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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

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   Nel mio blog utilizzo  immagini trovate sul Web. Alcune siuramente hanno il copyright;  qui sono usate con scopo culturale , divulgativo  e critico, tuttavia toglierò immediatamente l'immagine, qualora questo uso dispiacesse agli autori.

 

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Simbolismo freudiano ed erotismo realista. Due nudi a confronto

 

 

Felix-Vallotton-Losanna-1865-1925-Il ratto d' Europa

 

Felix ,un pittore formatosi a Parigi, nel clima post-impressionista di fine secolo, avvicina la sua pittura al Simbolismo dei Nabis, dipinge immagini considerate "audaci"al suo tempo. In esse ripropone una figurazione nitida e "fredda" , spesso ricca di simbolismo mitologico,interpretato tuttavia  alla luce della della psicanalisi freudiana.

 Dopotutto si dice: Afferrare il toro per le corna .

 

 

Felice-Casorati-Conversazione-platonica

 

Felice Casorati, "Conversazione platonica" (1925) fa parte della corrente del "Realismo magico": il dipinto mostra due figure accostate, la donna nuda e luminosa sdraiata su di un letto, l’ uomo vestito, col cappello che gli copre il volto e in ombra.   Tra loro un dialogo platonico, o no ? Domina la scena la figura femminile mentre quella maschile esprime quasi timore, umiltà e senso di inadeguatezza, che potrebbe ,però ,essere un gioco.

 
 
 

Sem Você...

Post n°3713 pubblicato il 18 Ottobre 2017 da g1b9
 

 

 

Sem Você

 Senza te, senza amore è vana sofferenza poichè tu sei l'amore che  io continuo a darti  invano e che resiste alla disperazione e alla solitudine. Niente esiste ancora e il tempo è triste senza te. Amore mio, amore mio, non restare così lontano da me, così che io viva in pace e che non debba mai più patire tanta sofferenza Non esiste il mondo senza te.

 

 

Sem você
Sem amor
É tudo sofrimento
Pois você
É o amor
Que eu sempre procurei em vão
Você é o que resiste
Ao desespero e à solidão
Nada existe
O tempo é triste
Sem você

Meu amor, meu amor
Nunca te ausentes de mim
Para que eu viva em paz
Para que eu não sofra mais
Tanta mágoa assim
No mundo
Sem você

Meu amor, meu amor
Nunca te ausentes de mim
Para que eu viva em paz
Para que eu não sofra mais
Tanta mágoa assim
No mundo
Sem você
Sem você

 

 

 

 
 
 

Un Boldini un tantino osé...

Post n°3712 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da g1b9
 

 

 

 

Nudo

Giovanni Boldini

 Boldini dipinse molto e in tutti quegli anni anni di intensa attività, privilegiò soggetti femminili, valorizzando al massimo la bellezza ed il fascino delle donne conosciute in tanti decenni di frequentazioni mondane.
 Tuttavia la sua pittura, nonostante i soggetti femminili estremamente seducenti, gli abiti lussuosi e gli ambienti tipici degli scenari borghesi e nobiliari, lascia trasparire un'innata malinconia e la sua consapevolezza per la fugacità temporale della bellezza esteriore della donna. I suoi dipinti paiono dire " Ora e mai più!!"

 

 

 
 
 
 

Se i bambini sono un arcobaleno...

Post n°3711 pubblicato il 16 Ottobre 2017 da g1b9
 

 

 Torno dal supermercato dove c'erano diverse classi di un asilo in visita. Sarà che amo i bambini, sarà che un gruppo cosi di bimbi di diversi etnie insieme non l'avevo mai visto, sarà che per la prima volta ho visto bimbi cinesi in un asilo italiano, ma è stato bello, un momento di intensa emozione, che mi ha riempito gli occhi ed il cuore di gioia. Se quello sarà il mondo futuro ben venga.  Tanti occhietti diversi felici, sguardi curiosi, intelligenti, vispi , furbetti che rispondevano al mio sorriso. Un nero è in coda dietro di me, in attesa che sfilino i bimbi davanti alla cassa, mi volto, ci sorridiamo e lui mi indica una bimba bellissima, con tante treccine, due occhi color carbone che brillano,sento orgoglio nella sua voce quando mi  dice:" Vede ,quella è Aida,mia figlia..."

 Oggi  mi sento nonna in modo speciale, e così vi racconto una favola antichissima, che origina dai primi testi di scrittura induista e che si è tramandata nel mondo intero.

 

C'era una volta un bramino, un sacerdote dell'India, che celebrava cerimonie religiose in luoghi non facilmente raggiungibili. Quel giorno doveva attraversare una foresta per raggiungere un villaggio che c'era al di là. Ad un tratto trovò una gabbia nella quale era stata rinchiusa una bellissima tigre. Il bramino provò pietà per la tigre e decise di liberarla, anche se sapeva che le tigri potevano mangiare gli uomini.

La tigre gli disse: Ti giuro che non mangerei mai il mio benefattore! Il bramino la liberò ed allora l'animale disse: Come potevi pensare che giurassi il vero? Ho fame!

Il bramino le chiese: Prima di mangiarmi, sentiamo cosa ne pensa questo albero!

L'albero rispose: Gli uomini sono cattivi. Io offro loro riparo e refrigerio, e loro per tutta ricompensa mi tagliano e mi uccidono. Mangialo pure, per me!

Il bramino decise di chiedere un altro parere: poco lontano, in una radura, un asino stava brucando:ma l'asino rispose: Gli uomini? Creature perfide! Ci sfruttano tutta la vita, e quando siamo vecchi ci abbandonano. Mangialo pure!

A quel punto lì, videro che stava arrivando una volpe: Chiediamo anche a lei, disse il bramino, e se anche lei dirà di mangiarmi, potrai mangiarmi! La volpe guardò i due e disse: Voi mi state prendendo in giro: ma come faceva una tigre così grande a stare in una gabbia così piccola? La tigre disse che era la verità, e la volpe continuò: Sì, e io vi credo! Figuriamoci un po', per me mi state prendendo in giro!

Arrabbiata, la tigre entrò nella gabbia: a quel punto la volpe la richiuse dentro e poi disse, rivolta al bramino: Certo che senza un po' d'astuzia tu proprio non te la cavavi!

 


 
 
 

Oltre il cancello...

Post n°3710 pubblicato il 15 Ottobre 2017 da g1b9
 



Cocotte

I.

Ho rivisto il giardino, il giardinetto
contiguo, le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto...

II.

"Piccolino, che fai solo soletto?"
"Sto giocando al Diluvio Universale"

Accennai gli stromenti, le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d'un bacio e fretta di ritrarre
la bocca, e mi baciò tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.

Sempre ch'io viva rivedrò l'incanto
di quel volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con le mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso, quella bocca tanto, tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!

"Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?"
Subito mi lasciò, con negli sguardi
un vano sogno (ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità...


III


"Una cocotte..."

"Che vuol dire mammina?"

"Vuol dire che è una cattiva signorina:

non bisogna parlare alla vicina!"

Co-co-tte... La strana voce parigina

dava alla mia fantasia bambina

un senso buffo d'ovo e di gallina...


Pensavo deità favoleggiate:

i naviganti e l'Isole Felici...

Co-co-tte... le fate intese a malefici

con cibi e bevande affatturate...

Fate saranno, chi sa quali fate,

e in chi sa quali tenebrosi offici!


Un giorno - giorni dopo - mi chiamò

tra le sbarre fiorite di verbene:

"O piccolino, che non mi vuoi più bene?"

"È vero che sei una cocotte? "

Perdutamente rise... E mi baciò

con le pupille di tristezza piene.


IV.


Tra le gioie defunte e i disinganni

dopo vent'anni, oggi si ravviva

il tuo sorriso... Dove sei, cattiva

signorina? Sei viva? Come inganni

(meglio per te non essere più viva!)

la discesa terribile degli anni?


Oimè! Da che non giova il tuo belletto

e il cosmetico già fa mala prova

l'ultimo amante disertò l'alcova...

Uno, sol uno: il piccolo folletto

che donasti d'un bacio e d'un confetto,

dopo vent'anni, oggi, ti ritrova


in sogno, e t'ama, in sogno, e dice: T'amo!

Da quel mattino dell'infanzia pura

forse ho amato te sola, o creatura!

Forse ho amato te sola! E ti richiamo!

Se leggi questi versi di richiamo

ritorna a chi t'aspetta, o creatura!


Vieni, Che importa se non sei più quella

che mi baciò quattrenne? Oggi t'agogno,

o vestita di tempo! Oggi ho bisogno

del tuo passato! Ti rifarò bella

coma Carlotta, come Graziella,

come tutte le donne del mio sogno!


Il mio sogno è nutrito d'abbandono,

di rimpianto. Non amo che le rose

che non colsi. Non amo che le cose

che potevano essere e non sono state...

Vedo la casa; ecco le rose

del bel giardino di vent'anni or sono!


Oltre le sbarre il tuo giardino intatto

fra gli eucalipti liguri si spazia...

Vieni! T'accoglierà l'anima sazia.

Fa' che io riveda il tuo volto disfatto;

ti bacierò: rifiorirà nell'atto,

sulla tua bocca l'ultima tua grazia.


Vieni! Sarà come se a me, per mano,

tu riportassi me stesso d'allora,

il bimbo parlerà con la Signora.

Risorgeremo dal tempo lontano.

Vieni! Sarà come se a te, per mano,

io riportassi te, giovine ancora.


Guido Gozzano



Quando la poesia si fa teatro-






 
 
 
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RELATHIONSHIP

Don't let someone become a priority in your life , when you are an  optional in their life... Relationships work best when they are balanced.

 

 

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