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Il museo archeologico di Orbetello

Post n°303 pubblicato il 19 Maggio 2010 da zoeal
 

Situato nella struttura imponente della ex polveriera Guzman costruita dagli Spagnoli nel 1692, è molto piccolo contando un solo stanzone (ma ci assicurano che sarà presto inaugurata un'altra sala che accoglierà i reperti romani) ma è molto suggestivo. Raccoglie reperti etruschi ritrovati nei dintorni della città (che come sappiamo possiede ancora larghi tratti dell'originaria cinta muraria ciclopica), a Talamone (Tlamu) e presso il tempio di Talamonaccio il cui frontone di terracotta che raffigura "I sette contro Tebe", è conservato in altra sede. Oltre ai vasi attici, ai buccheri, ai vasi etruschi a figure nere, sono esposti i particolarissimi reperti del ripostiglio del tempio: una vera specialità. Possiamo ammirare una collezione di candelabri in bronzo di mirabile manifattura che recano decorazioni floreali ed animali, particolarissimo quello in cui è raffigurato un gatto che si arrampica lungo lo stelo per cercare di raggiungere un galletto all'estremità, una grande patera bronzea decorata con soggetti orientali ed alcuni oggettini che non ho visto in nessun altro museo. Generalmente si ritrovano miniature di oggetti in terracotta come piccoli bacili o brocchette, invece nella stipe votiva di Talamonaccio sono state ritrovate vere e proprie miniature in metallo di armi (asce bipenne, spade, lance) e di oggetti agricoli (badili, aratri falcetti) di ottima fattura e curati nei particolari se pensiamo che misurano solo pochi centimetri. Mirabili anche i due elmi del tipo Montefortini con paraguance, la collezione di monete romane tardo repubblicane e imperiali, i resti in ferro miracolosamente conservati di attrezzi agricoli, piedini e decorazioni di mobili. Interessante la collezione di armi, ritrovata sempre nel deposito vostivo di Talamonaccio composta da diversi tipi di lance e lunghi coltelli simili al "pugio" romano. Sembra che non siano mai state utilizzate, forse erano ex voto o più probabilmente vi erano state nascoste per essere reperite all'occorrenza oppure per sottrarle alle aggressioni galliche. La necropoli ormai perduta di Orbetello, scavata nell'800, ha restituito una reticella d'oro per capelli, alcune lamine d'oro, dei bottoni e degli orecchini in lamina d'oro di fattura tipicamente etrusca la cui lavorazione non era stata portata a termine, un paio di bulle, bottoni ed un anello nuziale di ottima fattura ricavato riciclando un preesistente orecchino.
Un  grazie alla bravissima guida di domenica scorsa e speriamo che iniziatice come quella di "Amico museo" si ripetano spesso.

 
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POETA ESTEMPORANEO

In ricordo di Morbello Vergari, ultimo poeta Etrusco

Il reperto archeologico

Riuniti insieme, un gruppo di signori

stavano discutendo di un oggetto

un giorno appartenuto ai padri etruschi.

Il dottor Tizio disse ai suoi colleghi:

-La mia giovane eta', non mi consente

di pronunciarmi il primo e francamente

ammetto che non ci capisco molto.

Il dottor Caio esprime il suo parere

dicendo-Per me, questo è un utensile

che usavano gli etruschi,

per servire vivande sulla mensa

D'altro parere il professor Sempronio

e in questo modo dice il suo giudizio:

Questo per me, è un vaso da ornamento

che serviva su un mobile di lusso

a contenere fiori profumati.

Infine il professor Tal dei Tali:

Con questo afferma usavano gli antichi

nelle grandi e solenni cerimonie

offrire a gli dei superi d'Olimpo

e il loro sacerdote in pompa magna,

libava e alzava questo vaso al cielo;

quindi spruzzava santamente l'ara,

del vin pregiato in esso contenuto.

-Giusto-dicono tutti gli altri in coro-

la Sua tesi convince, professore.

Due etruschi ch'iabitaroni in quei luoghi

in permesso quassu' dai Campi Elisi.

Si fermarono ad osservar la scena.

-Tarcone-Aule chiese-cosa fanno

quelle persone riunite insieme?

-Non so',non saprei dirti veramente;

non riesco a comprendere il dialetto,ma

quel che sembra un tantinello strano

è, che stan discutendo con passione,

tenendo un nostro orinalaccio in mano.

 

 
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