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AMADOU E MARIAM SENEGAL FAST FOOD
DEDICATO A CHI VIENE TRATTENUTO NEI C.I.E. PER LA SOLA COLPA DI ESSERE SENZA
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LA CENSURA SU YOU TUBE
LO SPOT CENSURATO
Erano due gli spot censurati ma questo mi sembra davvero pericoloso come contenuto...
direi che rischirebbe di fare pensare troppo!![]()
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CONTESTAZIONE NO TAV A BOLOGNA
Post n°468 pubblicato il 20 Settembre 2011 da tiger_papier4ever
PD …Smacchiatori di leopardi (contestazione No Tav a Bologna) settembre 19, 2011 m3
Festa dell’Unità, contestazione NOTAV – Bologna, 18/09/2011 Sì, lo confesso: avevamo nella borse bandiere e fazzoletti No-Tav. Ebbene sì: volevamo sollevare le bandiere durante il discorso di Bersani alla Festa dell’Unità, magari anche fargli qualche domanda sull’appoggio del PD al Tav, apoteosi di incoerenza da parte di un partito da cui pure ci si aspetta di tutto. Tempo di riunirci davanti alla sala dibattiti e, pur non avendo addosso alcun segno di “riconoscimento” e pur non avendo facce poco raccomandabili, veniamo avvicinati da un paio di agenti della Digos. Ci chiedono i documenti. Qualcuno di noi pensa che abbiamo dato nell’occhio in quanto fermi in gruppo, anziché deambulanti tra gli stand. Personalmente penso che siamo intercettati: forse anche perché non mi rassegno all’idea che uno sparuto gruppo di persone sorridenti e pacifiche possa suscitare sospetti per il solo fatto di essere lì in crocchio e di lanciare qualche occhiata a una sala dibattiti. Ci riconsegnano i documenti e dopo un po’ ci raggiungono altri due compagni. Ci incamminiamo verso l’interno della sala, ma i primi due vengono fermati: chiesti i documenti anche a loro, in più vengono perquisite le loro borse, dalle quali escono fuori due cartelli No-Tav. E’ la goccia che fa traboccare il vaso: “Seguiteci nel posto di polizia, procediamo all’identificazione”. Il tono è anche leggermente brusco, del resto se si arriva a tollerare dei cartelli, dove mai andremo a finire? Chiediamo di poter venire anche noi; ci dicono: “Stateci lontani”, e si avviano. Ci verrà poi concesso di aspettare i nostri compagni all’esterno del posto di polizia, ovviamente a una certa distanza. Dopo un po’, gli “identificati” escono, seguiti da un agente della Digos, che ci comunica che la nostra presenza non è gradita al PD: c’è anche da esserne fieri, per carità, ma ci chiediamo che senso abbia tutto questo. Proviamo a discuterne con l’agente, che viene presto raggiunto da un canuto signore, che intuiamo essere uno degli organizzatori della Festa dell’Unità. L’uomo è indignato, ci dice che siamo a casa sua, che va benissimo il dissenso ma ci sono momenti e momenti (come se il momento in cui è presente il segretario del partito non fosse quello più logico), e che -fondamentalmente- potevamo restare lì ma standocene buoni. Saprò poi che, nel frattempo, a Chiara -nostra compagna e fotografa freelance- viene perquisita la borsa della macchina fotografica. Le fanno tirare fuori tutto, filtro per filtro, obiettivo per obiettivo. A quanto pare è famosa: “Sappiamo benissimo chi è lei”. Suspence. A questo punto, riproviamo ad entrare nella sala dibattiti: niente da fare, accesso sbarrato dagli agenti della Digos. Nel frattempo i poliziotti in divisa sono avanzati di una postazione, come nei giochi a premi, e sono pronti a intervenire in caso di necessità. Non potendo entrare, optiamo per un’alternativa: estraiamo le nostre armi (bandiere e fazzoletti) e cominciamo una piccola marcia silenziosa. Gli agenti della Digos ci seguono, creando la situazione paradossale di sembrare No-Tav anche loro, in marcia dietro le nostre bandiere. Una signora coi capelli bianchi esce da uno stand e ci fa una ramanzina, aggiunge qualche frase fatta come “Non si può essere sempre contro” e sfiora il sublime quando dice che, a differenza del PDL, loro sono sempre pronti al dialogo. Un collega di stand la invita a rientrare e a non darci troppa confidenza. Torniamo davanti alla sala dibattiti, in attesa che Bersani -diffuso in stereofonia a beneficio dei pochissi Plastica metafora del pomeriggio è l’uscita dell’uomo delle metafore, ormai avviato ad essere una metafora di se stesso: ad accompagnarlo, le note de “I cento passi”; Fellini non sarebbe riuscito a fare di meglio. Nel frattempo la radio del PD, come un cinegiornale LUCE, parla di un’inesistente ressa di fan attorno a Bersani, che in realtà non deve sgomitare molto per tornare all’aria aperta. Impossibile seguirlo: si allontana blindato. Come il PD. Massimo Sanguinetti liked this post Parigi: NO TAV alla Buissonnière il 25 settembre 2011
proiezione e concerto benefit....
In Italia da una ventina d'anni la Val di Susa lotta contro la costruzione della linea ad alta velocità (TAV) che dovrebbe connettere Lione a Torino. Gli abitanti della valle sono risoluti a non lasciar distruggere il loro territorio per il profitto dello Stato e degli imprenditori, che vengono considerati come degli "invasori". Anche numerose persone venute da fuori partecipano alla lotta esprimendo la loro solidarietà contro questo progetto che incarna la logica capitalista. La costruzione del TAV è la manifestazione concreta di una visione del mondo che oscilla fra la volontà di ricavare sempre più profitti e l'utopia industriale e tecnologica. Per molti è una pietra in più nell'edificazione del nostro sfruttamento e della nostra oppressione. Alla fine questa lotta è diventata una linea di fronte contro lo Stato e il capitalismo. Questa battaglia conosce dei tempi forti e dei periodi di calma che sono delle riposte dirette all'avanzata effettiva del cantiere. I NoTAV si organizzano in assemblea. È qui che sono decisi gli orientamenti e le modalità della lotta. L'obiettivo è chiaro: impedire, attraverso gli strumenti considerati più appropriati, l'inizio dei lavori. L'occupazione dei vari cantieri, fino alla loro stessa distruzione come nel 2005, così come il sabotaggio del materiale, permettono il blocco immediato delle ruspe. A medio e lungo termine l'aumento del costo dei lavori ha lo scopo di costringerli a rinunciare al progetto, che ha già inghiottito delle somme colossali. Il solo apparato sbirresco e militare, presente in forza nella valle, costa ogni giorno allo Stato moltissimi soldi. Lo scorso giugno il cantiere della Maddalena è di nuovo occupato al fine d'impedire i sondaggi, già effettuati sul lato francese. Gli occupanti sono stati sgomberati a colpi di bulldozer e di gas lacrimogeni. Sono in 50.000, disposti su tre cortei simultanei, ad attaccare il 3 luglio la gabbia nella quale gli sbirri hanno chiuso il cantiere. Tutto quello che è stato fatto, quel giorno, è stato assunto collettivamente, ivi compresa la solidarietà con i/le quattro imprigionati/e e questo malgrado i tentativi di divisione da parte del potere. L'assemblea ha risposto "siamo tutte e tutti black bloc". In luglio, la Libera Repubblica della Maddalena in esilio si è organizzata in un nuovo accampamento per continuare l'assedio del cantiere, ma questa volta a Chiomonte. In agosto l'assedio si è esteso stabilendo un nuovo accampamento alla Baita, che è sul tracciato del cantiere. Malgrado la pressione quotidiana degli sbirri (pattuglie notturne nei boschi e sui sentieri, raid e controlli), la costruzione dell'accampamento continua! Concretamente le persone in loco invitano tutti e tutte a raggiungere la valle per partecipare all'occupazione. Questa potrebbe anche diventare l'occasione per incontrare della gente che lotta e per tessere nuovi legami con dei compagni locali e stranieri. Per la costruzione del campo e per la sua difesa servono braccia, materiale e attrezzi in quantità!
È in solidarietà con la lotta contro il TAV che organizziamo alla Buissonnière, uno squat nella banlieue parigina, una discussione-proiezione seguita da un concerto il 25 settembre a partire dalle 15 fino alle 22 (indirizzo : 3, place Moreau David, RER linea A, Fontenay-sous-bois). La cena e le bibite saranno a offerta libera: i benefici serviranno a comprare del materiale per l'edificazione e la costruzione dell'accampamento e per le spese giuridiche legate agli arresti (mandati, avvocati). Per maggiori informazioni: http://labuissonniere.toile-libre.org No Tav: appello per la legalità in Val di Susa
I cantieri continuano a incombere sulla Val di Susa e politici e amministratori non mostrano alcuna voglia di ascoltare i cittadini, che lanciano un appello. Ecco l'appello del Comitato No Tav Torino Premessa Decine di migliaia di persone chiedono semplicemente di essere ascoltate, chiedono un confronto vero, pretendono che alle loro ragioni - scientificamente documentate - si risponda entrando nel merito. In cambio ricevono insulti e l’accusa di voler difendere il loro piccolo cortile, di volersi opporre al progresso, di non rispettare le regole: slogan e accuse infondate in risposta ad argomenti seri, a pratiche di protesta pacifica, all’utilizzo rigoroso di ogni spazio previsto da leggi e procedure. Viceversa il governo e le potenti lobby che governano l’economia e la finanza, con l’appoggio di partiti di maggioranza e minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l’Unione Europea pur di assicurarsi un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto. Hanno scatenato una grande campagna mediatica per nascondere le dimensioni e le ragioni dell’opposizione, per screditare il movimento notav presentandolo come covo di estremisti e sovversivi: la criminalizzazione del dissenso è un’arma micidiale a cui ricorre solo chi disprezza il confronto democratico e le regole condivise. Oggi, fallito ogni tentativo di comprare il consenso e la benevolenza di cittadini e sindaci, il governo sta preparando una nuova prova di forza: il Prefetto assicura che “sarà il Questore a decidere tempi e modi” per installare il primo cantiere. E mentre la campagna di disinformazione si intensifica rispuntano le intimidazioni mafiose e le provocazioni che si ripetono puntuali dal 2005 ad oggi, dagli incendi dolosi dei presidi notav alle buste con le pallottole. In nessun caso indagini serie hanno portato a individuare i responsabili, ogni volta il movimento notav ha denunciato la natura mafiosa di tali gesti, ha riaffermato e rivendicato con orgoglio il carattere pacifico della propria lotta, ha invitato a cercare esecutori e mandanti tra chi ha interesse ad avviare i cantieri. Se questo è il quadro non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo rimanere in silenzio e ci rivolgiamo a singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura affinché si uniscano a noi in questo appello. Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa Come singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura:
Il nostro riferimento continua ad essere la Costituzione, quella Costituzione nata dalla Resistenza e oggi troppo spesso violentata. Per queste ragioni esprimiamo la nostra solidarietà alla resistenza notav e ci impegniamo a sostenerla concretamente. Torino, 7 Giugno 2011 Primi firmatari (tra i promotori a Torino di "Presidiare la Democrazia"): Comitato notav TorinoEsposti no tav al ministro Maroni e al comune di Chiomonte Submitted by admin on 19 settembre 2011 – 16:08No Comment
Esposto rivolto al ministro Maroni Esposto recinzioni rivolto al sindaco Renzo Pinard | |||||||||||

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