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Bad side of my mind

Scazzi vari di un polemico/impertinente/creativo che cambierà il suo paese...prima o poi

Creato da eccelso86 il 20/03/2007

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Un appello (disperato) ai miei coetanei

Post n°187 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da eccelso86

 
 
 

Incapaci di intendere e di votare

Post n°186 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da eccelso86

Cuffie nelle orecchie e Bittersweet Symphony dei Verve che suona. Passo deciso e sguardo lanciato abbastanza lontano da non poter essere raccolto da nessuno.
Se avessi fatto parte di una band sarei stato il cantante; in un gruppo di lupi sarei stato il capo branco; in una battaglia all'ultimo sangue sarei stato il comandante ma mai il generale (che a me piace stare nel fango con gli altri mentre do gli ordini) ma in questo strano e contraddittorio paese dove il paternalismo si sposa con l'immaturità patologica degli adulti non so che cazzo di fine farò...anche perché più mi addentro nelle cose che voglio conoscere e più mi rendo conto che dovrò essere pronto a cambiare idee e convinzioni innumerevoli volte; probabilmente per tutta la vita. Più leggo quello che mi interessa e più capisco che un luogo preciso dove lasciar riposare il mio pensiero anarco-reazionario forse non lo troverò mai.
Tempo fa mi sono ad esempio imbattuto nelle cifre che riguardano i voti dati alla Dc dopo mani pulite e dopo il tentativo della “balena bianca” di rinnovarsi; abbandonando il vecchio ed improvvisamente divenuto intollerabile clientelismo e proponendo una forma di governo dell’isola che fosse nuovo. Bene: il verdetto degli elettori fu disastroso per i democristiani: dal 41,2% ottenuto in Trinacria prima del rinnovamento, si scese ad un anoressico 8,5% nelle elezioni del 1994. Questo cosa voleva e vuol dire? Che la maggioranza dei siciliani premiava e probabilmente ancora premia un certo tipo di dirigenti. Ovvio che c’è qualche povero stronzo che s’indigna, protesta, distribuisce volantini, prende cofani di calci in faccia e magari addirittura muore in “un incidente” ma, per il resto, per il deprimente e sconsolante resto, ognuno si fa i cazzi propri e fa di tutto perché le cose restino così come sono.
Discorso identico per la Calabria e la Campania (le altre regioni del sud le conosco ancora troppo poco). Arrivati a questo punto è inutile pararsi dietro il patetico luogo comune che vuole Napoli, Palermo, Reggio ecc vittime di “una manica di fetenti” e popolate per la maggior parte da gente onesta. A questo punto occorre constatare che qui il rapporto è del tutto invertito: qualche onesto totalmente circondato ed umiliano da un esercito di bastardi senza dignità, onore e cultura. L’estrema sintesi per il nostro paese non può tollerare fronzoli e giustificazioni: ogni popolo ha i governanti che merita; punto e fine della storia. Sono curioso di vedere, ad esempio, quanti voti raccoglierà il “movimento cinque stelle“(magari al 2-3% per miracolo ci arriva). Sono proprio curioso di vedere quante preferenze raccoglieranno i cittadini onesti che si proporranno come alternativa all'attuale classe dirigente e poi confrontarli con quelli raccolti dai politicanti tanto criticati, osteggiati e derisi qui sul web (“luogo” che è forse più d’ogni altro lo straripante raccoglitore delle frustrazioni e delle ipocrisie degli italiani).
Chiariamo: non è che scrivo queste cose per giocare a fare l’intellettuale alternativo che critica la propria epoca e la gente che lo circonda…sono stanco, esausto di dover storcere il naso e vorrei tanto potermi incazzare ed “intossicare” un po’ di meno quando vedo comizi organizzati dai giovani dove i giovani non fanno altro che scimmiottare gli adulti più stronzi. Durante l’assemblea programmatica del giovani Udc ho avuto modo di parlare da non tesserato e di dire la mia (e questa cosa non ho potuto che apprezzarla; e molto). Non ho parlato di “territorio, legalità, lavoro, ricerca ed Università” perché avevo poco tempo e soprattutto poca voglia di ripetere discorsi già sentiti troppe volte e destinati a morire subito dopo essere stati pronunciati. Ho soltanto fatto un appello ai miei coetanei: al di la di tutte le stronzate retoriche, dei convegni in giacca e cravatta e dei vari titoli da presindenti, vicepresidenti, segretari e sottosegretari, è venuto il momento di esigere un cambiamento immediato e rivoluzionario… ma per esigere ci vogliono un bel paio di palle abbinate a qualche miliardo di neuroni attivi e ben connessi tra loro. La cultura è la nostra spada e il nostro scudo ed è solo su quella che dobbiamo puntare per non farci strumentalizzare, ingannare, fuorviare, derubare del nostro futuro. E’ arrivato il momento di osare, di uscire fuori dagli schemi e di proporre cose veramente nuove…è molto più facile di quanto chi è incollato ad una poltrona voglia farci credere, a patto che si accettino alcuni "compromessi" e che non si scada nel fondamentalismo idealista. Basta LEGGERE fino a perdere la vista e VIVERE fino a sentirsi scoppiare il cuore. Le idee, le proposte innovative e concrete ed il tanto declamato rinnovamento arriveranno da soli…basta solo fidarsi fino in fondo del nostro essere giovani. Qualche coglione ci dirà che siamo presuntuosi e che “dobbiamo darci na calmata” ma sarà proprio quello il segnale; il segnale che quel coglione mediocre è spaventato a morte dalla nostra energia positiva. SVEGLIAMOCI; VI PREGO…

 
 
 

IL "CROCIFISSA"

Post n°185 pubblicato il 04 Novembre 2009 da eccelso86

C’era qualcosa, in questo stanco e spesso triste paese, che proprio non andava. Qualcosa che girava male, qualcosa che impediva lo sviluppo e la crescita positiva dei più giovani. Qualcosa che generava una preoccupante disoccupazione. Qualcosa che favoriva un frustrante sistema anti-meritocratico ed una sproporzione abissale degli stipendi tra le diverse classi di lavoriatori .

C’era (ma ora fortunatamente è stato eliminato) un oggetto demoniaco che umiliava l’istruzione pubblica e riduceva il sistema previdenziale ad un enorme debito incolmabile che garantirà pensioni pari a zero alle future generazioni. Per anni politici ed esperti di ogni settore si sono inutilmente confrontati (e scontrati) per trovare la causa suprema di tutti questi dilanianti mali e, finalmente, in un fausto giorno di novembre del 2009, la soluzione è arrivata.
Quel maledetto crocifisso nelle aule scolastiche e nei tribunali impediva la crescita del paese, la progressione laica dell’intera società e generava traumi insuperabili nei poveri piccoli costretti a sopportate la spaventosa vista di un uomo morto in croce da martire.
Quel simbolo, così limitante ed opprimente per le libertà individuali di ogni singolo individuo, doveva assolutamente essere eliminato per sempre. La corte Europea, dunque, ci ha “misericordiosamente” liberato da un insostenibile fardello e ci ha regalato una sentenza che, potete starne certi, migliorerà le condizioni di vita di ognuno di noi: basta con questo cavolo di Gesù Cristo nei luoghi pubblici. Un provvedimento che, per carità, suona perfettamente e logicamente in linea con il concetto a quanto pare irrinunciabile di “stato laico e moderno” ma che, a modestissimo parer dello scrivente, appare leggermente e spudoratamente ridicolo se paragonato alle reali incombenze del momento storico che viviamo. “La democrazia è salva” urla tuttavia qualcuno…anni di battaglie hanno finalmente eliminato quell’orribile simbolo d’infamia dalla vista innocente dei pargoletti italici. Ora nessuna icona anti-democratica potrà turbare le loro influenzabili e deboli menti. Eppure, se ci si ferma un attimo e si travalicano le varie battaglie automatiche delle tradizionalmente deprimenti opposte fazioni in campo, ci si accorge di una cosa.
Che quel Crocifisso è divenuto “Crocifissa” solo da qualche tempo; per moda verso l’astrusità para-intellettuale più che per reale e concreto fastidio o amore per le "libertà religiose"…per una questione di principio rivestita della parola “laicità” al fine di apparire meno superflua e trascurabile. Lasciamo perdere la Lega e le sue ipocrite e confuse battaglie per i “valori cristiani” (che in realtà sono solo battaglie razziste contro i musulmani); lasciamo però anche perdere gli intellettualetti da youtube e Zigleist che amano i Talebani e il loro fondamentalismo islamico e detestano il Cristianesimo solo perché fa figo; solo perché fa molto “progressista” e amante del “diverso“. Chi vuol vedere la realtà dei fatti senza fumarsi hashish usando come cartine le pagine de “Il Codice Da Vinci” sa bene che, il Cristianesimo, nel 2009, è una delle religioni più elastiche e “personalizzabili” al mondo. Quanti cristiani praticanti attendono il matrimonio per la loro prima volta? Quanti di loro fanno sesso solo per procreare, rispettano i digiuni ecc…quanti di loro, in ultimo, si sentono così toccati dalle parole del Papa da essere disposti a morire per gli ideali della “cara” (carissima) Chiesa?
In questa vicenda sembra di scorgere il classico giochetto della “delocalizzazione del problema”. Viviamo tempi convulsi e nevrastenici fatti di squilibri e frustrazioni giornaliere: chi si trova in una posizione privilegiata sa che, ogni tanto, deve canalizzare l’odio e l’insoddisfazione collettive verso qualcosa o qualcuno: un giorno sono i fondamentalisti islamici, un altro sono gli immigrati e i punk, l’altro ancora i terroni e Cristo morto in croce. Dalla Corte Europea, i grandi illuministi, ci hanno dato un fazzoletto rosso da rincorrere ed incornare nella polvere. Ora siamo “laici” e sicuramente più felici. Ora i nostri figli hanno un fulgido futuro ad attenderli. Ora che lo stato è laico tutto cambierà in meglio e vivremo una nuova era di tolleranza-intollerante e di prosperità intellettuale. Rallegratevi fratelli perché Dio non esiste e dopo la morte c’è il buio infinito. Festeggiate perché da oggi siamo uomini liberi o, almeno, dall’alto, così ci hanno detto.
Amen

 
 
 

Boicottiamo le stronzate

Post n°184 pubblicato il 27 Settembre 2009 da eccelso86

Ho scritto questa nota con la consapevolezza che avrebbe potuto sollevare più di qualche critica. Tuttavia, rompipalle, provocatore e stronzo come sono, direi che la cosa non potrà che farmi piacere.
Del resto, è innegabile, la libertà di parola e di espressione non dovrebbero essere concesse a chi dimostra in ogni istante della sua vita di non saperne usufruire nel rispetto del prossimo. Bisogna infatti accettare senza ipocrisie da filosofi di bassa lega che, l'iper-democrazia della parola, crea mostruose dittature del superfluo. Chi, come me, ha più di mille contatti su fb viene difatti letteralmente bombardato da inviti a gruppi inutili ed irritanti del tipo "xtt qulli ke, almn un vlt, anno piant guardnd Hello Spenk", oppure:"Se nn ti iscrv a qst grpp nn vuoi bene al mio gatto". Ecco: questa sovracomunicazione che ci assilla proponendoci il nulla più squallido ha un enorme effetto negativo e abbassa il nostro livello di attenzione generale; sovrastando, quasi sempre, i messaggi che invece sono importanti e meritevoli di larga diffusione. La "dittatura del superfluo" è una fenomeno che si espande in maniera preoccupante (e per me intollerabile) soprattutto su quello che è il più grande social network al mondo.
Che poi, oltre a sovraccaricare le nostre palle, sovraccarica e spesso manda in crash anche l'intero software di gestione di facebook. E non sparatemi la solita frasetta volteriana del:"Eh ma tutti devono essere liberi di dire ciò che vogliono". Ma se non hai obiettivamente un cacchio da dire, non è meglio che taci? Inoltre, un'opera non di censura aprioristica ma di boicottaggio/educazione portata avanti verso questi sempre più numerosi promotori del niente, è fruttuosa sia per loro che per la parte di mondo pensante. Insomma: è inutile che ci prendiamo per il culo con il relativismo assoluto...c'è un limite oltre il quale non si può andare. Esistono cose che sono inconfutabilmente inutili e che vanno quindi osteggiate. Se tanti ragazzi sbavano guardando amici (io stesso, a 18 anni, pur non avendo mai guardato il programma, partecipai ad un provino come "attore") è perchè nessuno li prende a schiaffi e gli dice:"Coglione ma non capisci che è tutto un deprimente trionfo di finzione misto a finto talento?". A me è bastato vedere di persona come sono strutturati i provini per dirmi:"Coglione ma non capisci che è tutto un deprimente trionfo di finzione misto a finto talento?" e giurare a me stesso di non umiliare mai più così la mia intelligenza. Quando si è ragazzini è fisiologico sbagliare ma, se lasciamo gli adolescenti e i pre-adolescenti nella propria inconsapevole sonnolenza ed omologazione, una nuova classe di elettori consapevoli con conseguenti politici degni di rappresentarli quando la formiamo? Se continuiamo a ripararci dietro questo insulso ed irresponsabile elogio alla "libertà totale", che senso ha lamentarci di come siamo ridotti? Criticare i reality è da idioti e qualunquisti se poi non si spiega perchè, il Grande Fratello, andrebbe abolito. Bisogna insegnare alle nuove generazioni, fin dai primi anni di vita, ad essere ipercritiche e a leggere; leggere fino a quando bruciano gli occhi. Bisogna liberarsi di tutta questa fuffa alienante e dittatoriale e riappropriarsi della giusta dignità intellettuale...ovvio che ci vogliano lo svago, la leggerezza e la risata ma, porca puttana, se volete ridere guardatevi Neri Marcorè, Guzzanti o anche Totò e Fantozzi. Non andate a vedervi De Sica.
Riassumendo in estrema sintesi: un bimbo può essere educato ad agire con intelligenza e ad amare la cultura senza tramutarsi in un musone intellettualoide emarginato. Un bimbo può essere indirizzato verso le cose giuste da amare (perchè non è vero che ogni cosa è potenzilamente giusta da ammirare) e i corretti valori da seguire. Boicottiamo e critichiamo aspramente le stronzate superflue e tutti coloro che le promovuono ma, in aggiunta, proponiamo ALTERNATIVE concrete e brillanti.
La cultura è l'unica risposta giusta; l'unica arma che abbiamo per migliorare noi e il mondo. Il resto, amici miei, sono solo chiacchiere da osteria. In poche: CERCHIAMO DI ESSERE DEI ROMPICOGLIONI COSTRUTTIVI.

Ps il cazzeggio e lo svago sono sacrosanti e fisiologici; così come il riposo cerebrale. Non rendersene conto equivarrebbe a tramutarsi in quei bacchettoni odiosi ed ipocriti che non sono capaci di prendere la vita con la giusta, fisiologica frivolezza. Il dramma, a mio modesto avviso, è quando il cazzeggiar diviene regola; unico modo di relazione con il mondo esterno. Il dramma, sempre a mio opinabile avviso, è il non saper alternare la giusta dose di pronfondità e leggerezza e non fare dello svago una piacevole e utilissima eccezione. Alla fine, ditemi voi, a chi se non ai bimbi si può insegnare facilmente questa modo di approccio nei confronti del mondo?

In ogni caso, come sempre, questa mia nota non è che un imput provocatorio...il suo completamento doveroso saranno i vostri ed i miei commenti.

 
 
 

Siamo solo burattini un po' coglioni

Post n°183 pubblicato il 25 Settembre 2009 da eccelso86
Foto di eccelso86

Immaginate di aver dormito per 10-20-30 o anche quarant'anni al fianco della stessa donna. Immaginate di esserne da sempre stati innamorati perdutamente e di aver visto in lei solo pregi; tollerando e talvolta addirittura non accorgendovi di certi suoi plateali difetti. Ecco: ora immaginate di incontrare un uomo che vi prende a schiaffi e vi dice che, la persona con la quale avete dormito per anni, non è altro che un'emerita stronza doppiogiochista che non ha fatto che schiavizzarvi ed annebbiarvi il cervello per tutto il tempo. L'uomo vi porta foto, intercettazioni telefoniche e testimonianze per provare le sue accuse e giustificare il suo tentativo di risvegliarvi! Come reagireste? Ricordatevi che la amate follemente e che lei, con voi, si è sempre comportata bene.
Angoscia? Negazione fino all'estremo dell'evidenza? Depressione? Isteria? Delusione seguita da cinismo devastante? Le possibilità sono diverse ma non è questo ciò che ci interessa analizzare. La metafora, infatti, serve per comprendere quanto possa essere pericoloso ed alienante l'appoggio totale e fanatico ad una qualsiasi idea.
Del resto, proprio come le donne, le idee sono qualcosa di irrinunciabile; qualcosa che rende la vita di ogni uomo ricca, piena, passionale e, in parole povere, valevole d'essere vissuta. Il male non sono le ideologie (un mondo senza ideologie è un mondo che si affida a falsi idoli e che non sa dove andare) ma la loro strumentalizzazione e mistificazione.
Analizziamo un momento la realtà odierna: è circa un secolo che veniamo letteralmente bombardati da propagande e pubblicità di ogni tipo e colpiti da un fenomeno di sovrainformazione che ci costringe, inesorabilmente, a rifugiarci nei più rassicuranti e sintetici stereotipi e luoghi comuni. Con tutta questa valanga perpetua di input abbiamo la fisiologica necessità di effettuare una sintesi, anche estrema, per non impazzire. Tale sintesi, però, spesso si traduce in quella che possiamo definire "categorizzazione automatica".
Alcuni esempi: se critichi Berlusconi sei comunista e se non lo critichi sei fascista. Se fai il militare sei uno di destra e se sei un artista invece sei di sinistra. Se critichi Stalin e il comunismo sovietcio allora sei un neo-nazista. Se sei di sinistra allora devi stare con i Palestinesi (anche con quelli che si fanno esplodere tra i civili e ammazzano donne e bambini) e sei sei di destra invece devi appoggiare Israele (anche quando ammazza donne e bambini palestinesi).
Insomma: o sei bianco o sei nero...di stare a valutare eccezioni, sfumature e possibilità di lettura alternative nessuno (o quasi) ha voglia e tempo. E così mentre noi, da bravi somari inseguitori di carote passiamo il tempo a ragliarci contro, la finta destra e la finta sinistra si dividono equamente le uniche vere carote raggiungibili: il potere politico e quello economico. Abbiamo deciso di accontentarci di un pallido ed isterico ruolo da tifosi: le elezioni politiche sono diventate una questione di "simpatia" e vengono vinte da chi sa vendersi meglio (chissà perchè mi viene in mente il nano arcoriano). I politici sono sempre stati abili propagandisti e ottimi parolai ma ora, in più, sono dei veri e propri vip e dei grandi"piazzisti". Sono gli unici attori di uno spettacolo deprimente e scadente che noi possiamo solo stare a guardare; illudendoci di poterlo influenzare con un diritto al voto che, negli anni, ha perso tutto il suo senso originario
Quella berlusconiana è una scuola così subliminale ed onnipresente da aver colpito una frangia vastissima di politicanti ed elettori. Tutti rinchiusi nelle proprie idee tiranne e pronti ad invocare la libertà di parola quando vengono semplicemente contraddetti...tutti pronti a lamentarsi di tutto e a vestirsi del modaiolo cinismo da snob un po' coglione e frustrato che giustifica i suoi fallimenti cianciando della "cattiveria del mondo". Tutti a protestare contro la Gelmini e la riforma universitaria ma poi prontamente iscritti ai vari Atenei. Quante volte avrete incontrato persone iscritte a Letteratura, Filosofia, Storia, Scienze Politiche, Lingue ecc che vi dicevano rassegnata:"Eh ma tanto lo so che questa laurea non vale nulla e che sarò disoccupato per i prossimi 20 anni". Ma che merda di modo di ragionare e vivere è? Rassegnarsi al precariato dopo aver buttato soldi, tempo e sangue all'Università? Ma come siamo arrivati a questo grado patetico di rassegnazione? Come facciamo ad accettare in silenzio avvertimenti come:"Eh guarda se vuoi insegnare all'Università perdi le speranze...è impossibile".
Porca trottola ma che cazzo vuol dire? Cioè io passo 5 anni a sgobbare sui libri, spendo 10.000 euro tra testi, trasferte ecc per poi sentirmi dire che non potrò mai insegnare? Ah però poi sono libero di scegliere tra il piano "Tutto compreso light" e "Tutto compreso total" che, con soli 35 euro al mese, mi regala 200 minuti gratis verso tutti i numeri di rete mobile e fissa. Questa è la democrazia del nostro secolo: non sei libero di scegliere che cazzo di lavoro fare e quanto guadagnare ma puoi selezionare 5 piani telefonici diversi e "personalizzare la tariffa mensile secondo le tue esigenze ". Quando promuovo campagne per non comprare le varie "carte auguri" durante le feste di Natale e Pasqu, mi dicono che sono "comunista" e "tirchio"; a me prima cadono braccia e gambe e poi mi balena la risposta:"Meglio tirchio e comunista che burattino e un po' coglione". Poi preciso, a scanso di equivoci, che sono da sempre più vicino a quella che ci fanno chiamare "destra" e la gente idiota che mi muove tale accuse resta muta. Almeno fin quando dall'alto qualcuno non muove i fili e decide quale altra stronzata deve essere detta.

 
 
 

Giovani, libertà e democrazia

Post n°182 pubblicato il 25 Luglio 2009 da eccelso86

Esiste, oggi, un partito politico che non utilizzi questo magico e seducente tris di parole per strizzare l'occhio ad elettori sempre più sfiduciati e confusi? Destra, sinistra e centro: tutti si battono per la libertà, la democrazia e la giusta valorizzazione dei giovani...i"giovani", già: tanto criticati e sputtanati quanto poi utilizzati, quando fa comodo, come meschina esca attira consensi o come contentito placa dissensi.
Questi giovani che, dicono, sono un po' "la generazione del nè" (non vogliono né lavorare, né studiare a quanto confermano le utilissime statistiche commissionate dal Ministro Meloni). In poche parole non siamo buoni a nulla ma, gli adulti, vogliono comunque aiutarci ad emergere, a trovare la nostra strada, ad avere una pensione quando i vecchi saremo noi. Forse sbaglio, forse la mia posizione pro miei coetaneai scontenterà i "grandi" ma, da un po' di tempo, mi sto inesorabilmente convincendo di una cosa: hanno fatto in modo di farci piegare tutti a novanta, ci hanno fatto il lavaggio del cervello per convincerci che, quella supina, è la posizione migliore da assumere per non subire troppe sberle da una vita eccessivamente complicata e troppo cattiva che non possiamo comprendere. Ci hanno poi inserito nel culo un palo della luce di 15 metri e ci hanno urlato contro:"Sodomiti di merda". Hanno selezionato tra noi i più obbedienti e sottomessi spacciandoli per "ragazzi di valore" e sono persino riusciti a farci credere che, l'attestato di somma cultura e grande rispetto, ci sia conferito da una cosa che si chiama Laurea ma che, ad esser sinceri ed obiettivi, faremmo meglio a definire:"Lista di nozioni più o meno inutili da imparare mnemonicamente".
Hanno svuotato il futuro di un'intera generazione per riempirsi le tasche, partorendo una categoria perversa e spaventosa di giovani-vecchi dagli sguardi spenti e dalla presunzione sconfinata che, quando esponi loro le tue idee, ti dicono che:"Sei un povero ingenuo e della vita non hai capito un cazzo". Però poi ti fermi e pensi che, se quelli che della vita hanno capito tutto ci hanno lasciato in eredità questo paese di merda, infondo è meglio augurarsi di rimanere nella categoria di quelli che non c'hanno capito un cazzo per il resto dei tuoi giorni. Per concludere il piano di annichilimento totale, ci hanno infine regalato un palliativo formidabile chiamato social network con il quale poter "giocare" e attraverso il quale sfogare malumori e voglia di emergere...ci hanno confinati in questo limbo di urla virtuali che, se non affiancate da azioni reali, restano patetiche manifestazioni di opinionismo da bar e di egocentrismo di bassa lega. Quando dico che voglio cambiare il mio paese in molti mi ridono in faccia e mi tornano ad intonare la filastrocca che hanno sentito da altri:"Sei un povero illuso...ne devi avere di schiaffi dalla vita". Poi però penso che nella vita di schiaffi ne ho avuti già non pochi, che tutto quello che ho conquistato me lo sono guadagnato sudando sangue e che alla fine non devo dar troppo peso a certe minchiate; tanto è vero: "Non esistono più gli adulti di una volta".

 
 
 

Nascere oggi

Post n°181 pubblicato il 03 Giugno 2009 da eccelso86

Oggi ero in treno, esausto e con i soliti sciami di pensieri nella testa. C'era una mamma che allattava il suo bimbo al seno e io cercavo di mettere a fuoco l'epoca in cui vivo e in cui tanti altri sopravvivono. Ad un tratto, tra le varie divagazioni, ho provato ad immaginare come sarà la vita di un nato nel 2009. Nascere oggi significa sicuramente avere un cellulare a 10, massimo 11 anni ma poi avere pochissime possibilità di trovare un posto di lavoro verso i 18. Nascere oggi significa essere circondato da laureati al Cepu, raccomandati, furbastri, miopi arrivisti, faccendieri ed ipocriti.
Nascere oggi significa avere una consolle come mamma e internet come papà visto che,entrambi i genitori, lavorano full-time perchè un solo stipendio non basta a soddisfare le esose richieste della moda capitalista e della "migliorata qualità della vita". E poi, diciamocelo chiaramente: la donna casalinga che non si è laureata e non fa la manager rampante è un sfigata/fallita (le nostre nonne non capivano proprio un cazzo). Molto meglio una moglie/madre perennemente assente, esausta e nevrastenica per i ritmi di lavoro schiaccianti. Tanto poi ti compri un SUV e un vestito griffato appena compiuti i cinque anni e tutto passa.
Nascere oggi significa dover studiare come matti fino ai 24/25 anni, fare altri 10 anni di "gavetta" e arrivare ai 35 con due lauree, un master e 10 anni di esperienza lavorativa alle spalle per guadagnare, se si è fortunati, 1200 euro netti al mese (con turni di 10 ore al giorno). Nascere oggi significa vedere le soubrette in Parlamento e i mafiosi semianalfabeti alla guida di grossi partiti. Nascere oggi significa "scrv cme in un sms anke qnd nn è assltmnt necsrio" e creare 10 gruppi inutili al minuto su facebook. Nascere oggi significa avere 5000 "amici virtuali" e non poterne abbracciare nemmeno uno. Nascere oggi significa vivere in un'epoca evanescente e superflua come i desideri che ci convincono di dover avere fin da piccini. In questo mondo non riesco a scorgere né tantomeno a stringere qualcosa di vero e concreto. Sembra un tempo nato per passare frivolo e inconcludente quello che vivo io e che, tra 20 anni, vivrà il bimbo che ora ciuccia la poppa della madre. Anche se, forse, tutto questo maggior fascino del passato, di quegli anni 50/60/70 in cui mi sarebbe tanto piaciuto avere 20anni, è dovuto solo al fatto che, appunto, quegli anni, non ci sono più...

 
 
 

Ma chi ha votato Berlusconi?

Post n°180 pubblicato il 19 Aprile 2009 da eccelso86

Questa riflessione era da tempo che volevo farla e, dopo aver visto altri due video incredibilmente significativi su youtube, ho deciso che valeva la pena esporre questo mio iperbolico dubbio: ma se su internet pare siano tutti e sottolineo tutti anti-berlusconiani, se ogni giorno ricevo una valanga di commenti e segnalazioni che hanno l'unico scopo di porre in risaltò l'incommensurabile demenza senile di questo show man da bagaglino che pare stare al governo per un grottesco gioco del destino, allora, amici cari, chi cazzo ha votato per Berlusconi alle scorse elezioni? E, soprattutto, chi cazzo lo voterà alle prossime? Facendo una rapida statistica, su 30 persone che conosco, due o al max 3 di queste hanno votato il premier: 2 si sono pentite e una, sola soletta, tenta (in maniera tra l'altro goffa e per nulla convincente) di giustificare il suo voto dato al nano arcoriano. Altra cosa importante che notavo è che, chiunque tenti di difendere Silvietto, faccia un'inesorabile figura da idiota e da persona del tutto sfornita di senso critico.

 

Al di la di chi critica Berlusconi sempre e comunque (anche nelle rarissime volte in cui può non essere sputtanato) e al di la di chi non ha mai aperto un libro è ha la stessa autocoscienza e percezione del mondo esterno di un pastello a cera e, di conseguenza, riesce ancora ad osannarlo, io dico, da uomo di destra, che Silvio ha toccato il fondo e che è venuto il momento che si tolga dai maroni (insieme anche a quel Maroni(e) ministro e alla crusca di ubriaconi da osteria in camicia verde che infestano, come un virus, l'attuale governo). Non se ne può più e, ne sono convinto, oramai sta sulle palle anche a tanti della sua coalizione. A proposito di palle: Peccato che Fini non le abbia  abbastanza poderose per dire al suo alleato che è un emerito idiota e sputare in entrambi gli occhi di Bossi. Peccato che Tremonti sia un patetico fantoccio dalla parlata odiosamente "avistvocvatica" e peccato che, il popolino che guarda mediaset e legge i giornali filoberlusconiani, sia ancora decisamente folto. Peccato, sopra ogni altra cosa, non avere una reale alternativa al nano arcoriano. Peccato che, a far due conti e a prendere nota delle influenze che il Berlusca ha in Italia, si possa dire che, il nostro caro Silvio, vince anche quando perde (governo Prodi docet). Peccato che, anche la Rai, eccenzion fatta per Santoro, sia completamente genuflessa ai voler del duc...ehm del premier. A tal proposito voglio farvi vedere un video che m'ha lasciato inorridito e al tempo stesso sconfortato. Non ve lo commento...guardate e, i commenti, verranno da soli.

 

E direi che la Rai, insieme al cervello e alla dignità della conduttrice di domenica in(becille) siano oramai definitivamente andati a farsi fottere. SVEGLIAMOCI

 
 
 

La prima puntata del R.A.M.

Post n°178 pubblicato il 14 Aprile 2009 da eccelso86

E che cavolo è il R.A.M? Vi starete senza dubbio chiedendo un po' tutti.

Dunque: l'acronimo "R.A.M." sta per "Ri-scossa art movement" ed è il nome di un movimento artistico giovanile che ha visto la luce nel novembre 2008 grazie al "Ri-scossa art fest" (festival dell'arte emergente organizzato da me e dalla tv per la quale lavoro e svoltosi nella mia città) e che, grazie alla splendida redazione per la qule ho la fortuna di lavorare, è diventato ben presto un vero e proprio format televisivo. Attraverso il R.A.M e i canali di diffusione mediatica della Julie Italia (canale sky865, in chiaro a Caserta, Napoli e Benevento e in streaming al sito www.julienews.it), abbiamo infatti in mente di promuovere e "lanciare" i giovani talenti creativi Campani e nazionali e di dar loro la visibilità che meritano. In un 'epoca caratterizzata da patetici e spesso demoralizzanti individui colpiti da un più o meno patologico esibizionismo fine a se stesso, il R.A.M e la Julie Italia si sforzano di dare il giusto spazio a chi ha sul serio qualcosa da dire e da dare a questo mondo e di far rinascere, la martoriata regione Campana, a colpi d'arte. Registi, musicisti, attori, fotografi e ogni tipo di genietto creativo saranno il pane quotidiano di questo nuovo format scritto e diretto dal sottoscritto e finanziato dal Dott. Livio Varriale e dalla sua Julie Italia. Ma ora bando alle ciance e iniziamo con le immagini. Di seguito, il video della prima puntata. GODETEVELO.

 

 

 
 
 

L'isterismo emotivo collettivo "post-moderno"

Post n°177 pubblicato il 08 Aprile 2009 da eccelso86

L'altro ieri, verso le tre di notte, uno spaventoso terremoto ha colpito a devastato l'Abruzzo, causando un numero imprecisato di vittime e di feriti; lasciando tanti cittadini senza un tetto. Immediate sono state la reazione e la gara di solidarietà per aiutare i terremotati. E' stato bello, veramente bello osservare la maratona che è subito partita, tanto per fare un esempio, per le donazioni di sangue. Comprendere che esistono ancora persone in grado di un sentimento altruistico così forte da essere inarrestabile. Tutta la vicenda, però, vista dal mio probabilmente insensibile e "mostruoso" punto di vista distaccato, dal mio "laboratorio" d'analisi antropologica perenne, mi ha fatto inesorabilmente puntare la lente d'ingradimento sul marcio, sul finto, sul farlocco e sull'insopportabilmente ipocrita modo di essere di tante, troppe persone.

Oltre all'implicito plauso e al sentito grazie che rivolgo, dal profondo del cuore, a tutti coloro che hanno, fanno e faranno qualcosa di concreto per le vittime e/o che si sentono effettivamente e profondamente colpite emotivamente da tale, tristissima e drammatica vicenda, vorrei soffermarmi brevemente sull'analisi di quella parte "emotivamente isterica" della popolazione che, purtroppo, aumenta e cresce giorno per giorno e, a mio avviso, rappresenta il vero male da estirpare dalla società moderna. Per meglio esprimere il mio facilmente fraintendibile concetto, utilizzo le parole di un grande come Kundera e "rapisco", per l'occasione, la sua teoria sull "Homo sentimentalis/homo Hystericus".

"L'Homo sentimentalis può essere definito come un uomo che ha innalzato i sentimenti a valori. Nel momento in cui un sentimento viene innalzato a valore, tutti vogliono averlo; e poichè tutti amiamo vantarci dei nostri valori, abbiamo la tendenza ad ostentare i nostri sentimenti [...] Nel momento in cui decidiamo di sentire (perchè il "sentire" ci innalza ad esseri ammirevoli, buoni, belli e bravi ndr) il sentimento non è più un sentimento ma un'imitazione di un sentimento, la sua rappresentazione. Il che si chiama comunemente isterismo. Perciò l'Homo Sentimentalis (cioè l'uomo che ha innalzato a valori i suoi sentimenti) equivale in realtà all'Homo Hystericus". Kundera riesce con incredibile accuratezza e con impeccabile chiarezza, ad illustrare un male moderno che io noto da quando ho iniziato a farmi certe domande e a cercare la spiritualità, oltre il materialismo: la volubilità e la falsità di certe ostentanzioni di sensibilità e di certi isterismi emotivi collettivi indotti. Conclude il suo paragrafo con un magistrale:"Perciò l'Homo sentimentalis, che ci fa vergonare con i suoi grandi sentimenti, subito dopo ci sconcerta con la sua inspiegabile indifferenza". In quest'era povera di valori e di autenticità, in quest'epoca dove, l'imitazione del vero, è diventata la regola di interazione tra gli uomini, si sente la paradossale esigenza di inventarsi persino i sentimenti.


E' per questo che, nei miei commenti precedenti, parlavo di "teatranti" e di "sentimentalisti momentanei"...perchè vedo sempre più "attori" in giro: persone che recitano con grande trasporto e realismo un ruolo e che, terminato lo "spettacolo", rientrano nel loro "personaggio" reale. Il contatto con questo reale, noi "giovani", lo stiamo perdendo inesorabilmente e questa cosa mi spaventa, mi spaventa tantissimo. Sono figlio dell'era moderna...sono tra i tanti abituati alla violenza e alla sofferenza. Sono tra i tanti che ieri, dopo aver saputo dell'accaduto, hanno detto qualche preghiera, ricordato a se stessi che gli dispiaceva e poi hanno visto la propria giornata andare avanti tranquillamente, senza nessuno stravolgimento. Sono tra i pochi che si chiedono il perchè! Che si domandano come mai, oggi, il male che capita agli altri, ci scuote sempre meno (al di la delle dichiarazioni di dolore che occorre fare per non apparire dei mostri). Come mai siamo così assuefatti a scene di distruzione e morte. Come mai non ci fa impressione un cadavere disteso sull'asfalto con un telo bianco sopra. Sono tra i pochi che si chiedono chi ancora si preoccupa delle vittime dello tsunami e chi si preoccuperà degli abruzzesi tra un mese...quanti, di quelli che oggi urlano:"Io sono vicino alle vittime", saranno ancora così vicini ai terremotati tra 10, 20, 30 giorni. Sono tra quelli che vorrebbero fare un po' di pulizia di ipocriti e "atteggiati"...che si sente un egoista abituato a vedere in tv la sofferenza del prossimo e a non lasciarsi scuotere e colpire più di tanto. Che ha le palle piene di un mondo che reclama verità ed autenticità ma che poi si ostina a voler continuare a recitare liturgiche dichiarazioni di intenti per scaricare coscienze che non possono nemmeno definirsi sporche...perchè sono semplicemente anestetizzate; spesso inesistenti.

 
 
 
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