chinare il capo, ad ammettere una nostra colpa, a farci sentire schiacciati da un "eventuale" Giudizio di Dio?
Cos'è questo errore che ci coinvolge in prima persona, quali esecutori di opere che vanno contro la morale di Dio e contro le Sue Leggi eterne?
Cosa rappresenta questo errore e cosa siamo noi di fronte a questa pesante responsabilità?

Fino a pochi - veramente pochi - anni fa, chi commetteva peccato andava all'inferno.
Ma questo inferno è andato volatilizzandosi. Probabilmente a causa della Chiesa stessa, che è risalita sulle sue posizioni, dapprima annullando il concetto di Limbo e  poi distogliendo le proprie mire dalla tremenda e accusatoria realtà di fiamme e pene eterne che fu l'inferno. Forse che il Diavolo è passato di moda?

E poi... la società odierna... sprezzante della Verità, ipnotizzata dall'effimero, tesa a traguardi mondani e lontana dalla spiritualità: l'errore sembra doversi considerare insito, come un segmento di DNA, nella natura umana. Quasi una fatalità, quasi un obbligo....

Quella famosa frase... se commetti il peccato, Dio non ti ama più.... oggi è mutata in un'altra frase: Dio consente il peccato affinchè tu possa riconoscere il Male e renderti conto di cosa sia il Bene. E visto che siamo "costretti" a commettere l'errore (chè d'altronde farebbe parte del nostro DNA) e siamo pure giustificati.... be'...  allora tutto sembrerebbe più semplice e programmabile: possiamo sbagliare, lo suggerisce Dio stesso!

Io la penso diversamente. Io credo che Dio  perdoni comunque  i nostri passi falsi,  le nostre incertezze,  i nostri dubbi,  la nostra fisicità,  la nostra lentezza ad apprendere, la nostra pigrizia.
Ma l'errore è sempre una nostra scelta, ovvero quella di deviare dal percorso che abbiamo scelto con Dio stesso. Una scelta che andremo a pagare di tasca nostra, senza dover pensare a divine condanne fisiche o spirituali.

Infatti il Signore ci avvertì di costruire una casa robusta, fatta di mattoni e poggiata su un solido basamento. Se noi ne abbiamo fatta una di canne e paglia, posata sulla sabbia, al primo vento e alla prima pioggia questa casa crollerà.

Gli errori che noi commettiamo ci servano semmai da lezione per il futuro: tutto ciò che possiamo desumere dall'esperienza dell'errore, è imparare ad evitarlo, per nostra stessa esperienza e vita di ogni giorno. Pensare che Dio ci condanni per i nostri errori e vivere con l'incubo di non essere di suo gradimento, è quanto di più sbagliato ci possano mai aver insegnato.

Dio ci ama a tal punto da sopportare, con infinita pazienza, il nostro modo di agire non consono alle Leggi di Amore. Basta un nostro pur minimo progresso per festeggiare, in Cielo e in Terra.

A volte pensiamo che Dio si possa stufare dei nostri errori, della nostra sordità e cecità, del nostro lentissimo incedere, della nostra indolenza.
In verità Dio attende ad ogni nostro miglioramento, qualora noi ci accorgiamo che la nostra "distanza" da Lui si è fatta insopportabile: perchè, nel nostro cuore, noi abbiamo una grande nostalgia di Dio.

Allora guardiamo ai nostri errori, ai nostri peccati, come ad una fase di rodaggio del nostro perfezionamento, della nostra purificazione, della nostra Redenzione.
Guardiamo alla Meta con tutto il nostro intimo sentire e abbiamo pietà di noi stessi e del nostro prossimo, senza giudicare mai... ma salendo, scalino dopo scalino, attraverso la gradinata delle nostre esistenze, verso la Luce.

Dio ha nel cuore di riabbracciare tutti i Suoi figli, fino all'ultimo, fra quelli che si sono persi nell'inganno e nella miseria dell'errore.

 
 
 

Gesù ha vinto il Mondo: per noi.

Post n°43 pubblicato il 12 Settembre 2008 da roby2012
Foto di roby2012

 

Caro (...), tu ti chiedi cosa intendesse dire veramente Gesù con la frase “Non temete, perché io ho vinto il mondo”. La tua domanda è la giusta risposta: Gesù intendeva dire che avrebbe vinto il mondo per noi. Altrove ha detto: “Senza di me non potete fare nulla”. Ciò significa che soltanto con Lui possiamo fare tutto.

Gesù vince il mondo per noi accettandoci così come siamo e operando con la sua Grazia per la nostra trasformazione. Egli ci accetta nel bene e nel male, trasformando tutto in Lui. Tutto ciò va a favore non solo nostro, ma anche dei fratelli. Nel Vangelo Gesù non loda i perfezionisti della legge, ma gli umili e i misericordiosi, anzitutto verso se stessi e per gli altri.

I mistici della Chiesa ci hanno insegnato che l’umiltà è la base di ogni cammino spirituale con il Signore, cioè la consapevolezza della nostra incapacità umana ad essere fedeli al Signore e al suo amore. La Chiesa ci ha insegnato che noi non possiamo essere perfetti nelle opere se non mediante la fede nella Grazia. La Grazia è Dio che opera in noi laddove noi non ne siamo capaci. Infatti San Paolo, oltre a dare gli insegnamenti da te citati qui sopra, ha anche scritto che l’uomo non può salvarsi attraverso la legge perché la legge non ha mai salvato nessuno, ma è stato strumento di condanna. Con questo San Paolo non intendeva non riconoscere la funzione della legge, ma dirci che la legge ha fatto il suo tempo e ora noi sappiamo di essere salvi in Gesù mediante la fede e la Grazia.

Gesù è morto in croce per noi e ha preso su di Sé tutto di noi. Egli ci ha amati e ci ama così come siamo, ci ha chiamati (...) così come siamo, ci conduce e ci riempie di Grazia, della sua Vita Divina che è quella del Padre, così come siamo. Noi non possiamo essere ipocriti e, riconoscendo la nostra (difficile) realtà.....,  puntiamo tutto sulla Grazia di Dio che lavora in noi e gli offriamo tutto di noi, anche quello che non è perfetto e che non ci piace. La salvezza e la resurrezione mediante la fede nella Grazia è un dono gratuito di Dio non in virtù delle nostre opere e questo ci libera da ogni senso di colpa e da ogni conflittualità fra la no stra umanità e la nostra spiritualità. Così possiamo camminare sereni e in pace nella sua gioia a causa della sua grazia misericordiosa.

L’ottica da acquisire è quella di tenere fissi i nostri occhi a Lui e alla sua Santità e alla sua Misericordia e alla sua Grazia e non di tenerli fissi alla nostra miseria umana.

Fonte: Giorgio Dibitonto, (stralcio della lettera in data 31 agosto 2008)

 
 
 

Amare il prossimo

Post n°42 pubblicato il 10 Settembre 2008 da roby2012

Gesù ce lo ha insegnato. Anzi: ha detto che amare il prossimo è l'elemento fondante della nostra vita, davvero l'unico modo per realizzare il nostro cammino verso Lui.

Io non sono ancora capace di amare il mio prossimo. Devo ancora prendere un oceano di lezioni da Gesù... e dalla mia vita. Perchè potrebbe essere facile amare chi ci ricambia amore; ma è difficile dare amore a chi ce lo rifiuta, a chi ce lo nega, a chi ci fa del male, a chi non sopportiamo. E più che difficile... sembra impossibile.

Per questo motivo mi auto-cito come ancora incapace ad amare pienamente... e non è un buon risultato, per me. Sono ancora in cammino, chissà ancora per quanto tempo...

Mi auto-cito... in questo breve passo del libro che scrissi tre anni fa, dal capitolo "Amore":

"Amore! Se ne potrebbe parlare per ore... o stare zitti, nel silenzio più irreale, ad ascoltare la Voce di Dio. Amore. Vorrei che ognuno di noi riflettesse sul proprio amore personale, come io sto facendo, in questo momento.
Non scriverò di termini amorosi nè farò confronti nè ricerche etimologiche. Starò in silenzio davanti al mare o alla pianura o ai monti e tenderò l'orecchio al vento che sibila, cercherò anche solo una scintilla della mia anima che si rispecchi con questo vento e la unirò ad esso... per farla trasportare nel cuore del mio prossimo. Questa scintilla dirà: "Io ti amo!".
Allora scorgerò in cielo "le costellazioni" e mi sovverrà una provenienza; così legherò un'altra scintilla del mio cuore ad una stella, che chiamerò con il nome della Donna,  e la soffierò nel vento delle stelle per farla trasportare nel cuore di chi ho offeso, di chi ho denigrato, di chi ho giudicato, di chi ho trattato male, a chi non ho dato risposta, a chi ho rifiutato l'aiuto, a chi non sono riuscito ad amare. E questa stella dirà: "Perdonami!".
Non potrai mai renderti conto di quanto ami finchè il tuo amore non cambierà la vita degli altri; non potrai capire cosa sia l'amore finchè l'amore non sarà diventato la tua ragione di essere; non potrai testimoniare amore finchè lo terrai chiuso prigioniero nella gabbia del tuo cuore; non potrai amare veramente finchè lo restingerai nel perimetro del tuo egoismo; non vivrai mai amore finchè non sperimenterai anche la sofferenza; non conoscerai amore se rinnegherai Dio."

 
 
 

La parabola del figliol prodigo

Post n°41 pubblicato il 03 Settembre 2008 da roby2012

Questo incredibile squarcio di vita che, fra i tanti, appare in "Gesù di Nazareth" di Zeffirelli, ci tramanda la parabola del "Figliol prodigo".

Le parabole di Gesù hanno tutte significati profondi e a volte reconditi. Reconditi perchè Gesù va a pescare  in fondo all'abisso della nostra anima, a scavare nelle sabbie della nostra umana miseria.

Gesù da scandalo: va a cenare in casa di un esattore delle tasse, fra uomini del mondo e donne facili. Il Verbo di Dio scende fino ai piedi dell'ultimo degli ultimi di questa Terra. Il Figlio di Dio, il Re dei Re, a completa disposizione di chiunque, chiunque voglia ascoltare la sua Parola, che è Amore. Non è giunto per i sani, ma per i malati.

Tutto viene rivelato a chi vuole ascoltare la Parola di Dio. Tutto viene concesso a chi la mette in pratica, per Volontà del Padre e per Intercessione di Maria, nostra Madre.

Ascoltando questa parabola non si può fare a meno di pensare: "Sono forse io il figliol prodigo?". Sono forse io quel figlio... a cui è stata concessa la libertà di agire e di pensare secondo il proprio personale arbitrio, al punto da poter rifiutare Dio o da ribellarmi a Lui? Sono forse io che continuo a perseguire un cammino costellato di errori e di manchevolezze, di egoismo e di prevaricazione del mio prossimo?

Ognuno potrà pur cercare la propria risposta.

Ma non vi è più grande risposta se non quella che ci offre Gesù, in questa parabola:
allorchè ci saremo resi conto che non possiamo più restare distanti da quel padre, dall'umanamente impossibile e geloso Amore del Signore, dopo aver dilapidato  il bene della nostra vera spirituale essenza, dopo aver ignorato e dimenticato, in tutte le nostre giornate di questo mondo, cosa significhi per noi avere un Padre... ed una Madre... e così avremo fatto il fatidico passo per ritornare a Lui.... bene...

.... ci prostreremo innanzi al Suo Perdono e gli chiederemo di poter essere considerati come gli ultimi dei suoi servi. Finiremo a terra bocconi supplicando quel Padre che abbiamo tradito e sradicato dalla nostra anima, laddove avevamo eretto il nostro Io al Suo posto; piangendo per tutta la nostra insana consapevolezza di aver cancellato il Suo Amore dalla nostra esistenza....

Ma il nostro Padre ci verrà incontro, stenderà le sue Mani verso di noi e ci abbraccerà, nella indicibile commozione reciproca di essersi ritrovati. Chiamerà i suoi Angeli per rivestirci del suo Spirito Perfetto e indirà una grande festa nei Cieli, per il nostro ritorno.

Perchè se eravamo perduti, allora saremo nuovamente fra le Braccia di Colui che ci ha cercato nell'infinità degli spazi, dei tempi e delle nostre vite. Da Sempre.

Perchè... se eravamo già morti, in fondo all'abisso della nostra anima e nel profondo delle sabbie della nostra umana miseria, il Signore ci avrà restituito alla vita. Eterna.

 
 
 

Dio ci è Padre e Madre.

Post n°40 pubblicato il 27 Agosto 2008 da roby2012
Foto di roby2012

L'iconografia di Dio ci riporta sempre ad una figura maschile. Dio è sceso su questa Terra incarnandosi in un uomo e fondando la sua Chiesa in questo mondo dove l'uomo prevale sulla donna. E' maschile la figura del celebrante i Misteri di Dio ed è maschile la gerarchia ecclesiastica, nella quale le figure del "gentil sesso" sono solamente ancelle del Signore esautorate di potere celebrante.

Dio parlò attraverso la Nube, e la sua voce fu maschile. Dio è stato sempre nominato quale Padre, nella sua potenza, giustizia ed amore infiniti verso il genere umano.

Ma allora... quale Donna schiaccerà la testa dell'Antico Serpente sotto il suo calcagno? Sarebbe bastato attribuire questo all'opera di Dio Padre... e tutto avrebbe assunto i canonici connotati che ci siamo dipinti nella nostra cultura ed immaginazione. Invece è Donna Colei che ha potere su Satana.

Se non fosse che... la Chiesa ha attribuito a Maria "poteri" che vanno oltre la semplice maternità di Gesù, il Figlio Unigenito, il Re dei Re. La Chiesa parla di devozione a Maria, ma in realtà va ben oltre!

"O Madre di Dio, oggi sei trasferita al cielo sui carri dei cherubini, i serafini si onorano di essere ai tuoi ordini, mentre le schiere dei celesti eserciti si prostrano dinanzi a te"

"O Signora, la nostra lingua non ti può celebrare degnamente, perché tu, che hai dato alla luce Cristo, nostro Re, sei stata esaltata al di sopra dei serafini. ... Salve, o regina del mondo, salve, o Maria, signora di tutti noi"

"Come Regina stette alla tua destra con un abito dorato, rivestita di vari ornamenti; la Terra e il popolo cantano la tua potenza, o Regina. Oggi la vergine Maria sale al cielo: godete, perché regna con Cristo in eterno"

"È veramente diventata la Signora di tutta la creazione, nel momento in cui divenne Madre del Creatore e lo stesso arcangelo Gabriele può dirsi il primo araldo della dignità regale di Maria. "

"Regina di tutti gli uomini, perché fedele di fatto al significato del suo nome, eccettuato soltanto Dio, si trova al di sopra di tutte le cose"

"O mia signora, o mia dominatrice: tu sei mia signora, o madre del mio Signore... Signora tra le ancelle, regina tra le sorelle"

"La beatissima Vergine regina di tutte le cose create, regina del mondo; Signora dell'universo. "

"Nostra Signora, veramente e propriamente Madre di Dio"

"Signora di tutte le creature e Regina eterna, presso il Figlio Re"

"Per la grazia della Santa e consostanziale Trinità e per l'intercessione della nostra Santa Signora, gloriosa Vergine e Madre di Dio, Maria".

"Vergine augusta e padrona, regina, Signora, proteggimi sotto le tue ali, custodiscimi, affinché non esulti contro di me satana, che semina rovine, né trionfi contro di me l'iniquo avversario"

"Signora dei mortali, santissima Madre di Dio"

"Considerando poi gli intimi legami che uniscono la madre al figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio una regale preminenza su tutte le cose. "

"Regina del Cielo e della Terra"

"Oggi la vergine Maria sale al cielo: godete, perché regna con Cristo in eterno"

"....il divin Redentore nell'atto di cingere il capo della Madre sua con fulgida corona"

"Come ... Dio, creando tutte le cose nella sua potenza, è Padre e signore di tutto, così Maria, riparando tutte le cose con i suoi meriti, è la Madre e la Signora di tutto: Dio è Signore di tutte le cose, perché le ha costituite nella loro propria natura con il suo comando, e Maria è Signora di tutte le cose, riportandole alla loro originale dignità con la grazia che ella meritò".

"Questa gloriosissima Signora venne scelta a Madre di Cristo proprio per essere a lui associata nella redenzione del genere umano".

"Dalla stessa unione con Cristo ha origine l'inesauribile efficacia della sua materna intercessione presso il Figlio e presso il Padre. "

"È infinita la differenza tra i servi di Dio e la sua Madre".

"Non se ne può pensare una più grande al di sotto di Dio e che all'infuori di Dio nessuno riuscirà mai a comprendere".

"Godano dunque tutti i fedeli cristiani di sottomettersi all'impero della vergine Madre di Dio, la quale, mentre dispone di un potere regale, arde di materno amore".

Riportati questi semplici e significativi esempi.... concludo con la toccante affermazione di Albino Luciani, l'indimenticato Papa Paolo Giovanni I: "Dio è Papà, più ancora è Madre".

Non è il caso di tirare delle conclusioni.

Si tratta solo di accettare che, Colei che appare ai veggenti, ai bambini, ai semplici, agli ultimi, agli umili, ai dimenticati di questa Terra è nostra Madre. Solo il nostro orgoglio e la nostra ignoranza può renderci ciechi e sordi di quale Amore abbia e di quale -per noi incomprensibile - Umiltà sia, per noi, Dio, Padre e Madre!

D'altronde Gesù ci disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare"

Oggi davvero possiamo constatare che la Salvezza in Gesù, il Figlio, si sta compiendo attraverso la Madre; la Chiesa Universale di Cristo sta giungendo a sua compiutezza per mezzo di Maria. Nello stesso modo in cui il Padre ha voluto rivelarsi ai suoi piccoli, tramite il Figlio, oggi è la Madre stessa, l'Amore e il Volto Materno di Dio, a rivelarsi a noi, ai suoi piccoli, ai suoi amati Figli. A coloro che vedono e sentono anche per noi, che siamo ancora ciechi e sordi.

 
 
 

Il mio pensiero su Medjugorje

Post n°39 pubblicato il 21 Agosto 2008 da roby2012
Foto di roby2012

Non è la mia una analisi nè uno studio sulla fenomenologia mariana. Nè ho la capacità per farlo, poichè per contenere la casistica delle apparizioni della Vergine Maria e dibattere sui veggenti e sui Messaggi da loro ricevuti, occorrerebbero diversi libri.

Giacchè negli ultimi 27 anni, ovvero dal 1981, la Madonna appare in questa località sperduta, e fino a quell'anno, sconosciuta al mondo intero.

Io posso solo chiedermi: perchè la Madonna appare e lascia Messaggi all'intera umanità? Perchè a Medjugorje e non, per dirne una, a Cividale del Friuli? Perchè così è piaciuto al Padre e alla Madre, laddove era in corso una guerra che implicava genocidio e violenze, terrore e morte. La Ex-Jugoslavia!

Una davvero povera mentalità ricorre a condurre queste Apparizioni ad un business: ecco così che Medjugorje, come Lourdes o San Giovanni Rotondo etc etc.., diviene mèta di pellegrinaggi, il cui scopo sarebbe soltanto fare entrare denaro nelle casse di chi avrebbe sfruttato la mondana celebrità della località.

La verità è una sola: la verità è che un qualcosa che noi ignoriamo ci ha strappato  da Dio.

Gesù è giunto su questa Terra per ricucire questo strappo, poichè il Dio che apparve ai Patriarchi di questa Terra e soprattutto parlò attraverso i Profeti, fu racchiuso in una Legge, la Legge di Mosè. Gesù disse che li uomini applicavano giustamente quella Legge, e che Lui non avrebbe aggiunto nulla alla Legge di Mosè. Ma fece loro osservare che, ciò che importava, era il Cuore della Legge.

Oggi tutte le religioni cristiane, ovvero quelle sorte dopo l'Avvento di Cristo, vivono della Nuova Legge, quella che è scaturita dalla Nuova Testimonianza, ovvero il Vangelo: qual'è stato il Messaggio di Gesù, il Verbo, Dio stesso sceso su questa Terra, a questa generazione? "Amatevi gli uni con gli altri, così come io ho amato voi"!

Ma anche in questo caso gli uomini hanno preferito cingere la Nuova Legge di Dio in regole, dogmi e ristrettezze: così come avvenne al tempo dei Grandi Sacerdoti, che si scandalizzarono per le parole di Gesù, oggi avviene che i Grandi Sacerdoti si turbino per le parole di Maria.

Così come perseguitarono Gesù, che si manifestò come mandato da Dio e per questo motivo fu condannato a morte nel sinedrio, oggi la struttura ecclesiastica ha creato commissioni di vigilanza e di indagine su tali apparizioni mariane. Garabandal e Medjugorje puzzicchiano ancora di inganno, secondo i vertici di Madre Chiesa....

Ai tempi di Gesù le folle si accalcavano presso di Lui, in cerca della Parola e del Miracolo, della guarigione fisica e spirituale. Tremila uomini e donne di tutte le età accorsero ad ascoltare il Messia, quando Lui fece il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. E dovunque Gesù andasse, si portava dietro le moltitudini.

Così accade oggi per Maria, in questo tempo che unisce i punti della Terra con poche ore di aereo, e dove la tecnologia permette in tempo reale di vivere eventi e situazioni che prima era impossibile immaginare avvenire.

Milioni di innamorati di Maria di tutto il Mondo si sono stretti fiduciosi al suo Cuore Immacolato, vincolandosi ad Esso: perchè Maria è giunta a noi per cucire l'immenso strappo che si è generato fra noi e Dio, fra noi e suo Figlio, Gesù.

Gesù è divenuto una religione, un intricato percorso fatto di paletti e di ammonimenti di condanna. Una religione costruita su principi divini ma applicata a concetti umani di potere e di supremazia, per la cui obbedienza è stata dimenticata la vera Obbedienza a Dio, sostituita da una obbedienza ad un uomo che si è proclamato Successore di Cristo. Ne consegue che la disobbedienza alla Chiesa è disobbedienza a Dio stesso.

Gesù disse: "Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabbì''dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare "rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare "maestrì', perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato. "

E' cambiato qualcosa dai tempi di Gesù?

Chi attende oggi il Cristo sa per certo che non dovrà attendere ancora molto. Chi sopravviverà a questi Tempi di Grande Tribolazione vivrà con Gesù, con Dio Padre e Madre, il Regno che è ormai alle porte, il profetizzato Regno dei Mille Anni.

Maria ci sta preparando a questo Regno e al ritorno di Suo Figlio sulle Nubi del Cielo. Chi segue oggi Maria segue la propria Madre, la Madre del Cielo, la Madre di Misericordia, e non ha più da temere nulla. Chi segue oggi Maria, a Medjugorje (ma anche a Cividale del Friuli...), sa che la Mamma Celeste sta adempiendo ad un compito celeste di eccezionale portata ed importanza. Chi segue ed ama oggi Maria sa di essere nelle sue dolci e meravigliose mani di Vita e di Speranza e non ha più paura di ciò che dovrà, ahimè, capitare su questo pianeta. Chi segue oggi Maria sta per diventare l'eterna Sposa di Gesù, nostro promesso ed eterno Sposo.

"Grazie di aver risposto alla mia chiamata".

 
 
 

Gesù a colloquio con il Papa (III e ultima parte)

Post n°38 pubblicato il 12 Agosto 2008 da roby2012

Così, lasciando trasecolati gli alti prelati che lo avevano accolto, Gesù entrò nella stanza e chiuse la porta dietro di sè. Il Papa aveva intanto spostato la tenda e stava mirando il cielo, quasi per controllare se era tutto a posto...

Il Gesù in carne ed ossa emise un leggero colpo di tosse, che fece girare quasi di scatto il Papa in carne ed ossa.

"Prima che tu mi ponga domande su chi io sia - disse Gesù - permettimi di raggiungerti a quella finestra, dove tu stai guardando il cielo."
E proseguì: " Questo cielo avvolge come un mantello la vostra Terra, ed io ho pianto, di gioia e di dolore, per ogni stella e per ogni mondo che sono stati disegnati da una mano Sapiente su questo mantello.
Questo cielo è come un lenzuolo che ricopre questo letto che voi chiamate Terra, e la Madre Mia è giunta a voi per distenderlo nel suo Amore, rimboccandovi le coperte quando voi dormivate e mettendole a nuovo, quando voi le avevate sgualcite.
Questo cielo è come una tavolozza di colori che si rispecchia nel vostro mare e sulle vostre terre e sulle cime innevate e nelle pianure coltivate, e il Padre Mio l'ha usata senza risparmiarsi, generosamente attingendo da tutte le tinte dell'arcobaleno e dai colori dell'Anima Universale, che è Amore. E tutto quello che vedi è stato creato perchè il Padre e la Madre ed io, il Figlio, vi amiamo."

Il Papa non aveva parole. Era rapito. Ma soprattutto stava realizzando che l'emerito sconosciuto, in verità era un perfetto conosciuto.

"Ges.... Signor.... oh be' - gorgogliò il Pontefice - Mio Dio! Io non ho parole per significare questo momento! Permettimi soltanto di poterti abbracciare...."

"So che non hai parole e che sei sorpreso di vedere, davanti a te, in corpo, anima e sangue, Colui che è risorto duemila anni fa, Colui che si è assiso alla destra del Padre, Colui per il quale tu e moltissimi altri avete sacrificato la vostra vita, al Quale avete teso sempre il vostro orecchio e del Quale avete innalzato il Nome e portato la Croce per tutti questi secoli."

Il Papa riprese fiato: "Caro Gesù, benvenuto nella Tua casa! Avevi detto che saresti giunto all'improvviso... e mi devi scusare se sono sorpreso e allo stesso tempo gioioso e festante perchè tu sia qui!".

"In verità, in verità ti dico, ho voluto solo anticipare la mia seconda e definitiva Venuta. Io giungerò sulle Nubi del Cielo nella mia Seconda e definitiva Venuta... e quel giorno fatidico io stabilirò la Pace, su questa Terra. Non è ancora quindi il mio momento... ma ho voluto comunque scendere qui fra voi per incontrare te, mio fedele Patriarca."

"Oh Signore! Dimmi cosa devo fare, per Tua infinita misericordia! Signore... dammi la possibilità di preparare la tua Venuta a tutti gli uomini di buona volontà di questa Terra! Dammi la forza per sopportare l'onore e l'onere del tuo Messaggio di Salvezza! Dammi, te ne prego, la voce per parlare a tutti gli uomini... e dammi, ti supplico, il tuo ardore per sconfiggere il buio che il Tuo nemico ha profondamente diffuso nel cuore dei figli di questa Terra!".

"Amatissimo figlio mio - rispose l'Uomo in borghese - la folla che era sotto la tua finestra non si è resa conto di nulla. Ha immaginato di vedere un pazzo. Le Forze dell'Ordine non hanno compreso con chi avevano a che fare. E i tuoi Soldati stanno ancora domandandosi adesso chi io realmente fossi: un inviato celeste o un emissario di qualche grande potere politico o religioso.
In verità io sparirò da questa stanza, così come sono venuto: questa umanità mi rivedrà ben presto tornare con le mie vere vesti e il mio vero volto".

"Così adesso te ne andrai via - pianse il Papa - proprio ora che ti avevo vicino, potevo guardare i Tuoi occhi e toccare la Tua pelle; ora che avevo davanti a me la ragione della mia vita!"

"In verità, in verità ti dico, tu avrai modo di vedermi e toccare la mia pelle ma soprattutto avrai ragione delle tue opere e della tua vita: in eterno.
Ma ora è il momento di guardare al cielo della tua finestra. Tempi difficili sono questi per i fratelli di questa Terra: il vostro cielo è annerito dal buio spirtuale del mio antico avversario.  Nuvole nere già ormai si sono posate sulle Nazioni, fiamme infernali stanno cingendo d'assedio i durissimi cuori.

Nonostante i  continui richiami della Madre Celeste al ravvedimento e alla preghiera, questo pianeta sta volgendo alla sua fine ingloriosa, per mano delle forze nemiche dell'Amore. Vi sarà una grande battaglia in cielo e in Terra e molti soccomberanno.

Riuscirai nell'intento di comunicare alle Mie Spose, sparse per l'intero Globo, che questa che stanno vivendo è la Grande Tribolazione, predetta da Giovanni per voce mia?
Sarai in grado di avvertire l'umanità circa gli sconvolgimenti che avverranno su questo pianeta, tali come non sono mai avvenuti prima, e che porteranno alla morte di milioni di individui?
Infine: aprirai finalmente le porte al Messaggio di Mia Madre, in Medjugorje, che sta agendo in assidua e costante preghiera, unita ai testimoni e ai fedeli per la Salvezza dei Figli della Terra?"

Dette queste parole, una nebbiolina azzurra apparve nella stanza del Papa e Gesù sparì davanti ai suoi occhi ancora increduli.

 
 
 

Gesù condotto davanti al Papa. (II parte)

Post n°37 pubblicato il 03 Agosto 2008 da roby2012
 

L'uomo in borghese fu prelevato da un' auto pontificia e trasferito dal Nucleo Carabinieri in Vaticano per essere condotto innanzi al Papa.

La notizia era stata ovviamente tenuta in gran segreto, ma un giornalista ne era venuto a conoscenza, così si formò un capannello di persone curiose e qualcuno scattò alcune foto.

L'uomo in borghese attraversò una porta, alla guardia della quale vi erano buffi gendarmi vestiti di giallo e blu. Tre diplomatici vestiti in eleganti abiti civili lo scortarono lungo poderosi corridoi: Lui guardava tutta quella magnificienza e le opere d'arte affisse alle pareti, ovunque. E si chiedeva: "Ma pensa... hanno fatto tutto questo in Nome mio!".

Poi osservò un turbinìo di uomini e donne vestiti di nero che andavano di qua e di là come facevano i Suoi Angeli nel Cielo. Erano questi i Suoi sacerdoti e le Sue sacerdotesse della Terra.
Altri avevano paramenti diversi e sembravano più rilassati anche se impettiti: alcuni erano piuttosto grassi e la maggior parte erano anziani: così l'uomo in borghese intese che questi avevano maggior peso e potere, rispetto a quelli in nero... e forse erano più saggi o comunque possedevano un posto di rilevanza nella gerarchia e nella nomenclatura terrestre.

In verità l'uomo in borghese una simile realtà l'aveva già veduta... quando si recò a Gerusalemme, duemila anni prima, nel Tempio dove fu giudicato dai Grandi Sacerdoti della sua epoca.

Ed ecco in fondo all'interminabile teoria di corridoi e stanze, apparire un piccolo concilio di uomini. Erano alcuni prelati che lo attendevano per fargli alcune domande. Il suo Vicario in Terra non era ancora presente.

"Il Santo Padre ha avuto il desiderio di fare la sua conoscenza. Noi, sinceramente, non eravamo dello stesso avviso... poichè concedere udienza ad uno sconosciuto, e per giunta ad un uomo che si mette a gridare in pubblica piazza, non è nè nostra prassi nè abitudine. Anzi - e comprenda le nostre parole - in verità per ricevere udienza con il Santo Padre, occorre molto tempo ed è assai raro che ciò avvenga in forma così privata e individuale".

L'Uomo in borghese sorrideva e comprendeva che non erano preparati ad un simile evento. Erano infatti colpiti dal suo magnetismo e dalla sua sicurezza. Sentivano sorgere un qualcosa di amore nel loro cuore, ma le loro menti erano in confusione e in oblio.

"Oggi ho deciso di fare due passi per la vostra piazza. Mi sono rivelato fra la folla che acclamava un uomo che acclamava il Mio Santo Nome ed ora quest'uomo, il Successore del mio amato Apostolo Simon Pietro, ha desiderio di incontrarmi. Non vi stupiate dunque che io sia qui in carne ed ossa innanzi a voi, perchè vi avevo detto che sarei giunto all'improvviso, come un ladro; non vi stupiate che colui che fa le Mie veci su questa Terra abbia espresso la volontà di vedermi.... poichè il perfetto sconosciuto che è ora qui fra di voi è il Figlio dell'Uomo del quale avete letto, ancora oggi, sulle vostre Scritture. La folla non mi ha riconosciuto, ma il vostro uomo vestito di bianco sì"

I ministri ebbero un sussulto ed uno di loro svenne a corpo morto. Alcuni di essi impallidirono e tutti si lanciavano occhiate furtive. Sembrava che la saliva fosse sparita dalla loro bocca e la lingua fosse insabbiata fra l'incredulità e la consapevolezza di essere davanti ad una realtà inconcepibile. Uno di loro avanzò poi questa proposta: "Comprenda la nostra incredula titubanza, ma se lei è davvero ciò che afferma di essere, ovvero Colui al quale noi abbiamo fedelmente reso testimonianza per tutti questi secoli, Gesù Cristo, ci fornisca una prova tangibile, e noi le crederemo!".

"Io sono l'Alpha e l'Omega e chiunque avrà creduto in me e avrà fatto la Volontà del Padre Mio, che mi ha mandato, avrà la Salvezza Eterna. Sono qui ora, all'improvviso, come un ladro, così come vi ho testimoniato sarei tornato dandovi la Buona Notizia del Regno di Dio, per prendere con me tutti i Miei figli e figlie, tutte le Mie Spose. Avete voi avvertito i Miei Figli e le Mie Figlie, sparsi per l'intero vostro globo, che io sarei tornato in questa mia Seconda definitiva Venuta? Avete voi testimoniato l'Amore di Mia Madre, giunta a voi fra queste lacrimanti plaghe in questi ultimi anni, e avete voi diffuso il Suo Messaggio di pace e speranza, di ravvedimento e di preghiera? Avete voi dunque praticato il Comandamento che vi insegnai allorchè scesi, Divin fanciullo, di amarvi gli uni con gli altri, così come io ho amato voi? Avete voi protetto e curato il cuore e la vita dei miei ultimi, coloro che hanno sofferto e soffrono le ingiustizie degli uomini? Avviene ora che la Madre Mia ha liberato il Mio Braccio, e tutti coloro che non avranno messo in atto le mie Parole, che provengono dal Padre Mio, che mi ha mandato, saranno giudicati per le loro azioni. Voi ora mi chiedete una prova tangibile della mia identità: ma siete davvero stati disposti, voi, a dare a Me una prova tangibile della vostra fede e del vostro amore, nel corso di tutti questi secoli?".

In fondo alla stanza, seduto su una poltroncina, il Papa attendeva l'Uomo in borghese, l'Uomo venuto da Dio.

CONTINUA....

 
 
 

Gesù Cristo: due passi in Piazza S.Pietro. (I parte)

Post n°36 pubblicato il 02 Agosto 2008 da roby2012

Gesù ha deciso di fare due passi in Piazza S.Pietro, quella dedicata all'apostolo che fu da Lui fatto carico dell'onore e dell'onere di fondare la sua Chiesa.
Gesù ha scelto di passeggiare in comuni abiti borghesi per una contrada la quale porta avanti il suo Simbolo da duemila anni: la Croce.

Essendo Domenica la piazza era gremita di fedeli... ed un uomo vestito di bianco si affacciava da una finestra nominando il Suo Santo Nome.

Allora Gesù si fece avanti fra la folla che salutava quell'uomo che si professa suo Vicario sulla Terra.

Lo sentiva esclamare frasi di comunione e di cordoglio per tutti i martiri e i santi che sono stati uccisi nel Suo Nome.

Lo sentiva gridare contro il Male imperante nel mondo e contro tutte le ingiustizie di questa Terra.

Lo sentiva gemere per i popoli ridotti alla fame e sconvolti dalle tragedie che avvengono, con cadenza sempre maggiore, su questo pianeta che Lui, Gesù, ha tanto amato.

Allora, preso da pietà e dal suo folle amore, Gesù ha avanzato tra laici e suore e preti e vescovi fin sotto alla perpendicolare della finestra dalla quale quell'uomo, il Suo Vicario, stava parlando a tutta la turba di fedeli ivi raccolta.

E gridò: "Sono morto sulla Croce per tutti voi, per la vostra salvezza e la vostra redenzione! Io sono Gesù, l'Alpha e l'Omega, il Salvatore, il Re dei Re. Io sono il vostro Sposo.
Sono qui ora perchè voi tutti apriate il vostro cuore alla Grande Misericordia che il Padre Mio vuole concedervi, per questi Ultimi Tempi di Grande Tribolazione, che state or ora vivendo.
Sono qui a testimonianza dell'Amore e della costante presenza della Madre Mia fra le genti e i popoli di questa Terra"

La finestra intanto si era chiusa e l'uomo in bianco non c'era più. La folla guardava stranita il personaggio che aveva appena pronunciato queste ultime parole. Alcuni preti osservavano la scena indispettiti, altri guatavano di sbieco bisbigliando fra di loro. Le suore prendevano le distanze e invitavano i bambini a non guardare.

Si avvicinarono due carabinieri chiedendo i documenti al Gesù in borghese. "Prego, può seguirci in commissariato?".

Lui rispose: "Io sono Gesù Cristo".
E uno dei carabinieri: "Sì... e io sono Madre Teresa di Calcutta!".

Allora cominciarono a strattonarlo, senza che nessuno intervenisse, lo ammanettarono e lo spinsero nella loro auto.

"Ora ti portiamo davanti al Commissario, così avrai modo di ripetergli le tue generalità!".

Nel frattempo il Papa fu informato dell'accaduto. Ed esclamò: "Eh, purtroppo ne gira parecchia di gente strana, per il mondo!".
"Pensa a quell' Alì Agca che sparò al mio predecessore!"

Ma ad un tratto il Papa prese una decisione: "Vorrei incontrare quell'uomo che stamattina ha gridato sotto la mia finestra".

Intanto Gesù aveva raggiunto il Commissariato, sotto scorta e ammanettato. Non aveva documenti, solo un fantastico sorriso e occhi che brillavano come nessuno aveva mai visto.

Arrivò subito una telefonata: era il portavoce del Pontefice. "Portate quell'uomo in Vaticano, perchè il Papa lo vuole incontrare".

Come sarà andata avanti questa "particolare" vicenda?

 
 
 

La caduta di Babilonia, la Grande.

Post n°35 pubblicato il 29 Luglio 2008 da roby2012

4 La donna era vestita di porpora e di scarlatto, era tutta adorna d'oro, di pietre preziose e di perle, e aveva in mano una coppa d'oro piena di abominazioni e delle immondezze della sua fornicazione. 5 Sulla sua fronte era scritto un nome: «Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle abominazioni della terra». 6 E vidi la donna ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. E, quando la vidi, mi meravigliai di grande meraviglia. 7 Ma l'angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia che la porta, che ha sette teste e dieci corna. 8 La bestia che tu hai visto era e non è più e salirà dall'abisso e andrà in perdizione; e gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia che era, e non è, quantunque essa sia. 9 Qui sta la mente che ha sapienza: le sette teste sono sette monti, sui quali la donna siede, 10 e sono anche sette re; cinque sono caduti, uno è, l'altro non è ancora venuto; e, quando verrà, dovrà durare poco. 11 E la bestia che era e non è più, è anch'essa un ottavo re, viene dai sette e se ne va in perdizione. 12 Le dieci corna, che hai visto, sono dieci re i quali non hanno ancora ricevuto il regno, ma riceveranno potestà come re, per un'ora, insieme alla bestia. 13 Essi hanno un unico scopo e daranno la loro potenza ed autorità alla bestia. 14 Essi combatteranno contro l'Agnello e l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e coloro che sono con lui sono chiamati, eletti e fedeli». 15 Poi mi disse: «Le acque che hai visto, dove siede la meretrice, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue. 16 E le dieci corna che hai visto sulla bestia odieranno la meretrice, la renderanno desolata e la lasceranno nuda, mangeranno le sue carni e la bruceranno col fuoco. 17 Dio infatti ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno, di avere un unico pensiero e di dare il loro regno alla bestia finché siano adempiute le parole di Dio. 18 E la donna che hai visto è la grande città che regna sui re della terra». Dopo queste cose, vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande potestà; e la terra fu illuminata dalla sua gloria.

2 Egli gridò con forza e a gran voce, dicendo: «È caduta, è caduta Babilonia la grande, ed è diventata una dimora di demoni, un covo di ogni spirito immondo, un covo di ogni uccello immondo ed abominevole. 3 Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell'ardore della sua fornicazione, i re della terra hanno fornicato con lei e i mercanti della terra si sono arricchiti a motivo del suo sfrenato lusso». 4 Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe, 5 perché i suoi peccati si sono accumulati e sono giunti fino al cielo, e Dio si è ricordato delle sue iniquità. 6 Rendete ciò che essa ha fatto a voi, anzi rendetele il doppio secondo le sue opere; nella coppa in cui ha versato, versatele il doppio. 7 Nella misura che essa ha glorificato se stessa e ha vissuto nelle delizie, nella stessa misura datele tormento e cordoglio, poiché essa dice in cuor suo: "Io seggo come regina, non sono vedova e non vedrò mai cordoglio". 8 Per questo, in uno stesso giorno, verranno le sue piaghe: morte, cordoglio e fame, e sarà interamente consumata col fuoco, poiché potente è il Signore Dio che la giudicherà». 9 E i re della terra, che hanno fornicato e sono vissuti nelle delizie con lei, la piangeranno e faranno lamento per lei, quando vedranno il fumo del suo incendio; 10 essi se ne staranno lontani per timore del suo tormento e diranno: «Ahi! Ahi! Babilonia, la grande città, la potente città, perché il tuo giudizio è venuto in un momento!». 11 Anche i mercanti della terra piangeranno e si lamenteranno per lei, perché nessuno compera più le loro merci: 12 merci d'oro e d'argento, di pietre preziose e di perle, di bisso e di porpora, di seta e di scarlatto, e ogni sorta di legno profumato, ogni specie di oggetti d'avorio e di legno preziosissimo, di bronzo, di ferro e di marmo, 13 e cinnamomo, profumi, olii odorosi, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, pecore, cavalli, carri, corpi e anime umane. 14 I frutti che la tua anima tanto desiderava si sono allontanati da te, e tutte le cose ricche e splendide si sono allontanate da te e tu non le troverai mai più. 15 I mercanti di queste cose, che erano stati arricchiti da lei, se ne staranno lontani per timore del suo tormento, e piangeranno e si lamenteranno, 16 dicendo: «Ahi! Ahi! La grande città che era vestita di bisso, di porpora e di scarlatto, e adorna d'oro e di pietre preziose e di perle. Una così grande ricchezza è stata distrutta in un momento!». 17 Tutti i capitani, tutti i passeggeri e i naviganti e tutti quanti commerciano per mare se ne staranno da lontano 18 e, vedendo il fumo del suo incendio, grideranno: «Quale città era simile alla grande città?». 19 E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangendo e lamentandosi, dicendo: «Ahi! Ahi! La grande città in cui tutti coloro che avevano navi sul mare si erano arricchiti della sua magnificenza, perché è stata devastata in un momento! 20 Rallegrati su di essa, o cielo, e voi santi apostoli e profeti perché Dio, giudicandola, vi ha fatto giustizia». 21 Poi un angelo potente sollevò una pietra dalle dimensioni di una grossa macina e la gettò nel mare, dicendo: «Con lo stesso impeto sarà scagliata Babilonia la grande città, e non sarà più ritrovata; 22 e non si udrà più in te il suono degli arpisti, dei musicisti e dei suonatori di flauto e di tromba, non si troverà più in te alcun esperto di qualsiasi arte, e non si udrà più in te rumore di macina. 23 In te non brillerà più luce di lampada e non si udrà più in te voce di sposo e di sposa, perché i tuoi mercanti erano i magnati della terra e perché tutte le genti sono state sedotte dalle tue malìe. 24 E in essa è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che sono stati uccisi sulla terra».

Di quale città ha parlato Giovanni in Apocalisse?

Vediamone la descrizione:

1) la grande città che regna sui re della terra
2) è assisa su popoli, moltitudini, nazioni e lingue
3) nessuna città è simile a questa città
4) siede su sette monti

5) essa ha glorificato se stessa e ha vissuto nelle delizie
6) tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell'ardore della sua fornicazione, i re della terra hanno fornicato con lei e i mercanti della terra si sono arricchiti a motivo del suo sfrenato lusso
7) i suoi mercanti sono i magnati della terra e tutte le genti sono state sedotte dalle sue malìe
8) siede come regina, non è vedova e ritiene che non vedrà mai cordoglio.
9) i dieci re  hanno un unico scopo e daranno la loro potenza ed autorità alla bestia, ma alla fine odieranno questa città e la lasceranno desolata e nuda: per questo scopo: "finché siano adempiute le parole di Dio!"
9) Quando Giovanni la vide si meravigliò di grande meraviglia. Ma l' Angelo gli disse: "Perchè ti meravigli?"
10)
in essa è stato trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che sono stati uccisi sulla terra
11) Rallegrati su di essa, o cielo, e voi santi apostoli e profeti perché Dio, giudicandola, vi ha fatto giustizia
12) gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia che era, e non è, quantunque essa sia. 

Di quale Città ha parlato Giovanni nell'Apocalisse?



 
 
 
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