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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

Clicca per un dono..

 

QUANDO NON SI DIMENTICA...

 

 

 

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  • Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.
  • Jim Morrison
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    Citazioni nei Blog Amici: 56
     

    PERCHÉ DA VECCHI AMIAMO RIVIVERE NEI RICORDI...

    RITORNAR BAMBINI

    Le cose che il bambino ama
    rimangono nel regno del cuore
    fino alla vecchiaia.
    La cosa più bella della vita
    è che la nostra anima
    rimanga ad aleggiare
    nei luoghi dove una volta
    giocavamo.

    Kahlil Gibran "Self-Portrait"

     

    SOGNI PROIBITI..

    Ricorderó i tuoi occhi, ricorderó il tuo sguardo, ricorderó il tuo profumo, ricorderó  i tuoi baci, le tue carezze ma,mi accorgo fin d'ora......non potró vivere di ricordi....

     

     

     

     

     

    Per te, amico mio.. i miei sentimenti..

    Post n°1441 pubblicato il 20 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

     

    Oh il conforto, l'inesprimibile conforto di sentirsi sicuro con una persona: di non avere né da pensare i pensieri, né da misurare le parole, ma solo da elargirli, proprio come sono pula e grano insieme, sapendo che una mano fedele li prenderà e setaccerà, terrà quello che vale la pena di tenere e poi, con il fiato della gentilezza, soffierà via il resto.

    ~ Mary Ann Evans (George Eliot)

     
     
     

    Il lupo perde il pelo...non il vizio !

    Post n°1440 pubblicato il 19 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     Chi vive di superbia e  presunzione  potrà essere sconfitto dalla vita, ma dificilmente dalla società perchè superbia e presunzione  saranno sempre per lui ottime stampelle. Uno dei massimi scrittori,nonchè poeti Francesi ,uno tra quelli che furono definiti Maudits, Charles Baudelaire, scrisse questo racconto.. emblematico.

     

    Perdita d'aureola


    - Oh! Come! Voi qui, caro? Voi in questo luogo malfamato? Voi, il bevitore di quintessenze! Voi, il mangiatore d'ambrosia! Davvero, ne sono sorpreso!
    - Mio caro, vi è noto il mio terrore dei cavalli e delle carrozze. Poc'anzi, mentre attraversavo il boulevard in gran fretta, e saltellavo nella mota, in mezzo a questo mobile caos, dove la morte arriva al galoppo da tutte le parti ad un tempo, la mia aureola, ad un movimento brusco che ho fatto, m'è scivolata giù dalla testa nel fango del selciato. Non ho avuto il coraggio di raccoglierla. Ho giudicato meno sgradevole il perdere la mia insegna che non farmi fracassare le ossa. E poi, ho pensato, non tutto il male vien per nuocere. Ora posso andare a zonzo in incognito, commettere delle bassezze e abbandonarmi alla crapula come i semplici mortali. Ed eccomi qui, assolutamente simile a voi, come vedete!
    - Dovreste almeno fare affiggere che avete smarrita codesta aureola, o farla reclamare dal commissario.
    - No davvero! Qui sto bene. Voi solo mi avete ravvisato.
    D'altronde, la grandezza m'annoia. E poi penso con gioia che qualche poetastro la raccatterà e se la metterà in testa impudentemente.
    Render felice qualcuno, che piacere! E soprattutto render felice uno che mi farà ridere! Pensate a X, o a Z!... Eh? che cosa buffa, sarà!...

     
     
     

    C'è valore...e valore!!

    Post n°1439 pubblicato il 18 Maggio 2013 da g1b9
     

     

    Veniamo al mondo per amore,non portiamo nulla con noi,il primo impatto  esterno è un'emozione, il contatto fisico con la mamma, il suo baciarci dovunque, trasformando quell'atto di esplorazione nella prima grande emozione, quella che  darà l'imprinting per quel sentimento che si chiama amore e da allora abbiamo bisogno di amore.  Questo ci viene donato arricchendo anche la nostra capacità d'amare... io credo che  non si impari ad amare se non si è tanto amati fin da sempre, come credo che il nostro arricchimento spirituale possa venire soltanto seguendo l'esempio quotidiano delle persone che ci crescono, le quali non solo dovrebbero insegnarci ad apparire come richiede la società in cui si vive, ma  ad essere costantemente noi stesssi seguendo quei valori etici,religiosi che troviamo consoni a noi durante la nostra crescita,  che diventeranno la nostra ispirazione continua nel quotidiano della vita. Ognuno di noi  ha il suo carattere, solo  noi sappiamo su quali forze  e capacità possiamo contare ed è su questa consapevolezza che dovremmo costruire la nostra vita
    . In noi si formerà allora un bagaglio di  principi, ai quali poi dovremmo attenerci sempre... Alcuni li chiamano propositi, altri li sentono come non doveri, altri se li scordano sul cammino della vita che li ha portati  a contatto di persone tanto diverse, colle quali hanno dovuto impare a vivere una seconda volta modificando tutto di se... Eppure ci sono tante persone ricche in valori, che non appaiono all'occhio di chi guarda, ma regalano a chi li vive gratificazione e gioia, come grande dispiacere quando vengono abbandonati.

    Di recente ho letto una poesia di Erri De Luca (Da opera sull'acqua,Einaudi)

    Valore

     Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
     Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
     Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso  involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi  che si amano.
     Considero valore quello che domani non varrà più niente
     e quello che oggi vale ancora poco.
     Considero valore tutte le ferite.
     Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,  tacere in tempo, accorrere a un grido,
     chiedere permesso prima di sedersi,
     provare gratitudine senza ricordare di che.
     Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
     qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
     Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della  monaca,
     la pazienza del condannato,qualunque colpa sia.
     Considero valore l'uso del verbo amare
     e l'ipotesi che esista un creatore.
     Molti di questi valori non ho conosciuto.

     

     
     
     

    Per una quiete beata...

    Post n°1438 pubblicato il 17 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

                                         "Azzurro della sera"


    O pura visione tutta incanti,
    quando da porpora e d’oro, sereno
    amabile, grave, tu cielo
    di luce della sera ti dilati.

    Tu ricordi un mare azzurro
    dove felicità è alla fonda
    per una quiete beata. Dal remo sgocciola
    l’ultima stilla di terrestre cruccio.


    Hermann Hesse

     
     
     

    Le donne al quadrato...

     

     

    Ci sono Donne. E poi ci sono Donne Donne. E quelle non provare a capirle, sarebbe una battaglia persa. Le devi prendere e basta. Devi prenderle ,baciarle, senza che possano avere anche un solo pensiero, soffocare in un abbraccio le paure che ti sapranno dire una volta sola, a bassissima voce. Temono di far trasparire le proprie debolezze e, quando si lasciano andare, si tormenteranno temendo che tu , scoperte così facimente le loro fragilità,in un attimo di debolezza,possa prenderti gioco di loro,voltare le spalle ed allontanarti. Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte. Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi di una donna possano difendersi dietro un velo di mascara. Amale addormentate, un po' ammaccate ,stropicciate dal sonno.. Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno bastare a sé stesse. Ma, appunto per questo, sapranno amare te come nessuna prima di loro.

     
     
     

    Hanno ucciso Sherazade...

    Post n°1436 pubblicato il 15 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

    Joumana    Haddad è una giornalista e scrittrice libanese che si impegna da anni  a cercare di svegliare nelle donne arabe la voglia di riscatto da tutti quei compromessi, quei clichè che le hanno annullate nella loro dignità di esseri umani prima e di donne poi. Inoltre vivendo spesso in Occidente si è resa conto di come le donne dei nostri paesi , invece, abbiano bisogno di riappropriarsi  di tutto quanto di loro stanno svendendo ai nuovi sultani ,per quattro soldi di pubblicità. Joumana ha scritto un libro. "Ho ucciso Sherazade", Racconti di una donna molto arrabbiata.

      Uno stralcio dal libro:

     Io sono il sesto giorno di dicembre 1970, poco dopo le dodici, sono  l'ora delle urla di mia madre che mi dava vita, il suo grembo che mi lascia affiorare. Sono lo schiaffo del medico che mi rianima, ogni schiaffo successivo che provò la rianimazione mi distrusse. Sono gli occhi della famiglia su di me, gli sguardi del padre, del nonno, delle zie, sono tutti i loro possibili scenari, sono  i sipari aperti, i sipari gelati, e le mura che dietro di essi verranno. Sono le aspettative, i sogni falliti ed i vuoti sospesi al  mio collo, come amuleti. Sono lo stretto cappotto rosso che  mi  faceva piangere e ogni costrizione che mi fa piangere ancora. Sono la bambola dai capelli scuri e gli occhi di plastica. Sono quella bambola respinta, che rifiutai di cullare. Sono il triste buco nelle calze che continua a guardarmi come il rimprovero di Abele nella mia anima.Sono le tabelline che non ho imparato fin'ora. Il due che si somma ad uno, sempre ad uno.Sono la teoria delle mie curve che non si uniscono mai. Sono il mio credere ,da bambina ,che la terra girasse attorno al mio cuore ed il mio cuore attorno alla luna. Sono la bugia di Babbo Natale, che ci credo ancora, sono la bugia di Dio a cui non credo più. Sono l'astronauta che sognavo di diventare, le rughe di mia nonna che si è suicidata, la mi fronte posata sulle sue ginocchia assenti. Sono colui he mi ha fatta piangere facendomi innamorare ancora di più. Sono il ricatto, il mio vizio inaugurale e sono la guerra.Sono il silenzio che ho imparato  ed il silenzio che non ho imparato fin'ora. Sono colei che cerca il suo cacciatore, ma non trova il suo cacciatore. Sono colei che non sono adesso, tuttel e cose, le persone che ero ieri,che sarò domani, che compongono, scompongono e ricompongono me !!!!

     
     
     

    Mi piacciono...

    Post n°1435 pubblicato il 14 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

     

    Mi piacciono i capelli appena lavati, ancora umidi, lisci come seta,mi piace il pane caldo, che sa ancora di forno, che porta il ricordo della legna di un tempo, le case silenziose ,la mattina: per questo mi piace alzarmi presto, spalancare le finestre sull'alba. Mi piace aspettare qualcuno che arriva col treno, l'occhio che si perde dove i binari diventano un puntino.  Mi piace il profumo del bucato, quello di casa mia, che ha il profumo di noi, delle nostre intimità.Mi piace camminare sola, su strade che conosco perchè seguo solo il mio pensiero. Mi piace chiudere un libro e buttarmi a capofitto dentro un fumetto. Mi piacciono le giornate di sole in primavera,passeggiare in giardino, godermi tutto il bello intorno. Mi piace conoscere senza giudicare, guidare quando piove, nella notte .Mi piace quando riesco a fare le cose,  gestire gli imprevisti senza andare in tilt e poi dirmi brava da sola, mi piace respirare come  se dovessi prendermi il massimo dell'aria, in quel respiro un concentrato di vita...

     
     
     

    Queste sere di maggio...

     

     

     Queste sere di Maggio,  serene , trasparenti, con l'aria lavata dai lunghi frequenti acquazzoni, regalano all'occhio stupito un cielo incredibilmente  splendente, le stelle brillano come di luce ritrovata, i sogni tornano  a camminare sull'opale della via lattea,  da tanto tempo invisibile...vorrei  saper dipingere per mescolare tutti i blu  della tavolozza, aggiungere  quel tantodi nero per ricreare questa meraviglia che sta lassù, appuntare tante stelle  di stagnola e  lasciar filtrare quel raggio di luna che mi serve per leggere uno stralcio stupendo di una pagina meravigliosa.Ugo  Foscolo, col suo pennello  intriso di romanticisimo  dipinge la sua notte,un 13 maggio  molto lontano, una notte che mi pare di vivere...

    Jer sera appunto dopo più di due ore d'estatica contemplazione d'una bella sera di Maggio, io scendeva a passo a passo dal monte. Il mondo era in cura alla Notte, ed io non sentiva che il canto della villanella, e non vedeva che i fuochi de' pastori. Scintillavano tutte le stelle, e mentr'io salutava ad una ad una le costellazioni, la mia mente contraeva un non so che di celeste, ed il mio cuore s'innalzava come se aspirasse ad una regione più sublime assai della terra. Mi sono trovato su la montagnuola presso la chiesa: suonava la campana (...) - Spossato mi sdrajai boccone sotto il boschetto de' pini, e in quella muta oscurità, mi sfilavano dinanzi alla mente tutte le mie sventure e tutte le mie speranze. Da qualunque parte io corressi anelavo  alla felicità, dopo un aspro viaggio pieno di errori e di tormenti...

     
     
     

    Grazie mamma del tuo sorriso...

    Post n°1433 pubblicato il 12 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

    Osservo il cielo in questo pomeriggio azzurro
    le nuvole si rincorrono come in gioco ,si sfiorano,
     un attimo e s'allontanano, non si toccheranno mai più.
    Anche noi ci separiamo..
     anche noi, in questo mondo.
    E il mare che fa con le sue onde?
    L'una segue l'altra, si accavallano
    poi son già divise in mille spume,
    mille bagliori di luce.
    Non si toccheranno mai più.
      E noi, insieme, noi per mano,
    noi la vita, tu mamma, io bimba
     tu bimba smarrita , io la tua mamma.
    Ci siamo toccate , abbracciate, sfiorate, perdute , guardate
     sul vuoto di occhi lontani.
    Prima di perdersi ci siamo perdute in questo mondo.
     Osservo il cielo in questo pomeriggio
    azzurro. Là c'è il tuo sorriso, mamma!!!

     
     
     

    La forza dell'amore...

    Post n°1432 pubblicato il 11 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

    La visione si era dissolta, ma (...) era riuscita
    a tenere con sé un pezzo dell'anima di sua madre,
    che avrebbe per sempre fatto parte di lei,
    una seconda spina dorsale per mantenerla forte negli anni
    a venire, un secondo cuore che avrebbe battuto nel suo petto.

    Robin Maxwell, "Il Diario Segreto di Anna Bolena"

     
     
     

    Parliamo di misericordia...

    Post n°1431 pubblicato il 10 Maggio 2013 da g1b9
     

     Il mondo soffre, tanta gente soffre, chi ha  dei principi morali, chi ha sentimenti veri, quelli che coinvolgono emozionalmente, non può sentirsi estraneo a questa visione che  passa quotidianamente dinnanzi ai nostri occhi, alle grida di dolore e disperazione  di chi non ce la fa più a tirare avanti, di chi perde affetti in tragedie . Papa Francesco parla sempre di misericordia, invita alla misericordia, conforta  parlandoci di Dio,  della sua immensa misericordia e di come affidarsi a lui.

    Misericordia è un sentimento generato dalla compassione verso gli altri. Origina dal latino misericors e da misereor (ho pietà) e cor -cordis (cuore). Quando invochiamo Dio, la sua pietà, diciamo: miserère, abbi misericordia. È una virtù morale cristiana e si  manifesta con opere di pietà o, appunto, di misericordia.

    La compassione (dal latino cum patior - soffro con - e dal greco συμπἀθεια , sym patheia - "simpatia", provare emozioni con..) è il sentimento  che ci permette di partecipare emozionalmente della sofferenza degli altri e prodigarci per alleviarla.

     In ebraico misericordia è khesed e  significa alleanza tra due parti e  conseguente solidarietà di una parte verso quella in difficoltà. Nel Nuovo Testamento la misericordia ha un diverso significato e si usano varie parole per definirlo.
     In greco eleos indica il sentimento di intima commozione, la compassione, la pietà, il contrario dell'invidia per la fortuna del prossimo.  In Aristotele, il timore e la compassione nella tragedia operano la purificazione, cioè la catarsi. Nei Vangeli la richiesta di essere misericordiosi si trova bene sviluppata nella parabola del Buon Samaritano

     Basta leggere queste meravigliose parole di Sant'Agostino d'Ippona, per comprendere cos'è la Misericordia, in particolare la Summa , quella di Dio ,per capire, per riflettere...

    Poteva esserci misericordia verso di noi infelici maggiore di quella che indusse il Creatore del cielo a scendere dal cielo e il Creatore della terra a rivestirsi di un corpo mortale? Quella stessa misericordia indusse il Signore del mondo a rivestirsi della natura di servo, di modo che pur essendo pane avesse fame, pur essendo la sazietà piena avesse sete, pur essendo la potenza divenisse debole, pur essendo la salvezza venisse ferito, pur essendo vita potesse morire. E tutto questo per saziare la nostra fame, alleviare la nostra arsura, rafforzare la nostra debolezza, cancellare la nostra iniquità, accendere la nostra carità.

     
     
     

    Mille sguardi...

    Post n°1430 pubblicato il 09 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

     Ci siamo amati cogli occhi... ricordi amore mio quanto tempo  ci siamo amati , scrutati, desiderati con uno sguardo... la bellezza di specchiarmi in quell'oceano profondo  che diventava sempre più  blu, cangiava colore coi riflessi del sole, brillava nella notte  alla luce della  luna.. tu ed io, le stelle sopra di noi,  il profumo della notte che raccoglieva le essenze  dei fiori addormentati,  l'erba sotto il capo, che solleticava la pelle. Per ore a sfiorarsi come se dovessimo scoprire ogni centimetro di noi.  Dovevamo assaporarci, cogli occhi, col tatto, imparare ad  apprezzare il gusto, annusarci per poterci riconoscere sempre, anche nel buio più cupo... Oggi sfioravi le mie mani,una carezza dolce  , tenera; ti ho guardato ,la luce di quel desiderio che abbiamo rinchiuso in mille e mille sguardi   brillava  come allora, nel mare dei tuoi occhi.

     
     
     

    La nascita del bacio...

    Post n°1429 pubblicato il 08 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

    Scorro da molto tempo sopra scritture sacre, senza spunto di fede. Nella lettura gusto l’alfabeto antico, la mia conoscenza avviene nella bocca. L’ebraico antico gira come un boccone tra lingua, saliva, denti e sella di palato. Aperto a ogni risveglio, è un avanzo di manna, prende i gusti desiderati sul momento, come succede ai baci.
    La prima coppia umana, creata in un giardino il giorno sesto, ebbe sopra di sé la prima notte sconfinata. A loro insaputa spuntò nei corpi l’appetito, la sete, l’entusiasmo e il sonno. La prima notte, sconosciuta, sembrò a loro il resto del giorno uno, sbriciolato in puntini luce. Non sapevano se sarebbe tornato il sole, allora si abbracciarono. Le bocche si trovarono accanto e inventarono il bacio, il primo frutto della conoscenza. Era mercurio quella conoscenza, un liquido sensibile alla temperatura dei corpi. So quella prima volta perché l’ho avuta anch’io quell’ora sulla bocca, nel loro identico istante, su una sabbia di mare, il cielo scoperchiato sulla testa.

    ERRI DE LUCA, I PESCI NON CHIUDONO GLI OCCHI

     
     
     

    Ieri, oggi...la stessa ora.

    Post n°1428 pubblicato il 07 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

    Stanno lì da tanto sicuramente, uno stelo di metallo di parecchi metri, con in cima un orologio tondo a lancette, e queste ferme su un'ora  di chissà quale giorno, di chissà quale anno.  Uno quà, uno in un altra zona, davanti alla stazione, alla  partenza dei bus, impolverati,  ricoperti di ruggine. Non so come mai stamattina abbia notato questi orologi elettrici abbandonati, inservibili,sostituiti da quelli digitali che alternano l'ora alla temperatura. Vecchi orologi che avevano a loro volta rimpiazzato i rarissimi orologi di un tempo, alla cui manutenzione provvedeva un addetto, rimasto senza lavoro,l'omino dell'orologio che  ,con un arnese su una lunga asticella  provvedeva a farlo funzionare. E come mi succcede ho iniziato a pensare alla vita che era passata sotto quell'orologio.  Se potessero raccontare sicuramente avrebbero tanto da narrarci. L'orologio di un certo sito era un tempo il punto di riferimento per gli appuntamenti. Ora non usa più incontrarsi sotto un'orologio,  eppure ognuno di questi avrà visto passare migliaia di gente, i puntuali, i ritardatari, avrà visto lacrime di fanciulle deluse per aver atteso invano un innamorato, che aveva scelto quel modo odioso di dirle addio . Può aver visto nascere amicizie tra puntuali ,in attesa di eterni ritardatari,amicizie  diventate amore  lasciando spazio ad analogo incontro tra due ritardari incalliti, affinità di anime fin dal primo incontro,, puntualità, ritardo  eterno,il caso voluto dal destino,chissà. Era abitudine per i giovani, nei giorni di festa o di sabato darsi appuntamento sotto un certo orologio,  che indipendentemente dal dover incontrare un innamorato, era luogo di amicizie, di risate, di incontri programmati  per poter incontrare una persona difficilente avvicinabile.. Vecchi orologi , inservibili, dimenticati da molte amministrazioni comunali, parte ormai del paesaggio che cambia di fretta lasciandoli in balia delle intemperie  a ricoprirsi di ragnatele, a far da nido agli insetti,  rosicchiati dalla ruggine, come sono diventate limatura tutte le emozioni che per anni sono nate sotto il loro  ticchettio.

     
     
     

    C'è una stradina ai piedi della collina...

     

     

     

    C 'è una stradina, ai piedi della collina, sempre uguale,da anni e anni, poche anime si avventurano a percorrerla. Non ha un nome, non ci sono indicazioni, non sai dove porta, eppure mi piace avventurarmi qualche volta per una passeggiata tranquilla, in ogni stagione, quando il sole inizia a calare. Là,all'orizzonte, così lontano, eppure vicino che mi pare di raggiungerlo allungando una mano, dipingo il disco rossastro velato da un tulle, mosso dalla brezza fresca del pomeriggio inoltrato. Si creano ombre strane che si fanno sempre più lunghe,i carpini ancora quasi spogli paiono neri grattacieli, anneriti dal raggio infuocato che fa danzare al suo interno le giovani foglie . Il selciato brilla di pulito dopo le ultime pioggie come un pavimento tirato a cera.L'erbetta fresca ormai si è fatta strada tra le stoppie vecchie, aiutata da tanta acqua. Il piccolo canale di raccolta pare il letto di un fiume in piena Gli uccelli iniziano i loro girotondi in questo cielo di maggio coi colori appannati dai sipari di umidità Quanti nidi sulla sommità di questi alberi,non pensavo ci fosse così tanta vita nascosta. Dai cespugli di rovi, escono piccole lepri, iniziano a giocare, sfogano la loro bramosia di scorrazzare come bambini. Quanta pace in questo luogo, quanto silenzio, sento il rumore dei miei passi, quasi il battito del cuore. Una preghiera va dalle mie labbra rosarianti fino all'anima, che ha bisogno di consolazione.Là, più avanti c'è una chiesetta, sempre chiusa. Affretto i miei passi per raggiungerla.Sempre chiusa la porticina di legno antico, un piccolo capolavoro di scultura d'altri tempi,consunto dalla polvere e dalla pioggia, in tanti anni non l'ho mai vista aperta. Su un lato una finestrella, sempre aperta, con pesanti grate di ferro arrugginito. Piccoli mazzi di fiori di campo si intrecciano, fiori appassiti e fiori freschi.All'interno, un altare spoglio, su questo un affresco scolorito che scende dal soffitto come un cencio vecchio, tenuto insieme da ragnatele nere.... sull'altare un cero, illumina lasciando strane ombre sui muri della cappella. Non ricordo quante volte sono venuta qui,ma quel cero acceso l'ho visto sempre... Mi soffermo come sempre, incollata a quella grata,la fiammella barbaglia, voglio vedere in lei la fede, che può ardere dovunque, senza fronzoli, la fede in Dio, la fiducia che si ritrova in fondo al cuore godendo di momenti fuori dal mondo, dove quasi senti che le tue preghiere non trovano ostacoli e salgono rapide lassù. Qui venivo da ragazza, qui ho dato il mio primo bacio, qui venivo coi bimbi piccoli, qui passeggio ,quì piango, sfogo le lacrime trattenute, ma oggi non piango ; la primavera è in fiore sui rovi, un tappeto di pervinche e tulipani selvatici, ancora qualche violetta sotto vecchie cortecce.Nonostante i muri diroccati,la polvere, le ragnatele, c'è vita intorno,ed io voglio vita dentro di me. La prossima volta vorrei proseguire, vedere dove va... mi piace immaginare che sia la strada dell vita, che non sappiamo mai dove conduce, ci fa attraversare luoghi diversi da quelli che avevamo immaginato... è sempre una sorpresa...Tornando vedo il cielo che imbrunisce, dietro l'ultimo raggio di sole sorge la mia stella.. lei mi tende la sua mano ogni sera, prende un bacio e lo porta lontano!

     
     
     

    Tu sei il tuo pensiero...

    Post n°1426 pubblicato il 05 Maggio 2013 da g1b9
     

     

     

     

     Se pensi alle rose, sei un giardino di rose
     

    La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe…
     Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine , credette di possedere l’intera verità…


    L'amore è una forza immane che può soggiogarti oppure estasiarti con il suo fascino lieve e sottile
     
    L'essenziale si cela oltre le parole .Non tutte le cose si possono rivelare, la maggior parte resta nel non detto.
     

    Al di là delle idee di giusto e sbagliato,
    vi è un vasto campo.
    Come vorrei incontrarvi là!
    Quando colui che cerca raggiunge quel campo,
    si stende e si rilassa:
    là non esiste credere o non credere …
     

    Gialad-ad-din Rumì

     
     
     

    Prima che il vento...

    Post n°1425 pubblicato il 04 Maggio 2013 da g1b9
     

     

    Prima che si svegliasse il vento
    e le nuvole
    imparassero a camminare.
    Prima della forma e della voce
    tu c’eri.

    E’ per te che ho scritto ogni poesia
    per te che sono sceso a patti
    con la morte e con la vita,
    per te ho imparato l’allegria.

     Dante Maffia

     
     
     

    Chicchi di grandine sui vetri...

     

     

     

     Nulla di nuovo, nessuna scelta nell’abbandonarsi a quello che tutti chiamano col nome più lava-coscienza che esista: destino.  Provo ad immaginare un uomo seduto sul davanzale di una finestra.  Sta scegliendo? Sta facendo qualcosa di  strano ,di nuovo ? Sta decidendo  qualcosa? Ha solo messo entrambi i piedi in fallo e aspetta un po’ di coraggio per compiere il proprio destino. Senza coraggio non vi è destino e l’uomo dirà che il suo destino era proprio di non buttarsi giù.  Non dirà mai che  gli è mancato il coraggio.
     Somiglio a quell’uomo, e penso di decidere mentre invece non vi è scelta. Penso di costruire il destino quando so che il destino  farà il suo percorso. E'lui– alla fine –  che sceglie me, mi asseconda come si fa con i pazzi, mi fa credere  che ho vinto io, poi sguscia via all’ultimo momento.
     Tutto questo non mi pare vero, mi rende insicura, possibile che sia sempre lui a vincere?   Ma so già che farò, continuerò a vivere infischiandomene di lui, di tutto e tutti, non devo essere grata a nessuno e nessuno  può  scegliere per me, continuerò a fare le mie scelte, come se fosse lui a scegliere, forse mi spiazzerà o sarò io a spiazzare lui, coraggio e determinazione non mi mancano, al momento non mi siedo sul davanzale di una finestra, anzi  chiudo ben bene quella finestra.. A momenti credo verrà giù un acquazzone... già i primi chicchi di grandine battono sui vetri... una nuvola si abbassa quasi a sfiorare terra.  Là, in alto, tra nuvoloni neri, filtra già un raggio di sole...

     
     
     

    Dietro i vetri impolverati..

    Post n°1423 pubblicato il 02 Maggio 2013 da g1b9
     

    C'è un luogo ,aldilà dei sogni, oltre il cuore ,dove finiscono le nostre emozioni, dove la mente ci conduce nei giorni in cui la vita non si taglia... e là, dietro quell'uscio coi vetri impolverati, immobili maschere di cera ti rispecchiano l'anima.... e tu esci col viso rigato di lacrime!!!

     
     
     

    Nella solitudine tutta la mia libertà...il mondo in me...

    Post n°1422 pubblicato il 01 Maggio 2013 da g1b9
     

     
     
     
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    DIVENTA AMICO DI PETER PAN...COME ME!

     

     

     

     

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    HO FATICATO MOLTO

    Ho faticato molto.....- Maram al-Masri

    Ho faticato molto
    per conquistare il tuo cuore,
    solo per
    dormire in lui.
    Io sono colei
    che ti ha trattenuto per un bottone,
    e ha legato il suo destino...
    con un sorriso.

     

     

     

     

    FATE SORRIDERE TANTI BAMBINI...LEGGETE POST 838

    IL MAGICO MONDO DELLE FIABOLE

    Il magico mondo delle fiabole

    Il nostro libro può essere ordinato presso le librerie WEB o direttamente in qualsiasi libreria del territorio Europeo (anche alcune edicole di giornali prestano tale servizio).

    I dati tecnici per ordinare il libro nelle librerie sono:

    • Titolo: Il magico mondo delle fiabole
    • Curato da: Flocco G.
    • Editore: Aletti
    • Collana: Gli emersi narrativa
    • Data di Pubblicazione: 2011
    • ISBN: 8864988483
    • ISBN-13: 9788864988481
    • Pagine: 344

    Ed ecco i link di alcune librerie on-line che già lo mettono a disposizione:

    www.libreriascolastica.it

    www.ibs.it

    www.libreriauniversitaria.it

    www.deastore.

     

    QUANDO QUALCOSA MI PIACE...

     

    Esultanza è l'andare verso il mare 

                Emily Dickinson 

    Esultanza è l'andare verso il mare
    di un'anima vissuta sempre a terra,
    che supera le case, i promontori,
    per sprofondare nell'eternità.

    Come noi, cresciuti in mezzo ai monti,
    può mai capire il vecchio marinaio
    la sovrumana ebbrezza del trovarsi
    la prima volta a un miglio dalla costa?

     

     'Se noi saremo' - Dante Maffia

    Apri gli occhi, guarda
    che niente è impossibile, se credi.
    Anche le voragini si colmano
    e le parole fanno miracoli
    se s'accucciano, docili,
    e trovano nuove misure.
    La morte dovrà soffrire,
    combattere come una tigre
    se vorrà la sua parte.
    Perchè noi, affidati all'alba,
    le offriremo sillabe mansuete
    sorelle della vita.

     

    Sera d'aprile - Antonia Pozzi

    Batte la luna soavemente
    di là dai vetri
    sul mio vaso di primule:
    senza vederla la penso
    come una grande primula anch'essa,
    stupita,
    sola,
    nel prato azzurro del cielo.

     

    Un bel Quadro - Countee Cullen

    Attraversano la strada sottobraccio,
    il ragazzo negro e il bianco,
    il dorato splendore del giorno,
    l'orgoglio scuro della notte.

    Dalle imposte socchiuse la gente negra osserva
    e qui la gente bianca discute
    indignata per questi due che osano
    camminare insieme.

    Superiori agli sguardi e alle parole,
    passano e non sanno
    che il lampo abbagliante come una spada
    può far scoppiare il tuono.

     

    Qualcuna di Ennio Cavalli

    Superlativo di adesso è mai più.
    Di acceso, arso vivo.
    Più che vicino significa dentro, oppure
    denso, fiato, fede.
    Al culmine dell'allegria, il disinnesco.
    Superlativo di inoltre è un bel nulla,
    ovvia ripetizione o viceversa.
    Se guardi le parole in controluce,
    qualcuna è vera

     

     
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