Creato da pinguina_felice il 27/08/2007

Franny's World

News da Dublino

 

Eccomi qui!

Post n°111 pubblicato il 08 Aprile 2012 da pinguina_felice

Eccomi qui! Ma solo per darvi una buona e una cattiva notizia!

Cominciamo dalla buona, per farmi perdonare!

Tatan! Torno dopo un anno intero e mamma! Sono diventanta mamma il 22 dicembre scorso di una splendida cucciola che ho chiamato Maya!

Da qui la brutta notizia. Se mentre ero in gravidanza non ce la facevo a gestire tempi e fatiche, ora è tutto fuori discussione!

L'unica cosa che ora mi riesce aggiornare è il mio twitter, ho cancellato anche facebook! Ah, se mi volete seguire sono @Franny'sWorld e anche il mio alter ego @LiquoriceGirl. Sto cercando comunque di portare avanti le mie storie e il mio mondo fantasy!

Ma di blog ne potrò tenere solo uno e ho deciso per wordpress, quindi se volete seguirmi potrete farlo qui! Spero tra un poco di poter cominciare a scrivere di nuovo, perchè mi manca! Spero sia solo questione di organizzazione!!!

Per il resto a presto!

 
 
 

Post San Patrizio

Post n°110 pubblicato il 29 Marzo 2011 da pinguina_felice
 

Lo so che sono passate due settimane, ma a essere sincera non so quando mi riprenderò da tutto ciò!  Ho lavorato sei giorni, cinque dei quali abbiamo visto più di 5mila visitatori… sì, avete capito bene!

Il picco della settimana è stato registrato il 18 quando abbiamo accolto 6500 persone.

Il risultato di tutto questo è stata una Franny molto, molto, molto stanca, che avrebbe ucciso per un abbraccio (non lo so, mi capita quando sono stanca!) e che ha avuto la brillante idea di sognare, indovinate cosa? Un’enorme fila di clienti la notte del 6° giorno! Stavo sognando la fila senza fine, e stavo muovendo il mio braccio per mandare le persone in una certa direzione, e quando ho aperto gli occhi, stavo, in effetti, muovendo il mio braccio… spero che non sia brutto come sembra altrimenti non sopravvivrò all’estate.

In più al momento sono a casa malata e non posso parlare! Penso davvero che sia dovuto all’arietta afosa che ho preso all’entrata quel giorno!!!!! Aaaaaargh!

Detto questo, sento di condividere un paio di cose interessanti che ho imparato durante quei giorni:

-Secondo un cliente la miglior città della California è San Francisco. Il fatto che venisse da lì non conta!

-In caso di emergenza impari a conoscere meglio le persone con cui lavori…anche chi ha il tuo stesso numero di scarpe! Possono dire quello che vogliono, ma sono una persona che sa lavorare in team!

-Essere una macchinetta per biglietti umana è più divertente di quello che pensavo! Stavo dando biglietti in cambio di numeri di prenotazione ed ero immersa nelle scartoffie!

-Ricevere abbracci quando sei distrutta, non ha prezzo! Ho sempre adorato gli abbracci, ma suppongo sia obbligatorio in questi casi! Dovrebbero metterlo come parte della routine dopo giorni così pieni!

-Più è elevato il numero di persone che ci viene a trovare, più il numero di stupidi/rozzi/maleducati aumenta… in effetti già lo sapevo! Non so il perché, nessuno lo sa! Ma mi piace confermare!

-Ho dei bei….ehm….pantaloni. Mi ha detto questo un ragazzo, suppongo il protagonista di un addio al celibato! Era vestito da donna e indossava un’enorme parrucca rosa ricciolina e dei giganteschi occhiali da sole con la montatura rossa! Mi auguro si fosse vestito da solo! Ero così stanca che ho solo detto “Wow, bel vestito!”. Da qui la risposta!

- Posso confermare che gli olandesi hanno le montature per occhiali più strane. Le adoro e prima o poi le userò per una delle mie storie!

-Non importa quante volte vedi qualcosa e quanto sei stanco, ci sono delle cose che sono divertenti. Quindi la condividerò con voi:

Sembra che uno dei problemi principali che le persone abbiano, sia con la macchinetta dove si possono comprare i biglietti con la carta di credito. Ci sono  due pulsanti sul touch screen: Ritirare biglietti e Comprare Biglietti.  “Ok, non è difficile!” mi direte. Ma quello che vi posso dire è:

a-     Un sacco di persone preme direttamente Ritirare biglietti e cerca di mettere il numero della carta di credito nella linea dove ci andrebbe il numero di prenotazione!

b-    Un sacco di loro, semplicemente passa la carta senza scegliere nessuna opzione prima!

Poi una volta che riuscite a premere Comprare biglietti dovreste scegliere quello che volete e passare la carta. Sfortunatamente la maggior parte delle persone sta lì e continua a passare la carta pensando che prima o poi il computer leggerà le loro menti!

Poi una volta che hai il tuo biglietto puoi saltare la fila ed entrare direttamente nel museo!

Ora, tralasciando le persone che apparentemente preferiscono farsi una buona mezz’ora di fila, e tralasciando anche quelli che cercano di passare la carta nella porta con accesso agli spogliatoi dello staff oppure quelli che cercano di passarla sull’immagine che appare sul touch screen, vi racconterò del vincitore della giornata!

Un signore (non vi dico da dove veniva perché chi mi conosce o conosce il lavoro ha già indovinato!) è stato mandato a comprare i biglietti alla macchinetta. Era tra le ultime due, una con due bottoni Comprare e Ritirare e l’altra con solo Ritirare. Ovviamente lui cercava di comprare su quella che diceva solo Ritirare.

Io- Posso aiutarla?

Cliente-Non funziona!

Io- Sì, questa è solo per ritirare i biglietti! Dovrebbe…

Cliente- Non funziona!

Io- Ha prenotato in linea!?

Cliente- …

Io- Quindi, proviamo l’altra!

Cliente- (cerca di passare la sua carta senza selezionare quello di cui aveva bisogno.)

Io- Perché non scegliamo qualcosa prima?

Cliente- (mi guarda sperso.)

Io- Ok … (premo Comprare per lui. Ero davvero preoccupata per il figlio che sembrava perso. Magari è una cosa di famiglia!) che cosa vuole comprare?

Cliente- Due!

Io- Ok, quindi un adulto e un bambino, giusto?

Cliente- ….

Io- Ok…ora può passare la carta….

Dopo di ciò li ho mandati dentro, ma credetemi, per quanto ero stanca, ho fatto un incredibile sforzo per non ridergli in faccia!

Ma ora è finita….oh no, l’estate è alle porte! Povera Franny!

A presto!

 
 
 

Solo per il maestro-racconto

Post n°109 pubblicato il 07 Marzo 2011 da pinguina_felice
 

E dopo molto tempo, pubblico un nuovo racconto. Lo avevo scritto per un gioco letterario tra blog su questa piattaforma. L’originale è stato scritto in inglese, quindi chi può lo vada pure a leggere sull’altro mio blog!

A chi lo abbia già letto durante il gioco suggerirei di leggerlo nuovamente, dato che avevo dovuto mutilarlo terribilmente per rinetrare nei limiti imposti dalle regole!

Buona lettura!

 

Solo per il maestro

 

Finalmente, dopo secoli l’avrò indietro, la mia cara Deirdre…

La amo, deve essere mia questa volta. Sono stato sempre un gentiluomo. Era la moglie di un altro, prima, ma adesso no…

A lungo ho cercato quei meravigliosi capelli corvini e quegli occhi zaffiro. Ce ne sono molte come lei ma nessuna è la mia Deirdre. Non hanno lo stesso profumo, lo stesso gusto, lo stesso sapore.

“Oh, mi dispiace” disse chinandosi subito per aiutare la ragazza a raccogliere i libri.

“Perché non stai più attento? Ho fretta!” disse senza neanche guardarlo. Raccolse in fretta le sue cose e se ne andò, i capelli danzavano sulla sua schiena.

“Hei, scusa… ti sei scordata questo” la richiamò. Era troppo lontana.

È mia, la voglio.

***

“Scusa” sussurrò.

La biblioteca del centro commerciale Ilac era un buon posto per studiare, molto più silenziosa di quella universitaria, piena di compagni di corso rumorosi e ciarlieri.

La ragazza alzò lo sguardo dai suoi libri e infastidita guardò la persona che l’aveva interrotta, fissandone gli occhi.

È ancora perfetta, anche con quegli occhi arrabbiati.

“Chi sei?” chiese.

“Aidan” rispose con voce profonda.

“Ok, Aidan, sto studiando, devo finire questa tesina… ” rispose velocemente.

“Volevo solo darti questo” disse passandole una piccola agenda.

“Oh, grazie” e dopo un poco “Quindi eri tu quello che mi hai buttato per terra l’altro giorno!”. Prese l’agenda e la esaminò per controllare che tutto fosse a posto.

“Mi dispiace… ti ho chiamato ma sei scappata”.

“Ero in ritardo per la mia le… aspetta un minuto” ridusse gli occhi a due fessure blu “Mi stai seguendo?”

“No! O meglio, sì. Dovevo farlo se volevo ridartela!” sorrise e cominciò a camminare lentamente verso l’uscita.

“Hei, Aidan” lo richiamò. Lui si girò per incontrare il suo viso sorridente “Grazie” arrossì.

La voglio, è mia.

Tutto verrà, devo solo aspettare.

***

 

“Dee, non pensi di aver bevuto troppo per questa sera?

“No, non ti preoccupare! Sto bene” Dee disse e mantenendo un precario equilibrio sui tacchi alti, camminava con la sua amica. Uscirono dal pub The Temple Bar, come sempre affollatissimo.

“Chiamiamo un taxi!”

“No, tu chiamalo se vuoi. Io vado a prendere un autobus a O’Connell Street” Dee disse. “Ciara, non ti preoccupare, ok? Ci vediamo domani!”

Dee se ne andò, l’aria frizzante della sera e la pioggerellina la aiutarono a riprendersi un po’ “Sarà un miracolo se domani non mi addormenterò al lavoro”. La tesina era finita, poteva rilassarsi adesso.

Camminò per una stradina, passò di fianco al ristorante spagnolo e si coprì il naso con la mano per l’odore che proveniva dall’interno. “Ok, forse ho bevuto troppo” disse tra sé.

Quando raggiunse il fiume notò che c’erano ancora un sacco di persone, nonostante fosse molto tardi. Si sentì meno in colpa e sorrise tra sé.

Attraversò il ponte Ha’penny e fu allora che notò una figura familiare.

“Ai…” stava per chiamare Aidan, il simpatico ragazzo che le aveva riportato l’agenda. Si bloccò non appena lo vide con un’altra ragazza. I due sembravano davvero intimi, camminando assieme, i corpi così vicini; lei sembrava quasi adagiarsi su di lui “Beh, penso che si divertiranno stanotte!” e sorridendo di nuovo se ne andò. Pensò che le sarebbe piaciuto incontrarlo di nuovo dato che era veramente affascinante, con i suoi capelli lunghi e scuri e i suoi occhi verde smeraldo. Le sue labbra erano sottili e soffici anche alla vista. Il suo viso, forse un po’ troppo pallido era comunque sexy. Sentì una stretta allo stomaco “Andiamo, devo ancora ringraziarlo per l’agenda!” pensò e ridacchiando andò per la sua strada.

***

Non sono forte a sufficienza ma la voglio lo stesso. Sarà mia questa volta.

Camminando nella notte raggiunse la biblioteca. Era sicuro di trovarla lì.

“Dee? Giusto?” chiese.

“Aidan, ciao…” disse imbarazzata. Tirò la sedia da sotto la scrivania e la liberò della borsa e della sciarpa “Vuoi sederti?” chiese.

Lui sorrise e si sedette vicino a lei.

“Che studi?”

“Non molto, per la verità. Penso di aver bevuto troppo ieri e oggi ho lavorato, così fisso per lo più le pagine vuote!” sorrise guardandolo negli occhi.

Dopo qualche minuto di sguardi ricambiati e silenzio imbarazzante lui chiese:

“Perché non usciamo a cena una volta?”

“Stasera? Sì, non ho nulla da fare” disse. Lo guardava negli occhi sperando che non capisse quanto lo desiderava.

“Sì, facciamo stasera allora” disse e guardando davanti a sé, abbassò lo sguardo.

Uscirono dall’Ilac, la biblioteca stava chiudendo, il centro commerciale era chiuso da un pezzo e le luci di Natale erano riflesse soltanto dalle decorazioni nelle vetrine dei negozi chiusi.

“Guarda, quegli stivali sono esattamente quelli che voglio” Dee disse tirandolo alla vetrina, indicò il paio che intendeva, ma poi sembrò fissare il vetro invece.

“Dee?” chiese.

“Sì? Ok! Sto bene!” disse e fissando i suoi lineamenti muoveva gli occhi velocemente per studiare il suo viso “Andiamo?”

Si recarono al Taste of Emilia, cibo italiano e un paio di bottiglie di vino rosso.

“Vedi? È il vino che ha sempre la meglio su di me!” Dee disse. Persa nei suoi pensieri, fissava il profilo di Aidan.

La voglio e basta, non m’interessa non essere ancora pronto. La voglio e basta.

“Facciamo una passeggiata?” Aidan chiese.

“Allora hai ancora la lingua! Sì, sarebbe l’ideale!”

Percorsero il ponte Ha’penny, la notte era fresca e con la scusa dal venticello freddo Dee gli si premette contro. Anche lui era freddo.

Attraversarono la strada, salirono i pochi gradini per entrare in una stradina stretta, diretti a Temple Bar. Sotto l’arco era più scuro del solito, Dee sembrava camminare a fatica e continuava a guardarsi intorno, in particolare il soffitto.

“Scusi…” disse una voce dietro di loro.

Dee si voltò e vide una vecchietta bassa e gobba. Aveva uno scialle di lana sulle spalle e un cappello giallo sistemato tra i capelli bianchi.

“Scusa, cara… posso chiederti un favore?” chiese.

Dee guardò Aidan, che continuò a camminare per un poco e poi si fermò ad aspettare poco distante, stava fissando le sue scarpe. Dee guardò negli occhietti acquosi della vecchia, e pensò di vederli gialli, ma poteva essere un effetto del vino.

“Sì?”

“Posso usare il tuo cellulare?”

“Scusi?”

“Posso usare il tuo cellulare?” la vecchia insistette “Ho bisogno di sapere come sta mia sorella… è in ospedale e ha subito un intervento”

“Beh…”

“Per favore!” disse di nuovo con la sua faccia rugosa.

“Va bene” Dee disse e le allungò il cellulare.

La vecchia con un piccolo salto le strappò dalle mani il cellulare e corse dentro la porta scarsamente illuminata, coprì con una mano il telefono e cominciò a parlare.

Dee le andò dietro per riprenderlo, guardò Aidan cercando aiuto ma si sorprese vedendolo parlare al telefono, stava piangendo.

Spiando all’interno, Dee riuscì a vedere un grande sacco dell’immondizia su un lato, da dove veniva un odore pungente.

“Scusi?” cercò di attirare l’attenzione della donna, ma lei le fece cenno di aspettare. Stava parlando in una lingua che Dee non afferrava, o forse, stava solo parlando velocemente.

“Hai messo i soldi sul mio conto?” furono le uniche parole che riuscì a cogliere “Non m’importa, fallo subito…sangue? A-ah….va bene, questa è l’ultima volta se non pagate…”

Dee era nervosa adesso e guardando alla sua destra notò una scala di pietra stretta, in cima alla quale si trovava una piccola porta di legno.

“Scusi…” Dee tentò una seconda volta. “Davvero, devo andare” e rivolgendosi dietro di lei urlò “Per favore, Aidan, mi serve aiuto qui”

Nessuno apparve. Udì un rumore dietro di lei e quando si voltò, vide una cosa orribile. Al posto della vecchia signora c’era una creatura diabolica, la sua pelle decomposta era di color marroncino.

Dee fece qualche passo indietro ma colpì il sacco, che cadde al suolo e dalla sua apertura fuoriuscì un braccio. Dee urlò e cadde per terra, le sue gambe tremavano.

“Aiuto! Aidan! Aiuto!”  urlò.

“No, tesoro, Aidan ha finito con te oramai e soprattutto, non è stato invitato…”

Dee la guardava, piangeva ma tentava di allontanare le sue mani sudice.

“Ah, devi essere proprio tu questa volta. Un’altra sarebbe già svenuta” la creatura sorrise “Non ti preoccupare, non morirai comunque…tu sei per il maestro….ti sta aspettando” disse facendo cenno verso la piccola porta.

Dee lottò con tutte le sue forze ma poi perse i sensi…il mostro la trascinò su per le scale.

Sì, sta arrivando. Questa volta sarà mia per sempre…

 
 
 

Aggiornamento n7

Post n°108 pubblicato il 24 Febbraio 2011 da pinguina_felice
 

Come ho anticipato nello scorso aggiornamento, ho cominciato a inizio febbraio un corso di dieci settimane di scrittura per ragazzi tenuto da Jane Mitchell.

Mi piace molto e mi fa sentire bene considerate tutte le cose che stanno accadendo intorno a me. Non sono di buon umore ultimamente per una serie di problemi che mi circondano, ma la scrittura è il mio personale salvagente così mi ci aggrappo! Non voglio neanche pensare a cosa potrei fare senza!

Ma parliamo del corso! Durante la prima lezione ci siamo presentati e poi Jane ci ha spiegato come funzionerà. Dovrebbe essere divertente, saranno analizzati tutti gli elementi più importanti da tenere in conto durante la stesura di un testo e, se tutto va bene, alla fine del corso dovremmo avere la bozza di un romanzo di cinque capitoli. È meraviglioso. Se questo si avvererà, avrò nel mio computer tre bozze, di cui una finita per lo meno!

La storia riguarda il mio mondo fantastico, Sonrisa, ma è ambientata molti anni prima degli eventi del primo libro che ho scritto. Non dico di più per il momento!

Abbiamo anche avuto da fare i compiti per la lezione successiva. Dovevamo buttare giù il progetto di scrittura e anche leggere un libro. Non pensavo potessi leggere un libro in una settimana. Ok, non era Il signore degli anelli (cosa che sto ancora leggendo…sì, sono ancora al primo libro dall’anno scorso..non dirò che mi ha già sconfitto però! Per il momento almeno!) ma abbastanza lungo: House of many ways (tradotto in italiano “La casa per ogni dove”, che suona orribile alle orecchie!) di Diana Wynne Jones. È la regina inglese del fantasy, punto e non vi rovinerò neanche una frase del libro, dovete solo leggerlo! Mi piacerebbe avere tale fantasia e abilità un giorno o l’altro.

Mi sento soddisfatta tuttavia di aver raggiunto il mio obiettivo, anche se almeno un paio di persone erano riuscite a leggere due o anche tre libri. Questo è senza dubbio qualcosa che farò quando sarò in pensione! O quando sarò una scrittrice che riuscirà a vivere della sua scrittura!

La seconda lezione riguardava i personaggi. È stata una bella sfida direi. Il piccolo esercizio che abbiamo fatto in classe riguardava il ritrovamento di un cappotto; bisognava elencare cinque oggetti che il proprio personaggio aveva lasciato nelle tasche senza descriverlo ulteriormente, senza dare altre informazioni. Per il compito bisognava descrivere il personaggio mangiare qualcosa usando solo cibo, strumenti e abitudini. Non avevo mai provato a pensare in questo modo. E credetemi, è stato più difficile così rispetto a descrivere il personaggio nella maniera “standard”!

Credo proprio che la regola “mostrare non raccontare” sia un poco più chiara nella mia testa adesso anche se difficile da applicare.

Per approfondire l’argomento ho letto i capitoli del libro Fantasy and Science Fiction di Philip Athans.

La cosa strana e simpatica è stata scoprire che stavo già facendo qualcosa di quello che diceva senza rendermene conto! Nonostante io sappia di avere molto bisogno di duro lavoro mi sento bene per questa scoperta.

Un’altra notizia riguardante la scorsa settimana. Mi sono sentita male quindi sono stata a casa. Ho deciso di dare retta al mio compagno e stare a letto per lo meno un giorno. Alla fine del pomeriggio avevo finito di leggere un libro intero. Nulla di grande, un libro fantasy per adolescenti ma ricordo che l’ultima volta che l’ho fatto ero ancora alle superiori! Mi sono sentita bene!

Infine martedì sono andata alla terza lezione. Abbiamo trattato l’ambientazione e la sua influenza sul personaggio. Come il personaggio percepisce l’ambiente in base alle sue emozioni. Come compito a casa abbiamo da scrivere due pezzi brevi su come un personaggio percepisce lo stesso ambiente in due situazione opposte. Sarà divertente!

Mi piace molto lo stile di Jane. Ogni volta che seguo un corso imparo qualcosa di nuovo e qualcosa di diverso. Mi sento un po’ goffa a volte perché sono l’unica a non essere madrelingua inglese, ma questo è il percorso che ho scelto e cercherò di fare del mio meglio!

 

A presto!

 
 
 

I nuovi pirati

Post n°107 pubblicato il 08 Febbraio 2011 da pinguina_felice
 

Perché le persone hanno sempre odiato i pirati?

Perché erano sporchi. Perché erano criminali. Perché erano violenti. Per tutto ciò pensavano fossero pericolosi per la società.

E sì, sotto un certo punto di vista erano tutto ciò. Beh, erano tutto ciò, ma non solo!

Lo so che molto probabilmente non mi crederete, perché chiunque mi conosca un poco di più, lo sa che vado matta per questi mitici cani rognosi e l’epoca d’oro della pirateria. Tuttavia, questo non è né il momento né il luogo in cui tenterò di spiegarvi la mia passione! Lo farò in uno dei prossimi post.

Quello che voglio dirvi qui è che la pirateria non è scomparsa! Esiste ancora nel mondo, nella vita di tutti i giorni. E non venite a dirmi “Oh sai che novità! Lo sappiamo! Lo leggiamo su tutti i giornali!”. Perché non mi riferisco ai fatti successi in medio oriente o quel genere di cose!

Quello di cui vi parlerò sono pirati che vivono tra di noi e che di solito sono ritenuti fantastici dalla maggior parte.

Non sono neanche veri pirati, sono più dei corsari. Sono autorizzati a comportarsi così da chi sta al potere.

Per chi non sa nulla riguardo ai corsari, e crede che corsaro sia sinonimo di pirata, fatemi spiegare. Erano in sostanza pirati, come gli altri. Quindi rubavano, uccidevano, distruggevano villaggi, violentavano e rapivano, tutto per il vile denaro! MA (perché è un grosso ma!) erano autorizzati a farlo dai governanti e attraverso loro del re in persona che, a essere sinceri, sedeva sul suo trono in Europa difficilmente al corrente di ciò che di sicuro poteva accadere nel nuovo mondo. Loro pagavano al governatore una percentuale del bottino o gli davano schiavi per assicurarsi la libertà d’azione.

Allora immaginate di chi sto parlando? No, non sono i politici…in effetti sono inclusi nella categoria, è ovvio. Quello di cui parlo è qualcosa alla quale non si pensa immediatamente: la classe manageriale (siamo onesti, non si può definire in altra maniera) in ogni grande compagnia.

Più grande è la compagnia e peggiori e più violenti sono i pirati.

Dico questo perché si comportano come loro, rapendo i nostri neuroni, distruggendo e derubando i nostri cervelli e violentando il nostro modo di essere.

Nonostante questo c’è una grossa differenza tra questi nuovi pirati e quelli leggendari. Badate, non voglio né che siate d’accordo con me né che crediate che io giustifichi totalmente quelli vecchi.

Ma ciò che conta è che i vecchi pirati, e forse anche i corsari, avevano un codice morale. Sì, avete sentito correttamente!

Nonostante fossero immorali per la maggior parte delle volte, avevano un codice e soprattutto, rispettavano il codice che c’era tra di loro, senza considerare il grado che indossavi o la tua razza o il tuo credo. Erano davvero tutti uguali per il codice.

Apparentemente si ritrova la stessa cosa tra i nuovi pirati, ma è esattamente ciò che odio di più con tutto il cuore: apparenza!

Si mangiano l’un l’altro non importa come. E ovunque è la stessa storia perché quello che conta è il denaro….ma non ci sono regole, nossignore, non ci sono regole nello spartire il bottino…nulla!

E ora rispondete: chi dei due pensate sia peggio?

A presto

 

 

PS. Stavo correggendo il post quando ho visto per caso questo video, penso che possa essere inserito qui. (Come sempre per avere i sottotitoli usate l’opzione cc…non arriveranno mai in italiano queste cose!)

Anche questi sono pirati, ma della risma peggiore. Cercano bambini e gli impediscono di pensare con le proprie teste fin da tenera età. È disgustoso.

 

 

Ma, vedete, non sono solo I cristiani. Dopo l’ultimo post potreste pensare che mi accanisca solo su di loro. Eccone un altro simpatico! (per i pochi che non lo avessero colto, l’ultima frase era ironica!)


 
 
 
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