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Messaggi del 12/05/2023

 

Indagine al buio (4)

Post n°3063 pubblicato il 12 Maggio 2023 da paperino61to

Riassunto: Berardi è convalescente all'ospedale dopo uno scontro a fuoco, lentamente si sta riprendendo dalle ferite, il problema grave rimane la cecità. Il medico curante ha chiesto aiuto a uno specialista di Marsiglia. Durante la sua convalescenza, una notte entra nella stanza del commissario una persona che chiede aiuto per poi scappare via immediatamente. Berardi racconta il fatto a Perino, il quale sostiene che potrebbe aver sognato visto che nella stanza è l'unico paziente, anche se sull'avambraccio del commissario vi sono dei lividi, come se qualcuno lo avesse stretto con forza. Tirdi racconta che è stato trovato un uomo sotto un ponte non distante dall'ospedale, Berardi intuisce che possa essere l'uomo che gli aveva chiesto aiuto, mentre i sensi di colpa attanagliano sempre più il commissario che immagina le fatiche a cui sottoporrà Maria. 

 

L’indomani mattina la visita del medico porta una buona notizia: “Signor Berardi domani potrà lasciare l’ospedale”.

Questa frase mi coglie di sorpresa e il medico aggiunge:” Abbiamo già avvertito la sua signora e i suoi colleghi”.

“Grazie dottore…”.

“Ovviamente è inutile che le ricordi che deve stare assolutamente a riposo, e soprattutto di non disperarsi, lei tornerà a vedere di nuovo. A tal proposito, la prossima settimana le ho prenotato personalmente una visita da quel mio amico specialista, verrà qui nel nostro ospedale e la seguirà personalmente”.

“Prometto riposo assoluto, anche perché dove vuole che vada conciato in questa maniera?”. Il tono della mia voce è tendente alla disperazione.

“Su su Berardi, sono convinto che lei ne ha affrontate di peggio. Guardi il bicchiere mezzo pieno, lei è salvo e mi creda non era così scontato. Ora posso dirlo, lei ha rischiato moltissimo con quella pallottola allo stomaco, l’abbiamo salvata per un pelo”.

“Grazie due volte dottore...”

Sto per chiederle se lo ha detto anche a Maria, ma il medico mi precede con un secco no: “Assolutamente la signora non sa nulla, sarebbe stata una cattiveria da parte mia farglielo sapere, l’importante è che l’operazione sia andata a buon fine”.

Nell’ora di visita vengono a trovarmi Maria e alla sera Tirdi e Perino

“Non vedo l’ora che torni a casa Marco”.

“Anche io credimi, spiace solo che non potrò darti una mano in casa”.

“Non ti preoccupare, ho chiesto alla titolare se posso prendermi qualche giorno di riposo, ha acconsentito, si sente sempre in debito con te”.

Le prendo la mano e la porto alle labbra, sento Maria che singhiozza.

“La prossima avrò la visita per gli occhi, il medico continua ad essere ottimista”.

“E tu Marco?”.

“Voglio crederci anche se non è facile, ma adesso bando ai pensieri negativi”.

“Buona sera commissario, Maria ci ha chiamato dicendo che domani esce, splendida notizia”.

“Ciao ragazzi, si è vero lascio l’ospedale”.

“Una bella notizia, ne siamo contenti…il questore la saluta e dice che verrà a trovarla a casa”.

“Ringraziatelo, voi invece come state? Al lavoro come va?”.

“Bene…anche se…”.

“Dimmi Perino, su anche se sono cieco il mio cervello funziona ancora”.

“E’ per quella persona che abbiamo trovato, non sappiamo chi è, non ha né nome né cognome. Il referto del dottor Stresi rivela inoltre che vi sono segni di legami sui polsi e sulle caviglie, quindi escludiamo l’ipotesi di un suicidio”.

“Quindi propendi che sia stato legato?”.

“Si commissario e anche Tirdi è della stessa mia idea”.

“Avete fatto fare una foto del volto e dato al mio amico redattore?”.

“Anche qui vi è un problema, il volto è quasi cancellato del tutto..come se fosse stato immerso per giorni nell’acqua o in qualche liquido corrosivo come ipotizza il medico legale”.

“Quando è stato ritrovato il corpo?”.

“L’altra settimana, l’ha trovato una coppia che usciva dalla dancing del Valentino. Il corpo era a ridosso della riva, l’uomo è sceso per vedere di cosa si trattasse e poi ci ha chiamato immediatamente”.

“Perché hai ipotizzato un suicidio per poi scartarlo?”.

“Abbiamo creduto che si fosse buttato dal ponte e che il corpo cadendo in acqua sia stato trasportato fino a dove è stato ritrovato, ma un suicida non cancella il suo volto”.

“Infatti, avete visto se vi sono denunce di scomparsa?”.

“Nessuna denuncia, sembra non sia mai esistita”.

“Coraggio vedremo di arrivare a capo di questa misteriosa morte. Ora vi chiedo un favore, aiutatemi ad alzarmi, ho voglia di un caffè”.

Contavo i minuti in cui sarei uscito dall’ospedale, non vedevo l’ora di tornarmene a casa, anche se sapevo che sarebbe stata dura. Non potevo certo chiedere a Maria di farmi da balia per tutto il giorno.

“Attenzione Marco, ho spostato il tavolo in modo che tu possa passare più comodamente senza sbatterci contro”.

Agito il mio bastone in cerca di ostacoli, è l’unico modo fino a quando non memorizzo la disposizione dei mobili.

“Mi spiace darti tanto lavoro Maria, forse era meglio se rimanevo in ospedale”.

“Non dirlo manco per scherzo, qui sarai accudito lo stesso, ho già chiesto alla signora Desio di venire a darti una mano”.

“Gentile da parte sua, ma non aveva un nipote da guardare?”.

“Si, ma fino alle quattro è libera, poi va a prendere il piccolo a scuola e lo porta da lei”.

Mi fa uno strano effetto girare per casa andando a sbattere a destra e manca, avrò un bel po’ di lividi prima che impari il percorso.

Per fortuna la signora Desio è paziente con me e mi aiuta a preparare il pranzo.

“Signora se vuole può fermarsi a pranzare con me mi farebbe compagnia”.

“Non vorrei disturbarla commissario”.

“Nessun disturbo è un piacere, almeno scambio qualche parola e non penso…” non finisco la frase ma sento la signora singhiozzare.

“Su signora faccia un bel sorriso e se mi aiuta a disfare la borsa gliene sarei grato, ieri sera ero troppo stanco”.

“Certamente”.

 Quando la borsa è vuota sento la signora esclamare: “Questo biglietto cos’è?”.

“Biglietto?” domando.

“Si commissario, un biglietto piegato, aspetti che lo apro. C’è scritto una frase”.

“La legga per favore”.

“Un uomo è stato ucciso”.

Rimango perplesso a sentire queste parole.

“Cosa vorrà dire?” mi chiede la signora.

“Non ne ho idea…le chiedo un altro favore, telefoni in questura e chieda di Perino, le dica di venire subito qui da me”.

Qualcuno ha messo il biglietto e questa frase scritta credo riguardi il ritrovamento della persona di cui non sappiamo nulla.

(Continua) 

 

 

 
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