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Creato da frattale58 il 06/04/2012

il vecchio prof

«Quando miro in cielo arder le stelle; Dico fra me pensando: A che tante facelle? Che fa l’aria infinita, e quel profondo Infinito seren? che vuol dir questa Solitudine immensa? ed io che sono?»

IL VECCHIO PROF

Min: :Sec

 

 

LETTERA A DANTE

 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 18
 

----------------

Allora quando il lavoro è finito

(e, magari, sembra averci ammazzati per non lasciar più spazio altro che per il sonno e magari neppure per quello);

quando ci si alza dai tavoli delle cene perché gli amici non bastano più;

quando non basta più nemmeno la figura della madre (con cui, magari s'è ingaggiata, scientemente o incoscientemente, una silenziosa lotta o intrico d'odio e d'amore)

e si resta lì, soli, prigionieri senza scampo, dentro la notte che è negra come il grembo da cui veniamo e come il nulla verso cui andiamo,

comincia a crescere dentro di noi un bisogno infinito e disperante di trovare un appoggio, un riscontro;

di trovare un "qualcuno"; quel "qualcuno" che ci illuda, fosse pure per un solo momento, del poter distruggere e annientare quella solitudine;

di poter ricomporre quell'unità

lacerata e perduta.


G.Testori

su L'Espresso 1975

 

LA GOCCIA

 

 

UNO SVILUPPO CHE PARTE DALL'UOMO

Post n°81 pubblicato il 14 Maggio 2013 da frattale58

è un libro di un missionario, Piero Gheddo, che ha più di ottant'anni
e ha speso tutta la vita nelle missioni soprattutto africane.

La tesi del libro è semplice:

È l’uomo che crea lo sviluppo;

le arretratezze economiche, politiche e strutturali vengono dopo.

Questa affermazione non è una teoria; 

è documentata da ciò che avviene nelle zone in cui

agiscono i missionari, o dove prevale l’investimento sul capitale umano

(istruzione, cultura, crescita della convivenza civile).

 

L’idea dell’uomo come motore dello sviluppo è profondamente cristiana;
invece dell'accumulo di capitali o di guerre fratricide contro lo sfruttamento,
i nostri missionari
(aiutatati in gran parte dalle comunità cristiane di tutto il mondo),
hanno speso le loro vite per vincere le radici della miseria del popolo
che, afferma, sono quattro:

 

l’analfabetismo, la mentalità magica e superstiziosa, i militari e la corruzione.

Se solo potessimo immaginare l'enorme contributo
dato dai cristiani per un mondo migliore, invece che soffermarci,
un po' ideologicamente, sempre solo sui loro errori,
forse desidereremmo che fossero più presenti anche nelle nostre società,
e diremmo con Gheddo:

<< MENO MALE CHE CRISTO C'E' ! >>

 

 
 
 

Una mamma imperfetta ...

Post n°80 pubblicato il 04 Maggio 2013 da frattale58

 

Sul Corriere.it, dal 6 maggio,  parte una fiction in 25 puntate di 8 minuti ciascuna,
dal titolo “Una mamma imperfetta”.
Una fiction che va “in onda” sul sito di un quotidiano, è una cosa strana … 

Sono “anti-eroine del quotidiano ”che non affrontano bombe o attentati, 
ma incastrano il lavoro con gli orari delle lezioni di ginnastica dei figli”.  

Lucia Mascino è una di queste “mamme imperfette”:  “Un tempo erano i figli a cercare l'approvazione dei genitori, oggi è il contrario.
Sono felice di vivere in un'epoca di crisi, in cui tutto sta cambiando.
Se tu sei in tempesta e fuori c'è la tempesta, è perfetto.
Il brutto è quando tu sei in tempesta e fuori c'è il sole”.

 

Magari c’è qualcosa da imparare!

 

 
 
 

La creatività dei nostri giovani ... c'è ancora?

Post n°79 pubblicato il 28 Aprile 2013 da frattale58

 

Il talento è un insieme complesso di caratteristiche maturate durante l’infanzia (soprattutto) e l’adolescenza (il loro emergere), frutto di predisposizione naturale e di fattori ambientali, che non si ripetono mai due volte, neanche in due gemelli.

Se un bambino chiede un secondo gelato e i genitori pur di non sentirne i capricci glielo comprano non solo lo viziano, ma gli tarpano le ali.

Chi ha tutto non comincia mai la ricerca, perché non mette in moto l’immaginazione, la creatività, la sua relazione con il mondo a partire dalle proprie risorse interiori.

Se i genitori resistono il bambino dovrà trovare altro per occupare il suo “bisogno” e lenire il dolore, magari sarà un gioco inventato sul momento: un mazzo di chiavi che diventa un amuleto, un bastone che diventa una spada.

I bambini che hanno tutto e hanno tutto il tempo pieno, che non si annoiano mai, sono atrofizzati nella loro creatività, riempita dall’esterno e mai sgorgante dall’interno. E lo stesso vale per i ragazzi rimpinzati di oggetti e tempi pieni.

Quelli che non si annoiano mai, sono fregati: il loro processo creativo, cioè lo scavare e scovare le risorse dentro di sé e non fuori, per arginare il vuoto e il nulla, rimane bloccato.

"esiste il momento il cui il talento incontra l’occasione”.(Seneca)

da Prof 2.0

Certo il talento di cui si parla non è il successo di pubblico.... è la strada verso cui incamminarsi ... e poi... chissà!

 

 
 
 

NON SEI UN DISEGNO!

Post n°78 pubblicato il 23 Aprile 2013 da frattale58

 

è la nuova campagna contro l'anoressia che sta suscitando scalpore. 

Lo slogan scelto per questa campagna è “Non sei un disegno”,

l'immagine mette a confronto i tipici bozzetti che gli stilisti creano per i loro vestiti,
con la foto di una vera modella brasiliana.

I bozzetti rappresentano non donne vere,
ma stilizzate, estremamente magre, la stessa magrezza, purtroppo,
di molte modelle, che per raggiungere un peso idealizzato,
diventano troppo sottili, 
come in un disegno.

La campagna ha ricevuto approvazioni ma anche dissensi:

si teme che mettere in evidenza un problema come quello della magrezza eccessiva, 
possa suscitare emulazione nelle 
ragazze..... 

Che violenza psicologica sulle nostre giovani!

 

 
 
 

Dare all'Italia il governo di cui ha bisogno ...

Post n°77 pubblicato il 23 Aprile 2013 da frattale58

Il Presidente Napolitano è, in questo momento, l'unico che ha a cuore
il bene dell'Italia
più che il proprio, o del proprio partito....

Speriamo che qualcun altro segua il suo esempio..

 
 
 

EDUCARE E' USCIRE DA SE'... O MEGLIO, RIENTRARE IN NOI STESSI

Post n°76 pubblicato il 11 Aprile 2013 da frattale58

Ho visto in questi giorni il film Bianca come il latte, rossa come il sangue.

è la storia di un ragazzo, Leo, di 16 anni, come ce ne sono tanti nelle nostre
classi, con interessi solo extrascolastici,  che non ascolta che se stesso, 
per cui gli adulti sono solo da usare quando se ne ha bisogno.
Anche gli amici servono solo ai suoi scopi. 

Poi s'innamora di Beatrice che scopre gravemente ammalata di leucemia
e inizia il cambiamento: comincia a fare l'esperienza di vivere per qualcuno,
di spendere il suo tempo e le sue energie per un amore.

Scopre così una realtà diversa da se stesso,
fatta di rapporti che pian piano diventano veri, dove si mette in gioco ciò che si
ama e ciò in cui si crede veramente, i veri desideri e i problemi che suscitano.

Mi ha fatto riflettere sui tanti rapporti con studenti ed ex studenti che intrattengo;
il lavoro educativo è nell'aiutarli ad alzare lo sguardo,
far sì che la realtà in cui vivono sia veramente riconosciuta per quello che è:
la grande occasione  per conoscere sè, il proprio cuore,
ciò per cui vale veramente la pena spendersi
per diventare degli uomini e delle donne vere.

Un film che finalmente lancia degli spunti positivi sulla possibilità
di educare, insegnare e crescere in questo tempo di vuoto di umanità
in cui i giovani sembrano essere risucchiati  senza poter provare una cosa diversa.

 

 
 
 

IL BLOG COMPIE UN ANNO ...

Post n°75 pubblicato il 06 Aprile 2013 da frattale58

Mi sembra giusto, dopo un anno di "attività" fare un piccolo "bilancio"
di quello che è
 accaduto quest'anno.

Devo riconoscere che, inaspettatamente, ho conosciuto
(anche se non di persona) molte persone, con le quali vi è stato
un dialogo rispettoso delle diversità, ma ricco di rifessioni
che hanno spesso toccato il cuore della questione:

è qualcosa di molto concreto, ciò che ci fa vivere,
cioè soffrire e gioire, ridere e piangere,
comunque non rinunciare mai a lottare
e cercare un significato degno del nostro desiderio.

E' stata un'esperienza bella, anche se "digitale",
che mi ha fatto maturare un amore alla mia esistenza
e a ciò che faccio ogni giorno, cioè insegnare.

Mi ha confermato che il saper imparare è decisivo
per potersi sorprendere e stupirsi di ciò che accade,
e poter così comunicare superando (almeno in parte )
il rischio della superficialità.

Grazie 

Gian

 
 
 

BUONA PASQUA A TUTTI

Post n°74 pubblicato il 01 Aprile 2013 da frattale58

 
 
 

LA TENERA CAREZZA DI ENZO JANNACCI

Post n°73 pubblicato il 30 Marzo 2013 da frattale58

 

 

" .. tu non lo sai, 
ma quando ti accarezzo, 
la tua bella faccetta, 
così pulita, 
mi pare, 
mi pare di essere un signore ... "


Non dimenticherò la tua tenerezza, e il tuo amore per la bellezza

 

 
 
 

UN DONO CHE CONDIVIDO CON PIACERE

Post n°72 pubblicato il 29 Marzo 2013 da frattale58

 
 
 

QUALCOSA DI BUONO DA ATTENDERE

Post n°71 pubblicato il 28 Marzo 2013 da frattale58

 

Quattro ragazzi di Glasgow, disastrati e abbandonati a se stessi. Poi un operatore sociale che li porta in una distilleria di whisky. Lentamente, quell'incontro (tra gite alle Highlands e bottiglie da un milione di sterline) comincia a cambiarli...

 La “parte degli angeli” è quella percentuale di whisky che evapora naturalmente 
durante il processo di distillazione. 
Albert quasi sviene, sporgendosi ad annusare il liquore da sopra il grande tino.

I ragazzi di questa storia sono i figli devastati del sottoproletariato di Glasgow,
dire non educati è dire poco.
Abbandonati a se stessi, e basta.
Figurarsi se sanno cos'è la parte degli angeli, se immaginano le sublimi alchimie del whisky. Nessuno gli ha mai fatto assaggiare niente.
Eppure qualcosa di buono attendono.
Soprattutto Robbie, quello messo peggio, aguzzo e violento come il suo bisogno di vivere.

«Grazie per avermi dato un’opportunità».
È il biglietto che, alla fine, Robbie lascia sul tavolo, per quell'angelo dei servizi sociali che gratuitamente, per uno spunto di umanità vera, gli ha fatto scoprire una strada, qualcosa che era buono da attendere.

 Un commento del film La parte degli angeli, di Ken Loach

Da un articolo di M. Crippa

 Attendiamo tutti qualcosa di buono, (non prima di tutto dalla politica), i nostri ragazzi per primi, ma anche noi.

Questo è il tempo in cui l’attesa si fa più intensa:

auguro a me e a tutti
che il cuore sia pronto a cogliere questa opportunità,
con lo stupore "di un bel giorno”.

 

 
 
 

L'ULTIMA CIMA

Post n°70 pubblicato il 21 Marzo 2013 da frattale58

Sconvolgente e intrigante ... non vi sembra?

 
 
 

Caro Francesco ....

Post n°69 pubblicato il 14 Marzo 2013 da frattale58

 
 
 

CHI SONO I "5 STELLE" ?

Post n°68 pubblicato il 12 Marzo 2013 da frattale58

Un commento fuori dagli schemi e pregiudizi ...

 

 

Chi sono i 5 stelle? Quali percorsi li hanno portati alla politica?

 

Le loro esperienze associative hanno caratteristiche molto ricorrenti.
Sono sempre esperienze in realtà piccole, per lo più di dimensione locale, vissute con molta passione e senso di appartenenza.

 

Predominante in particolare è l'impegno per la difesa dei propri territori, che può essere visto come conservatorismo ma che nasconde anche un'affezione a contesti locali che rischiano di venire violati da processi di modernizzazione scriteriati.
Sono attenti all'ambiente, ma guardano con sospetto tutte le grandi sigle  dell'ambientalismo.
C’è un’avversione agli apparati visti come strumenti di conservazione, forme di protezione e di perpetuazione della casta. Anzi delle caste.

 

C'è molta improvvisazione politica nelle idee e anche nell'entusiasmo dei 5 stelle.
Il fatto è che sino ad adesso hanno frequentato un altro terreno che  non è quello della politica ma quello della prepolitica.
Lì hanno raccolto questo loro consenso, che è risultato assai più trasversale di quanto si potesse pensare.
E qui c'è un aspetto che mi è sembrato molto interessante della loro esperienza: la voglia di non aspettare che altri cambino le cose, la decisione di giocarsi in prima persona.
Sono persone che hanno scelto di mobilitarsi, di giocare tante energie per obiettivi che stanno loro molto a cuore e attorno ai quali hanno saputo costruire un consenso contagioso.
Certo, questo non è garanzia che i loro obiettivi siano azzeccati, né che abbiano le competenze per raggiungerli.

Ma è un sintomo positivo (in un'Italia malata di rassegnazione, di moralismo e di fatalismo), di qualcosa di nuovo che bussa dal basso, senza griglie ideologiche, con il sogno di cambiare se non le cose, almeno qualcosa.

 

Con questa loro azione hanno terremotato la politica.
Sono saltati anche molti recinti, come ad esempio quella della cosiddetta "società civile", che oggi deve essere necessariamente rivista in un'accezione molto più larga e variegata.
Non più il club dei bravi-buoni-impegnati, ma un pezzo molto vasto d'Italia che, seppur confusamente, non vuole più stare a guardare e non vuole farsi mettere cappelli di nessun colore.

 

Da un articolo del direttore di "Vita" G. Frangi

 

Chissà ...

 
 
 

LA GRATITUDINE.. il segreto della felicità

Post n°67 pubblicato il 10 Marzo 2013 da frattale58

Cameron, avere quarant'anni davvero non le fa né caldo né freddo? 

Senta, se vuole fare un discorso superficiale, se vuole parlare di come sembriamo e non di come ci sentiamo, devo confessare che sì, il mio corpo non è lo stesso di quando avevo vent'anni.
E la mia opinione è che oggi sia meglio, non peggio, di quando avevo vent'anni. Me ne frego delle rughe, anzi mi sento più forte.
Ma se vogliamo parlare di come mi sento, e questo mi interessa molto di più, allora devo dire che non sono mai stata meglio in vita mia, sono più felice, più appagata, mi conosco meglio, sono più saggia, grazie alle esperienze che ho avuto, alla gente che ho amato, agli incontri che ho fatto.
È un tale sollievo diventare vecchia, perché dovrei scambiare come mi sento per come appaio?

Qual è il segreto del suo buonumore? 
La chiave della felicità è la gratitudine.
Viviamo in un mondo ingrato, pensiamo che tutto ci spetti di diritto, siamo in costante ricerca di gratificazioni istantanee.
Io so che ho avuto molto, ma anche che tutto quello che avrei voluto avere e non ho avuto forse non mi era destinato. 



Per cosa è grata in particolare? 


Tutto. Non posso fare una graduatoria.
Le cose più importanti sono la mia famiglia e i miei amici.
E poi essere viva e vivere la vita al massimo.
Non voglio incupirmi al pensiero di quello che avrei potuto avere e non ho avuto.
Non capisco le persone che dicono:
«Gli anni del college sono stati i più belli della mia vita». Ma parlano seriamente?

La verità è che quello che stai vivendo ora è il più bel momento della tua vita. Goditelo. 

(da un'intervista a Cameron Diaz)

 
 
 

SIAMO IN ATTESA DI QUALCOSA DI GRANDE

Post n°66 pubblicato il 09 Marzo 2013 da frattale58

È diventato normale pensare  che tutto è uguale,
che nulla in fondo ha valore se non i soldi,
il potere e la posizione sociale.

Si vive come se la verità non esistesse,
come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo
fosse destinato a rimanere senza  risposta.

È stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita,
e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi
che si sentono orfani, senza padri e senza maestri,
costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita,
annoiati e a volte violenti, comunque in balia delle mode e del potere.

Ma la loro noia è figlia della nostra,
la loro incertezza è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito
le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione:
la famiglia, la scuola, la Chiesa.

SIAMO IN ATTESA, VIVIAMO UN TEMPO DI ATTESA,
NON RIDUCIAMO QUESTA ATTESA A QUALCOSA DI PIU' PICCOLO
 DI QUELLO CHE IL NOSTRO CUORE DESIDERA

 
 
 

GRAZIE

Post n°65 pubblicato il 28 Febbraio 2013 da frattale58

A questo indirizzo c'è un omaggio molto bello ....

http://www.vatican.va/bxvi/omaggio/index_it.html


 
 
 

UN GIUDIZIO SULLE ELEZIONI

Post n°64 pubblicato il 26 Febbraio 2013 da frattale58

Dopo quello che è accaduto in queste elezioni,
c’è solo da sperare che il timore del disastro,
dell’ingovernabilità o del ritorno alle urne spinga a scelte
davvero ragionevoli e miranti al bene del Paese.

E’ un ultimo filo di speranza, che non può né deve venire meno.
Come alcuni hanno detto, occorre riprendere il rapporto
con la società civile, con la sua domanda di partecipazione effettiva
che non si riduca al momento del voto ma riparta da una
rinnovata passione per il bene comune.

Sarebbe la riscoperta che ogni democrazia ha ineludibili basi morali.
Non moralismo ma una necessità, ora imposta,
di partire dalla propria esperienza umana, dalla propria domanda
più profonda come motore anche della politica, oltre che della vita quotidiana.
In questo la tradizione del popolo italiano è ancora maestra:
al di là delle scelte elettorali, occorre che siano riannodati i fili
tra sistema politico e vita concreta del popolo, delle famiglie,
delle associazioni, delle comunità locali, senza le quali il teatrino
della politica è destinato a trasformarsi in tragedia.

 
 
 

Dialogo (immaginario) sulla noia tra Moravia e Leopardi

Post n°63 pubblicato il 22 Febbraio 2013 da frattale58

 

Moravia: Per quanto io mi spinga indietro negli anni con la memoria, 
              ricordo di aver sempre sofferto della noia.

Leopardi: La noia è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani ...

Moravia: Ma bisogna intenderci su questa parola. 
              Per molti la noia è il contrario del divertimento;
              e divertimento è distrazione, dimenticanza.
              Per me invece, la noia non è il contrario del divertimento;
              potrei dire, anzi, addirittura, che per certi versi essa rassomiglia
              al divertimento in quanto, appunto, provoca distrazione
              e dimenticanza, 
              sia pure di un genere molto particolare.

Leopardi: La noia è il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena ,
               né, per dir così dalla terra intera, considerare l'ampiezza inestimabile
               dello spazio,
              il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto
              è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero
              dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo
              ed il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; 
              e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità,
             e patire mancamento e voto ....

Moravia: Anche per me la noia  è propriamente una specie di insufficienza
              e inadeguatezza o scarsità della realtà. 
             
Per adoperare una metafora, la realtà, quando mi annoio,
              mi ha sempre fatto l'effetto sconcertante che fa una coperta
              troppo corta, ad un dormiente, in una notte d'inverno:
              la tira sui piedi e ha freddo al petto,
              la tira sul petto e ha freddo ai piedi;
              e così non riesce mai a prender sonno veramente.

             Oppure, un altro paragone, la mia noia rassomiglia all'interruzione
             frequente e misteriosa della corrente elettrica di casa:
             un momento tutto è chiaro ed evidente, qui sono le poltrone, lì i divani,
             più in là gli armadi, la consolle, i quadri, i tendaggi, i tappeti, le finestre,
             le porte; un momento dopo non c'è più che buio e vuoto.

             Oppure, un terzo paragone, la mia noia potrebbe essere definita
             una malattia degli oggetti, consistente in un avvizzimento o perdita d
             i vitalità quasi repentina; come a vedere in pochi secondi
             per trasformazioni successive e rapidissime,
             un fiore passare dal boccio all'appassimento e alla polvere ...

Leopardi: ... e però la noia, pare a me il maggior segno di grandezza 
               e nobiltà, che si veggia nella natura umana.
              perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento
              e pochissimo o nulla agli altri animali"

Moravia: Poco propriamente si dice che la noia è mal comune . 
              Comune è l'essere disoccupato, o sfaccendato, per dir meglio;
                                                non annoiato.
              La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.
              Più può lo spirito in alcuno, più la noia è frequente, penosa e terribile.


(da La Noia di Moravia e LXVII e LXVIII Zibaldone di Leopardi )

 Com'è evidente che non ci basta niente se non l'infinito...
... e che la realtà è solo segno dell'infinito!
Perchè allora fermarsi al segno?
.. e patire la noia rifiutando di andare oltre ..

 
 
 

Presentazione del libro «Contro i papà» di Antonio Polito

Post n°62 pubblicato il 16 Febbraio 2013 da frattale58

CONTRO I PAPÀ è un grido, una provocazione, una domanda:
ma dove stiamo portando i nostri figli?
Tanti genitori si ritroveranno in questo interrogativo.
È una domanda che in non pochi casi diventa preoccupazione,
e a volte angoscia, perché molti non sanno da che parte girarsi,
dove guardare per uscire dall’impasse in cui a volte si trovano.
Questo è un segno palese della confusione che domina il nostro tempo,
in cui pure abbiamo visto nascere, crescere,
svilupparsi tante cose belle, tante conquiste della scienza,
ma alla cosa più cara, i nostri figli, non sappiamo offrire
qualcosa di veramente significativo affinché possano orientarsi
in mezzo alla confusione in cui si trovano a vivere.

 

 «Chi di noi padri […] può negare a se stesso la verità, e cioè che tutto intorno a noi ci dice che è l’educazione (intesa in un senso molto più ampio della semplice istruzione) il fattore cruciale per la riuscita di una comunità e, al suo interno, dei nostri ragazzi? E allora perché abbiamo completamente abdicato alla nostra funzione educativa per trasformarci in goffi sindacalisti dei nostri figli?»

 I genitori hanno voluto risparmiare ad ogni costo ai loro figli
la fatica del vivere.

«Invece che fare i genitori, ci siamo trasformati a poco a poco nei sindacalisti dei nostri figli, sempre pronti a batterci affinché venga loro spianata la strada verso il nulla [parole forti], perché non c’è meta ambiziosa la cui strada non sia impervia. È un grande fenomeno culturale, e sempre più è un tratto del carattere nazionale […]. Ed è un grande fattore di freno alla crescita non solo economica ma anche psicologica della nazione»

 Cioè, invece di lanciarli verso una meta ambiziosa corrispondente al loro bisogno, al loro cuore, anche se la strada è impervia, abbiamo preferito spianare loro la strada perché non dovessero impegnarsi troppo, per evitare la fatica della salita. Invece dello Stay hungry, Stay foolish (restate affamati, restate folli) di Steve Jobs, nel suo famoso discorso all’Università di Stanford, abbiamo preferito il

«restate sazi, restate conformisti»  

«La colpa è nostra. I veri bamboccioni siamo noi»

 

Si è vissuto
«un malinteso senso di protezione verso i nostri figli;
malinteso perché in realtà tradisce una sfiducia collettiva nei loro mezzi,
la paura di lasciarli nuotare con le loro forze il prima possibile.
E questa sfiducia loro la sentono, e ne deprime l’autostima»

 

I padri pensavano che, risparmiando loro lo sforzo
e proteggendoli dal bisogno, stavano facendo il bene dei figli,
quando in realtà stavano spianando loro la strada verso il nulla.

 
 
 
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ULTIMI COMMENTI

La scuola di oggi è, se vogliamo utilizzare un gergo caro...
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Adesso che mi hai fatto nascere la domanda e la curiosità...
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Don Gallo e' un mio amico .... un grande amico .......
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il 19/05/2013 alle 10:41
 
 

   

 

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...per certa gente

è serio il problema dei soldi,

è serio il problema dei figli,

è serio il problema

dell'uomo e della donna,

è serio il problema della salute,

è serio il problema politico:

tutto è serio

eccetto la vita.

--------------------------------------

 

---------------------

Chiedete a un padre

se il miglior momento

non è quando i suoi figli

cominciano ad amarlo

come uomini,

lui stesso, come uomo,

liberamente,

gratuitamente....

quando i suoi figli

cominciano a diventare uomini

.... E lui stesso, lo trattano

come un uomo libero..

Peguy

 

DAL PRIMO POST

- MIA FIGLIA SI SPOSA
- UN MISCUGLIO DI SOLITUDINE E ATTESA
- PER AMORE SI Può MORIRE
- QUELLA TRISTEZZA CHE DIVENTA AMORE
- INTERMEZZO SCOLASTICO
- QUALCUNO HA VISTO IL CIRCO DELLA FARFALLA?
- IL COMMENTO DI UNA QUATTORDICENNE
- CHE GIORNATA!
- LETTERA DI UN CONDANNATO A MORTE DELLA RESISTENZA
- LAVORARE PER CHI?
- DEDICATO A MIA FIGLIA
- COSA STA ACCADENDO?
- COME COLMARLO QUESTO ABISSO?
- DIALOGO TRA UN PROF ATEO E EINSTEIN
- QUESTO DESIDERIO DEL DESTINO..
- La verità è sempre bella ...
- LA BELLEZZA DEL VIVERE
- com'è difficile valutare..
- UN CAMMINO INSIEME...
- PERCHE' ...
- FINE ANNO: UN GRAZIE MOLTO BELLO
- PENSI MAI AL FUTURO?
- COM'E' PESANTE LA MIA CONDIZIONE
- CAMBIARE LO SGUARDO?
- INNAMORATEVI
- LA FORTUNA ...
- VUOI ESSERE FELICE ORA O DOMANI?
- Before I Die
- Un inizio anno da protagonisti del cambiamento
- Meeting Rimini: 'Emergenza uomo' tema edizione 2013
- CHE COS'E' L'UOMO PERCHE' TE NE RICORDI?
- CHI AMA IL MISTERO E' IL VERO AMICO
- L'INFINITO, QUI E ORA, NELLE COSE DELLA VITA
- IL MESSAGGIO DEL PAPA AL MEETING
- IL MEETING PER L'AMICIZIA FRA I POPOLI
- Il Bosone della felicità
- DELLA TENEREZZA E DELLA DELICATEZZA
- Che differenza tra SAPERE E SCOPRIRE!
- LA ROSA BIANCA: i volti di una amicizia
- DELLA SPERANZA...
- EDUCARE ALLA SPERANZA
- UN GIORNO DEDICATO AL NOSTRO POPOLO
- UN LIBRO DA NON PERDERE
- IO E TE LA GABBIA E L'IMPREVISTO
- A FIANCO DI CHI CERCA
- L'IMPREVISTO E L'INSONDABILE MISTERO
- LA VITA CHIEDE la continua ricerca di significato
- IL VIAGGIO DEI MAGI