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Creato da nuvolabianca_1968 il 05/03/2014

Carpe Diem

Curarsi al naturale

 

Le meravigliose proprietà curative delle mandorle.

Post n°138 pubblicato il 15 Febbraio 2020 da nuvolabianca_1968

La mandorla è il seme commestibile prodotto dal mandorlo, che è una pianta della famiglia delle Rosacee.

L’albero di mandorle produce frutti di forma ovale e compressa,. Quando arrivano a maturazione, questi liberano un nocciolo oblungo che fino a quel momento era contenuto nella polpa. Dentro quell’involucro carnoso stanno le mandorle.

Dal punto di vista dei benefici per la salute, negli ultimi tempi emerge sempre più un ruolo importante della buccia delle mandorle.

Si tratta di un rivestimento che contiene grandi quantità di fibre prebiotiche, ma anche di polifenoli antiossidanti.

Non hanno alcuna controindicazione nel caso delle malattie metaboliche: se consumate con criterio, contribuiscono anzi a tenere bassi i lipidi del sangue.

Nell’ambito della frutta secca, le mandorle sono tra i frutti più nutrienti che ci siano; hanno un sapore dolce e delicato e contengono molte proprietà benefiche per l’organismo.

Rinforzano le ossa, i capelli, la pelle. Proteggono il cuore e come s’è detto sopra sono anche ricche di fibre, oltre che di proteine, vitamine B ed E, grassi “buoni”, ferro, calcio e fosforo.

Mangiare un po’ di mandorle tutti i giorni aiuta a tenere regolato il colesterolo.

Venti mandorle danno all’incirca un centinaio di calorie. Si caratterizzano per dare molto presto un senso di sazietà, per cui aiutano a mangiare di meno e a controllare l’appetito.

Le meravigliose proprietà curative delle mandorle

Sono energetiche. Grazie ai carboidrati che contengono e anche al ferro, che ci aiuta a prevenire e combattere l’anemia.

Fanno bene al cuore. Vari studi ormai hanno provato che un consumo regolare di mandorle può ridurre il rischio di infarto e di altre affezioni cardiache. Le sostanze che contengono rinforzano e proteggono le pareti delle nostre arterie.

Buone per ossa e denti. Per via del loro alto contenuto di fosforo e magnesio, le mandorle ci aiutano ad mantenere denti e ossa forti. Ma proteggono anche i muscoli, oltre a combattere ansia e sbalzi d’umore.

Per il cervello. Un consumo regolare di mandorle migliora la funzionalità del cervello e aiuta a mantenerlo sveglio e attivo.

Per il sistema immunitario. Lo zinco che contengono stimola il sistema immunitario e combatte la stanchezza. La loro vitamina A, infine, aiuta a disintossicare l’organismo.

 
 
 

Radicchio: Protegge il Fegato, previene il Cancro rinforza le ossa e migliora la vista

Post n°137 pubblicato il 24 Gennaio 2020 da nuvolabianca_1968

Originario dell’Italia e presente nella nostra tradizione culinaria, il radicchio è un ortaggio ricchissimo di antocianine, con grandiose proprietà antiossidanti che gli hanno fatto meritare l’appellativo di super-alimento.

Ricca fonte di fibra dietetica, vitamine e minerali, il radicchio è povero di calorie e non contiene grassi o colesterolo. È un’eccellente fonte di vitamina K, selenio, fosforo, potassio, rame, manganese, calcio, vitamine A, C, E e del gruppo B.

Il radicchio è ottimo per prevenire numerose malattie da stress ossidativo, come le malattie degenerative del tratto intestinale o il cancro al colon. Questo ortaggio contiene, infatti, dei composti fitochimici vegetali che aiutano a rallentare lo stress ossidativo grazie alle proprietà citoprotettive e antiproliferative.

La vitamina K del radicchio aiuta a rigenerare le cellule ossee, prevenendo l’osteoporosi, mentre l’inulina dà a questo eccellente ortaggio proprietà antibatteriche. Il radicchio protegge fegato e pancreas.

Al radicchio sono state riconosciute leggere proprietà sedative e analgesiche, mentre è uno degli ortaggi più efficaci nello stimolare la produzione di bile e migliorare la digestione.

La zeaxantina e la luteina del radicchio, due flavonoidi, aiutano a prevenire la degenerazione maculare e a proteggere e migliorare la vista.

L’inulina aiuta, inoltre, a regolare gli zuccheri nel sangue e ridurre il rischio di diabete e di altre malattie cardiovascolari.

Particolarmente ricco di fibra, il radicchio favorisce la disintossicazione del colon e stimola il transito intestinale, prevenendo la stitichezza e la formazione di parassiti nel tratto intestinale.

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Aglio rosso di Nubia, una preziosa gemma del nostro territorio.

Post n°136 pubblicato il 18 Gennaio 2020 da nuvolabianca_1968

La contrada di Nubia, sospesa fra le vigne e 

gli ulivi, incastonata fra le saline di Trapani 
e la montagna di Erice, è una sorta di epicentro 
dell’aglio rosso, una gemma preziosa legata a 
doppio filo alla terra e al mare.

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L’area di produzione si estende da Paceco aSalemi; 
in tutto novanta ettari. Si semina tra novembre e 
dicembre (a volte anche in gennaio) e si raccoglie 
tra maggio e giugno, essiccato sui campi. 
L’odore è così intenso anche per il suo contenuto 
di allicina nettamente superiore alla media. 
Ha un bulbo costituito da dodici bulbilli, le tuniche 
esterne bianche e quelle interne di colore rosso vivo. Confezionato in trecce, anche di cento teste ciascuna, 
la tradizione vuole che si lasci appeso ai balconi. 
In attesa di finire a spicchi nel mortaio di legno, 
insieme a basilico, olio, pomodoro e mandorle: 
gli ingredienti della pasta col pesto alla trapanese. 
Presidio slow food, è fondamentale nella pizza 
locale per eccellenza, la rianata (sarde salate, 
pomodoro, prezzemolo, origano, aglio e pecorino). Naturalizzato in Sicilia, i primi a portarlo nelle 
cucine dei  trapanesi furono gli spagnoli; c’è una 
zuppa, imparentata con il gazpacho, che più di 
ogni altra storia  tradisce le sue origini iberiche: il salamoreci, acqua, sale, aglio e pomodoro 
(a Marsala di chiama matarocco), l’antica colazione 
dei salinai durante le infuocate giornate primaverili. 
Una sua declinazione contadina è l’agghia pistata
una zuppa di pane raffermo, acqua fredda, pomodori seccagni, aglio, basilico e olio di oliva. Indispensabile 
nel cuscus di pesce, l’aglio di Nubia regna sovrano 
in quasi tutti i piatti della cucina di mare. «Una nota musicale – spiega lo chef licatese Pino Cuttaia – che conferisce ai piatti un tocco sempre diverso».


 
 
 

Broccoli, la scienza conferma il loro potere anti-tumorale

Post n°135 pubblicato il 13 Gennaio 2020 da nuvolabianca_1968

La conferma è arrivata proprio nei giorni in cui un importante studio italiano pubblicato su Science e condotto dai ricercatori dell’Istituto Oncologico Europeo (Ieo) di Milano hanno rimesso al centro il grande ruolo della prevenzione nello sviluppo delle malattie tumorali. I broccoli, verdura poco amata dai più pictumorale e se consumati frequentemente possono contribuire ad abbassare il rischio di coli, hanno davvero un potere anti-ammalarsi di cancro. Il tutto accade grazie ad una molecola (l’indolo-3-carbinolo) in grado di ostacolare geni patogeni. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Giovanna Masci, oncologa ed ematologa di Humanitas.

Le proprietà anticancro dei broccoli

Questi vegetali, appartenenti alla famiglia delle crucifere, oltre ad essere indicati in ogni dieta equilibrata ed ipocalorica, sono noti da tempo per le loro proprietà anticancro. La novità è che un gruppo di ricercatori guidati dallo scienziato italiano Pier Paolo Pandolfi, all’opera negli Stati Uniti, hanno riconfermato le proprietà dei broccoli spiegandone anche l’effetto protettivo. Si tratterebbe di una molecola in grado di “spegnere” un gene coinvolto nell’insorgenza di diversi tumori. Agendo su questo gene con la molecola dell’indolo-3-carbinolo estratta dai broccoli in laboratorio, gli scienziati sono riusciti ad arrestare la crescita tumorale.

“Abbiamo identificato un nuovo, importante protagonista, che innesca un meccanismo cruciale per lo sviluppo del cancro, un enzima che può essere inibito con un composto naturale presente nelle crucifere – ha spiegato Pandolfi, direttore del Cancer Center e del Cancer Research Institute al Beth Israel Deaconess Medical Center – . Questo meccanismo è anche una sorta di ’tallone d’Achille’ che potremo colpire con diverse opzioni terapeutiche”.

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Datteri

Post n°134 pubblicato il 10 Gennaio 2020 da nuvolabianca_1968

Datteri: 

il super-frutto più sano del mondo che cura 

decine di malattie

Ingrediente principale della cucina mediorientale e di molte 

nazioni mediterranee, il dattero è un frutto dolce che fu 

probabilmente tra i primi ad essere coltivato dagli uomini. 

Ne esistono circa 40 varietà, e hanno grandiosi benefici 

per la nostra salute: ecco i più importanti benefici dei datteri.

I datteri sono ricchi di ferro, potassio, proteine, fibra dietetica, 

calcio, vitamine A, C e del gruppo B. Contengono importanti 

quantità di rame, magnesio, manganese, selenio e zinco, e 

hanno proprietà antivirali, antinfiammatorie e antiemorragiche.

Digestione. Essendo ricchi di fibra, i datteri migliorano la digestione e regolano i livelli di colesterolo. Possono ridurre l’appetito, portandoci a mangiare molto di meno.

Anemia. I datteri contengono molto ferro (0.9 mg per ogni 100 grammi di prodotto, 

circa l’11% della dose giornaliera consigliata). Ma non finisce qui: 

il ferro migliora l’afflusso di ossigeno verso il cervello.

Infarti. Le grandi quantità di potassio contenute nei datteri 

proteggono il sistema nervoso, e possono ridurre il rischio di 

soffrire di infarti del 40%. Il fosforo dei datteri nutre il cervello.

Stitichezza. Disintossicano il corpo, favoriscono la digestione 

e trattano la stitichezza. Immergi qualche dattero in acqua per 

tutta la notte, poi bevi al mattino dopo.

Ipertensione. 5-6 datteri forniscono al nostro organismo circa 

80 mg di magnesio, minerale che dilata i vasi sanguigni e regola 

la pressione sanguigna.

Occhi. Questo frutto contiene luteina e zeaxantina, due nutrienti 

che supportano la salute della vista e la proteggono.

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Pistacchio: proprietà nutrizionali e terapeutiche

Post n°133 pubblicato il 28 Dicembre 2019 da nuvolabianca_1968

Il pistacchio è un frutto secco racchiuso in un guscio rigido dall’aspetto legnoso, la cui pianta, che porta lo stesso nome, appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae, un albero alto, raggiunge i sei metri e ha radici profonde e ne esistono numerose specie arboree. Si trova nelle regioni con temperature calde, e possiede svariate proprietà benefiche per la nostra salute oltre a essere ricco di vitamine e sali minerali


Contiene acqua, aminoacidi, proteine, carboidrati, fibre, composti fenolici tra cui il resveratrolo, un fenolo presente anche nell’uva, dalla documentata attività antiossidante, antitumorale e antiinfiammatoria. Contiene anche  Minerali tra cui calcio fosforo potassio, magnesio, manganese, fluoro e rame, e tutte vitamine:  A, C, E, B1, B2, B3, B5, B6

Tutte sostanze preziose che intervengono nella crescita cellulare, Importante nella salute dei nostri vasi sanguinei,  nel nostro sistema nervoso, preziosi per la nostra pelle e annessi, delle nostra ossa, dei nostri denti, nei processi di cicatrizzazione delle ferite, nei processi di difesa del nostro organismo contro radicali liberi e tossine.

Contiene anche sostanze flavonoidi classificabili come “fitoestrogeni”, sostanze naturali  ad attività simili- estrogenica, presenti anche nella soia, nei cereali, nei legumi e nel trifoglio rosso.
Come quasi tutta la frutta secca e i semi oleosi, grazie alla presenza di sostanze antiossidanti e acidi monoinsaturi, il pistacchio ha proprietà antitrommbotiche e ipocolesterolemizzanti, riducendo il rischi di problematiche  cardiovascolari come l’arterisclerosi e l’ infarto.
Il pistacchio è anche considerato un ottimo ricostituente del sistema nervoso.

Il pistacchio viene utilizzato molto per la preparazione nell’ industria dolciaria per la preparazione di gelati; Famosi in tutto il mondo sono i biscotti preparati con pasta di pistacchio, torrone e altri tantissimi dolci tipici siciliani. In Italia abbiamo anche il famoso Pistacchio di Bronte, un frutto molto apprezzato per la sua alta qualità, e ricco di molteplici proprietà, lo si trova presso una bella cittadina della provincia di Catania, in Sicilia.

pistacchio


 
 
 

Gelso bianco: pianta “miracolosa” che sta scomparendo

Post n°132 pubblicato il 22 Dicembre 2019 da nuvolabianca_1968

Il gelso bianco è una pianta poco conosciuta ma racchiude moltissime proprietà benefiche, dalle radici ai frutti.

È una pianta originaria della Cina che appartiene alla famiglia delle MoraceeEsistono almeno quindici varianti di gelso ma 

quelle coltivate in Italia sono: Morus alba e Morus nigra.

Il gelso era conosciuto fin dall’antichità ed era sfruttato soprattutto 

come nutrimento dei bachi da seta per la produzione della preziosa 

fibra tessile.

Ma questa pianta ha anche tantissime proprietà benefiche, molto 

usate nella medicina tradizionale cinese.

Gelso bianco: dalle radici ai frutti un concentrato di benessere

Purtroppo le piante di gelso stanno via via scomparendo 

dai 

frutteti, nonostante sia un ottimo rimedio naturale ma anche un 

gustoso ingrediente in cucina.

I frutti del gelso sono ricchi di vitamine A, B, C, E e K, proteine, 

tannini, fibre, ferro e altri minerali. Inoltre hanno anche un basso 

apporto calorico.

Proprietà benefiche. Il gelso bianco offre molti effetti benefici: è

analgesico, antibatterico, diuretico, lassativo, purificante,

 antinfiammatorio, antiossidante, ipoglicemizzante e antianemico.

Molto efficace nelle infiammazioni del cavo orale, contro le carie, 

il mal di gola e come espettorante in caso di tosse. Svolge anche 

un effetto positivo sul colesterolo e come lenitivo per la pelle.

Ma le proprietà più importanti sono sicuramente quella antiossidante, 

che oltre a prevenire l’invecchiamento aiuta nella prevenzione del 

cancro, e quella di regolazione del livello di zucchero nel sangue, 

che aiuta in caso di diabete di tipo 2.

Come assumere il gelso bianco. Con le foglie è possibile preparare 

un infuso, ottimo contro diabete, colesterolo e ipertensione. 

Una volta raffreddato può essere usato anche per fare degli impacchi 

su zone infiammate.

Con la radice è possibile preparare un decotto diuretico, purgante e

 analgesico. Inoltre ha anche azione antianemica, ipoglicemizzante 

ed espettorante.

I frutti del gelso bianco possono essere consumati freschi o essiccati.

 Si può ottenere uno sciroppo che può essere usato anche come 

collutorio. Inoltre si prestano a preparazioni in cucina come 

marmellata, gelato o nei dolci, grazie al loro contenuto altamente

 zuccherino.

Controindicazioni. Non ci sono particolari controindicazioni. 

Fare attenzione in caso di intolleranza o allergia a uno o più 

componenti della pianta e in caso di assunzione di farmaci

 ipoglicemizzanti. In questi casi consultare sempre il medico prima 

di consumare preparati di gelso.

 
 
 

La raccolta dell'uva aiuta a prevenire la demenza, l'Alzheimer, il Parkinson e il cancro

Post n°131 pubblicato il 19 Dicembre 2019 da nuvolabianca_1968

L'uva passa ha più benefici per la salute rispetto all'uva fresca. Secondo


 gli esperti,il cibo aiuta a prevenire il cancro, il morbo di Alzheimer, il Parkinson 

e la demenza. "Poiché hai rimosso l'acqua e tutto l'uva. Diventerà più concentrata
 
quando prendi l'acqua, le vitamine A, B e K saranno presenti nell'uva", ha 

detto Embrapa biomedico Gildo Almeida, in un'intervista con Globo Repórter 
Una sostanza chiamata resveratrolo è principalmente responsabile dei

benefici. "Protegge, previene, ad esempio, malattie come il cancro, il morbo di 

Alzheimer, il Parkinson e la demenza.

Il boro in queste uvette impedisce alle persone in menopausa di perdere osso.
 
Quindi protegge anche le persone anziane da alcune malattie che colpiscono

l'osso. Tutti possono mangiare uvetta, ad eccezione di quelli che sono limitati
 
nello zucchero. "Il resveratrolo favorisce la produzione di HDL, il cosiddetto 

colesterolo buono, e la riduzione della produzione di LDL, nota come colesterolo

cattivo.


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L'olio extravergine di oliva è ufficialmente una medicina

Post n°130 pubblicato il 14 Dicembre 2019 da nuvolabianca_1968

“È vero, credetemi è accaduto”, ed è su tutti i giornali, che la statunitense Food and Drug Administration (FDA), il severo ente governativo che vigila sulla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, che saranno distribuiti sul suolo americano, ha rivisitato la definizione di olio extravergine d’oliva da alimento salutare a medicinale. Gli americani non hanno chiuso gli occhi davanti alle sempre più numerose e solide evidenze scientifiche di efficacia clinica dell’oro giallo o Mr. EVOO (come simpaticamente lo siglano gli anglosassoni) nella prevenzione di letali malattie cardiovascolari e deficit cognitivi tipici dell’anziano, oltre che nel ridurre il rischio del silenzioso diabete mellito di tipo II.

E forse non tutti sanno che l’assunzione quotidiana di olio extravergine d’oliva è utile a ridurre il rischio di cancro alla mammella grazie alle sue grandi proprietà anti-infiammatorie e nutrigenomiche. Gli yankee non hanno avuto bisogno di altre prove per procedere e, come spesso accade, hanno bruciato sul tempo i legislatori del vecchio continente mediterraneo, dove il millenario oleum oliva è nato, diffondendosi dalla Siria, sede delle prime colture di alberi d’olivo (Olea europaea), fino a diventare firma autorevole della cucina “made in Italy”, e non solo. Di recente, infatti, l’olio extravergine d’oliva è stato riscoperto come unguento lenitivo per la protezione della pelle, grazie al suo contenuto in squalene, da cui origina il più stabile squalano (un idrocarburo saturo di natura terpenica) utilizzato ampiamente dalla cosmesi moderna, ma questa è un’altra storia.

Come assumere l'olio extravergine

Il claim FDA stabilisce che è sufficiente ingerire ogni giorno, ed entro massimo 12/18 mesi dall’estrazione (secondo la legge italiana (Legge n.9/2013, art.7), dalla data d’imbottigliamento del prodotto), 2 cucchiai (23 grammi) di olio extravergine d’oliva (avente notoriamente un contenuto di acido oleico tra il 70 e l’80%), crudo e lavorato a freddo, per garantire al nostro organismo l’assunzione di almeno 17.5 grammi di acido oleico, un importante acido grasso monoinsaturo della famiglia degli omega 9, 4.5 milligrammi di vitamina E, un noto antiossidante liposolubile, 10 milligrammi di efficaci polifenoli (tra tutti l’oleocantale, il tirosolo, l’idrossitirosolo e l’oleaceina), potenti modulatori dell’espressione di geni protettivi in modo epigenetico (senza modificare la sequenza del DNA), che abbondano (>600mg/kg di olio) in specifiche varietà di olivo, come le pugliesi Coratina e Ogliarola, le toscane Maurino e Moraiolo, la spagnola Cornicabra e la californiana Mission. 

La corretta conservazione

Ma quali precauzioni usare per non danneggiare Mr. EVOO? Al fine di non alterare il suo potenziale nutraceutico, andrebbe ricordato che Mr. EVOO è molto esigente e preferisce:

  • essere conservato a una temperatura tra i 14 e i 18 gradi; mentre, non ama temperature elevate oppure vicine o inferiori allo zero;
  • essere custodito in piccoli (massimo 500 millilitri) contenitori ben chiusi, sempre puliti, di vetro (opaco o scuro), di porcellana o di acciaio inox, in luoghi freschi e lontani da contaminazioni aromatiche. Sebbene la latta sia un buon compromesso per brevi periodi, la plastica per alimenti non dovrebbe essere mai utilizzata. Ricordando, però, che nella ristorazione la legge italiana legge 161 del 30 ottobre 2014 (articolo 18, comma 1 c) prescrive l’uso di contenitori chiusi, etichettati e non rabboccabili, mentre vieta l’uso di gradevoli e artistiche ampolle o oliere “domestiche”.
  • non essere a contatto con l’ossigeno e per questo non farlo residuare a lungo in contenitori mezzi vuoti, anche se ermeticamente chiusi.La corretta conservazione

    Ma quali precauzioni usare per non danneggiare Mr. EVOO? Al fine di non alterare il suo potenziale nutraceutico, andrebbe ricordato che Mr. EVOO è molto esigente e preferisce:

    • essere conservato a una temperatura tra i 14 e i 18 gradi; mentre, non ama temperature elevate oppure vicine o inferiori allo zero;
    • essere custodito in piccoli (massimo 500 millilitri) contenitori ben chiusi, sempre puliti, di vetro (opaco o scuro), di porcellana o di acciaio inox, in luoghi freschi e lontani da contaminazioni aromatiche. Sebbene la latta sia un buon compromesso per brevi periodi, la plastica per alimenti non dovrebbe essere mai utilizzata. Ricordando, però, che nella ristorazione la legge italiana legge 161 del 30 ottobre 2014 (articolo 18, comma 1 c) prescrive l’uso di contenitori chiusi, etichettati e non rabboccabili, mentre vieta l’uso di gradevoli e artistiche ampolle o oliere “domestiche”.
    • non essere a contatto con l’ossigeno e per questo non farlo residuare a lungo in contenitori mezzi vuoti, anche se ermeticamente chiusi.

    È proprio il caso di dire che a spander l’olio nella nostra dieta toccano grazie, e non disgrazie, frodi e contraffazioni permettendo. 

  • L'olio extravergine di oliva è ufficialmente una medicina


 
 
 

Corbezzoli che frutti! Proprietà e usi : ecco come fare infuso e marmellata

Post n°129 pubblicato il 09 Dicembre 2019 da nuvolabianca_1968

corbezzoli o albatro (Arbutus Unedo L.) sono frutti piccoli e tondi di color rosso arancione acceso di un grazioso alberello appartenente alla famiglia delle Ericaceae.

Spesso indicato anche come bacca e, in effetti, somiglia molto sia nella forma sia nel sapore alla maggior parte dei frutti di bosco. La scorza è costituita da tante punte acuminate che, in realtà, sono delle escrescenze granulose che non lo rendono pericoloso da ingerire. La polpa è granulosa, morbida e non eccessivamente dolce.

Caratteristiche e proprietà dei corbezzoli

Il corbezzolo apporta una gran quantità d’acqua, zuccheri, vitamine, pectine (gelificanti naturali), flavonoidi (antiossidanti naturali) e arbutina (da cui il nome Arbutus, impiegata in cosmesi per le proprietà antiossidanti e depigmentanti).

Il corbezzolo è un frutto dalle molte proprietà, prima fra tutte quella astringente, pertanto se ne sconsiglia un consumo eccessivo per scongiurare episodi di stipsi. A seguire abbiamo le virtù antisettiche e antinfiammatorie, soprattutto a favore del fegato e dell’intestino.

Anche le foglie, la corteccia e i fiori si utilizzano per le loro proprietà. In particolare il miele ottenuto dai fiori di corbezzolo è un ottimo dolcificante dalle proprietà balsamiche, ottimo da consumare nei periodi freddi. Il corbezzolo è un ottimo aiuto in caso di cistite o infiammazioni alle vie urinarie.

Corbezzoli: proprietà fitoterapeutiche in sintesi

  • Abbassa la pressione e ha una funzione antinfiammatoria. Non a caso, in Marocco i suoi decotti sono molto utilizzate proprio per queste funzioni
  • Un disinfettante per le vie urinarie, specie in caso di cistiti, grazie principalmente all’arbutina
  • Ha proprietà fortemente astringenti e diuretiche.
  • La tintura madre di corbezzolo è invece da utilizzare nelle affezioni della prostata e nelle uretriti
  • Favorisce la riparazione delle mucose locali
  • Schiarisce le macchie della pelle grazie all’arbutina
  • E’ antiossidante come dimostrano alcuni studi universitari
L'immagine può contenere: pianta e cibo

Come fare l’infuso di foglie di corbezzolo

Prepariamo un infuso utilizzando 7 gr di foglie della pianta, lasciamole bollire in una tazza di acqua calda e poi lasciamo in infusione per 15 minuti.

L’infuso delle foglie una volta fatto raffreddare può essere utilizzato come tonico, infatti ha proprietà astringenti. L’infuso di corbezzolo migliora anche la circolazione e l’umore. 

Come fare la marmellata di corbezzoli

Volete provare a preparare la marmellata di corbezzolo?

Ingredienti
  • 1kg di corbezzoli maturi
  • 350 gr di zucchero di canna
  • Scorza di limone

Lavate e cuocete a fuoco lento i corbezzoli per 20 minuti circa. Separate, 

setacciando, i semi dalla polpa  e mescolate la polpa ottenuta con lo zucchero, 

la scorza di un limone e un bicchiere di acqua.

Mescolate il tutto e portatelo ad ebollizione, finchè il composto non diventerà 

denso. A questo punto versate la marmellata ottenuta in vasetti precedentemente

 sterilizzati. Chiudete e mettete a testa in giù fino a raffreddamento. Riponeteli a

 conservare in un luogo fresco e asciutto.

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