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Creato da anonimo.sabino il 06/09/2006

L'altra campana

Itinerario spirituale di un pagano

 

 

SHELA (pausa settimanale)

Post n°1013 pubblicato il 25 Maggio 2012 da anonimo.sabino
 

RETORICA O FOLLIA MILITARISTA?

Nuova beffa per i marò

di Lorenzo Bianchi

PANE di Altamura e l’ultimo cd di Pino Daniele. Ai fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è arrivato un soffio di aria di casa in una giornata di amarezza...Togliere Latorre e Girone da un reclusorio per delinquenti comuni fa pensare a un riconoscimento implicito del fatto che i due sottoufficiali sono «organi dello Stato italiano», come ha sempre sostenuto la Farnesina... Ma i politici autoctoni non hanno nessuna voglia di irritare la potente lobby dei pescatori. «Basta rinvii per ritardi ingiustificati — si è impuntato per la prima volta, evidentemente esasperato, il sottosegretario agli esteri Staffan De Mistura … che denuncia apertamente la «volontà di non mostrare debolezza nei confronti degli italiani». Ieri ha parlato con Latorre e Girone per un’ora…

     Annunciando il rinvio a giudizio, che poi di fatto c’è stato, e la celebrazione del processo entro il mese, l’articolo concludeva: Su internet è scattato un passaparola singolare. I turisti italiani dovrebbero manifestare la loro riprovazione disertando sistematicamente l’India.

     Delirio militarista della stampa che spalleggia questo Staffan De La Minchia: che l’esigenza di giustizia per due lavoratori uccisi sia una prepotenza della “lobby dei pescatori”; temere che laggiù il processo si celebri entro il mese, mentre qui da noi dormirebbe dieci anni;  boigottare l’India; e infine richiamare l’ambasciatore come  poi si è fatto (prassi da dichiarazione di guerra) sono cose da cerebrolesi.

     E il Governo italiano dei Supertecnici sembra non accorgersi che un suo vice ministro prima dichiara lui stesso colpevoli i due militari, patteggiando il risarcimento (a nostre spese, et transeat); poi, invece di accertare i fatti come fa la magistratura indiana, ignaro che in Italia come in India la responsabilità penale è sempre individuale, ne fa una questione politica (Berlusconi ha fatto scuola), coprendoli come “organi dello Stato italiano”. Beh, prima che scarichi così sull’Italia, cioè su di noi, la colpa di un misfatto da accertare, non è il caso di affidare i fucilieri alla nutrita difesa che hanno (che giustamente devono avere) e di richiamare lui, invece dell’ambasciatore?

 
 
 

L'ADDIO DI MOSE'

Post n°1012 pubblicato il 24 Maggio 2012 da anonimo.sabino

106.

     Chiamalo il testamento dello squalo,

ma stermina o morrai, o stirpe ebrea.

Fin dove puoi. Ché prossimo allo scalo,

     io sciolgo qua e licenzio l’assemblea.

Guardo dall’alto il fiume che separa

me dai futuri sogni d’epopea;

     e una benedizione meno amara

vorrei mandare pure all’accozzaglia

che della gloria è totalmente ignara.

     Dico a te, Giosuè: “Questa marmaglia

è il gregge che ti do. Chi non è fesso,

però, dalla mia pista non deraglia:

     d’essere tu il signore t’è permesso;

e a te la gioia che tu levi a loro…”

Io non l’ebbi. E morrò. “Verranno appresso

     altri profeti”, già mi canta in coro

la liturgia;

“ma come lui non sarà mai nessuno”.

E così sia!

 

Questa è la benedizione con la quale Mosè, uomo del nostro dio, benedisse i Figli d’Israele prima di morire… Quindi Mosè salì dalla pianura di Moab sul monte Nebo… E il dio Javè gli mostrò tutto il paese…: “Ho lasciato che i tuoi occhi lo vedano, perché tu non vi passerai”. Quivi morì Mosè, servo del dio Javè… a centoventi anni… E Giosuè figlio di Nun fu pieno dello spirito di sapienza, avendogli Mosè imposto la mano… Ma non è mai più sorto in Israele un profeta come Mosè… (Dt . 33 – 34)

 

   ... Fine del 2° Quaderno (Storia del diritto e di Mosè). Seguirà, prima delle ottave della Storia del West, l'appendice liturgica riepilogativa.

 
 
 

L'EREDITA' DI MOSE'

Post n°1011 pubblicato il 23 Maggio 2012 da anonimo.sabino
 

105.

     Silenzio, o Cielo! Il tuono io ti rubo.

E taci, o Terra, ignobile galera

del solo Estratto, che al quadrato e al cubo

     accanto a sé elevò Colui che v’era!

Parola di Mosè, non una ciarla,

che tutta tiene come in una sfera

     la divina sapienza, quando parla;

tanto che infine un popolo testardo

come te pur s'adopri ad acquistarla.

     Quando Diopadre diede uno stendardo

ai figli numi e  ne segnò  i confini,

donò il più forte a noi, per baluardo.

      Quel nume che non tollera divini

con sé, che beve il sangue degli eroi

e mangia ai re che scanni gl’intestini,

     che annienterà se stesso e i greggi suoi,

senza un sostegno

come Mosè, sì, Geova è il regalo

che vi consegno.

 

Cantico di Mosè: < Prestate orecchio, o Cieli, ché parlo io; e ascolti la Terra, ché la mia sapienza dilagherà come la pioggia… Quando il Dio Supremo diede alle nazioni la loro eredità (meglio i suoi eredi), spartendo i figli dell’uomo e fissando i confini dei popoli, quanto ai Figli d’Israele, questo popolo fu la parte assortita dal nostro dio, Javè, Giacobbe la sua eredità… E Javè solo l’ha guidato; non c’era altro dio straniero con lui… Ma ora Javè giudicherà il suo popolo… “Inebrierò le mie frecce di sangue e la mia spada mangerà carne, sangue di caduti e di prigionieri, teste di condottieri nemici” … Egli  vendicherà il sangue dei suoi servi…> (Dt . 32)

 
 
 

SEGUITO DEL TESTAMENTO DI MOSE'

Post n°1010 pubblicato il 22 Maggio 2012 da anonimo.sabino
 

104.

     Ed ora a te la scelta, bestia adulta:

o il re del Testamento e un Patto acconcio

o un re che scanna i buoi, non li consulta.

     Sia tu il migliore fico del bigoncio

o uno schifo di merda, è il dio d’Abramo

a trasformare in vescovo uno sconcio

     ed a portare il grosso pesce all’amo.

Ed è qui in terra, non dove ci tocca

andare un giorno (manco lo sappiamo),

    premio o castigo. Lui che mano e bocca

ebbe in Mosè mo passa già la briglia

a Giosuè, che invecchia e non s’abbiocca;

     ma è sempre la mia legge che ti affiglia

al nume che può aprire abissi o strade:

resta con lui e gl’infedeli striglia!

     Ché il dolore e la rabbia di chi cade

al tuo fendente

per te, simile a Lui, non vale il tubo

d’un accidente.

 

Questo comandamento che oggi ti do… non è in cielo… e non è oltremare… ma è qui che pongo davanti a te, oggi, la vita e il successo o la morte e il fallimento… Scegli Dio!  (Dt . 30 – Vedremo nell’eretico Libro di Giobbe la lucida, benché manipolata, contestazione di questo fondamento etico) Poi Mosè fece ancora quest’altro discorso a Israele: “Io ho ormai centoventi anni… ma è lo stesso tuo dio Javè che continua a precederti nell’annientare le nazioni…” Infine Mosè chiamò a sé Giosuè…: “Sii forte… E lo stesso dio Javè sarà con te e camminerà davanti a te…” Infine declamò il Cantico che segue (Dt . 31).

 
 
 

SHELA ANCORA

Post n°1009 pubblicato il 21 Maggio 2012 da anonimo.sabino
 

IL BOMBAROLO

     Non riesco a riprendere e concludere la lettura del Deuteronomio, ultimo dei Cinque libri della Tora, senza prima dedicare un post alle studentesse, le “secchione” pendolari che arrivavano a scuola in anticipo da Mesagne, che sono rimaste vittime dell’efferata tentata strage di Brindisi, pur constatando che, come al solito, se ne è parlato già troppo.

     Tutti scioccati, tutti indignati, tutti reattivi?

     Non credo. E non mi riferisco allo sciacallaggio che attorno a simili avvenimenti è sistematicamente orchestrato dai media. Parlo della gente comune. Non posso credere che in un ambiente di provincia un bombarolo possa essere sconosciuto a tutti: c’è chi sa e lo copre con la sua omertà. Spero che prevalga il senso civico dei più;  se così fosse, egli sarebbe non solo immediatamente identificato, ma abbattuto come una bestia irrecuperabile al vivere civile.

    Perché di bestie si tratta, per una azione che non ha un filo di scusante o di possibile comprensione, siano gli autori mafiosi o terroristi politici o individui pazzoidi ma capaci di giovarsi di conoscenze tecniche non comuni. E bestie del genere, che sono capaci di sfogare la loro impotenza su ragazzine innocenti, ove siano con sicurezza individuate, non sono da comprendere, sono da abbattere come cani rabbiosi.

 
 
 
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