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LA NECROPOLI DELL'OSTERIA A VULCI: LA SCOPERTA DI NUOVI TESORI

Post n°317 pubblicato il 31 Marzo 2012 da zoeal
 

Talvolta capita di cercare una cosa e non trovarla ma in compenso se ne trovano altre di cui si ignorava l'esistenza. E' praticamente sucesso questo agli archeologi che sono incappati nella nuova necropoli di Vulci sino ad oggi rimasta nascosta sotto un campo coltivato. Stavano cercando l'ubicazione della "Tomba del sole e della luna" detta anche dei "Pilastri scannellati" scoperta e documentata da Vincenzo Campanari nel XVIII secolo ma poi ricoperta per restituire terra alle coltivazioni, invece hanno trovato un sito che desta meraviglie ad ogni centimetro di terra che si sta scavando. Gli scavi, iniziati a novembre del 2011, stanno riportando alla luce numerose tombe, di cui un paio, sicuramente principesche. Le dimore funebri sono scavate in un basamento di tufo, con la consueta forma a "T", cioè composte da un dromos e un vestibolo sul quale si aprono le camere funerarie. Per il momento ne sono state individuate due di grandi dimensioni ma gli archeologi affermano che stanno scavando in un piccolo fazzoletto di terra, rispetto all'immensità che dovrebbe essere quel sito. Bisogna considerare infatti che le tombe vulcenti, scoperte fino ad ora (vedi tomba di François ad esempio) sono relativamente poche in relazione alla dimensione metropolitana (per quell'epoca) che aveva assunto Vulci nel periodo di maggior splendore: 120 ettari per una popolazione di 20.000-30.000 abitanti.

La prima tomba possiede un dromos di circa 27 metri con una pendenza del 15%. Per ora non è stato possibile aprire le camere sepolcrali poichè si trovano al di sotto di una strada ma sono in arrivo le autorizzazioni per chiuderla al traffico e costruire una deviazione. Gli archeologi sono arrivati a scavare sino all'inizio del vestibolo che ha restituito una splendida sfinge in nenfro, forse opera di un artigiano etrusco di Tuscania, dove sono stati fatti altri ritrovamenti identici. La tipologia di sfinge permette di datare la tomba intorno al 600-550 a.C.. Si allaccia inoltre ad un gruppo scultoreo ritrovato sempre a Vulci, a suo tempo trafugato dai tombaroli, venduto all'estero e ora esposto al museo di Amburgo. In alcune tombe adiacenti al dromos, sono stati ritrovati altri frammenti di sfingi, databili questa volta intorno al 500-420 a.C. La necropoli ha restituito anche altre particolarità, come alcune tombe a pozzetto per incinerati; queste tombe ricalcano le modalità di sepoltura di epoche precedenti con la caratteristica però che non sono un semplice pozzetto ma sono volutamente scavate a forma antropomorfa. Pare inoltre che  le sfingi avessero assunto a Vulci una valenza rituale e non solo una moda dato che la loro presenza nella necropoli è durata per almeno un secolo ed è stato inoltre ritrovato un vaso a figure nere del cosiddetto "pittore di Monaco" che in modo inusuale per lui, ha voluto rappresentare anche lì delle sfingi, delle quali una presenta una testa di colore bianco che identifica una sfinge di sesso femminile. Anche sulle pareti del dromos si aprono alcune tombe, sono state infatti riportate alla luce, una tomba di bambina (se ne deduce dagli oggetti ritrovati), una tomba a fossa con un corredo di 25 oggetti ed un altra con delle olle a rete integre e in una nicchia (cosa curiosa) le ossa di un cane. La seconda tomba principesca è molto monumentale. Intorno sono stati ritrovati dei muretti a secco costruiti con pietre diverse di vari colori con la presenza di numerosi buchi per paletti di piccole dimensioni, situati su un piano di tufo in forte pendenza, forse originariamente presentava dei gradini. All'interno dei muretti non sono stati ritrovati oggetti ma materiale bruciato. C'è la possibilità che questi muretti intorno alla tomba, fossero degli altari sui quali si è praticato il culto del defunto anche per molti anni successivi alla chiusura della tomba. Da ciò si deduce che il defunto fosse stato un personaggio particolarmente importante tanto da aver dato luogo al culto pubblico dell'"Eroe". Per il momento sono state individuate sei camere sepolcrali, non ancora aperte, ed alcune tombe ai lati del dromos. Tali tombe sono state violate in epoca antica per cui depredate degli oggetti in metallo prezioso ma non del vasellame per cui ci sono buone possibilità di ritrovare un corredo molto ricco all'interno delle tombe principali. I nuovi scavi, riguardano anche i dintorni di Montalto di Castro, proprio vicino alla ex centrale nucleare. In località "due pini" , scavata su un pianoro di calcare, è stata ritrovata una necropoli. Le tombe, tutte violate, hanno la caratteristica forma a "T" e presentano anch'esse delle particolarità: in una è stato ritrovato lo scheletro di un cavallo, un piccolo equino alto circa 130 centimetri; un' altra, invece è stata denominata la tomba del "single" perchè pur avendo un dromos, un vestibolo e la forma a "T", presenta una sola camera sepolcrale a destra con i resti di un solo inumato. Attendiamo con trepidante attesa gli ulteriori sviluppi di questi scavi che promettono altre belle sorprese. 

 
 
 
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POETA ESTEMPORANEO

In ricordo di Morbello Vergari, ultimo poeta Etrusco

Il reperto archeologico

Riuniti insieme, un gruppo di signori

stavano discutendo di un oggetto

un giorno appartenuto ai padri etruschi.

Il dottor Tizio disse ai suoi colleghi:

-La mia giovane eta', non mi consente

di pronunciarmi il primo e francamente

ammetto che non ci capisco molto.

Il dottor Caio esprime il suo parere

dicendo-Per me, questo è un utensile

che usavano gli etruschi,

per servire vivande sulla mensa

D'altro parere il professor Sempronio

e in questo modo dice il suo giudizio:

Questo per me, è un vaso da ornamento

che serviva su un mobile di lusso

a contenere fiori profumati.

Infine il professor Tal dei Tali:

Con questo afferma usavano gli antichi

nelle grandi e solenni cerimonie

offrire a gli dei superi d'Olimpo

e il loro sacerdote in pompa magna,

libava e alzava questo vaso al cielo;

quindi spruzzava santamente l'ara,

del vin pregiato in esso contenuto.

-Giusto-dicono tutti gli altri in coro-

la Sua tesi convince, professore.

Due etruschi ch'iabitaroni in quei luoghi

in permesso quassu' dai Campi Elisi.

Si fermarono ad osservar la scena.

-Tarcone-Aule chiese-cosa fanno

quelle persone riunite insieme?

-Non so',non saprei dirti veramente;

non riesco a comprendere il dialetto,ma

quel che sembra un tantinello strano

è, che stan discutendo con passione,

tenendo un nostro orinalaccio in mano.

 

 
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