Creato da paolotta661 il 02/11/2010

voglia di volare

il mio io

 

Post N° 1127

Post n°1127 pubblicato il 27 Dicembre 2014 da paolotta661
Foto di paolotta661

Meriti qualcuno che voglia volerti sul serio.

Che ti stringa forte le mani se non trovi le parole, che ti sfiori gli angoli della bocca quando un bacio non sa bastare, che conosca a memoria le tue debolezze e non te le faccia pesare, che accarezzi la tua anima nera e nonostante tutto decida di restare, rischiare, amare.
Meriti mille sorrisi negli occhi e l’amore sulle labbra, i baci più belli e i brividi nel sangue. Meriti le decisioni affrettate e folli che non hai tempo di pensare, le fughe al mare, e qualsiasi cosa che è amore da desiderare, e realizzare. Meriti qualcuno che tremi per te, che ti senta nelle vene, che abbia voglia di correre, partire, andare, che non aspetti il sole, che voglia starti accanto anche se fuori piove. Meriti qualcuno che voglia volerti davvero. Sempre.

(Petali Di Me)

 
 
 

Non sento la magia del natale ...

Post n°1126 pubblicato il 30 Novembre 2014 da paolotta661
Foto di paolotta661

Fermare lo sguardo sul calendario, rendermi conto che mancano 26 giorni a Natale e un brivido si unisce al pensiero... Natale... la festa che aspettavo con ansia, contando giorni ore minuti, ora il nulla .. non provare nessuna sensazione emozione gioia di vivere a pieno questa festa, mi sono chiesta perché cosa mi succede, io adoravo i colori le luci l'allegria di queste giornate magiche ora non più, cosa sarà accaduto al mio cuore, perché questa immensa tristezza, poi ho spostato lo sguardo in una mensola della mia casa e sopra una cornice racchiudeva il mio Natale, i miei genitori stretti in un abbraccio sorridenti .. ecco cosa mi manca ... il loro amore, il loro calore i loro abbracci che riuscivano sempre a farmi sentire amata e al centro del loro universo, il ricordo dei miei Natali spensierati pieni di gioia e risate, ora ho capito il mio vuoto il mio dolore nel poter più avere loro al mio fianco e i natali a venire non saranno mai più gli stessi. 

 
 
 

La mia cittą piange ancora una volta ...

Post n°1125 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da paolotta661
Foto di paolotta661

 sta ricominciando a piovere. Dalla finestra vedo il vento che piega i rami degli alberi, vedo il mare feroce, vedo il cielo gonfio. E su internet vedo le immagini che i miei amici stanno pubblicando da casa loro: sta arrivando. Era poco fa a ponente, ora è in centro, tra poco sarà qui a levante.
Ci avvisiamo tra noi, abbiamo creato gruppi su whatsapp, aggiorniamo i socialnet, cerchiamo di sapere che stiamo tutti bene, che siamo al sicuro.
Ora, mentre scrivo, so che sta arrivando. Di nuovo.

Questa cosa che non è più solo pioggia, non è più solo una forte perturbazione, non è più solo burrasca, ma è diventata il nemico, la paura, il Mostro.
Niente di ciò che fa è normale, per noi. Non è normale questo caldo, più di venti gradi a metà ottobre, non è normale tutta quest’acqua che ci affoga, non è normale il rumore che fa quando arriva e ci divora l’aria, la terra, le case. Non è normale vederla arrivare dai monti, e poi dal mare, e poi da levante, e poi da ponente, e ti rendi conto di essere piccolo, impotente e al centro di tutto questo.
Lo scirocco, gomito puntato sulla costa, fa braccio di ferro con la tramontana, gomito puntato sui monti. Questo mi ha spiegato un’amica. E nessuno dei due molla. Da giorni.
E’ un mostro autorigenerante.
E sta arrivando. Di nuovo.

Dentro casa, odore di umido e di fango. La roba indossata ieri e l’altro ieri è stesa ad asciugare ma, nonostante centrifughe e detersivi,  la puzza rimane. E’ un odore che mi ricorderà a lungo questi giorni.
Giorni spaventosi, ma anche bellissimi.

Nei momenti di tregua, in tanti hanno indossato una vecchia tuta, un paio di stivali di gomma e sono andati nelle zone più colpite della nostra città. L’ho fatto anch’io, perché era semplicemente la cosa giusta, eranaturale. Perché mi riusciva impossibile restare a casa sapendo quello che c’era da fare altrove.
In questi giorni di grandi polemiche, mentre in migliaia spalavamo via il fango dalle strade e dai negozi, qualcuno – coi vestiti asciutti e puliti – ha urlato a gran voce che quello che stavamo facendo noi dovevano farlo i militari, le forze dell’ordine, le Istituzioni.
Ma quello che stavamo facendo noi era giusto che lo facessimo (anche) noi. Non era obbligatorio, però era giusto. Dovevamo farlo. Perché è la nostra città, è la nostra terra, è la nostra gente, e perché servivano migliaia di persone per fare quello che siamo riusciti a fare in pochi giorni. I militari, le forze dell’ordine e le istituzioni sono arrivate, ma senza di noi non ce l’avrebbero fatta.

noi eravamo tantissimi.
Noi eravamo le cinque ragazze che si stavano iscrivendo come volontarie nel Municipio e che hanno dovuto chiamare la mamme e passarla all’impiegata, perché erano minorenni.
Noi eravamo i due con la pala che guardavano sbigottiti il signore col pullover azzurro che si risciacquava l’auto con la canna da giardino mentre una pompa idrovora gli svuotava il garage.
Noi eravamo la catena di persone che ha svuotato un magazzino in un’ora e mezza, coprendo trecento metri di passaggi, pezzo per pezzo, fino al container da riempire.
Noi eravamo la piccola rosticceria di via della Libertà che per tutto il giorno ha offerto polli arrosto e patate al forno ai ragazzi che aiutavano nella zona.
Noi eravamo la signora della farinata che ha prestato il bidone aspira-acqua alla parrucchiera della strada a fianco, e Le dica di tenerlo finché le serve, passo a prenderlo poi io domattina.
Noi eravamo la signora col bimbo di cinque anni, che siccome non poteva spalare, ha comprato bottigliette d’acqua e girava con suo figlio per le strade, offrendole a chi aveva sete. Lei le stappava, lui le consegnava.
Noi eravamo quelli che Ragazzi, qui ci sono i panini, dateli solo a chi è sporco di fango; quelli che Ho trovato nel frigo una bottiglia di spumante, beviamocelo, all’una, sul marciapiede, con le pale in una mano e un negozio distrutto davanti agli occhi; quelli che a un certo punto, stanchi e con le ossa rotte, cominciavano a ridere per nessun motivo, con persone sconosciute, sporche e sudate come loro.
Noi eravamo le ragazzine che cercavano di spostare i secchi pieni fango e i ragazzini che correvano a farlo loro, perché è un lavoro da maschi.
Noi eravamo la signora che ha chiesto, nel negozio di colori che stava aiutando a pulire da un’ora, se avevano un paio di guanti Ma li pago, che la borsa non si vede ma ce l’ho! e la discussione surreale tra il negoziante che non voleva i soldi e lei che glieli voleva dare, per poter continuare a pulirgli le pareti.
Noi eravamo i bambini di dieci anni a cui dovevi dare qualcosa da fare perché volevano essere d’aiuto, e lo sono stati.
Noi eravamo la commerciante che piange perché non riuscirà mai a ringraziare tutti quelli che l’hanno aiutata a pulire il negozio, a togliere acqua e fango, e lei nemmeno sa i loro nomi.
Noi eravamo quelli che se trovavano una pala libera si sentivano fortunati perché finalmente potevano spalare da qualche parte.
Noi eravamo quel ragazzo che ha scritto col pennarello verde, sulla maglietta, Non ci meritate, a cui avrei voluto dire che no, non è vero, noi li meritiamo eccome, quei ragazzi. Li merita la città, li merita tutta la gente che è scesa in strada con loro, li merito io e si meritano loro. Ma che, per dimostrare che ce li meritiamo davvero, dovremmo aiutare offrendogli un futuro decente nella terra dove si sono infangati.
Noi eravamo di tutte le età, di tutti i quartieri, di tutti i colori.

Questi giorni sono stati una via di mezzo tra un lutto e una festa, perché noi eravamo parte di qualcosa che, unito, si sentiva invincibile e bellissimo. Lo era, lo è ancora.
Ma adesso non possiamo stare nelle strade ad aiutare, perché sta arrivando. Di nuovo.

Eccolo, lo sento, è qui.

Barbara Fiorio 

 

 
 
 

Guerriero della Luce

Post n°1124 pubblicato il 11 Giugno 2014 da paolotta661

Un guerriero della luce sa ciò che vuole. E non ha bisogno di spiegare nulla …"

 


 Perché contribuisce ad essere una personaintrigante: perché costringe ad entrare nei propri meandri più profondi, ricercare ciò che si è già dimenticato di possedere, capire che cosa ci manca e in quale aspetto siamo forti … perché “un Guerriero della Luce approfitta di qualsiasi opportunità per imparare.” … e “non dimentica mai la gratitudine.”

 

Insegnamento sull'amore: “Per il guerriero della luce non esiste amore impossibile. Egli non si lascia intimidire dal silenzio, dall'indifferenza o dal rifiuto. Sa che, dietro la maschera di ghiaccio che usano gli uomini, c'è un cuore di fuoco. Perciò il guerriero rischia più degli altri. Ricerca incessantemente l'amore di qualcuno, ancorché ciò significhi udire spesso la parola “no”, tornare a casa sconfitto, sentirsi rifiutato nel corpo e nell'anima. Un guerriero non si lascia spaventare quando insegue ciò di cui ha bisogno. Senza amore, egli non è nulla.”

 

Da imparare dal libro: "Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento. Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato. Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo. Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza. Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce. Ogni guerriero della luce ha mancato a i suoi doveri spirituali. Ogni guerriero della luce ha detto "si" quando avrebbe voluto dire "no". Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava. Perciò è un guerriero della luce: perché ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore".


Il guerriero sa che è libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e, talvolta, con una certa dose di follia.”

 

Non ti vergognare di ritirarti provvisoriamente dal combattimento, se capisci che il nemico è più forte. L'importante non è la singola battaglia, ma la conclusione della guerra. … In una guerra, la capacità di sorprendere l'avversario è la chiave della vittoria.”

 

Prima di affrontare un combattimento importante, un guerriero della luce si domanda: “Fino a che punto ho sviluppato la mia abilità?” Egli sa che le battaglie cha ha ingaggiato nel passato gli hanno sempre insegnato qualcosa. Eppure, molti di questi insegnamenti hanno fatto soffrire il guerriero più del neccessario. Più di una volta ha perduto il proprio tempo, battendosi per una menzogna. E ha sofferto per uomini che non erano all'altezza del suo amore.I vincenti non ripetono lo stesso errore. Perciò il guerriero rischia il proprio cuore solo per qualcosa di cui valga la pena.”

 Un guerriero della luce crede nel principale insegnamento dell I'Ching. “La perseveranza è favorevole.”Egli sa che la perseveranza non ha niente a che vedere con l'insistenza. Ci sono periodi in cui i combattimenti si prolungano oltre il neccessario, esaurendo le forze e indebolendo l'entusiasmo.In quei momenti il guerriero riflette: “Una guerra che si prolunga finisce per distruggere anche il vincitore.”Allora ritira le proprie forze dal campo di battaglia, e si concede una tregua. Perservera nella volontà, ma sa aspettare il momento migliore per un nuovo attacco.

Un guerriero torna sempre a lottare. Non lo fa mai per caparbietà, ma perché nota il cambiamento nel tempo.

 

Un guerriero della luce sa che alcuni momenti si ripetono. Spesso si ritrova davanti a problemi e situazioni che ha già affrontato. Allora si sente depresso, e pensa di essere incapace di progredire nella vita, giacché i momenti difficili si sono ripresentati.“Questo l'ho già passato”, si lamenta con il suo cuore.“è vero, l'hai vissuto,” risponde il cuore. “Ma non l'hai mai superato. Il guerriero allora comprende che il ripetersi delle esperienze ha un'unica finalità: insegnarli quello che non vuole apprendere.”

 

Un guerriero della luce non perde il proprio tempo ascoltando le provocazioni: ha un destino che deve essere compiuto.”

 

Il guerriero, però, sa che non è suo compito giudicare i sogni del prossimo, e non perde tempo a criticare le decisioni altrui. Per credere nel proprio cammino, non ha bisogno di dimostrare che quello dell'altro è sbagliato.”

 

A volte il guerriero della luce si comporta come l'acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra. In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne. In questo consiste la forza dell'acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, o ferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie. L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza degli altri fiumi che incontra. E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale.”

 

Molte volte un guerriero della luce è preda dello scoramento. Pensa che niente riuscirà a risvegliare l'emozione che desidera. Spesso, il pomeriggio e la sera, è costretto a mantenere una posizione conquistata senza che un nuovo avvenimento sopraggiunga a restituirgli l'entusiasmo. Gli amici commentano: “Forse la sua lotta è terminata.” Udendo questi commenti, il guerriero prova dolore e confusione perché sa di non essere giunto dove voleva. Ma è caparbio, e non abbandona ciò che ha deciso di fare. Poi, quando meno se lo aspetta, una nuova porta si apre.”

 

Il guerriero della luce conosce l'importanza dell'intuizione. In piena battaglia,non può certo pensare ai colpi del nemico: allora usa l'istinto, e obbedisce al proprio angelo. In tempo di pace, decifra i segnali che Dio gli invia. La gente dice “è matto.” Oppure: “Vive in un mondo di fantasia.” O ancora: “Come può confidare in cose prive di logica?” Ma il guerriero sa che l'intuizione è l'alfabeto di Dio, e continua ad ascoltare il vento e a parlare con le stelle.”

 

Il guerriero della luce crede. Poiché crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere. Poiché ha la certezza che il suo pensiero può modificare la vita, la sua vita comincia a mutare. Poiché è sicuro che incontrerà l'amore, l'amore compare. Di tanto in tanto, si sente deluso. A volte, si addolora. E allora sente i commenti: “Com'è ingenuo!” Ma il guerriero sa che ne vale il prezzo. Per ogni sconfitta, ha due conquiste a suo favore. Tutti coloro che credono lo sanno. “

 

Gli amici del guerriero della luce gli domandano da dove provenga la sua energia. Egli risponde:”Dal nemico occulto.” Gli amici gli chiedono chi sia. Il guerriero dice: “Qualcuno che non possiamo ferire.” Può essere un bambino che lo ha sconfitto durante un litigio nell'infanzia, l'innamorata che loha lasciato a undici anni, l'insegnante che lo chiamava “asino”. Quando è stanco, il guerriero si ricorda di non avere ancora visto il suo coraggio. Egli non pensa alla vendetta, perché il nemico occulto non appartiene più alla sua storia. Pensa soltanto a migliorare le proprie abilità, affinché la fama delle sue imprese faccia il giro del mondo e giunga alle orecchie di chi lo ha addolorato in passato. Il dolore di ieri è la forza del guerriero della luce.”

 

Un guerriero della luce ha sempre una seconda opportunità nella vita. Come tutti gli altri uomini e le altre donne, egli non è nato sapendo già maneggiare la spada. Ha sbagliato molte volte, prima di scoprire la propria Leggenda Personale. Nessun guerriero può sedersi intorno al fuoco e dire agli altri: “Ho sempre agito nella maniera giusta.” Chi afferma ciò, sta mentendo, e non ha incora imparato a conoscere se stesso. Inoltre, nel passato, il vero guerriero della luce ha commesso qualche ingiustizia. Ma, nel corso del viaggio, capisce che prima o poi incontrerà di nuovo gli uomini con cui ha agito in modo sbagliato. È la sua opportunità di porre rimedio al male che ha causato. Ed egli la coglie sempre senza esitare.”

 

Pensiero associato: “Un guerriero della luce sa ciò che vuole. E non ha bisogno di spiegare nulla … Non passa i giorni tentando di rappresentare il ruolo che altri hanno scelto per lui. … Non sa da dove viene né dove sta andando. Ma non è qui per caso. Se egli pensasse solo alla meta, non riuscirebbe a prestare attenzione ai segnali disseminati lungo il cammino. Perciò il guerriero si concede.”

 

 
 
 

Sentire il vento sul mio viso...

Post n°1123 pubblicato il 05 Giugno 2014 da paolotta661

Voglio volare ancora!!! basta lacrime basta piangermi addosso la vita è una e la voglio vivere a 1000!! si ricomincia!

 
 
 

DISCLAIM Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, il presente Blog, non rappresenta una testata giornalistica in quanto sarà aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini qui inserite sono tratte in massima parte da Internet,qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo e saranno subito rimosse. L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.

 

AREA PERSONALE

 
 

 
I BAMBINI NON SI TOCCANO

Una donna, ma prima di tutto da mamma,
urlo' con tutto il fiato che ho che i bambini
sono angeli intoccabili e inviolabili. a tutti
quegli schifosi che li cercano dico che non
sono degni di vivere!!