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ehi c'e nessuno qui

AGGREGAZIONE LUDICA DI CERVELLI PENSANTI

 

 

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UN PO' DI AGGIORNAMENTI NO TAV

Post n°454 pubblicato il 05 Settembre 2011 da tiger_papier4ever
 

 

Sandro Plano: …Caro Giachino ecco perché il Tav è inutile.

settembre 04, 2011   m3

plano_g

Caro Sottosegretario ai Trasporti Giachino, nella tua lettera su Repubblica fai riferimento alla nuova linea ferroviaria come motore per lo sviluppo della nostra decrepita economia. Mi spiace che un autorevole esponente del Governo, come sei tu, non si ponga qualche interrogativo sulle ragioni di questa imponente crisi finanziaria e sulla necessità di rimedi strutturali. Nonostante le dure lezioni che ci arrivano dai mercati è ancora radicata la convinzione che basti tagliare sulle spese dei Comuni, aumentare l’Iva, o tassare i patrimoni per rilanciare l’Italia. Caro Mino, bisogna far molto di più, non si devono solo cambiare le aliquote dell’Irpef (doloroso), si deve cambiare stile di vita (dolorosissimo).
Il Presidente del Consiglio Berlusconi era sceso in campo con un progetto di politica economica probabilmente ispirato dalle tesi di Milton Friedman e di Arthur Laffer sull’autosufficienza economica dell’individuo dallo Stato assistenzialista, sul libero mercato, sui tagli alla spesa pubblica e sulla riduzione dell’imposizione fiscale: ovvero il cosiddetto “edonismo reaganiano” in salsa Italy.
Ma i suoi Governi sono stati troppo caratterizzati da politici da Prima Repubblica per riuscire fare qualsiasi vera riforma di tipo liberale. Allora in questi anni è ripiegato sulla politica economica cara a John Maynard Keynes basata sulla tesi che: in uno stato di sotto-occupazione e capacità produttiva inutilizzata, sarebbe possibile incrementare l’occupazione e il reddito con un aumento della spesa per consumi o con investimenti.
Su queste basi abbraccia l’illusione che il Ponte di Messina o il Tav possano di per sé far produrre più automobili, far diminuire i prezzi dei prodotti agricoli o delle settimane di vacanza. I Cinesi invadono i mercati con merci che impiegano settimane di nave, di treni sgangherati, di camion e forse anche di risciò. Non è importante il mezzo di trasporto, conta il prezzo! E questo è determinato dalle materie prime e dal costo del lavoro. Se vogliamo essere concorrenziali, visto che non è accettabile un adeguamento a salari e orari di lavoro abituali in Asia, forse dovremmo investire per diminuire il carico fiscale delle Imprese piuttosto che spendere soldi pubblici per una ferrovia destinata a un traffico merci che non c’è più e a tre treni passeggeri tra Torino e Lione (ore 8:11 – 12:40 – 17:35). Poi qualcuno dovrebbe spiegare da dove si prendono il soldi per queste opere se non si vogliono mettere le mani nelle tasche degli Italiani, altra pia illusione.
E se proprio dobbiamo spendere per infrastrutture, ritorniamo ai soliti discorsi sul trasporto pubblico locale, sulla tangenziale di Torino intasata, sulla metropolitana con una sola linea, sull’edilizia scolastica, sugli argini dei fiumi e dei torrenti, sui mille piccoli lavori che possono essere affidati alle imprese locali, sulla totale assenza di finanziamenti per risolvere questi problemi.
Concludo ribadendo ancora che i soldi pubblici si spendono: se servono, dove servono, quando servono.

Sandro Plano

 

NO TAV MARTEDI’ 6 SETTEMBRE TORINO SCIOPERO GENERALE

Submitted by admin on 5 settembre 2011 – 11:50No Comment

Per info e prenotazioni 3355774640 Elena – oppure 3472782814 Mimmo. I pulman partiranno dalla val di Susa per raggiungere il corteo dello sciopero generale a Torino. L’appuntamento è alle 9.00 in piazza Vittorio da dove partirà il corteo. Partecipiamo numerosi.

di seguito il volantino-contributo che verrà distribuito

Il movimento NOTAV delle valli di Susa, Sangone, di Torino e cintura sarà presente alla manifestazione di Torino in occasione dello sciopero del 6 settembre, perché il TAV, come tutte le GRANDI OPERE INUTILI, serve unicamente agli interessi delle grandi imprese, delle banche, del sistema tangentizio dei partiti e della mafia.

I soldi per la loro progettazione e realizzazione vengono rubati ad altri investimenti di assoluta necessità: sanità (-200 milioni di € nel 2011 in Piemonte), scuola (-54 classi superiori e – 700 insegnanti elementari in Piemonte), pensioni (-5 miliardi di € previsti nel paese per il biennio 2012/2013) , difesa del territorio (azzerato il fondo per il dissesto idrogeologico per cui è stato aumentato il costo delle accise sulla benzina), cultura.

Contemporaneamente viene distrutto irrimediabilmente l’ambiente e di conseguenza i cittadini che vi risiedono sono condannati ad un pesante peggioramento delle condizioni di vita,

In questo periodo poi in valle di Susa assistiamo alla militarizzazione del territorio, alla repressione e intimidazione di chi si oppone al futuro cantiere della Maddalena a Chiomonte, all’imposizione del coprifuoco nei vigneti.

Si è calcolato che il costo di CIASCUN “tutore dell’ordine” mandato ad occupare militarmente l’area della Maddalena pesa GIORNALMENTE sulle nostre tasche per circa 250 euro, non considerando l’usura dei mezzi e il carburante (l’elicottero da solo ha un costo di gesione di oltre quattromila euro all’ora).

Il governo farà una nuova finanziaria per coprire le centinaia di milioni di euro di questi costi, o ridurrà subito e un’altra volta (la terza in due mesi) i servizi essenziali per i cittadini?

NO ALLO SPERPERO DEL PUBBLICO DENARO

NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLA VALLE DI SUSA

NO ALLA TRUFFA DEL TAV

NO ALLA MAFIA DEL TAV

SI ALLE TANTE PICCOLE OPERE EFFETTIVAMENTE UTILI CHE DAREBBERO UNA VERA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE, ALL’ECONOMIA E AL BENESSERE DELLA GENTE, COME L’AUMENTO DEI PRESIDI SANITARI, LA TUTELA DELLE ZONE A RISCHIO IDROGEOLOGICO, LA MESSA IN SICUREZZA DELLE SCUOLE

SI ALLE NUOVE ASSUNZIONI DEL PERSONALE NELLA SANITA’ E NELLA SCUOLA

Il movimento NOTAV, una garanzia per il futuro

 

A PROPOSITO DELLA FESTA DELL'UNITA' A BOLOGNA..

settembre 2011

Fare un giro alla festa dell’unità di Bologna è un’esperienza particolare, sembra di stare al motorshow solo con in più tanti stand gastronomici tanti concerti e qualche dibattito. Il 02/09/2011, a cavallo di una crisi che ormai ha fatto saltare il sistema economico di diverse nazioni e che è pronta a darci il colpo di coda che ribalterà anche l’Italia, dopo l’ennesima manovra finanziaria che ha ipotecato un’altra porzione del futuro di chi abita questo paese, a pochi giorni da uno sciopero generale, il pd di Bologna decide di invitare il ministro alle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli. Si proprio a Bologna , la città della truffa del civis, e della prossima del peoplemover. Loro vorrebbero parlare di Bologna come snodo del traffico delle merci e dei corpi verso l Europa di realizzare la metro a in città, di grandi opere per rilanciare il mercato. Noi, attivist@ del cs TPO, vogliamo parlare di un paese sull’orlo del baratro mentre il governo si vezzeggia con opere come il ponte sullo stretto di Messina e il TAV, spiegare che i territori che abitiamo sono beni comuni e non risorse di mercato, raccontare quello che abbiamo vissuto in Val di Susa … quello che i nostri corpi hanno fatto per assediare il cantiere e di quello che i nostri corpi hanno subito per questo, vogliamo sapere perché i nostri contributi ( quando abbiamo uno stipendio per versarli) invece di andare a preparare le pensioni del futuro debbano essere usati per opere inutili, costose e spesso anche dannose e che vanno a ingrassare le tasche dei soliti pochi noti.. avremmo anche due cose da dire sulla libertà di movimento per chi desidera un futuro migliore ma ce le teniamo per un’altra volta.

Ad aspettarci un reparto di celere e uno di digos, più qualche guardia del corpo davvero truce.

Il dibattito inizia e appena parla il ministro parte la contestazione. Striscione, le bandiere NOTAV prese al campeggio di lotta a Chiomonte, fogli con i miliardi di euro che ci costano le grandi opere, e poi ognun@ di noi aveva da gridargli un personale messaggio. Al nostro coro si sono aggiunte diverse voci di gente stanca della casta, simpatizzanti più incazzati di noi. Non riuscendo più ad ascoltarsi ci cedono il microfono giù in platea ma ormai abbiamo conquistato il palco e buttare giù chi farà l’intervento sarebbe sgarbato e antidemocratico (perché per loro la democrazia è la possibilità di avere un microfono in mano dire la tua e sparire, i cinque minuti di celebrità). Così come quando finiamo l’intervento ci fanno notare la loro enorme democraticità, visto che ci hanno fatto finire di parlare anche se avevamo tirato in ballo la ccc e la cmc, gli ribadiamo il nostro concetto di democrazia diverso da quello di un talk show con la scorta armata e c’è ne andiamo. C’è ne andiamo da quel nonluogo per tornare nei territori reali che come abbiamo cercato di spiegare sono beni comuni… e irrequieti

 

 
 
 
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