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Messaggi di Gennaio 2022

Il visitatore misterioso (8 capitolo)

Post n°2874 pubblicato il 20 Gennaio 2022 da paperino61to

Riassunto: Il commissario Berardi pur vivendo un dramma interiore per via delle sorti della guerra, è impegnato su due indagini, una ufficiale e l'altra informale.

La prima riguarda l'uccisione di un ladro di appartamenti, nessun testimone, niente di niente, neanche una vecchia conoscenza della polizia, ora proprietario di una locanda e amico della vittima sa nulla. Unica traccia nell'alloggio della vittima, una data(31 agosto) è cerchiata. Ipotesi probabile che Testa abbia avesse appuntamento con qualcuno.

Dal referto del dottor Stresi viene confermato che l'uomo è stato soffocato lontano dal ritrovamento e poi ucciso con una pugnalata. Sotto le scarpe sono state ritrovate tracce di fango e erba. Berardi propende che sia stato aggredito al pardo del Valentino non distante da via Belfiore. Dà ordine di indagare ad eventuali passaggi di auto, anche se visto l'ora del decesso sarà difficile.

La seconda riguarda un'anziana signora, dove un misterioso visitatore entra di notte in casa della donna senza rubare nulla. Dapprima era scettico ma dopo una visita all'appartamento e parlando con la proprietaria del Biceri amica della Cattaneo, intuisce che un fondo di verità esiste: l'anziana donna non mente. Il commissario assieme a Perino e Tirdi stila un orario di servizio notturno per la sicurezza della donna, non può rivolegersi al questore perchè prove certe non ne ha. La sorveglianza dura per una settimana, appena viene allentata il misterioso visitatore entra di nuovo in azione e stavolta aggredisce la donna. L'appartamento è sottosopra. Berardi nota che la porta di ingresso non è stata sforzata ed esclude che la Cattaneo abbia aperto al suo aggresore. Un'i ipotesi viene in mente al commissario: se gli alloggi attigui avessero un passaggio? Decide di andare dal geometra che ha disegnato la planimetria del'alloggio, e la sua ipotesi viene confermata: esiste una porta comunicante. A questo punto ci si domanda del perchè l'anziana signora non abbia detto nulla in merito. 

 

 

“Proviamo ad andare dal portiere, sicuramente ha le chiavi dell’alloggio di fianco”.

L’uomo prende le chiavi e ci accompagna.

La sorpresa è totale quando il portiere cerca di aprire la porta.

“Non capisco, eppure le chiavi sono queste…non capisco proprio”.

Stizzito prendo le chiavi in mano e provo, ma mi devo arrendere pure io.

“E’ sicuro che le chiavi siano queste? Non è che si è sbagliato…a volte capita”.

“Assolutamente ne sono sicuro. Guardi la targhetta è scritta di pugno dal proprietario…io non mi metto di sicuro a togliere la targhetta e a metterla ad un altro paio di chiavi…non avrebbe senso”.

In effetti non lo avrebbe: “Lei mi ha detto che il signor Basile lo voleva affittare o vendere…”.

“Si ma non vi è riuscito purtroppo nonostante un suo amico sia venuto a vederlo”.

“Lo ha fatto entrare assieme a lei immagino?”.

“Le ho dato le chiavi veramente, ho dovuto assentarmi e non l’ho seguito nell’alloggio…la signora dell’ultimo piano stava male ed ho dovuto chiamare l’ambulanza”.

“Mi faccia capire, lei ha consegnato le chiavi a quella persona e poi è corso a chiamare l’ambulanza, ho capito bene?”.

“Si commissario, io ho accompagno questa persona, ho aperto l’alloggio del signor Basile, poi mentre mi accingevo ad entrare con lui, sono stato chiamato da mia moglie che mi diceva di correre dalla signora Rico”.

“Quel signore si è soffermato molto nell’alloggio?”.

“Credo, ma non ne sono sicuro, sa in quegli attimi ero piuttosto preoccupato per la signora…credo almeno una mezz’oretta…sì al massimo poco più. Ne sono certo, perché l’ambulanza ha impiegato quel tempo per arrivare e portare all’ospedale la povera donna”.

Quindi l’uomo non ha fatto in tempo a fare un doppione delle chiavi, rimane solo un’ipotesi, ovvero che al portiere sia stato dato un altro mazzo di chiavi e lui si è tenuto l’originale dell’appartamento.

“Immagino che quando è andato via le abbia dato le chiavi”.

“Certamente!”.

“Da allora non è più venuto nessuno a domandare dell’appartamento, lei è ancora andato nell’alloggio di Basile?”.

“No, più nessuno e io che motivo avevo di andarci? L’ultima volta che sono andato è perché gli era arrivato un pacco e il signore mi aveva pregato di portarlo nell’appartamento e le chiavi non erano queste”.

“Capisco, quindi lei non poteva per forza di cose accorgersi che le chiavi non erano quelle giuste. Senta, saprebbe descrivere quel signore? Ci pensi bene perché è molto importante”.

“Oddio è passato parecchio tempo…era alto circa un metro e settanta, corporatura esile, portava un cappello e aveva un paio di occhiali da sole”.

“Aveva una cadenza particolare?”.

“Veramente ha detto poche parole, ma mi sembrava piemontese…anche se non era di certo quello che usiamo noi dalle parti della provincia granda”.

“La ringrazio, se le viene in mente qualcos’altro ci chiami pure, arrivederci”.

Torniamo dalla signora Cattaneo, la donna nel frattempo si è svegliata e seppur intontita si è alzata e ora è seduta sul divano.

“Commissario, ha visto che avevo ragione io?”.

“Si signora mai avuti dubbi, ma mi dica come si sente ora?”.

“Che caro ragazzo è lei, si preoccupa di una vecchia come me. Sto bene, sono di scorza dura mi creda”.

“Si ricorda cosa è successo?”.

“Ero nel corridoio e stavo andando verso la cucina quando ho sentito una botte forte in testa e sono caduta. Se vuole sapere se ho visto l’aggressore la risposta è no!”.

“Immagino quindi che non l’abbia visto arrivare?”.

“Commissario ma che domanda è questa? Certo che non l’ho visto arrivare!”.

“Senta le faccio un’ultima domanda, dalla planimetria del suo appartamento ho visto che c’è un porta che permette di entrare nell’alloggio a fianco, ma noi non l’abbiamo trovata”.

La donna mi guarda incuriosita poi risponde che non sa nulla di questa porta.

La guardo perplessa, lei si alza e mi fa segno di seguirla, chiama Adele che la sorregga. Ritorniamo nella stanza dove io e Tirdi abbiamo guardato, l’anziana donna si dirige in un punto: “Se lei sa dove si trova me la indichi per favore”.

L’unica soluzione è entrare nell’alloggio a fianco, chiamo Perino e gli dico di andare alla ricerca di un fabbro.

La Cattaneo mi fa mille domande, di cui non so darle risposte.

Il fabbro arriva e dopo una decina di minuti riesce ad aprire la porta.

“Tu Tirdi rimani qui in questa stanza, io entro nell’altro alloggio”.

 Accendo la luce e mi reco verso la camera adiacente dove si trova il collega.

Vedo una porticina, la apro e mi trovo davanti il mobiletto; c’è giusto uno spazio per passare e solo una persona di corporatura esile può farlo.Chiedo a Tirdi di darmi una mano a spostarlo per poter passare comodo. Tirdi assieme alle due donne mi guarda stupito.

“Ecco svelato il trucco cara signora”.

La donna non riesce a dire nulla, è incredula, si siede su una sedia e scuote la testa.

Adele mi guarda come fossi un mago e non proferisce parola.

“Commissario, ma come è possibile che la signora non sappia di questo passaggio?”.

La donna guarda Tirdi e risponde che non lo ha mai saputo: “Mio marito che riposi in pace, non mi ha mai detto nulla in merito e come vede con il mobiletto davanti non si vede nulla”.

“Non è che suo marito avesse avuto intenzione di comprare anche l’altro alloggio in questo modo si spiegherebbe la porta”.

“Si quando eravamo giovani volevamo comprarlo, il geometra ci aveva fatto i progetti e i lavori erano iniziati, poi arrivò la guerra, quella in Crimea, Gidio fu chiamato al fronte e tutti i lavori si fermarono. Quando ritornò dovette ricominciare da capo il lavoro nello studio notarile e l’idea di avere due alloggi comunicanti fu abbandonata”.

“Il signor Basile sapeva di questo passaggio?”.

“Non credo proprio, non ne ha mai fatto cenno quando viveva qui…ora all’estero, non so dove”. Prima di uscire dalla Cattaneo, rimettiamo a posto il mobiletto per non insospettire il visitatore misterioso.

Torno a casa con il bicchiere mezzo pieno ma non ero soddisfatto per nulla. Chi era l’aggressore della Cattaneo e perché visitava il suo alloggio, per cercare cosa? 

(Continua)

 
 
 

Il visitatore misterioso (7 capitolo)

Post n°2873 pubblicato il 18 Gennaio 2022 da paperino61to

Riassunto: Il commissario Berardi pur vivendo un dramma interiore per via delle sorti della guerra, è impegnato su due indagini, una ufficiale e l'altra informale.

La prima riguarda l'uccisione di un ladro di appartamenti, nessun testimone, niente di niente, neanche una vecchia conoscenza della polizia, ora proprietario di una locanda e amico della vittima sa nulla. Unica traccia nell'alloggio della vittima, una data(31 agosto) è cerchiata. Ipotesi probabile che Testa abbia avesse appuntamento con qualcuno.

Dal referto del dottor Stresi viene confermato che l'uomo è stato soffocato lontano dal ritrovamento e poi ucciso con una pugnalata. Sotto le scarpe sono state ritrovate tracce di fango e erba. Berardi propende che sia stato aggredito al pardo del Valentino non distante da via Belfiore. Dà ordine di indagare ad eventuali passaggi di auto, anche se visto l'ora del decesso sarà difficile.

La seconda riguarda un'anziana signora, dove un misterioso visitatore entra di notte in casa della donna senza rubare nulla. Dapprima era scettico ma dopo una visita all'appartamento e parlando con la proprietaria del Biceri amica della Cattaneo, intuisce che un fondo di verità esiste: l'anziana donna non mente. Il commissario assieme a Perino e Tirdi stila un orario di servizio notturno per la sicurezza della donna, non può rivolegersi al questore perchè prove certe non ne ha.

 

 

Il primo turno di sorveglianza spetta a Tirdi, a seguire Perino e per ultimo tocca a me. La sorveglianza dura almeno una settimana prima che decida di sospenderla.

“Ragazzi, ieri è stata l’ultima notte passata su quel dannato pianerottolo. Non possiamo andare all’infinito e fino adesso non è succ…”.

Non finisco la frase che squilla il telefono, è Adele la domestica della Cattaneo che sta piangendo a dirotto e chiede di andare subito nell’alloggio.

“Venite, è successo qualcosa alla signora!”.

La domestica ci fa entrare, è di un pallore mortale, capisco che ha avuto uno spavento non da poco.

“Venite commissario, mi spiace avervi disturbato…mio Dio…povera signora”.

“Si segga e mi dica cosa è successo? Tirdi prendi un bicchiere d’acqua”.

“Stamattina, quando sono arrivato ho trovato la porta aperta. Mi sono stupita visto che la signora Cattaneo non la lascia mai aperta anzi è sempre chiusa dall’interno, l’ho chiamata a gran voce, ma non mi rispondeva…allora sono entrata e l’ho trovata sul pavimento”.

“Cosa ha fatto?”.

“Sono uscita sul pianerottolo e mi sono messa a gridare, sono arrivati due condomini e hanno chiamato il medico. E io ho chiamato voi”.

“Il medico è ancora qui?”.

“Si e ancora con la signora, ma non mi ha detto nulla”.

“Ora si calmi, mi dica solo i nomo dei condomini che l’hanno aiutata”.

Perino prende nota dei nomi compreso quello del portiere e va a interrogarli, mentre io e Tirdi facciamo un giro per l’alloggio aspettando che il medico ci comunichi qualcosa.

“Commissario guardi il nostro visitatore stavolta non è stato discreto, qui è tutto all’aria!”.

 Numerosi libri sono rovesciati per terra e i cassetti della libreria aperti.

Mi domando cosa diavolo stia cercando il misterioso ladro e perché ha cambiato tattica correndo il rischio di farsi riconoscere.

“Buongiorno, voi siete?”.

“Buongiorno sono il commissario Berardi e lui è il mio aiutante Tirdi, lei è il medico della signora vero? Come sta?”. 

“Per fortuna nulla di grave, ha subito una lieve commozione cerebrale, una botta inferta da un oggetto duro, è svenuta all’istante”.

“E’ stata colpita alle spalle quindi?”.

“Si, nessun dubbio”.

Osservo la porta d’ingresso che non è stata manomessa, quindi la signora ha fatto entrare l’aggressore oppure quest’ultimo ha la chiave. Eppure qualcosa non mi torna, è una sensazione ma sovente questa mia sensazione mi aiuta.

Solo ora mi accorgo di quanto sia grande l’alloggio, mi viene in mente un’idea per quanto folle possa essere: e se vi fosse un altro ingresso? Chiamo Adele.

“Senta, lei sa se in questo alloggio c’è un altro ingresso?”.

Mi guarda stupita e risponde di no, che lei sappia non vi sono altri ingressi.

“Lo saprei, oramai sono sei anni che lavoro per la signora”.

Un buco nell’acqua come si usa dire, però…però non abbandono questa folle idea. Domando se la signora in casa tiene una planimetria dell’alloggio.

“Non credo commissario, se vuole però le faccio avere il nome del geometra che ha costruito l’alloggio. È un vecchio amico del marito della signora.”.

Si chiama Edmondo Parisi, ha lo studio in Piazza Carignano. Con Tirdi mi reco nello studio del geometra.

“Buongiorno, vorremmo parlare con il signor Parisi, siamo della polizia!”.

L’impiegata ci guarda spaventata.

“Tranquilla signora, vorremmo solo avere delle informazioni riguardo l’alloggio della signora Cattaneo”.

“Prego seguitemi, vi faccio accomodare nello studio”.

Dopo una decina di minuti entra un giovanotto sulla trentina.

“Buongiorno signori, mi presento sono Claudio Parisi, devo scusarmi ma mio padre in questo momento non è presente, in cosa posso aiutarvi?”.

“Buongiorno sono il commissario Berardi, avrei bisogno di vedere la planimetria dell’alloggio della signora Cattaneo vedova Borrini”.

“Un po’ insolita come domanda, posso chiederle se è successo qualcosa alla signora? Lei e suo marito erano molto amici di mio papà”.

“Stiamo indagando su alcuni episodi che sono successi alla signora. Allora questo planimetria?”.

“Mi scusi, vado a prenderla e arrivo”.

L’uomo ritorna con un cartella, tira fuori la planimetria e la srotola sul tavolo.

“Eccola qua, mi domandi pure…”.

“Vorrei sapere se vi è un altro ingresso oltre quello ufficiale”.

Il giovane mi guarda stupito, poi rivolge lo sguardo alla pianta della casa, fa scorrere il dito e indica un punto.

“Qui! Vede commissario, qui vi è un altro ingresso, strano che non l’avete visto”.

“Potrebbe essere stato nascosto da un mobile o murato”.

“Potrebbe, l’alloggio ha più di trent’anni da quando mio padre l’ha progettato. Sicuramente i coniugi Borrini potrebbero aver fatto delle variazioni”.

 “Commissario, ma come le è venuto in mente l’idea di un altro ingresso?”.

“Sensazione Tirdi, il misterioso visitatore o ha le chiavi dell’appartamento oppure la porta gli viene aperta dalla stessa signora, cosa che non prendo manco in considerazione”.

“Per forza di cose quindi rimane un ingresso nascosto, ma è strano che la Cattaneo non ne abbia parlato”.

“Magari si è dimenticata di questo ingresso, oppure non ha ritenuto importante farlo notare”.

“Credo di più la prima ipotesi, non avrebbe avuto senso non dirlo ne andava a scapito della sua incolumità”.

Ritorniamo nell’alloggio, la signora dorme grazie all’iniezione di calmante fatta dal medico e ci dirigiamo verso il punto indicato dal geometra.

“Commissario io non vedo nulla, tranne quel mobiletto, ma non credo che il visitatore della signora si metta a spostarlo ogni volta!”.

“Concordo con te, forza, proviamo a tastare la parete, tu incomincia da quella parte io provo dall’altra”.

Nonostante i nostri sforzi non troviamo nulla, ripetiamo l’operazione un paio di volte e sempre più accuratamente ma di quell’ingresso neanche a parlarne.

(Continua)

 
 
 

Il visitatore misterioso (6 capitolo)

Post n°2872 pubblicato il 17 Gennaio 2022 da paperino61to

Riassunto: Il commissario Berardi pur vivendo un dramma interiore per via delle sorti della guerra, è impegnato su due indagini, una ufficiale e l'altra informale.

La prima riguarda l'uccisione di un ladro di appartamenti, nessun testimone, niente di niente, neanche una vecchia conoscenza della polizia, ora proprietario di una locanda e amico della vittima sa nulla. La seconda riguarda un'anziana signora, dove un misterioso visitatore entra di notte in casa della donna senza rubare nulla. Dapprima era scettico ma dopo una visita all'appartamento e parlando con la proprietaria del Biceri amica della Cattaneo, intuisce che un fondo di verità esiste: l'anziana donna non mente.

 

 

 

 

“Nulla di interessante, una coppia di novelli sposi che esce al mattino e torna a sera tardi; un anziano signore che non esce mai di casa perché è immobilizzato nel letto, e c’è una domestica che l’accudisce giorno e notte. Al piano terra abita il portiere dello stabile con la famiglia, rimangono due donne, una vedova e l’altra zitella entrambe abitano all’ultimo piano. La seconda fa l’infermiera all’ospedale, quasi sempre è di turno alla notte, mentre la vedova è in pensione da una decina di anni, esce raramente di casa, la spesa gliela porta il portiere”.

“Ora abbiamo un quadro completo anche se speravo in qualcosa di più, concentriamoci ora sull’uccisione di Testa. Avete mandato qualcuno a casa sua?”.

“Si commissario, ma non abbiamo trovato nulla che possa essere di aiuto nelle indagini. Solamente una cosa può essere degna di approfondimento, su un calendario la data del 31 agosto era cerchiata, secondo me Testa ha segnato l’appuntamento con quel tizio che stiamo cercando”.

“Probabile, ed infatti dopo un paio di giorni viene ritrovato morto”.

“Continuate a cercare, magari un colpo di fortuna ci aiuta ad individuare quella persona”.

Nel ritornare a casa passo dalla signora Cavalli, l’aggiorno sulla mia visita fatta alla sua amica e della mia impressione in merito alle sue denunce.

“Quindi lei crede a ciò che afferma la Cattaneo?”.

“Si! Adesso non so bene in che modo e perché qualcuno entri nel suo alloggio, ma di sicuro la sua amica non mente”.

“Meno male, le dirò commissario che temevo per la sua salute mentale. La Cattaneo con chiunque parli e racconti di ciò che gli sta capitando non viene creduta da nessuno, la prendono per pazza”.

Tornato in ufficio, rileggo il referto di Stresi che conferma la prima impressione che aveva avuto il medico: il Testa è stato prima strangolato fino a farlo svenire e poi gli è stato inferta una sola coltellata precisa e diretta al cuore. La vittima non è morta nel cortile dove è stata trovata, ma è stata trasportata, sotto le scarpe sono state rilevate tracce di fango e erba. Potrebbe essere stato aggredito in un parco?

Dato che via Belfiore non è lontana dal Parco del Valentino potrebbe essere stato ucciso in quel luogo e poi trasportato fino al luogo del ritrovamento. Ma perché portarlo lì e non lasciarlo al parco? E’ stata usata un auto per il trasporto o un altro mezzo?.

 

Ordino a Giannuzzi di vedere se transitavano auto in via Belfiore tra le due e le quattro di mattina, ora presunta del decesso di Testa. Non credo che ci siano molte speranze in merito a questa indagine ma tentare non nuoce.

Dalle testimonianze raccolte dai condomini di quei palazzi non salta fuori nulla, solo tre persone erano assenti: due sono fuori regione per lavoro ed il terzo nessuno sa dove sia, anche il custode può dire ben poco: “E’ un tipo schivo, saluta a malapena e si fa gli affari suoi, non so neanche che lavoro svolga ammesso che ne abbia uno”.

Prendo nota di come si chiama questa persona: Luigi Tarasbo e chiamo Tirdi” Prova a saperne di più se ti riesce, interroga i proprietari dei bar intorno alla sua abitazione, magari lo conoscono”.

L’aria di inizio settembre avvolge la città, è piacevole avere questa sensazione sulla pelle. Propongo a Maria un’uscita serale al parco del Valentino, non avevo dubbi che accettasse.

“Marco, ti vedo più sereno e ne sono contenta” mi dice con il suo accento cuneese.

“Cerco di non pensarci Maria, sicuramente mi sto fasciando la testa ancora prima di esser rotta. Una cosa sbagliata che fa male non solo a me ma a chi mi sta accanto, in primis a te”.

“Bravo fai bene, nessuno di noi ha la sfera magica, il futuro a volte è meglio non conoscerlo, mia nonna lo diceva sempre”.

“Dai, ora basta parlare di queste cose, che mi racconti della tua giornata? Qualche cliente rompiscatole come la signora Foe?”.

Maria ride e risponde di no, è da qualche settimana che non viene in negozio e né lei né la proprietaria ne sentono la mancanza.

“E le tue indagini?”.

“Per ora nulla continuiamo a brancolare nel buio totale, l’assassino è ancora a piede libero. L’unica cosa certa è che ha ammazzato quel povero cristo non nel cortile dove è stato trovato. Per quanto riguardo la signora Cattaneo sono propenso a credergli, qualcuno entra in casa sua”.

“Chi farebbe una cosa del genere? A cercare cosa poi?”.

“Questo è il punto, con Perino e Tirdi abbiamo stilato un orario di servizio notturno, staremo sul pianerottolo per osservare se qualcuno entra nell’alloggio”.

“Quindi per qualche tempo non dormirai a casa?”.

“No Maria, purtroppo non posso chiedere al questore di mettere degli agenti, le sensazioni non contano nulla, devo portargli delle prove sicure”.

“Vorrà dire che ti preparerò del buon caffè forte e caldo per tenerti sveglio”.   

Solo dopo qualche giorno riusciamo ad avere notizia di quel Tarasbo, è andato a Genova a trovare la sorella; la notizia ci è stata data da un cugino che lavora con lui e che bazzica il bar vicino a casa.

“Tirdi hai controllato? Ne sei certo della notizia data?”,

“Si commissario, il cugino mi ha dato il numero di telefono della sorella di Tarasbo. Ho subito chiamato ed ho parlato con l’uomo, non conosce la vittima, non lo ha mai visto, ha anche detto che quando torna se vogliamo viene qui da noi”.

“Perfetto, meglio convocarlo, chissà che tra le sue parole non ci scappi qualcosa che possa aiutarci. Ora parliamo della sorveglianza alla Cattaneo, ho qui gli orari, fallo vedere a Perino e se va bene possiamo iniziare stasera”.

“D’accordo, vado da lui, dovrebbe essere nel cortile, sono arrivate delle nuove reclute”.

“Reclute? Non ne sapevo nulla”.

“Manco io, da Galluzzi ho saputo che sono solo tre e tutte mandate dal podestà, evidentemente sono figli di suoi amici”.

“A che scopo? Vado dal questore a domandarglielo”.

“Non è nel suo ufficio, Perino era andato a chiedere spiegazioni sul da farsi, ma gli hanno detto che era uscito”.

Scendo nel cortile e osservo i ragazzi, Perino sembra il sergente burbero dei film western americani, mi scappa un sorriso a questo accostamento. Lo chiamo e lui risponde con le stesse parole dette da Tirdi.

“Hai la lista dei nomi di questi ragazzi?”.

“Si commissario, eccola”.

“Scorro i loro nomi ma non ne conosco uno, una cosa li lega tra loro, sono tutti di Sestriere come il podestà”.

“Buon lavoro allora. Verrà da te Tirdi a farti vedere l’orario stilato per la sorveglianza alla tua amica Cattaneo”.

“Che bale…scusi commissario, ci mancava anche quella donna, non bastava l’assassinio del Testa e queste reclute, d’accordo ne parlo con Tirdi…forza ragazzi venite con me”.

A questo punto torno in ufficio e vedo se ho delle scartoffie da firmare, certo che se la burocrazia dovesse prendere il sopravvento nel futuro, poveri noi e povero paese…sempre che ci rimanga un paese. Ecco che tornano quei dannati pensieri intrisi di pessimismo e di disfattismo.

(Continua)

 
 
 

Hit Italia 1966

Post n°2871 pubblicato il 15 Gennaio 2022 da paperino61to

Bentornati al rockcafè, e bentornate alcune delle canzoni in voga nel 1966.

 

 

 

 

                

 

 

 

 

 

               

 

 

 

 

 

            

 

 

 

 

 

              

 

 

 

 

 

 

 

       

 

 

 
 
 

Il visitatore misterioso (5 capitolo)

Post n°2870 pubblicato il 14 Gennaio 2022 da paperino61to

Riassunto: Il commissario Berardi sta indagando su un delitto, la vittima è un ladro di appartamenti. Non vi sono testimoni, unica certezza che la vittima Egidio Testa è stato dapprima soffocato fino a farlo svenire e poi trasportato in un cortile e ucciso con una coltellata. Nel seguire questa inchiesta, il commissario deve anche affrontare la depressione che lo attanaglia. Non credendo alle politiche del regime, sa bene che la guerra contro gli alleati si risolverà ancor di più in un bagno di sangue, se il Re dovesse accettare la resa. I tedeschi presenti sul territorio italico ci considerebbero come dei traditori, innescando una vendetta anche contro i civili. Inoltre il commissario viene coinvolto in un altra indagine non ufficiale, dove un'anziana signora è oggeto di visite notture da parte di un misterioso personaggio. Berardi e la signora Cattaneo si incontrano per caso al Bicerin, dove la proprietaria è amica di quest'ultima e dice al commissario che per quanto possa sembrare strana la sua amica non ha mai mentito in vita sua. Beradi promette alla signora che se dovesse ripetersi la cosa verrà lui di persona, con tanto di sollievo di Perino, che non gradisce affatto la Cattaneo, la considera "matta", visto che non è stato rubato nulla dall'alloggio. I due vengono chiamati per l'ennesima visita alla donna del visitatore misterioso.

 

 

La signora ci porta nella sala da pranzo e indica una credenza: “Vede commissario quel centrino? Ebbene non è al suo posto!”.

Guardo la domestica che allarga le braccia dicendo che lei non l’ha mai spostato.

“Poi guardate nei cassetti, qualcuno ha tirato fuori tutto e rimesso alla rinfusa”.

Noto che Perino vorrebbe fare una domanda ma rinuncia.

“Mica finisce qui, venga commissario e venga anche lei miscredente di un uomo” indicando il mio collega.

Entriamo nella camera degli ospiti, la Cattaneo si avvicina agli armadi, li apre e ci dice di guardare bene.

Ci sono delle coperte e delle lenzuola tutte buttate alla rinfusa.

Adele dice chiaramente che sono sempre state piegate e messe in ordine nell’armadio e che lei non è tipo di mettere la biancheria in questa maniera.

“E non finisce mica qui, stamattina quando mi sono alzata ed ho trovato un bicchiere vicino al lavandino, qualcuno aveva bevuto!”.

Domando se la domestica dorme con l’anziana donna, mi risponde di no: “Finito l’orario vado a casa, ho un bambino da accudire e mio marito torna tardi dal lavoro”.

Ci stiamo avviando verso la porta di uscita dell’alloggio quando la mia attenzione è attratta da un quadro rappresentante la pianta della città di Torino datato 1790.

“Mio marito amava questa città, pensi che ha decine di libri sulla fondazione e su come si è progredita nel corso dei secoli”.

Saluto le due donne e torniamo verso l’ufficio.

“Cosa ne pensa commissario? La mia opinione la conosce già”.

“Ti dirò Perino a prima vista sembra un tantino eccentrica o se uso un tuo termine matta…ma…sai perché mi sono fermato proprio davanti a quel quadro e non agli altri?”.

“No, perché?”.

“Perché era appeso di sbieco, il muro è stato imbiancato da diverso tempo, e si sono formate le righe della cornice dietro al quadro, com’è possibile che una maniaca dell’ordine come la Cattaneo lasci un quadro appeso in quella maniera?”.

“Commissario, mi sta dicendo che qualcuno sia entrato nell’alloggio alla ricerca di qualcosa con l’anziana dentro? “.

“Credo di sì! Di giorno non lo può fare perché c’è la domestica ma di notte la musica cambia. Da quello che mi ha detto Adele la signora Cattaneo prende delle gocce per poter dormire meglio, questo potrebbe spiegare perché non sente nulla di ciò che accade”,

“Mettiamo che sia come dice lei, ma chi ha interesse ad entrare e rovistare nell’alloggio?”.

Non so rispondere a questa domanda, non ne ho la più pallida idea.

“Nel pomeriggio torna nello stabile dove abita, e domanda al portiere chi abita nell’alloggio vicino alla Cattaneo…mentre ci sei chiedi anche degli altri inquilini…se lavorano, gli orari, le solite domande di routine”.

Tirdi mi aggiorna sulle indagini di Testa, anche altri testimoni l’hanno visto accompagnato al misterioso uomo descritto da Liverio, ma nessuno di loro sa dove abita né come si chiama: “Anzi, non lo hanno più visto in zona”.

Rifletto su questa cosa, le ipotesi sono tante, compresa quella che il misterioso uomo sia stato un cliente della vittima. Magari le ha ordinato un furto e poi una volta effettuato è sparito nel nulla, oppure può darsi che il Testa abbia fallito il furto o…oppure che il cliente una volta ottenuto ciò che voleva l’abbia ucciso per non lasciare testimoni.

“Tirdi, prova a vedere se ci sono state denunce di furti negli alloggi in città”.

L’unico furto è avvenuto in una fattoria a Borgo Vittoria ai danni di una giovane coppia.

Dalla fedina penale di Testa si nota che lavorava con stile, come ammetteva sempre davanti al giudice.

 La zona in cui agiva era quasi sempre in centro o semi centro e non certo in periferia.

Per le strade della città non si fa altro che parlare di quello che sta accadendo nel resto del paese, se per un attimo sono riuscito a non pensarci, ora queste voci mi riportano al dramma che stiamo vivendo e che il futuro sarà ancora peggio di quello che stiamo già passando.

Sento persone che credono ancora nel Duce, dicono che sono solo fandonie messe apposta dagli alleati e che il nostro esercito sta ricacciando indietro il nemico. Ovviamente i cinegiornali trasmettono le direttive del partito.

“Ciao Marco, com’è andata la giornata?”.

Gli racconto della visita fatta alla Cattaneo e delle mie impressioni.

“Quindi tu pensi che dica la verità?”.

 “Si!” mi stupisco della risposta che mi esce dalla bocca.

“Che farai allora?”.

“Ho chiesto a Tirdi di informarsi sulle persone che vivono in quel condominio e soprattutto di chi vive nell’alloggio di fianco”.

“Non sarebbe meglio mettere un’agente per sorvegliare la casa?”.

“Ci avevo pensato ma dovrei fare domanda al questore e preferivo evitare, alla fine di concreto non ho nulla in mano, la signora non corre nessun pericolo o almeno spero”.

“Se così non fosse? Se il visitatore decidesse di passare alle maniere forti?”.

La domanda ha una sua logica, ma rispondo che non credo e che la signora non gradirebbe una persona estranea nel suo alloggio.

“Potrei starci io!”.

Il caffè mi va di traverso e tossicchio forte, guardo Maria e le dico se è matta: “Non ci pensare neanche Maria!!”.

“Scusami, è solo un’idea, credo che la Cattaneo di una donna si fidi di più”.

“Probabilmente hai ragione, ma non tu cara mia. Se come credo c’è un tizio che va nell’alloggio alla ricerca di qualcosa, tu correresti un rischio enorme…non se ne parla proprio…manco se mi fai gli occhi dolci!”.

L’idea è buona ma troppo pericolosa, Tirdi e Perino sono d’accordo con me.

“Potremmo chiedere a mia cugina, non ha un lavoro…”.

“Perino, è pericoloso anche per lei non solo per Maria”.

“Potremmo, mettere uno dei nostri sul pianerottolo per qualche giorno” dice Tirdi.

“Credo sia l’unica cosa da fare, stiliamo dei turni serali, vediamo di arrangiarci tra di noi, sempre che a voi stia bene”.

Ovviamente la risposta non può che essere positiva.

“A proposito Tirdi, cosa sai dirmi dell’alloggio di fianco?”.

“Commissario, è vuoto da mesi e il suo proprietario si trova in Svizzera per lavoro. Il portiere dice che gli ritira la posta e poi gliela spedisce al nuovo indirizzo”.

“Degli altri condomini?”.

 

 (Continua)

 

 

 
 
 
 
 

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Un blog di: paperino61to
Data di creazione: 15/11/2008