Creato da ochidea_blu il 23/01/2009

OCHIDEA BLU

L' albero dei sentimenti

 

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Post n°685 pubblicato il 16 Dicembre 2014 da ochidea_blu

 

Miei cari amici, mancano pochi giorni a Natale, ma andando in giro,
lo spirito natalizio sembra essersi perso.
I negozi sono poco addobbati,le persone guardano svogliatamente intorno,
ci sono freddezza e svogliatezza. Il Natale si avvicina e le tasche sono
sempre più vuote sempre meno si pensa ai regali. L’IMU e le tasse hanno
bruciato la tredicesima che un tempo era dedicato allo shopping natalizio.
I commercianti vedono il viavai di gente indaffarata a sbirciare le vetrine
ma non a comperare. Insomma le premesse per trascorrere un Natale da
dimenticare sembrano esserci tutte.

C’è crisi … ma qual è la cosa più grave di cui ci ha privato questa lunghissima crisi?
Io penso che essa ci abbia rubato l'anima, il sentimento, la nostra capacità
di comunicare con le parole e di compiere dei gesti.
In un certo senso ci ha spogliato della nostra umanità.
Abbiamo perso l'etica e l'uso di certi comportamenti.
Ad esempio, non sappiamo più dire grazie.
Perché si è persa l'abitudine di regalare qualcosa che non sia il superfluo,
fosse anche solo donare il sorriso,un gesto,
un piccolo aiuto,delle parole affettuose.
C'è più aridità tra noi perché c'è più aridità in noi,
più chiusura verso il prossimo,
più ossessione delle cose che ci appartengono.
La paura di abbandonare ciò che crediamo sia di nostra
esclusiva proprietà ci appesantisce il cuore e spegne la gioia di dare ad altri.
Come nelle carestie
si tiene sotto chiave tutto,ora si tengono anche i sentimenti,
anche la propria umanità, soprattutto la solidarietà.
Si litiga per niente,si arriva ad ammazzarsi per niente.
La violenza, prima che nel corpo,ha fatto presa nell'anima.

Si moltiplicano i poveri per strada, gente che forse fino a ieri si sarebbe vergognata profondamente di tendere la mano.Oggi, una signora distinta di una settantina d'anni mi ha quasi implorato di darle un aiuto, non ce la faceva più. Mentre tendeva la mano, parlava piano come se temesse che la ascoltassero.In quel portico di piazzale Ungheria a Palermo dove si trovano, banche, uffici e i negozi dove le borse e le scarpe costano migliaia di euro … Lì una persona compiva quel gesto di tendere la mano che noi consideriamo sconveniente e che, invece, dovrebbe distinguere gli uomini dagli animali.
Mi ha talmente intenerito che le ho strette la mano mentre le donavo qualcosa …

Conosco persone che hanno perso il lavoro, che si vergogna di tornare
a casa la sera e guardare in faccia la moglie e i figli come un pugile sconfitto.
I KO della vita sono tanti, ma alcuni più terrificanti degli altri.
Ti ribaltano dentro più di uno schiaffo, più di un pugno allo stomaco.
E allora dove le trovi le parole per consolare gli altri quando sei così tu stesso?
Dove la trovi la forza per dire 'coraggio' quando tu per primo l'hai perso?
Quale sorriso potrà mai uscirti dalle labbra se esse sono serrate dalla disperazione?
Eppure le statistiche dicono che i ricchi sono rimasti ricchi. Anche se non sanno,
non capiscono, invece, di quanto si siano impoveriti. Ma non glielo puoi spiegare
con queste parole. L'ho detto prima: anche le parole sono in crisi,
soffrono di solitudine. S’incespicano sulla bocca, non sanno più camminare
con le proprie gambe. Si stancano presto. Ci muoiono dentro.

Tuttavia, come in tutte le cose, miei cari amici,
anche questa situazione ha un lato positivo:
in periodi come questi si affacciano altri valori che, in altri tempi,
non avevamo mai prestato attenzione.


Si cerca forza nella famiglia, negli amici,
energia nell’affetto dei propri cari, protezione nella propria casa,
calore fra le cose che già si possiede
senza pensare a quelle che piacciono ai propri desideri.

Si riscopre il piacere della semplicità,
mangiare con gli amici senza tavola imbandita per le grandi occasioni,
giocare a carte, oppure restare seduti su un divano
a fare una piacevole conversazione.
Magari mancherà lo champagne di marca nel frigo,
ma si è avvolti dal calore e dalla gioia dello stare insieme e almeno
in quei momenti si dimenticano le angosce che sempre più spesso affliggono.


Per questo auguro ad ognuno di voi
di poter ricevere per questo Natale un dono speciale,
che contenga
"l'attesa", "la speranza" e "la certezza" di un giorno migliore.
Vi abbraccio tutti con tanto affetto!

Sofia/MT

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PARIGI DI NOTTE

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte.

Il primo per vederti il viso

Il secondo per vederti negli occhi

Il terzo per vedere la tua bocca

E tutto il buio per ricordarmi queste cose

Mentre ti stringo tra le braccia

JACQUES PREVERT

 

  

 

 

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