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NON SPRECHIAMO L'ACQUA

Ecco 12 regole per risparmiare il consumo di acqua potabile. Rispettare queste regole significa imparare a considerare l’acqua come un bene prezioso che non deve essere sprecato

REGOLA 1 - Far riparare tempestivamente le perdite dell’impianto interno. Un rubinetto che gocciola al ritmo di 90 gocce al minuto spreca 4.000 litri di acqua all’anno.

REGOLA 2 - Non fare uso eccessivo di prodotti chimici per la pulizia della casa.

REGOLA 3 - Non usare la toilette come discarica di sostanze tossiche (vernici, lacche, prodotti chimici, sigarette, solventi) altrimenti si riduce la funzionalità del sistema fognario.

REGOLA 4 -  Contenere i lavaggi delle autovetture con un secchio piuttosto che con acqua corrente consente un risparmio di 130 litri ogni lavaggio.

REGOLA 5 - Innaffiare l’orto con acqua piovana raccolta precedentemente.

REGOLA 6 - Far funzionare la lavatrice o la lavastoviglie a pieno carico; si ottiene cosi’ un risparmio pari a 8.000 / 11.000 litri di acqua potabile all’anno per famiglia.

REGOLA 7 - Pulire i piatti subito dopo i pasti, togliere lo sporco più grossolano, condire la pasta nel tegame ancora caldo evitando di sporcare un’altra terrina.

REGOLA 8 - Usare l’acqua di cottura della pasta per lavare i piatti e le stoviglie.

REGOLA 9 - Fare la doccia la posto del bagno in vasca, ciò consente un risparmio di 1.200 litri di acqua potabile all’anno.

REGOLA 10 - Chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti e tappare il lavandino al momento di farsi la barba; questo permette di risparmiare fino a 7.500 litri l’anno per una famiglia di tre persone.

REGOLA 11 - Applicare un frangiflutto a un rubinetto per arricchire d’aria il getto d’acqua.

REGOLA 12 - Utilizzare per lo scarico del water un sistema a rubinetto o a manovella al posto di quello a sciacquone; si risparmiano così circa 26.00 litri all’anno.

 
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Post N° 161

Post n°161 pubblicato il 27 Novembre 2008 da Akire28

Racconto una piccola storia, una di quelle che fa piacere leggere ogni tanto sui giornali. Enzo Rossi ha 42 anni ed è titolare di una piccola azienda di Fano che produce pasta, i “Maccheroncini Campofilone“. Ha voluto fare un esperimento: vivere per un mese con la paga di un suo operaio, 1000 euro al mese. Ma non ce l’ha fatta: è arrivato solo alla terza settimana del mese, ha interrotto l’esperimento e ha deciso di dare un aumento di 200 euro ai suoi operai.

“Mi sono sempre chiesto” ha detto Rossi “come si potesse vivere con la busta paga di un operaio. Ho parlato con moglie e figlie, ho detto che per un mese le cose sarebbero cambiate. Dopo pochi giorni mi sono sentito male, come quando fai un immersione in mare e capisci che stai finendo l’ossigeno delle bombole.

Ho fatto sacrifici ma dopo nemmeno 3 settimane mi sono ritrovato senza un soldo in tasca. Il momento piu duro? Quando le mie due figlie, 15 e 16 anni, mi hanno chiesto i soldi per la pizza. Ho detto no e ho pensato agli operai che debbono dire di no ai loro figli non perché fanno un esperimento ma perché con meno di 1000 euro, in Italia non è possibile vivere con dignità.

Senza soldi vai in paranoia, stai attento a tutto, al caffè al bar, al costo dell’insatala. Devo dire che c’è anche qualche aspetto positivo: ho smesso di fumare, perchè 8 euro al giorno, per 40 sigarette, non me li potevo permettere. So bene che che il problema dei salari non può esser risolto in una piccola azienda come la mia. In tutta italia gli operai prendono meno degli operai tedeschi, francesi, inglesi. E 12 mesi all’anno provano l’umiliazione di non avere i soldi per la pizza dei figli”.

 
 
 

Post N° 160

Post n°160 pubblicato il 24 Novembre 2008 da Akire28

"Malagrotta, una bomba di veleni
a Roma diossina e acque inquinate"

Rifiuti, "Report" denuncia: discarica e gassificatore, ecco i rischi
Falde, fossi e corsi d´acqua inquinati. Nella zona della discarica di Malagrotta, il Rio Galeria e gli altri canali di irrigazione naturali o artificiali contengono veleni. Lo dice l´Arpa, l´Agenzia regionale protezione ambiente a "Report", la trasmissione di Milena Gabanelli che  su RaiTre dedica la puntata alla cittadella dei rifiuti sorta dagli anni ´80 a ovest di Roma, tra il raccordo anulare e l´aeroporto di Fiumicino. Puntata che "Repubblica" ha visionato in anteprima. Paolo Mondani, il giornalista autore dell´indagine, intitola il suo servizio "L´oro di Roma". E bastano le cifre che lui riporta per capire il perché: al Colari, il consorzio presieduto da Manlio Cerroni, che in regime di monopolio smaltisce i rifiuti di Roma, nel 2007 l´Ama, l´azienda municipalizzata ambiente, ha pagato circa 72 euro a tonnellata, tasse comprese, per un totale di circa 100 milioni.

Il Colari, come ricorda in trasmissione Corrado Carruba, commissario straordinario dell´Arpa Lazio, è stato più volte sanzionato per discariche reflui del sito di Malagrotta. E sempre Carruba fornisce i dati dei veleni rilevati nelle falde e nei fossi intorno alla discarica. In un documento del 16 settembre scorso dai controlli sulla qualità delle acque di falda sotto la discarica risultano superati in maniera sistematica i limiti di legge per ferro, manganese, arsenico, nickel e solfati. Superamenti, anche se non ricorrenti, per mercurio, benzene, piombo e cromo. Il Rio Galeria, invece, viene definito «un corso d´acqua in un pessimo stato di qualità». Tutt´intorno, ricorda Mondani, ci sono i campi coltivati di Malagrotta, le vacche frisone, le distese di granturco. «Quello che c´è nella falda si conosce molto bene, cosa ci sia nell´aria è difficile saperlo», sottolinea Milena Gabanelli. In zona funziona una sola centralina, posta, secondo i residenti, in un sito assolutamente inadeguato, lontano un chilometro dagli impianti a rischio. Perciò gli abitanti i monitoraggi se li fanno da soli, registrando concentrazioni di polveri sottili assolutamente fuori norma.


Siamo nella zona a più alto rischio industriale di Roma, perché, oltre alla discarica più grande d´Europa, qui si trovano un deposito di carburanti, una raffineria, un impianto per rifiuti tossici ospedalieri, gigantesche cave. Dall´agosto scorso è entrato in fase di pre-esercizio anche un gassificatore, due settimane fa messo sotto sequestro dalla magistratura, che a pieno regime trasformerà in energia 500 tonnellate di ecoballe all´anno, realizzato e gestito sempre dal Colari. I tecnici del consorzio hanno assicurato che le emissioni sono al di sotto della capacità di rilevamento dei sensori. Ma un ingegnere chimico intervistato da "Report" racconta di aver visionato il progetto e arriva a conclusioni diverse: le diossine emesse dal gassificatore a pieno regime saranno 10 milligrammi all´anno.
(Repubblica Roma)
 
 
 

Post N° 159

Post n°159 pubblicato il 19 Novembre 2008 da Akire28

Circolano su You Tube parodie di canzoni famose firmate da un gruppo chiamato 99 Fosse


Strofe agghiaccianti che trovano gradimento nei forum di estrema destra

Canzoni naziste, cd clandestini

 

Il loro nome si richiama a quello dei 99 Posse, uno storico gruppo che si è sciolto nel 2005, legato ai centri sociali. Con loro, però, non hanno niente a che vedere: la musica dei 99 Fosse è di chiaro stampo antisemita, auspica la morte degli ebrei e deride la Shoah e i campi di sterminio. Le loro canzoni sono apparse recentemente su Youtube, ma possono anche contare su un sito dedicato nella community di Netlog, con tanto di fan riconoscibili dai nick e dalle foto di ispirazione fascista: da Forza Nuova Macerata a PrincipeNeroFN, passando per Sasha Sieg Heil.

Ad esaltarli e lodarli ci pensano anche quanti si riuniscono nella sezione italiana del forum neonazista "Storm Front": sito registrato in America, che espone in homepage una croce celtica e la scritta, in inglese, "orgoglio bianco mondiale". Il suo fondatore, Don Black, è un ex leader del Ku Klux Klan.

A caricare le canzoni antisemite dei 99 Fosse su Youtube è stato un utente italiano che si firma come "Karl Gebhardt": era il nome del medico personale di Heinrich Himmler, ministro dell'Interno del Reich, noto per condurre esperimenti nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück, utilizzando come cavie le prigioniere polacche e russe.

L'album dei 99 Fosse, mai pubblicato e circolato clandestinamente nei circuiti della destra estrema e degli skinhead a partire dalla fine degli anni Novanta, si intitola "Zyclon B", proprio come il veleno usato dai nazisti per sterminare gli ebrei nelle camere a gas. Le canzoni hanno una forte connotazione antisemita, e utilizzano melodie di brani noti. Uno di questi è "Anna non c'è", riscrittura di "Laura non c'è" di Nek. Parlando di Anna Frank, la canzone recita: "Anna non c'è, è andata via. L'hanno trovata a casa sua, nella soffitta di Amsterdam, ora è sul treno per Buchenwald".


Altri titoli sono: Himmler (basato su "Gianna" di Rino Gaetano), Nati sotto la stella di David (da "Nata sotto il segno dei pesci" di Venditti), ma anche "Azzurro" e "Alba Chiara". Tutte le canzoni sono liberamente consultabili, da sabato scorso, su Youtube. Già nei mesi passati, comunque, alcuni di questi brani erano stati rimossi, dopo le proteste degli internauti (ogni video può essere segnalato agli amministratori della piattaforma, se viola le regole della community).

Ma sul forum Storm Front non mancano i numerosi commenti di chi esalta i testi di questo gruppo, definito "fra i più divertenti dell'area alternativa italiana". C'è chi sostiene la necessità di far parlare i revisionisti ("Se solo gli venisse aperta la bocca e non venissero repressi da istituzioni, università ecc.., a quest'ora l'olocausto sarebbe già diventato un mito per tutta l'umanità"); chi sostiene che il diario di Anna Frank fosse un falso ("Probabilmente è stato scritto per sensibilizzare la gente sui 'bravi ebrei'); c'è poi qualcuno che avanza delle perplessità: "Carine queste canzoni. Anche se sembrano un po' deridere certi avvenimenti: hanno sicuramente ragione a dire quel che dicono, ma così facendo rendono poco credibili coloro che cercano, in modo serio, di smontare alcuni luoghi comuni duri a morire, come l'Olocausto".

Naturalmente le tesi revisionistiche sono quelle che vanno per la maggiore: "La storiella della camere a gas serve solo ad alimentare il mito antirazzista e le fantasie sadiche di qualche pervertito", si legge sul forum. Per quanto riguarda l'identità dei 99 Fosse, un commentatore racconta che il cantante è stato visto "in un concerto skin, a Roma". "Ovviamente - dice - può cantare solo in posti sicuri, fra gente intima".

Duro il commento di Leone Paserman, presidente della Fondazione museo della Shoah, che si dice "sconvolto": "Di fronte a questi testi sono senza parole. Stiamo scendendo al fondo. Siamo davanti ad una palese apologia del nazismo, all'irrisione dei milioni di vittime morte nei campi di concentramento. Non riesco a capire come la gente possa tollerare frasi del genere". Paserman auspica anche un intervento della polizia postale: "Mi documenterò su questo gruppo, perché sono pronto a presentare una denuncia".

Per il portavoce della comunità ebraica di Milano, Yasha Reibman, "ci sono delle leggi che andrebbero applicate, come quella di apologia del fascismo: siamo in un Paese dove questo non sempre avviene, e non solo per questa materia". Per Reibman, internet, che "ha il potere di superare qualsiasi tipo di controllo", può anche "trasformarsi in una cloaca": un luogo "dove si può trovare il peggio dell'umanità".

"L'antisemitismo - aggiunge l'esponente della comunità - è la patologia umana che impedisce alle persone di incontrare gli altri, tra cui gli ebrei. Certi pregiudizi esistono ancora, e non sono per nulla sorpreso: barzellette o temi del genere circolano ancora oggi in determinati ambienti". La vicenda, spiega Reibman, sarà discussa dalla comunità ebraica milanese, che valuterà se procedere con una denuncia.

"Repubblica"

Le canzoni sono state rimosse da Youtube e l'accaunt è stato chiuso. Ma vi posto il testo di una canzone, tanto per capire a livelli di idiozia stanno:

03. Azzurro
(basato su "Azzurro" di Adriano Celentano)

Cerco nel ghetto tutto l'anno, e all'improvviso, eccoti qua!
Sto rastrellando le soffitte di questa cazzo di Amsterdam!
Tu scrivi pure il tuo diario, che tanto è falso, noi lo sappiam!
Azzurro, il cielo ad Auschwitz non è azzurro, è sempre così,
le docce che voi usate sono piene di Zyclon B!
E allora, un calcio in culo e sali in treno verso, verso Auschwitz!
Il treno dell'Olocausto, dove ti aspetta il camerata, qui!
Sembra come in laboratorio, dentro la scuola, tanti anni fa,
solo che adesso a far la rana c'è quella stronza di Anna Frank,
ma quanta gioia per Mengele, con tante troie da sezionar!
Mengele, ma quanti anni avremmo perso senza di te,
mi accorgo del contributo alle scienze ed al w.w.f.
ed ora al posto delle scimmie e topi sempre userem
gli ebrei, razza sì eletta, ma non protetta sotto il terzo Reich!

 
 
 

Post N° 158

Post n°158 pubblicato il 11 Novembre 2008 da Akire28

Malagrotta, sequestrato il gassificatore alle porte di Roma

Sequestrato. L’impianto di Malagrotta, la discarica con inceneritore alle porte di Roma, è finita sotto sigillo. Martedì mattina, il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri ha infatti accertato che nell’impianto non c’era la certificazione di prevenzione incendi e non rispondeva ad altri requisiti di legge. Niente male per un «rigassificatore» che brucia il combustibile ottenuto dai rifiuti per produrre energia. E soprattutto per un impianto che doveva essere inaugurato giovedì 13 novembre.

Di fatto, il rigassificatore era già attivo. E da tempo le associazioni ambientaliste e i comitati di cittadini chiedevano che l’impianto fosse chiuso. Secondo il Wwf, ad esempio, sono «troppe le risposte mancate relative alla tecnologia utilizzata e agli strumenti di monitoraggio utili a garantire la salute di ambiente e cittadini in una delle aree a più alto impatto ambientale del Paese con la discarica più grande d'Europa, l'obsoleto inceneritore di rifiuti ospedalieri, la raffineria più importante d'Italia».

A conferma delle preoccupazioni di chi nei dintorni di Malagrotta ci vive, pochi giorni fa, era arrivato anche l’arresto di Francesco Rando, responsabile della società E.Giovi che gestisce appunto la discarica. Si è beccato un anno di arresto e 15 mila euro di multa per aver fatto smaltire «rifiuti pericolosi nella discarica derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato della discarica e dei fanghi conferiti dall'Acea, malgrado la sua società avesse ottenuto una autorizzazione diversa per lo smaltimento di rifiuti speciali». Inoltre Rando, che dovrà risarcire i danni in separata sede alle parti civili (Wwf Lazio, Comitati di cittadini e altri) era accusato anche di avere ammesso in discarica i rifiuti pericolosi senza che ci fosse alcuna documentazione prescritta e senza alcuna verifica analitica.

A Malagrotta arrivano ogni giorno 4500 tonnellate di rifiuti. La discarica avrebbe dovuto chiudere i battenti già il 31 marzo scorso: «Ci avevano detto che se volevamo la chiusura della discarica più grande d’Europa, con la quale conviviamo da oltre trent’anni – ricordano i comitati dei cittadini –dovevamo accettare la costruzione del gassificatore. Ora questo non basta più e ci dicono che prima deve essere pronta la nuova discarica, auspicabilmente nell’arco di quattro-cinque mesi». Nel frattempo, a chiuderla, ci hanno pensato i carabinieri.


 
 
 

Post N° 157

Post n°157 pubblicato il 07 Novembre 2008 da Akire28

OBAMA: Una speranza nella storia

Oggi invidio l'America e gli americani. Non è che mi siano stati mai particolarmente simpatici: imperialisti, puritani a piacimento, guerrafondai, pro-pena-di-morte, armi fans. Ma il 4 Novembre ha segnato una svolta radicale. Un popolo ha trovato la via per risorgere, per cercare un futuro che sembrava oppresso e distrutto dai muti sub-prime, dalle speculazioni finanziarie, dall'incubo del terrorismo e della guerra. E lo ha fatto nel modo più simbolico e concreto. Una percentuale di votanti mai registrata prima nella storia elettorale degli Usa ha consacrato come proprio presidente un uomo di colore, un uomo giovane, un uomo che ricorda un pò Kennedy, un uomo che ha le idee chiare su cosa fare e come farlo, un uomo che è la speranza per i figli dei padri pellegrini e per i neri dei getti.

La speranza.

E' questo che più di tutto invidio agli americani oggi. La possibilità di credere nell'"yes, we can", la consapevolezza di essere una nazione, non "un insieme di individui"; la felicità di svegliarsi la mattina e poter ancora sperare in un futuro per i loro figli. Poter credere che nulla è impossibile, avere la dimostrazione che nulla è impossibile, è la più grande felicità per la vita di un uomo. Loro hanno scelto.

Nella nostra Italia, dove la democrazia è presa in giro da un manipolo di vecchi, perchè si siamo indietro anche su questo: i capi di Stato di Usa e delle maggior potenze europee sono uomini e donne giovani, contorniati da entourage di giovani pensieri, no i rugosi massoni della repubblica Italiana.

La Palin è stata criticata per aver speso troppo in trucco e parrucco. Chissà cosa si sarebbe detto se avesse fatto un calendario nuda? Semplice. Nulla. Una spogliarellista non si sarebbe certo potuta candidare alla vicepresidenza della Casa Bianca.

Non basta la monezza e la mafia per farci deridere dal mondo intero: ci si è messo anche Berlusconi, che, ancora una volta,  ha dato il meglio di sè. Definire il presidente degli Stai Uniti d'America "bello, giovane...e abbronzato" non è il massimo della diplomazia. Non facciamo le facce scandalizzate se un ragazzino nero viene picchiato nel nostro quartiere: se il capo del governo italiano trasuda di razzismo con il presidente USA, possiamo esserlo tutti!Il nostro premier non ha capito che con il resto del mondo non può comportarsi come fa con l'impecorinito popolo italiano, al quale dice bugie, promette, salvo poi ritrattare e negare. Il mondo se ne frega di Berlusconi e non ha problemi a mandarlo a quel paese. Il nostro Re Sole non ha capito che al di fuori di questo vecchio paese è un nulla. Anzi è solo un ennesimo motivo di vergogna nazionale. Silvio, l'amico Giorgio è fuori. L'aria è cambiata.

Ma non voglio annoiarvi sui problemi dell'Italia e su quanto stiamo diventando sempre più piccoli.

Oggi so solo che vorrei avere anche io la speranza che Obama ha regalato al suo popolo, vorrei poter andare alle urne ed eleggere il mio futuro, vorrei piangere per la gioia di tornere a sentirmi "italiana" e sapere che un domani ci sarà anche per me.

HOLD ON FOR ONE MORE DAY

 
 
 

Post N° 155

Post n°155 pubblicato il 04 Novembre 2008 da Akire28

Malagrotta,rifiuti speciali
condannato gestore

Un anno di reclusione per Francesco Rando responsabile della Giovi srl
di Marino Bisso
«La discarica di Malagrotta è una "zona franca" per l´inosservanza di leggi italiane e comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti...». È l´accusa lanciata dal pubblico ministero Giuseppe Corasaniti che ha chiesto due anni di carcere per Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, la società che gestisce la maxi-discarica capitolina. Ieri il giudice del tribunale monocratico Francesco Patrone gli ha dato ragione ma ha accolto a metà l´istanza della procura.

Francesco Rando, responsabile della Giovi srl, infatti, è stato condannato a un anno di reclusione a 15mila euro di ammenda e al risarcimento, per i danni patrimoniali e morali, da liquidare in separata sede alle parti civili (Verdi ambiente e società, due comitati di cittadini di Malagrotta e Wwf ). Non avranno nulla invece Regione, Provincia e Comune che avevano rinunciato a presentarsi come «parti lese» nel processo.

Rando è stato ritenuto responsabile della violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003, in quanto nella discarica di Malagrotta sono stati smaltiti «senza alcuna autorizzazione rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall´Acea nell´ottobre 2004». Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore».

Soddisfatto l´avvocato di parte civile, Francesca Fragale, che ha definito «esemplare» la pena inflitta a Rando ed ha annunciato la preparazione di un dossier per sollecitare la magistratura a verificare se alcune morti avvenute nelle vicinanze della discarica possano essere in qualche modo ricondotte al tipo di inquinamento contestato al responsabile della discarica. La sentenza verrà invece impugnata dai difensori di Rando, gli avvocati Franco Giampietro e Fabio Anile. «Un precedente procedimento - obiettano - aveva già stabilito che l´attività svolta da Rando era autorizzata sin dal dicembre 2002».

 
 
 

Post N° 154

Post n°154 pubblicato il 04 Novembre 2008 da Akire28

"Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero"


Antonio Gramsci


 
 
 

Post N° 153

Post n°153 pubblicato il 31 Ottobre 2008 da Akire28

 

Il discorso di Pericle pronunciato agli Ateniesi nel 461 AC, è incredibilmente calzante con i giorni nostri, vi chiedo, se volete, di leggerlo con attenzione ...

ATENE 461 a.C

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.


Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.


Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.


Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.


E’ la dignità che distingue il suddito dal cittadino

 
 
 

Post N° 152

Post n°152 pubblicato il 30 Ottobre 2008 da Akire28

Sant'Arcangelo Trimonte, vertice in Prefettura sulla sicurezza del cantiere nella discarica



Discarica di Sant'Acangelo Trimonte

Vertice in Prefettura questa mattina sulla sicurezza nel cantiere di lavoro della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, dopo la tragedia consumatasi nei giorni scorsi. All’incontro, presieduto dal prefetto Antonella De Miro, hanno partecipato il capomissione per la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania Antonio Reppucci, il sindaco di Sant’Arcangelo Trimonte Aldo Giangregorio, il presidente della Provincia Aniello Cimitile, l’assessore provinciale all’Ambiente Gianluca Aceto, i responsabili della sicurezza del sito e le organizzazioni sindacali.

I rappresentanti della Rocca dei Rettori, in particolare, hanno affrontato il tema dei fattori di rischio e la situazione idrogeologica della zona della discarica. Si sono soffermati sul monitoraggio ambientale, soprattutto alla luce delle analisi che la stessa Daneco, la società che gestisce
l’impianto di Sant’Arcangelo Trimonte, comunicò a fine agosto alla Provincia e nelle quali si faceva riferimento a un sito contaminato anche da agenti cancerogeni. E’ stato posto, inoltre, il problema della bonifica delle due discariche precedentemente utilizzate, quella regionale e quella comunale, aggiungendo più avanti la questione delle emissioni di biogas che cominciano a interessare l’impianto di Sant’Arcangelo.

Come già sostenuto nei mesi precedenti - hanno fatto notare Cimitile e Aceto - è necessario che il biogas venga captato e utilizzato anche ai fini energetici per la produzione termica e/o elettrica. In chiusura hanno nuovamente formulato la richiesta di allargare la Commissione di Verifica e Controllo sulla discarica con l’inserimento di esperti indicati dalla Provincia, che in pratica intende assumersi tutte le responsabilità che le competono ma deve essere messa nelle condizioni di poterlo fare.

 
 
 

Post N° 151

Post n°151 pubblicato il 22 Ottobre 2008 da Akire28

Sant'Arcangelo, nella discarica della morte

La discarica di Sant'Arcangelo è ferma per lutto
di Antonio Corbo "Repubblica"
Erano in quattro, uno ha visto morire il giovane geometra. «Ho urlato, ma è stato un attimo». Marco Leone è in ospedale. Ha una gamba schiacciata, sarà operato oggi. Direttore dei lavori, è anche uno dei due indagati.

Ecco il primo racconto sulla tragedia nella discarica. Ospedale Fatebenefratelli di Benevento, camera 234. «Di là, corridoio a pagamento», goffa indicazione di un infermiere. Il passaggio di classe l´ha chiesto la "Daneco Spa", che gestisce la discarica di Sant´Arcangelo. Da Milano sono piombati i dirigenti.

Marco Leone, ingegnere di 34 anni, dell´Aquila, in società da due anni, è un paziente di riguardo. Sarà interrogato dal pm Marcella Pizzillo, è pronto ad assumersi da solo le responsabilità. Le riunisce in una sola parola. «Fatalità». Nient´altro sulla sicurezza del cantiere. Spiega: «Facevano le misurazioni io e Pasquale Russo, ragionavamo: la facciamo qua, magari più in là...Fissavamo la zona della nuova vasca».

La discarica ne ha già una, colma: 130 mila tonnellate, poi un´ordinanza per altre 50, poi ancora 44. Lotto 1. Dovrà alla fine ingoiare rifiuti per 700 mila. Ma che è successo alla vasca del Lotto 4, è vero che c´è una lesione? La domanda o le ferite provocano una smorfia di dolore. «No una frana. Stiamo riparando», sdrammatizza Leone. Cercavate quindi d´urgenza un´atra vasca, quella del Lotto 2? «Sì, prendevano le misure. Io e Pasquale».

Si insiste: ma eravate soli, vero? Ammette: «C´erano un consulente e un topografo, ma non mi chieda i loro nomi». Avanti, continui, ingegner Leone. «Eravamo curvi a misurare, la ruspa ha azionato la marcia indietro, ho urlato, la mia gamba era già sotto il cingolato, ho urlato ma è stato un attimo». Dice che tornerà alla discarica. È il suo lavoro.

Ma dovrà prima salvare la gamba, povero ingegnere. Si va a Sant´Arcangelo Trimonte. Tra colline che dolcemente guardano la Puglia. L´immondizia è una gobba alta già dieci metri, nel recinto protetto dall´Aeronautica. È classificato "teatro di operazione nazionale", per distinguere le discariche dalle missioni all´estero.


Il capitano che dirige i carabinieri, Massimiliano Bolis, è rientrato proprio lunedì sera da Kabul. Neanche il tempo di lasciare lo zaino, cambiare divisa, ed è già qui. Fa caldo. Sole, un sole che opprime come il silenzio. Terribili le mosche.

La discarica della morte è ferma. Per lutto. Ma nella paralisi si leggono anche paura e rabbia. Un fascio di fiori ricorda la tragedia. Un ragazzo che se n´è andato a 19 anni, il geometra Pasquale Russo, schiacciato nel cinquantesimo giorno del suo primo lavoro da un caterpillar D6N ultima generazione, dotato purtroppo di retromarcia.

L´altro indagato con l´ingegner Leone è il "ruspista", Vincenzo Giangrande di Casal di Principe, rintracciato dai carabinieri a Castel Volturno. Chiamò i soccorsi e urlando sparì. Ore 16 di lunedì. «Un incidente, che volete da me?» si dispera. Ha quasi cinquant´anni, i figli hanno l´età di Pasquale, il ragazzo martoriato dalle ruote cingolate della sua ruspa.

I fiori hanno una dedica. "Le mamme del Codisan". Sono le donne del Comitato di Sant´Arcangelo, li hanno appesi alla rete dall´esterno. Sequestrata solo l´area con il caterpillar al centro. Nessuno può entrare. Passano solo i dirigenti della Daneco. Neanche Aldo Giangregorio, «geometra per dodici anni», ora macellaio, primo di 630 cittadini.

«Capisco la gioia del primo lavoro, facevo lo stesso mestiere». Ma il sindaco ora deve difendersi. «Chiediamo garanzie sul programma e la verità». Il presidente del Codisan, Nicola Colangelo, alza i toni. «Siamo come le pecore di Acerra, quelle chiuse in un recinto che aspettano rassegnate di andare al macello. Per la diossina. Avevamo l´aria purissima. Ci toccherà morire di immondizia per salvare Napoli. Guarda se apre Chiaiano».

Incalzano gli altri: «E guarda se viene Bertolaso da noi». Bertolaso invece arriva. Alle 17 è nell´obitorio dell´ospedale. Con il colonnello Alfredo Parrulli, con il prefetto e il questore Santoro. Abbraccia i genitori di Pasquale, una giovane coppia, hanno un´impresa. Porta le condoglianze di Silvio Berlusconi che ha chiuso l´undicesima visita a Napoli con un pensiero a Pasquale. Incontra i suoi amici. «Povero Pasquale, dov´è il suo sorriso?» ripetono sgomenti.

 
 
 
 
 

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