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Creato da IlGrandeSonno il 01/02/2007

¤ La Torre ¤

§ assorbimento ed eliminazione (dei colori del mare e del cielo) §

 

è mattina e non si sveglia

Post n°631 pubblicato il 06 Luglio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

Ho calcolato il tempo che ci vuole per arrivare da qui all'età del niente, ed è un minuto e quindici secondi. Questo significa che è già qui, ora e subito, specie in una città vuota, una città senz' anime.
Sì? beh... uh! Qualcosa a volte passa ma è così trasparente ed intermittente che non mi rappresenta niente. Come dicevo, è qui, ora e subito, l'età del niente.
Fiori fatti di gambi foglie e spine, anche per oggi non si
profuma l'aria, è ridere senza averne l'aria, veramente? E' proprio questa l'età del niente? epperò non si dovrebbe cedere alla bellezza di parole ubriache clonate, ma puoi davvero perdere il cammino e poi ritrovarlo, o come disse Yeats: " how can we know the dancer from the dance? ", come distinguere chi danza dalla danza, però si deve perchè la danza è nebbia e chi danza vaga nelle sue spire e si flagella con le sue stesse mani, ed i dispersi vagano lasciati ad estinguersi senz' ombra da lasciare ed i cuori ibernati nell'età del niente sono gli anni che dell'aria di niente si sono pasciuti e poi vantati, vestiti e denudati alfin senza destino e dire che pertanto vatuttobene, alquanto, c'è comunque un cuore che batte per niente e che trema per un indomani senza niente, sai quei visi senza età, dall'età indefinibilmente vaga, ed i colori che sono passato, seppiato, e la certezza ha disertato sicura di non vincere, specie in quelle notti che se non canti crolli, quelle notti con quelcertononsoche che sa tanto di fine eternità peso degli anni.
Au revoir, Tempestina.

 

 

 
 
 

maltempo in arrivo dal Canale

Post n°630 pubblicato il 05 Luglio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

Per squarciare il silenzio
quando il sole squarcia il cielo
non sapendo da quale parte del giorno
si cadrà,
quando il sole è sempre là
ed incrocia lo sprofondo del solco dell'onda
raggrinzita come una fronte
quando cerca di dire che ha vissuto,
quando la voce non s'immischia
con l'ombra così presente nella sua alba
come se la vita non potesse che ferire
cercando nei ricordi
dio solo sa quale confessione
a barricate cadute chissà quando,
senza sapere più abbastanza bene
cosa ancora cadrà dal cielo
quando tutto va in malora
e tuona.

 

 
 
 

Investigator

Post n°629 pubblicato il 04 Luglio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

Nessuno conosce la storia dell'investigator?
Come ve lo devo dire?
E' proprio strana...Investigator.pdf

 
 
 

effemeridi

Post n°628 pubblicato il 02 Luglio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

Il sole è puntuale
alla sua ora.
I lampioni s'accendono
ed il giorno s'abbuia tra le dune sotto i pini.
Assenza di nubi e Stella Maris bassa:
si prega lo Sparviero
- dove si vorrebbe dimora -
di restare nel quadrante.

Quando la sera non è ancora sicura
lo sguardo gira in giro
ma non trova che parole invisibili  per terra.
E' deludente recitare di realtà improbabili
sotto un cielo così alto
(così alto il cielo sul mare).
La vista pretende sbirciare la vita
ma si perde tra una ragazza  
dai sensi in piena stagione
ed un cargo alla fonda stagnante.

Tramonto.
Almeno si taccia
e si guardi l'orizzonte
vecchio come la luna
ed altrettanto puro.

 

 
 
 

garbo di mare

Post n°627 pubblicato il 26 Giugno 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

distesi come lucertole pigre
nel riflesso di mille soli danzanti
senza bussola mi perdevo...
...

 

 
 
 

Meteo - schiz(z)o postmoderno

Post n°626 pubblicato il 22 Giugno 2011 da IlGrandeSonno

 

 Tirreno settentrionale

 
Avvisi ai naviganti  
 
 
 
BOLLETTINO EMESSO
ALLE ORE 00:00 UTC DEL 22/06/2011
Aggiornamento delle ore 16:22

Mercoledi 22 Giugno
Vento da SE, forza 2. Mare calmo. Temperatura dell'acqua in superficie: 22.1° C.

Giovedi 23 Giugno
Vento da S, forza 3. Mare quasi calmo. Temperatura dell'acqua in superficie: 22.3° C.

Venerdi 24 Giugno
Vento da NE, forza 2. Mare quasi calmo. Temperatura dell'acqua in superficie: 22.2° C.

 

Chissà cosa fa il sogno quando si sveglia?
Quando anche l'ultimo uomo e l’ultima donna si sono svegliati e camminano lungo il marciapiede, quando anche l’ultimo sogno si spegne ed esce al rumore dei quartieri suburbani, guizza via dai dormitori-alveare, si sperde sui nastri di bitume che si allontanano attraverso periferie trascurate e la cosiddetta vita è smantellata, messa a terra, un sottosuolo, un niente senz'altre spinte, un verde atrofizzato da rifiuti che non sono concime ed affonda nella realtà degli uni sugli altri, uomini e cose, nei caffè, nelle pompe di benzina, nelle edicole, vedi come appaiono calme le parti esterne inerti? le stesse facce imprigionate da false risoluzioni evidenti al punto che sembrano determinate sì, ma in filigrana, miscele di tempo da iniettarsi, saltare da un impegno all’altro, selezionare il peggio, scagliarlo via, ma dove va il sogno di giorno?
Forse è là alla base delle colline, tra i pannelli dell’ autostrada, tra quelle pareti disdicevoli alla vista ed antirumore piazzate sugli alti muri di cemento per contenere  la parte inferiore dello scorrere delle auto. Là sembra che anche la vita possa davvero scorrere ancora.

Così misi un canto sulle colline di giugno ed una nottata di lucciole danzanti, la pelle che cambiava come d'estate sui rami le foglie, rannicchiati silenziosi mentre gli occhi e le mani affondavano nel buio e l'amore si fermava come una lucertola sul muro tinto di giallo dubbio e futuro chi lo sa? lo sai che s'intreccia d'attese la vita, oh scusami scusami, non so più quello che dico, non so più quello che penso, così era allora, così è oggi, come sarà domani? ma ci sarà un domani? dove credi che tutto finisca?
Ancora qui.
Qui dove siamo.

Forse il sogno è là.
Forse è sulla punta del molo, sotto il faro, tra le carcasse di uomini di niente e di tutto, o certi tentativi di continuare ad esserlo, uomini all’aperto che studiano l'orizzonte, osservano il volo dei gabbiani, raccolgono piccole pietre rotonde smussate dalle maree, inutilmente colorate, levigate, quasi trasparenti nostalgìe segrete, nascoste e cifrate e senza codice, le parole compattate di senso a forza di passaggi, non solo di opinioni, nemmeno di fede, forse in seguito si vedrà, c’è sempre un altro primo passo, l’ultimo non lo vuole nessuno.
Chissà cosa fa il sogno quando si sveglia?
Non va in nessun luogo.
Non è in nessun luogo.
E’ solo una voce tremolante sulla terra che si prende la consegna di tenerti basso.

 

 

 

 
 
 

corridoi

Post n°625 pubblicato il 10 Giugno 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

Ogni giorno
passa la mano al seguente
...

 
 
 

Chiaroscuro

Post n°624 pubblicato il 08 Giugno 2011 da IlGrandeSonno

 

 

Chiaroscuro oscuro
d'una melodia ben poco urbana
...

 
 
 

lo squero di Senzuno

Post n°623 pubblicato il 02 Giugno 2011 da IlGrandeSonno

 

 

Di conserva ora si naviga

 


Voglio bere - alla boccia del marinaio -
una gozzata di pace mai vista.
Voglio berla con lui
e come lui sudato,
perchè in questo giorno
caldo e soleggiato siano pacate
le parole sussurrate
forse perchè tristi.
Ma l'ho dette così
col rispettoso e pulito respiro
dei nostri anni vissuti inverosimili.


........................

La virata


In vento e in vela
albeggiando si partiva furtivi
verniciati a festa
verso quadranti d'agguato
sogghignando da squali
verso l'Imeneo.
Il riso di chissà quante donne
impresso nel nostro cristallino
come prua e timone.
Onda dopo onda il mare s'è fermato
ed i sorrisi
e i volti
momenti per sempre perduti
volati,
volati via col vento
che annaspa tra la mente
e scivola sul viso.


..............................

Lo scarroccio


Bajon di mare
nel canto della sera
l'ultima vela bolina lenta
al calasole

Quel ch'era azzurro rosseggia
nel grigio.
L'aria è piena del tempo perduto.

Mormorìo di schiuma
sul bordo della notte.

Volo sghembo d'una lucciola
sull'erba matura
coi latrati lontani
rimbalzano le valli.

L'aria è colma di tant'anni passati.


......................


Primi bagni di stagione


Questa bellezza di maestrale
schiaccia e spolvera nuvole intramate
fugge il mare davanti al suo respiro
e spinge il nuotatore intirizzito
tremante del giugno la sua febbre
dell'onda arrovesciata
- sotto smeraldo
sopra azzurro sera -
e nella spuma purifica il suo corpo.

Soffia il vento che gira
e giravolta
segnali a riva aizzati controcielo
sabbia turbinamente altera visi
dondola il mondo e oscilla
prima che faccia notte e poi s'acqueta.


...................

Regata a bastone

 

Si timonò allegri
con un rottame di scafo
sotto soli infocati e diacce tramontane.
Andare!Andare!Andare!
Dove non si sapeva
il perchè non esisteva.
Adesso che si sa
ci sentiamo morire ogni sera.

...................

 

 
 
 

plenilunio

Post n°622 pubblicato il 21 Febbraio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 
 
 

vola.barca bianca vola

Post n°621 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

 
 
 

approdo

Post n°620 pubblicato il 06 Febbraio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

 

 

 

.

 
 
 

bordo di poppa

Post n°619 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

 
 
 

baia di pietra

Post n°618 pubblicato il 01 Febbraio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

 
 
 

avviso ai naviganti

Post n°617 pubblicato il 26 Gennaio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 
 
 

moto o non moto..?

Post n°616 pubblicato il 23 Gennaio 2011 da IlGrandeSonno

 

 

 

 

 

 

 
 
 

tecniche di respirazione

Post n°615 pubblicato il 08 Dicembre 2010 da IlGrandeSonno

 

 

Un istante di voce bassa
rauca e neghittosa
note di vita blindate all'occorrenza
metti
la parola cielo
la parola cuore
posale là e lasciale allignare
che s'allarghino
- prendano pure polvere - e non
restò che
sabbia negli occhi e povero sangue
voli interrotti da improvvide cadute.

c' è da scoprirsi in quella voce
nelle ceneri di parole
come terra, cielo, morte, vita:
c'è da riconoscersi
in quello spessore pietroso
nella resistenza fatta di parole
compattata di sensi calpestati
di nervi possibili
di muscoli mentali
di connessioni in quel troppo
che sembrò possibile
e fu invece inverosimile.

 

 
 
 

teoria tolemaica

Post n°614 pubblicato il 30 Novembre 2010 da IlGrandeSonno

 

 

Appena svanirà l'azzurro
sarà di nuovo denso niente,
ma
- alla via così disse il capitano -  
perchè qui il tempo ormai
è segnato da tacche incise
dalla nostalgia nella memoria
(quegli scagliosi e dentati sogni rugginosi).

Qui i mesi e gli anni  me li faccio io,
un privilegio che forse non vorrei
ed il ritorno
anima mia
potrebbe essere lieve
considerando il tempo breve e come
m'allontanai e fuggii in uno spreco di grigiore
a passi lenti
indietreggiando con la mente.
Così per non morire di disumanità
la vita mi si desta
un modo come un altro
un modo come tanti
per respirare
in un mondo senza vanti.

 

 
 
 

le barche trascurate ai moli

Post n°613 pubblicato il 19 Febbraio 2010 da IlGrandeSonno

 

 

Tornerò, mia Penelope, una volta o l'altra tornerò, ma lascia che per ora io vaghi senza una meta in quest'isola sorta dalla bruma, oggi come ieri. Somiglia alla mia Itaca, come la scorsi dalla terrazza di Salivoli, ma tutti sanno quanto si assottigli il vero mondo nella nebbia, quanto l'impossibile divenga più possibile del reale e certe forme non siano più alberi nè cavalli e quell'uomo che brucia vecchi rami e foglie secche in verità è un assassino ed in quel falò sta bruciando un cadavere, vedi là un braccio irrigidito ed una gamba scomposta? forse l'ha tagliata, ma la curiosità è come un cane che mi morde le caviglie e mi spinge avanti, però quel cadavere sembrerebbe il mio ed allora scappo, corro, ma via dall'asfalto, via dai limiti, su per Le Carline, per quel sentiero tracciato da banditi e partigiani che s' infila dentro il bosco oscuro e senza uscita. Nell'ombra la mia ombra si perde e cammina infelice per aver indovinato la scelta di non avere scelto; io invece scelgo di risalire la corrente d'un derisorio gorello d'acqua verdastra fino alla sorgente, una specie di lento sciabordio giallognolo odoroso di corruzione di foglie, ed anche peggio, perchè non tutte le sorgenti arrivano al mare e non tutte le sorgenti sono fontane, per sfortuna, nella bruma, nel crepuscolo, nel freddo, nell'avventura.


Tornò al tramonto.
Fosse stata una traversata, immaginava
e fu l'inizio d'una fine.
A remi nella rotta di ritorno
prese l'onda che allontanava
le calde lunghe mani dell'acqua
Nella voga i pensieri a stillare
gli interludi presunti che lo avevavano
reso uomo a se stesso, agli altri forse.
Ora solidamente ombra cinese
si ancorava alla luce schietta di un tempo
per non retrocedere dal molo,
approdo arcano di una vecchia barca
Il compimento era nel timone
che gli avevano messo in mano da ragazzo
ma di una rotta inesistente.
Notte alta.

 

 
 
 

l'orizzonte raccoglie ferite azzurre

Post n°612 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da IlGrandeSonno

 

 


Tutto rallenta, silenzioso intorno. Leggere correnti ideali m'attraversano. Il mio corpo magro adora muoversi con le piccole contorsioni delle onde.
Da quanto di quel tempo guardo quella linea laggiù? Un raggio di sole attraversa la distesa d'acqua ed illumina quel filo che s'allunga dall'altra parte del mare. Chi c'è dall'altra parte? Dove si va da quella parte?
L'onda è dolce e fresca, io immobile nelle sue variazioni. L'ombra d'un gabbiano si staglia per un attimo sul fondo sabbioso, nella trasparenza: un pesce ombra, un uccello ombra, un uomo ombra, fino alla fine della marea, qui.


il colore non è nel cuore
colmo d'un amore quasi bianco
ma nel ricordo aperto al cielo
in verità è la musica che manca
ed io ho vissuto a orecchio
integro uomo sogno di una mamma.

per descrivere quello
che ispira l'azzurro
uno zoom nel silenzio sfuma nel giustobello
segue panorama lessicale
in chiave di violino un arpeggio
filtra l'algoritmo dello spirito
in punto di fuga:
l'orizzonte.

Dannato old style dell'offbeat
io stupido che fisso
quella linea immetabolizzabile
di fatto una licenza d'isolarsi.
Comandante
non siamo una nave libera?
comandante
non vedi la nostra terra libera?
pausa in riccioli di schiuma
sola risposta
un sottofondo sonoro ventoso
ed il sorriso del mio cane che corre.
Mi resterà della sabbia nelle scarpe.

 

 
 
 
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