Creato da tiger_papier4ever il 18/03/2009 |


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Erano due gli spot censurati ma questo mi sembra davvero pericoloso come contenuto...
direi che rischirebbe di fare pensare troppo!![]()
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A PROPOSITO DI MARONI
Post n°460 pubblicato il 10 Settembre 2011 da tiger_papier4ever
Il volto dei notav e le balle di Mr. Numa – Solidarietà alle notav arrestate! Un grande affettuoso abbraccio e solidarietà totale dal movimento notav. Movimento notav Con queste semplici ma intense parole il movimento ha salutato alle prime luci dell’alba via-telegramma Nina e Marianna, militanti notav arrestate nella nottata dalle truppe di occupazione. Ancora una volta, un’ampia ed epica iniziativa del movimento notav minimizzata e ridotta ad una descrizione da codice penale dal parterre mediatico mainstream (pressoché identico, con piccole variazioni). Tra questi, spicca sempre per il surplus e l’eccedenza narrativa che lo contraddistingue il pennivendolo-pagato-dalla-Questura Massimo Numa, sicuramente anche ieri esaltato reporter embedded “dalla prima linea del fronte”, magari a bordo di uno dei tanti mezzi che facevano su e giù per le strade sterrate di Clarea, Maddalena ed Avanà, tenute impegnate da centinaia notav per oltre 3 ore. Chissà cosa avrà visto questa volta Mr Numa, dall’altro lato della barricata… Forse anche lui disponeva di uno di quei visori notturno con cui le truppe occupanti avrebbero riconosciuto tanti “volti noti” della protesta (secondo quanto raccontato nel suo nuovo orrendo articolo). Oggi però il “giornalista” ha preso un bel granchio (anzi due!) che merita(no) di essere smascherati per rendere chiaro il metodo programmatico con cui questo delatore prezzolato svolge il suo sporco lavoro. Nell’articolo in questione () si narra delle 2 arrestate definendole una “un’autonoma di Chiomonte”, l’altra “un’anarchica di Rovereto”. Non sfugga la grossolana tipizzazione che presidede ai suoi identikit. Facciamo allora un piccolo zoom, andiamo un po’ più da vicino e vediamo chi sono realmente le 2 notav arrestate. La 38enne, conosciuta da tutto il movimento come Nina, è effettivamente di Chiomonte, dove è stata una presenza fissa nel campeggio (poi presido) per tutto il mese di luglio. Non risultà però essere “un’autonoma” (in ogni caso, dovrebbe essere lei a riconoscersi ebventualmente cme tale). Nina è una volontaria del 118 che da mesi segue il movimento notav prestandovi servizio medico di prima urgenza. Un servizio sempre più necessario dato il copioso uso di lacrimogeni sparati ad altezza uomo (come ancora ieri, anche nei confronti di manifestanti fatti oggetto di tiro al bersaglio durante il rientro all’abitato di Giaglione, quando tutto era già finito). Nina è stata arrestata mentre soccorreva un ferito, con lo zaino pieno di garze e medicinali. Con questo smascheramento dovuto delle menzogne numesche (toccha inventare un nuovo aggettivo!) non intendiamo certo dire che la solidarietà del movimento notav sarebbe altrimenti venuts meno se le 2 arrestae fossero state un’autonoma di Torino o un’anarchica di Rovereto. Presenza che nel movimento ci sono (così com’erano ieri presenti nutrite delegazioni di compagn* di Bologna, Pisa, Genova, Milano, Roma..etc) e continueranno ad esserci, parti di un movimento ormai in grado di tracimare dal suo territorio d’origine per l’empartia e il consenso che suscita ovunque (come dimostra la contestazione di ieri a Genova contro l’ad di Trenitalia Moretti). Come già descritto su queste pagine (e sull’infosfera dei social networks che ormai funge da effettiva contro-risorsa comunicativa) è andata in scena un’altra epica nottata di mobilitazione notav. I nostri conti ci dicono di circa 700 partecipanti di cui lmeno 500 partiti da Giaglione in fila indiana nel buio del bosco e sotto una luna incerta, ben piantati però su sentieri che abbiamo imparta o conoscere bene. Appena arrivat* alla baita della Clarea uno spezzone nutrito si è diretto verso le reti degli ultimi territori recintati. Al primo slogan (senza che fosse volata una sola pietra) siamo stati fatti oggetto di una raffica di lacrimogeni che ha impestato il sottobosco per ore, immergendolo in una fitta nube tossica biancastra. Le restanti ore i notav più attrezzati hanno porato a compimento lo smanetellamento diu decine di metri di reti. Questo si poteva fare, questo il movimento ha fatto! Ci saranno altre occasioni per andare ancora meglio a segno. Quello che però dev’essere chiaro, è che questo movimento non permettereà la distruzione di questa valle e del prezioso aggregato politico-sociale che per essa si è costruito in questa lunga storia. Troppo abbiamo da difendere! Con buona pace del ministro Maroni e dei suoi naccoliti che continuano a definirci “assassini” quando ieri dovevamo fronteggiare e guardarci le spalle da “tutori dell’ordine” che tiravano lacrimogeni ad altezza uomo e pietre dall’autostrada, ben sapendo che lì in mezzo rischiavano di prendere gente che (a differenza loro) è equpaggiata alla bell’e meglio, senza armi, visori notturni, tute da robocop, idranti e tutto l’armamentario di cui questi dispondgono… mantenuti da tutt* noi! In ogni caso, A sarà dùra… per loro! Submitted by admin on 10 settembre 2011 – 15:43No Comment
danno l’assalto alle recinzioni Bloccata per ore la A32 Torino- Bardonecchia, carabinieri e agenti reagiscono: due ragazze in manette massimo numa inviato a chiomonte Guerriglia senza sosta fino alle 4 del mattino, blocchi stradali, e due arresti. L’ala violenta dei No Tav sembra aver totalmente rinnegato la protesta pacifica.(?????) Una trentina di attivisti hanno occupato l’autostrada fino a notte inoltrata, due ragazze – un’autonoma di Chiomonte e una anarchica di Rovereto – sono state arrestate dalla Digos e dal Nucleo Informativo dei carabinieri. Nel pieno degli scontri, un funzionario della Divisione Investigazioni della Polizia è stato trasportato in ospedale dopo essere stato colpito a una gamba da una pietra: attorno al cantiere della Torino-Lione, ieri notte, si è scatenata una battaglia. Elementi del centro sociale Askatasuna e dell’area anarchica torinese incappucciati, vestiti di nero, maschere anti-gas, armati di spranghe e cesoie, circa 250 estremisti, più un piccolo gruppo di attivisti No Tav della valle, alcuni atterriti e sconvolti per l’azione dei teppisti, hanno tentato di attaccare l’area del cantiere, da più settori. Tentativi falliti nonostante l’uso di arpioni agganciati a corde e grosse cesoie. I danni maggiori pochi metri sopra il varco 4, sotto l’area del museo. Una decina di metri di rete tagliata, strappata anche la «concertina», il filo spinato a due lame sulla sommità delle recinzioni. Prima un lancio di pietre e bombe carta, poi l’attacco alle recinzioni. I reparti anti-sommossa di polizia e carabinieri hanno cacciato anarchici e autonomi dopo più di due ore di battaglia, col lancio di decine di lacrimogeni e una serie di cariche. Forse per la prima volta, carabinieri, poliziotti e finanzieri hanno avuto la possibilità di trasformarsi, da bersagli umani, in cacciatori. Le squadre anti-sommossa sono uscite dal varco 4bis e 5, battendo ritmicamente sugli scudi, manganello alzato, per allontanare i black bloc che sono fuggiti nella boscaglia. I capi dell’autonomia, ancora ieri, rassicuravano i media via Sms: «Non succederà niente, sarà tutto tranquillo». Un tentativo (forse) per mascherare le vere intenzioni, pianificate da almeno 48 ore. Una pioggia di pallini d’acciaio calibro otto, sparati con fionde professionali, colpiscono senza sosta le lamiere dei mezzi, i caschi tipo U boot e le protezioni delle forze dell’ordine. Contemporaneamente, nell’area archeologica, i No Tav hanno tentato un altro assalto, di nuovo fallito; un massiccio uso di idranti e di lacrimogeni ha respinto una trentina di incappucciati. A mezzanotte gli scontri sono ripresi vicino ai viadotti della A32. Di nuovo pietre, di nuovo bombe-carta, lanciate con rudimentali mortai, simili a quelli sequestrati nei boschi alcuni giorni fa dai «Cacciatori di Calabria». Un’immagine, da sola, dà il senso a questa assurda e inutile notte di violenza, una manifestazione di rabbiosa impotenza. Una donna con la bandiera No Tav sulle spalle, illuminata in pieno dalle torce della polizia, che quasi si getta su due incappucciati. Per fermarli: «Basta, smettetela, non dovete fare così, basta!». L’urlo si spegne nel fragore dei petardi agganciati ai bulloni e alle pietre. Donne e uomini, adulti e ragazzi, gente comune che aveva aderito alla mobilitazione, si allontanano verso i sentieri, immersi in una nuvola di Cs e gas urticanti. Sarà difficile, da parte di chi sta governando l’ala violenta dei No Tav, convincere queste persone a ritornare di nuovo nei boschi di Clarea per manifestare contro la linea ferroviaria. Perché il pericolo di farsi male, adesso, coinvolge tutti, manifestanti e forze dell’ordine. I Vigili del fuoco hanno strettamente collaborato con polizia e carabinieri per azionare gli idranti e per puntare le torri faro, sopravvissute miracolosamente ai lanci di pietre. I Vigili sono stati a lungo impegnati anche per spegnere un’incendio appiccato dalle frange violente ad un boschetto sopra la galleria di Giaglione. Per la giornata di oggi è prevista una manifestazione pacifica. Maroni…e dai! Submitted by admin on 10 settembre 2011 – 15:44No Comment Con determinazione, coraggio ed umilità gli oltre settecento partecipanti alla passeggiata notturna, armati di cesoie, (si di cesoie!) hanno dimostrato che le ragioni sono più forti delle reti e…l’inverno è vicino e forse a rassegnarsi dovrà essere il mnistro. Nella notte, due notav sono state arrestate, a loro va tutta la nostra solidarietà E' EVIDENTE CHE PERSONAGGI COME MARONI VOGLIONO USARE LA PAURA COME METODO PER GIUSTIFICARE QUALUNQUE AZIONE MILITARE.. RICORDATE BUSH??
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