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Un blog creato da acetosella5 il 29/10/2008

putpurrì

..di tutto e di niente, ridere e stare seri, crederci o no.

 
 

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con il racconto: DISORDINI ALIMENTARI

 

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L'uomo è cacciatore

Post n°135 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da acetosella5
 

 

Ah meno male! Mi era parso che avessero passato una

 legge che allungava il periodo annuale della caccia.

 Già ero pronta a fare un post indignato sul fatto quando

 questa notizia mi ha rassicurata. Dunque, se ho capito bene,

agli animali si può sparare a piacimento ma guai

a fargli advances hard.

O no?

 P.S. Vedi: Zoopornografia: prima condanna in Italia

 
 
 

GEOGRAFIA

Post n°134 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da acetosella5
 

 

A me la geografia piaceva parecchio. Supportava con delle conoscenze reali i miei sogni di viaggiatrice.

Da bimba giocavo a puntare col dito un posto nel mappamondo e poi

inventarmi il viaggio, i posti lontani e impronunciabili stavano lì, a mia

 disposizione sulle carte geografiche e anche se non ero ancora

consapevole che un giorno sarebbe stato facile vederli, sapevo di certo

 che avrei voluto farlo.

Marguerite Yourcenar ha scritto un bellissimo libro, dal titolo

“ Il giro della prigione” in cui si parla della necessità di conoscere

quello che ti sta intorno, anche se fosse una piccola cella di galera.

E’ scriteriato, man mano che il mondo si rimpicciolisce con la

 globalizzazione e si amplia con la possibilità di viaggiare non

 conoscerne i confini e le caratteristiche profonde.

Sapere la geografia implica conoscere il perché  certe culture sono

fatte in un certo modo, perché le storie dei paesi hanno preso

strade così diverse.

Significa quindi anche capire le diversità ed accoglierle.

Non riesco a  pensare ad un esercito di adulti futuri che senza

satellitare non è in grado di riconoscere un percorso e non

sa neanche i nomi dei confini della su prigione.

Però devo ammettere che almeno l’obiettivo di renderci un paese

di inconsapevoli fessacchiotti  lo si persegue seriamente.

 

 
 
 

Che casino!

Post n°133 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da acetosella5
 

Ma se uno di cinquanta anni ne ha trentacinque, vuol dire

che uno di trentacinque ne ha venti, e uno di venti ne ha

cinque?

( E uno di quindici è, logicamente, di là da venire?)

E allora queste due dove le inserisco?

Chi è che mi sta spostando tutte le caselle?

 

 

 

 
 
 

SENTITO APPELLO

Post n°132 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da acetosella5
 

D'ALEMA, STUPISCICI, INDOVINANE UNA!

 
 
 

STRATEGIE DEL CAVOLO

Post n°131 pubblicato il 24 Gennaio 2010 da acetosella5
 

 

Ieri ho avuto la conferma di qualcosa di cui dubitavo già da un po’.

E cioè che nonostante con l’età  si creda di essere diventati più furbi

solo perché si sono  escogitati una serie di trucchetti per cercare di

fregare la sorte, ci si  deve rassegnare all’idea che il fato se ne

impippa e anzi, più si crede  di essere astuti più  lui si ingegna 

a contraddirci.

Dunque, argomento: CODA. Quella su cui già si sono espressi

fior di intellettuali e filosofi. La coda più veloce in  autostrada,

 al supermercato, al museo, ovunque tu sia, è quella a

 te più prossima, sulla tua destra o sulla tua sinistra,

 è ininfluente.

 Dimodochè tu abbia modo di sentirti al centro, con la tua

inadeguatezza nelle scelte ben messa a fuoco.

Quindi, avendo capito l’assioma fin dalla più tenera età ho

messo in atto, come molti, credo, tutta una serie di astuzie

 per cercare di contrastare l’inevitabilità del fatto.

Inizialmente, giovane e ingenua come l’aglio, sceglievo la

più corta. Banale e terribilmente frustrante quando si arrivava

alla cassa con almeno venti minuti di ritardo sulla fila inzialmente

 più lunga che ti stava subito a fianco, lato A o lato B, era lo stesso.

Poi con l’età e l’esperienza psico/social/antropologica ho cominciato

a considerare altre variabili, se ero al supermercato la consistenza

della spesa nel carrello davanti, se in autostrada lo scatto

sgommante  o il cappello dell’automobilista davanti, etc.

Ultimamente credevo di aver trovato, per quanto riguarda

i supermercati, la metodologia più ganza.

Osservare la cassiera, guardarle l’occhio come si fa con le trote,

 studiarne il movimento felino o bradipesco e fare la scelta.

Ultimamente mi era andata bene un paio di volte, in fondo

il comportamentismo non è una barzelletta e sappiamo come

il corpo esprima senza che noi lo vogliamo, la nostra anima

più segreta.

Ma quando il fato ci si mette, non c’è analisi comportamentale

che tenga.

Ieri, mentre dalla mia pole position nella fila guardavo con occhio

 esperto le due povere code a fianco, la cassiera, che avevo

individuata e prescelta fra una decina per l’occhio vispo e

 vigile e per il movimento scattante, ha avuto una crisi di nervi.

Non so perché né per come, un amore contrastato, un mutuo

a tasso variabile, una suocera in casa da Natale, non lo so.

Semplicemente se è alzata dalla postazione e se ne è andata

 scalmanandosi e lasciando tutto nel guano: la mia coda bloccata,

  un ipermercato nel caos e io ad almanaccare sulla mia più

che conclamata imbecillità.

Questo non per raccontarvi i miei casi che magari non ve ne

 frega niente, ma per mettervi in guardia dal pensare di aver

capito tutto, della vita.

 

 

 

 
 
 
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