Creato da illustre il 28/09/2007

...l'altra verità

la verità sugli alimenti e l'ambiente

 

 

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Post N° 32

Post n°32 pubblicato il 05 Dicembre 2007 da illustre
 

INCOMPATIBILITA’

  Molte forme di acidità nel sangue, di fermentazioni intestinali, di gonfiori, di digestione difficile o lenta, di stitichezza o di diarrea, di allergie, di mal di testa e di assimilazione parziale sono dovute all’ errore di abbinare nello stesso pasto vari alimenti che,  per essere digeriti,  richiedono simultaneamente la partecipazione di enzimi e di acidi opposti.

  E' il caso, per esempio, del riso, della pasta, delle patate (tutti amidi) la cui digestione avviene in un ambiente alcalino, mentre quelle della carne (proteine) si verifica in un ambiente acido.  Il discorso si complica ancora, perché anche ogni categoria di proteine (animale o vegetale) richiede degli enzimi diversi che l’ organismo non può fornire contemporaneamente.

  Risulta cosi evidente che, per favorire il processo della digestione  e tutte le sue conseguenze, si dovrà evitare l’accostamento delle proteine con gli amidi, nonché  l ‘assunzione di diverse qualità di proteine nello stesso pasto.

  Anche le sostanze acide necessitano di un ambiente alcalino. E così, l’abitudine di bere succhi di frutta acida(agrumi) mentre si mangia, o di finire il il pasto con mele asprine, arancia, mandarino o ananas, ostacola la digestione delle proteine provocando delle putrefazioni intestinali. E’ più igienico consumare la frutta a stomaco vuoto e lontano dai pasti.

 

DA EVITARE : nello stesso pasto

Carne                    con altre proteine (legumi, formaggi, uova, latte)

                               con cereali   

                               con frutta acida

o cereali               con carne          

                              con altri amidi (amidi, pane)

                              con frutta acida

o legumi              con proteine animali e loro sottoprodotti

o zuccheri           con carne e legumi

                              con frutta acida

  Naturalmente, come in tutte le cose sia umane che universali, frutto dell’insieme di tanti fattori che interagiscono fra loro, si viene a determinare un gioco di equilibrio.

Così nella salute dell’ essere umano: l’organismo aggiusta da sè i piccoli errori; se però esso è decisamente malato, il regime alimentare dovrà essere specifico, mirato esattamente a compensare il tipo di disturbo da equilibrare. 

Naturalmente, la sensibilità individuale permette ad ognuno di verificare su se stesso gli accostamenti che più danneggiano il proprio organismo.

  Vi è poi un criterio veramente generale e fondamentale riguardante la gestione del rapporto col cibo: la quantità danneggia o addirittura distrugge la qualità dell’alimentazione. In altre parole, qualunque cibo che sia qualitativamente valido e pregiato resta distrutto nelle sue qualità fondamentali, se assorbito in dose eccessiva.

Dal libro Saper mangiare di Dominique Rosel

 

 

 

 

 

 
 
 
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