Creato da tiger_papier4ever il 18/03/2009
 

ehi c'e nessuno qui

AGGREGAZIONE LUDICA DI CERVELLI PENSANTI

 

 

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AGGIORNAMENTI NO TAV

Post n°452 pubblicato il 03 Settembre 2011 da tiger_papier4ever
 

 

 

2 settembre 2011 - Una ventina di attivisti ‘No-tav’ ha contestato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ospite di un dibattito alla festa dell’Unita’ di Bologna. Non appena Matteoli e’ salito sul palco, gli attivisti hanno sventolato bandiere, cartelli e gridato ‘dimissioni, dimissioni’ e ‘grazie per la bella Finanziaria’. Quindi hanno interrotto il primo intervento del ministro con nuove grida. Matteoli ha risposto: ‘’Se volete parlare della Val di Susa, ne parliamo. Comunque la Tav la faremo’’.

 

Ancora una volta è il Pd ha incarnare lo spirito più guerrafondaio dell’arco parlamentare nei confronti della Valle di Susa. Ieri il buon Esposito, insieme alla segretaria provinciale Paola Bragantini sono tornati a chiedere l’ulteriore militarizzazione della Valle di Susa, spiegando anche come finanziarla. Il tutto avviene dopo l’incontro con i sindacati di Polizia e il cocer della Finanza, che lungamente si sono lamentati di non avere i” mezzi” per contrastare i notav. Luca Pantanella, vice segretario nazionale dell’Ugl Polizia che ha lamentato l’inadeguatezza dei mezzi a disposizione “sia di difesa, sia offensivi” che ritiene insufficienti a garantire l’ordine pubblico: “Abbiamo solo scudi e manganelli“. Il paragone è con i colleghi europei che hanno a disposizione proiettili di gomma, cannoncini spara-reti per fermare le persone e flashbang, un dispositivo che stordisce con la luce e un forte rumore.
Ma a preoccupare Pantanella sono anche i numeri: “Siamo presenti in Valle con 600 uomini ogni giorno e il cantiere si sta allargando: con l’inizio dell’anno e dei campionati di calcio si rischia di avere carenza di personale in tutta Italia per le normali attività”.

Non poteva mancare l’appoggio del Pd torinese che subito ha richiesto che la Maddalena diventi sito di interesse strategico nazionale, che a differenza di oggi sarebbe difeso dai militari con altre regole d’ingaggio. Dall’incontro escono finalemnte i dati ufficiali del costo del fortino e sono i sindacati di polizia ha darli: 90.000 euro al giorno.

«Il problema è politico. Se la Tav è strategica per tutto il paese e la protezione dei cantieri è necessaria per la sua realizzazione allora il costo deve essere pagato con una percentuale dei fondi per la Torino-Lione. In questa fase si possono usare i fondi dell’Ue o del ministero delle Infrastrutture. E in un futuro, se sarà necessario, anche una parte di quelli destinati alle compensazioni».

Il Pd annuncia una consulta permanente con le forze dell’ordine, schierandosi ancora una volta con l’elmetto in testa (degli altri), senza svolgere alcun ruolo politico se non quello di tifosi della militarizzazione.

Nessuno però si chiede come mai serva un apparato così vasto per proteggere il futuro cantiere che nessuno vuole, questa è la verita, e dopo non aver convinto nessuno con la politica ecco che ci si affida ai manganelli, alla faccia dell’alterantiva di governo!

Nel frattempo le prime defezioni dovrebbero far pensare, visto che i Vigili del Fuoco lasceranno il fortino nei prossimi giorni.

Alle lamentele dell’Ugl e sopratutto alle loro richieste (proiettili di gomma, cannoncini spara-reti  e flashbang) non possiamo che rispondere invitandoli a lasciare l’area e ad occuparsi di altro, sarebbe un risparmio per tutti.

 

Quattro gioni di campeggio e iniziative prima dell’inizio della stagione autunnale, nell’asse tra Chiomonte-Giaglione-Venaus.

Dibattiti, socialità, campeggio libero e inziative contro il Tav a difesa del territorio.

FERMARLO E’ POSSIBILE! FERMARLO TOCCA A NOI!

programma a breve

 

dal blog di Gianni Vattimo su Ilfatto quotidiano-
Sabato 27 agosto 2011, verso le ore 17, ho visto dalla finestra della cucina della mia abitazione sita nella frazione San Giuliano di Susa, una vettura della polizia fermare un’auto nera, su cui erano presenti due ragazzi. Dalla volante sono scesi due poliziotti e, dopo aver chiesto loro i documenti, hanno incominciato a perquisire corporalmente prima i ragazzi e poi l’auto, buttando tutto per terra. Finita la perquisizione dell’auto e rimessi gli oggetti al suo interno, hanno incominciato di nuovo a controllare la vettura e a ributtare tutto in aria.

In seguito, dopo circa un’ora e mezza, è arrivata un’altra auto della polizia e un’auto civile con tre persone a bordo, probabilmente agenti di polizia in borghese. Questi ultimi hanno fotografato il materiale sequestrato (un casco giallo, una corda da arrampicata e qualcosa che era dentro al casco) e i ragazzi. Incuriosito dalla operazioni di polizia, ho scattato alcune fotografie dalla finestra della cucina a ciò che stava accadendo in strada. A un certo punto, verso le 18.40 circa, l’agente in borghese con la maglia a strisce ha indicato che li stavo fotografando dalla finestra e, finita la perquisizione, ha suonato a casa mia (secondo piano) intimandomi di scendere.

Nel frattempo mia nonna che abita al primo piano, ignara del fatto che mi avessero suonato e preoccupata nel vedere delle persone in abiti civili sostare davanti al cancello e scrivere su di un taccuino appunti controllando la buca delle lettere, è scesa in giardino e ha chiesto loro cosa volessero. L’agente in borghese con la maglia a righe le ha detto che erano della polizia e che doveva esibire un documento. Mia nonna ha risposto che non aveva il documento in tasca. A quel punto le è stato intimato di mostrare il documento altrimenti avrebbero perquisito la casa. Mia nonna, tremante e terrorizzata dall’eventualità di una perquisizione, è salita in casa per cercare il documento che conserva in un cassetto e, avendo presumibilmente impiegato più tempo di quanto loro avessero previsto, hanno suonato insistentemente il campanello.

Quando è ritornata al cancello per presentare la carta d’identità, lo stesso signore con la maglia a righe le ha detto di farmi scendere e, quando lei ha affermato che ero minorenne e che a breve sarebbe arrivata mia madre, ha detto “appunto perché è minorenne deve scendere”. In quel momento mi sono accorto che mia nonna era terrorizzata e, avendo paura che potesse essere assalita da un malore, sono sceso in giardino a sono andato al cancello, dove il signore con la maglia a righe stava prendendo i dati dal documento di mia nonna.

Mi hanno chiesto nome, cognome, luogo e data di nascita, poi mi hanno fotografato. Ribadisco che ero nel giardino di casa mia. Intanto l’agente in borghese con i capelli ricci mi ha chiesto perché fotografavo. Io ho risposto che era solo per documentare dei fatti e allora lui mi ha detto che dovevo smettere di fare le foto alla Polizia e che se avevo la memoria corta, per cui mi servivano le immagini, avrei dovuto studiare o fare qualcosa di utile. Ha aggiunto, che se volevo fare delle foto dovevo uscire per la strada e non scattare dalla finestra. Non paghi, prima di allontanarsi, hanno fotografato anche la mia abitazione. Durante la notte tra sabato e domenica la mia nonna, scossa per l’accaduto, non è riuscita a dormire.

Francesco Perino 17 anni e Marina Gioberto 77 anni.


 
 
 
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