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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

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   Nel mio blog utilizzo  immagini trovate sul Web. Alcune siuramente hanno il copyright;  qui sono usate con scopo culturale , divulgativo  e critico, tuttavia toglierò immediatamente l'immagine, qualora questo uso dispiacesse agli autori.

 

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Messaggi di Giugno 2017

When I Get Over You ...

Post n°3606 pubblicato il 30 Giugno 2017 da g1b9
 

 

 

Ognuno vede qualche opportunità, ognuno cambia pelle, anche due ,che tu non vuoi accettare quando io smetto di pensarti. Sogni inattesi  prenderanno vita, tutti i miei desideri si avvereranno, e  ci sarà tempo per qualunque cosa quando smetto di pensare a te. Quando sono oltre te il cielo sarà ancora blu e io nuotero là, se lo voglio ,quando smetto di pensarti. Sto liberando la scimmia, sto liberando anche i leoni,la fanciulla di ieri crescerà selvaggia, quando non penso a te.Quando sono oltre te il cielo sarà ancora blu e io nuotero là ,se lo voglio ,quando smetto di pensarti.  Indosserò una favola di fate, camminerò con scarpe di cristallo con alti tacchi, e ci sarà una morale per la storia, quando smetto di pensare a te.Sarò la vita della festa, smetterò le buone maniere e  mi comporterò da stupida, non voglio che, chi mi conosce , si prenda cura di me, quando smetto di pensarti. Quando sono oltre te il cielo sarà ancora blu e io nuotero là se lo voglio quando smetto di pensarti.

Siiii!

 I cieli saranno ancora blu e io lo dicevo  che nuotero là se lo voglio quando smetto di pensare a te...

 

 
 
 

La favola più antica del mondo...

Post n°3605 pubblicato il 29 Giugno 2017 da g1b9
 

 La favola più antica del mondo è "Il fabbro e il diavolo",che risale fino a 6000  anni fa .Il diavolo fu introdotto nella fiaba dal cristianesimo e la fiaba viene narrata nel mondo con molte varianti. In origine veniva tramandata oralmente nella lingua estinta, antenata di tutte le lingue indoeuropee. Lo hanno stabilito due antropologi  dell'Università di Lisbona, analizzando l'indice di Aarne-thompsonuther, un catalogo di oltre 2000 fiabe di tutto il mondo, che vanno oltre le tradizioni culturali degli Stati, essendo nate  millenni prima dei confini degli stati attuali. Eccovi una di queste leggende_

 

Un fabbro ubriacone di nome Jack ebbe la sventura di incontrare il Diavolo in un pub, alcuni dicono nella notte di Halloween. Jack aveva bevuto troppo e stava per cadere nelle mani del Diavolo, quando riuscì ad imbrogliarlo offrendogli la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Il Diavolo si trasformò in una moneta da sei pence per pagare l’oste e Jack riuscì velocemente a mettersi la moneta nel borsello. Poiché Jack teneva lì anche una croce d’argento, il Diavolo non poteva tornare alla sua forma originaria, impossibilitato dalla potenza della croce. Jack lasciò andare via il Diavolo solo a patto che questi gli promettesse di non reclamare la sua anima per i successivi 10 anni. Il diavolo accettò. Dieci anni dopo Jack lo incontrò di nuovo mentre camminava lungo una strada di campagna. Ma anche questa volta con l’inganno e l’aiuto di una croce incisa sul tronco di un albero di mele Jack riuscirà a sfuggire al Diavolo.Quando infine Jack morì, non fu ammesso in cielo, a causa della sua vita da ubriacone e truffatore. Così si recò all’entrata dell’ inferno, ma il Diavolo lo rimandò indietro perché aveva promesso di non prendere l’ anima di Jack. “Ma dove posso andare?”, chiese Jack. “Torna da dove sei venuto!”, gli rispose il diavolo.Ma la strada del ritorno era buia e ventosa. Jack implorò il Diavolo di dargli almeno una luce per trovare la giusta via e il Diavolo gli gettò un carbone ardente che proveniva dalle fiamme dell’inferno. Per non farlo spegnere dal vento, Jack lo mise in una rapa che stava mangiando. Da allora Jack fu condannato a vagare nell’oscurità con la sua lanterna, fino al giorno del Giudizio.

 

 Tra le diverse fiabe che portano questo titolo  ho scelto questa, inglese, che parla delle lusinghe eterne del diavolo, quando non è l'uomo stesso ad invocarlo per farsi aiutare in problemi di donne e denaro. Un tema che è stato trattato molto nei secoli, ricordo Il Faust nelle sue varie stesure in epoche diverse  e luoghi diversi, un tema  eterno, ricorrente anche ai giorni nostri, dove, quotidianamente il male  oscura il bene, dove il diavolo ha cambiato  l'aspetto orribile di Mefistofele  ed anche il nome: si chiama Denaro e fagocita anime molto molto  facilmente

 

 

 
 
 

Il gelato...

Post n°3604 pubblicato il 28 Giugno 2017 da g1b9
 

 

L'arsura è calata, lungo il viale poco è cambiato,  la  brezza , che cala dai monti,lascia sul collo una fresca carezza, muove le foglie degli stessi alberi. Attorno alle panchine il lieto vocio dei bambini ,mentre le mamme raccontano il solito pettegolezzo di vita cittadina, sgranando gli occhi.  Passano gli anni e tutto rimane quasi uguale.  Concentrata nei miei pensieri ti vedo camminare accanto a me, le nostre mani si cercano , si trovano e sento che mi stringi forte . Ora siamo ancora  due note che scrivono la loro musica sui righi vuoti del pentagramma della nostra vita, cercando ancora una strofa da cantare insieme. Entriamo nel bar,ordino il mio gelato ed esco da sola sotto gli alberi in un viale che non riconosco e che mi guarda incuriosito, nel crepuscolo di questa giornata. Il tempo non è il mio, era la signora illusione, che mi conduceva per mano... ancora non ho imparato a riconoscere le sue blandizie- Qualcuno, sulle panchine, mi lascia un saluto ed un sorriso, le foglie pazienti sorridono anche loro al mio sguardo, mentre mangio il gelato. L'ultimo raggio di sole si ferma ad illluminare nuvoloni di pioggia .  Presto ci sarà temporale, corro a casa per godermi la pioggia con te, come sempre...

 

 
 
 

Una favola del Piemonte, per un giorno di calura...

Post n°3603 pubblicato il 27 Giugno 2017 da g1b9
 

 
C'era una volta un Re che aveva tre figli in età da prender moglie. Perché non sorgessero rivalità sulla scelta delle tre spose, disse: "Tirate con la fionda più lontano che potete: dove cadrà la pietra là prenderete moglie." I tre figli presero le fionde e tirarono. Il più grande tirò e la pietra arrivò sul tetto di un Forno ed egli ebbe la fornaia. Il secondo tirò e la pietra arrivò alla casa di una tessitrice. Al più piccino la pietra cascò in un fosso. Appena tirato ognuno correva a portare l'anello alla fidanzata. Il più grande trovò una giovinotta bella soffice come una focaccia, il mezzano una pallidina, fina come un filo, e il più piccino, guarda guarda in quel fosso, non ci trovò che una rana. Tornarono dal Re a dire delle loro fidanzate. "Ora" disse il Re "chi ha la sposa migliore erediterà il regno. Facciamo le prove." E diede a ognuno della canapa perché gliela riportassero di lì a tre giorni filata dalle fidanzate, per vedere chi filava meglio. I figli andarono delle fidanzate e si raccomandarono che filassero a puntino; e il più piccolo tutto mortificato, con quella canapa in mano, se ne andò sul ciglio del fosso e si mise a chiamare:

"Rana, rana!
Chi mi chiama?
L'amor tuo che poco t'ama.
Se non m'ama , m'amerà quando bella mi vedrà."

E la rana saltò fuori dall'acqua su una foglia. Il figlio del Re le diede la canapa e disse che sarebbe ripassato a prenderla filata dopo tre giorni. Dopo tre giorni i fratelli maggiori corsero tutti ansiosi dalla fornaia e dalla tessitrice a ritirare la canapa. La fornaia aveva fatto un bel lavoro, ma la tessitrice (era il suo mestiere) l'aveva filata che pareva seta. E il più piccino? Andò al fosso:

"Rana, rana!
Chi mi chiama?
L'amor tuo che poco t'ama.
Se non m'ama, m'amerà quando bella mi vedrà."

Saltò su una foglia e aveva in bocca una noce. Lui si vergognava un po' di andare dal padre con una noce mentre i fratelli avevano portato la canapa filata; ma si fecero coraggio e andò. Il Re che aveva già guardato per dritto e per traverso il lavoro della fornaia e della tessitrice, aperse la noce del più piccino, e intanto i fratelli sghignazzavano. Aperta la noce ne venne fuori una tela così fina che pareva tela di ragno, e tira tira, spiega spiega, non finiva mai, e tutta la sala del trono ne era invasa. "Ma questa tela non finisce mai!" disse il Re, e appena dette queste parole la tela finì. Il padre, a quest'idea che una rana diventasse regina, non voleva rassegnarsi. Erano nati tre cuccioli alla sua cagna da caccia preferita, e li diede ai tre figli: - Portateli alle vostre fidanzate e tornerete a prenderli tra un mese: chi l'avrà allevato meglio sarà regina. Dopo un mese si vide che il cane della fornaia era diventato un molosso grande e grosso, perché il pane non gli era mancato; quella della tessitrice, tenuto più a stecchetto, era venuto un famelico mastino. Il più piccino arrivò con una cassettina, il Re aperse la cassettina e ne uscì un barboncino infiocchettato, pettinato, profumato, che stava ritto sulle zampe di dietro e sapeva fare gli esercizi militari e far di conto. E il Re disse: "Non c'è dubbio; sarà re mio figlio minore e la rana sarà regina." Furono stabilite le nozze, tutti e tre i fratelli lo stesso giorno. I fratelli maggiori andarono a prendere le spose con carrozze infiorate tirate da quattro cavalli, e le spose salirono tutte cariche di piume e di gioielli. Il più piccino andò al fosso, e la rana l'aspettava in una carrozza fatta d'una foglia di fico tirata da quattro lumache. Presero ad andare: lui andava avanti, e le lumache lo seguivano tirando la foglia con la rana. Ogni tanto si fermava ad aspettare, e una volta si addormentò. Quando si svegliò, gli s'era fermata davanti una carrozza d'oro, imbottita di velluto, con due cavalli bianchi e dentro c'era una ragazza bella come il sole con un abito verde smeraldo. "Chi siete?" disse il figlio minore. "Sono la rana." E siccome lui non ci voleva credere, la ragazza aperse uno scrigno dove c'era la foglia di fico, la pelle della rana e quattro gusci di lumaca. Ero una Principessa trasformata in rana, solo se un figlio di Re acconsentiva a sposarmi, senza sapere che ero bella ,avrei ripreso la forma umana.

Il Re fu tutto contento e ai figli maggiori che si rodevano d'invidia disse che chi non era neanche capace di scegliere la moglie non meritava la Corona. Re e regina diventarono il più piccino e la sua sposa.



 
 
 

Baci, amore, passione...e rabbia (la mia).

Post n°3602 pubblicato il 26 Giugno 2017 da g1b9
 





 Gustav Klimt, ''Il bacio''   
 
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L’arte racconta l’amore  da sempre con sfumature di colore  e  tecniche che si susseguono nella loro diversità ,dai quadri rinascimentali a quelli moderni. Il rapporto di coppia si è evoluto nel tempo e così il modo di rappresentarlo . Come dimostra questa serie di opere dei pittori più famosi: da Magritte a De Chirico troviamo la passione, la sacralità, il surreale. L'arte è un'immensa risorsa, come la bellezza in ogni suo genere di espressione, su cui riversare la nostra attenzione sempre, ma molto benefica quando si devono accantonare dispiaceri. Oggi sono molto arrabbiata a dispiaciuta  per l'ultimo provvedimento del governo. Come si può continuare a salvare  banche coi soldi dei contribuenti, quando per l'Italia non si trova un centesimo da investire sul lavoro,  quando le aziende possono tranquillamente fallire e le banche no, nonostante continuino a fare finanza allegra ,anzichè le Banche? E poi si chiedono come mai la gente si allontana dai partiti di governo, e i risultati delle elezioni amministrative  lo dimostrano. I ministri giustificano l'operazione come necessaria, ma saranno i contribuenti a dover pagare la parte insana delle banche salvate, mentre  gli assets buoni sono stati assegnati a Banca Intesa per la cifra di 1 Euro. E intanto Viva l'Italia!!! da mungere...

 
 
 
 

RELATHIONSHIP

Don't let someone become a priority in your life , when you are an  optional in their life... Relationships work best when they are balanced.

 

 

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