Creato da: paperino61to il 15/11/2008
commenti a caldo ...anche a freddo..

Area personale

 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2023 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

Citazioni nei Blog Amici: 88
 

Ultime visite al Blog

amici.futuroierig1b9elyravnomadi50paperino61todanilo19821982DoNnA.Srbx1dglmarinovannibellinas0cassetta2allegri.frAnima.FemminileQueen_lhilim
 

Ultimi commenti

Chi pu˛ scrivere sul blog

Solo l'autore pu˛ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Messaggi del 26/05/2023

 

Indagine al buio (11)

Post n°3073 pubblicato il 26 Maggio 2023 da paperino61to

Riassunto: L'indagine sul cadavere ritrovato sotto un ponte incomincia a delinearsi, tutto ruota intorno alla battaglia di Adua e alla sconfitta del Regio Esercito. Il commissario Berardi nonostante la sua infermità si è buttato con tutto il corpo per risolvere il mistero. La vittima è stata uccisa perchè ha riconosciuto o visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Grazie alla collaborazione dei suoi colleghi riesce a risalire alla persona che ha messo all'insaputa del commissario dei biglietti in cui chiedeva di vendicare i morti di Adua e che l'uomo ritrovato era stato ucciso. La persona misteriosa è una donna: Clara Rista vedova di un soldato morto in quella battaglia, inoltre lavora come infermiera all'ospedale dove il commissario era ricoverato. Berardi decide di convocarla a casa sua per interrogarla. Il tutto mentre Maria continua a ripetergli che deve stare a riposo altrimenti il rischio che la sua cecità diventi definitiva. 

 

 

 

“Che Vettini o Ciardi erano presenti quando l’uomo ha detto quelle frasi e che gli abbia riconosciuti, quindi è stato portato via e ucciso, ma non ho le prove”.

“E nessuno dell’ospedale ha indagato su che fine avesse fatto quell’uomo?”.

“Da quello che so è che hanno indagato ma ci sono stati alcuni testimoni che dicono di averlo visto uscire...da solo!”.

“Sa per caso i nomi di questi testimoni?”.

“Uno è Patrizia Garbagna, fa l’infermiera, gli altri non lo so, ma non mi stupirei che fossero Vettini e Ciardi”.

“Quello che non capisco è perché sul registro dell’accettazione dei pazienti il nome della vittima non compare!”.

“Non compare?”.

Dal tono della donna capivo che anche lei era rimasta basita.

“Commissario crede che qualcuno abbia cancellato il nome?”.

“Si! Bisognerebbe scoprire la persona che possa avere avuto accesso al registro”.

“Posso farlo io, stanotte sono di turno proprio all’accettazione. Guardo il foglio di presenze di quel periodo”.

“Sarebbe un ottima cosa. Appena può poi contatti il mio collega…mi raccomando non metta a repentaglio la sua vita e se nota che qualche cosa di strano ci avverti”.

Un passo avanti non da poco è stato fatto. Se la Rista è di turno all’accettazione perché non potrebbe esserci stata anche la Garbagna? Ammesso che c’entri questa donna, che rapporti ha con i due disertori? Se si riesce a rispondere a queste domande abbiamo il bandolo della matassa e l’arresto per i due non è lontano.

“Ciao Marco come è andata la giornata? Spero tu sia stato tranquillo”, Maria calca sull’ultima parola come se sapesse o avesse intuito della visita di Tirdi.

“Certo tutto tranquillo, cosa vuoi che faccia un povero cieco?”.

Maria non risponde ma immagino che lo avrebbe fatto molto volentieri e non sarebbero state parole gentili.

 

“Commissario, ma non converrebbe andare noi dal capo del personale notturno per avere l’elenco dei suoi dipendenti?”.

La domanda di Perino non è campata in aria e rifletto con calma poi: “Sarebbe una cosa logica ma ho timore che i due se vengono avvertiti o che vengono a sapere che stiamo indagando se la svignino un’altra volta”.

“Non ho pensato a questa eventualità…però potremmo…”.

“Vai avanti anche se immagino che quello che proponi sarebbe meglio che non lo sentissi”.

Perino intuisce dove voglio andare a parare:” Certo non sarebbe molto legale quello che propongo”.

“Intrufolarsi per prendere la lista immagino? Corriamo, anzi corri un bel rischio lo sai vero?”.

“Lo so commissario, però possiamo domandare aiuto alla signora Rista per farmi entrare di nascosto in ospedale”.

“D’accordo, chiama la donna e mettiti d’accordo con lei se è disposta ad aiutarti poi fammi sapere e metteremo giù un piano”.

Non sempre si può agire legalmente senza mettere sull’avviso i furfanti, per fortuna il questore non sa nulla di questa iniziativa altrimenti bloccherebbe tutto.

Perino torna con Tirdi nel pomeriggio con la notizia che la Rista accetta di dare una mano.

“La signora mi farà entrare dall’entrata di via Genova, è poco illuminata e la portina di ingresso serve solo ai dipendenti notturni. Di notte ha detto che non sono poi tanti nell’ospedale e ancora meno ai servizi di pulizia”.

“Però puoi correre il rischio di incontrare i due senza che tu sappi chi siano”.

“Vero ma anche loro non saprebbero chi sono io. La signora ha detto che oltre a farmi entrare mi accompagna nell’ufficio del personale, a quell’ora il responsabile è a casa. Io faccio la fotografia al registro e poi torno sui miei passi”.

“Non abbiamo scelta, anche se speravo di fare le cose alla luce del sole”.

Buffo usare queste parole per uno che è cieco.

“Inoltre la Rista rimarrà con me a coprirmi le spalle…”.

“No! Non se ne parla per niente! Rischierebbe non solo il licenziamento ma anche la vita!”.

“Glielo ho detto pure io, ha risposto che allora non se ne fa nulla!”.

Non ha torto, lei è l’unica che li conosce.

“D’accordo, tu Tirdi stai assieme alla donna mentre Perino entra nell’ufficio”.

“Agli ordini commissario”.

“Per che ora è l’appuntamento?”.

“Per l’una dobbiamo essere davanti alla portina, la troveremo socchiusa, noi entriamo poi ci dirigiamo verso la scalinata, la Rista ci aspetta nel corridoio”.

“In bocca al lupo ragazzi e mi raccomando fate attenzione”.

La notte trascorre nell’agitazione più completa, non sono credente almeno non nel senso letterale della parola, ma dentro di me pregavo che tutto andasse per il meglio per i miei colleghi.

Sento il profumo del caffè avvolgere la stanza da letto, è Maria che me lo porta.

“Ciao Marco ho fatto il caffè, credo che tu ne abbia bisogno, non hai chiuso occhio, ti sentivo girare nel letto”.

“Mi spiace Maria, in effetti ho dormito male”.

Il campanello suona facendoci trasalire.

“Ciao ragazzi, entrate ho appena fatto il caffè ne volete?”.

“Buongiorno signora, volentieri se non è di disturbo. Il commissario dorme ancora?”.

“No è sveglio e credo che vi stava aspettando”

Colgo una lieve ironia.

“Marco, ci sono Perino e Tirdi”.

Finalmente la notizia che attendevo è arrivata.

 “Bene ragazzi vi saluto, io vado al lavoro, Marco mi raccomando…dimenticavo, spero che stasera mi metterai al corrente della tua indagine, a volte in due si ragiona meglio”,

Un silenzio gelido cala nella stanza.

“Signora che indagine?” domanda Tirdi.

“Tirdi, non dimenticare che sono la compagna di un commissario di polizia che di cognome fa Berardi, vuoi che in tutti questi anni non abbia imparato nulla da lui? Ora vi lascio signori e tu caro amore mio, stasera mi metti al corrente delle ultime notizie!”.

Non dico nulla ma il sorriso che compare sul mio volto la dice lunga.

 (Continua)

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2023Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963