Creato da Red1dgl il 28/03/2006

DUE DI DUE

"...la prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due cosi' magri e perplessi ,cosi' provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva intorno entrava a far parte del passato. Il ricordo che ho del nostro primo incontro e' in realta' una ricostruzione ,fatta di dettagli cancellati e poi modificati . In questo ricordo io sono in piedi al lato della strada ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato e cerco di assumere disperatamente un senso di non appartenenza al mondo . Ma ho 14 anni ed odio i vestiti che indosso , odio il mio aspetto in generale , e l'idea di essere qui in questo momento..."

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SERENA VARIABILE - Gianluca Morozzi

Post n°645 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da Red1dgl
 
Tag: Libri

 

Salve. Sono la Terza Persona.

Mi chiamano Narratore Onnisciente, anche. È un po’ altisonante,

e allontana. Terza Persona spaventa di meno.

In pratica sono quello che racconta le storie dei romanzi.

Quando non è il protagonista dei romanzi a raccontare quel

che gli succede, come stava facendo Serena un attimo fa.

Quella si chiama Prima Persona.

Esempi pratici che potreste capire facilmente: la Divina

Commedia. È in prima persona. Il poeta racconta quel che

vede, quel che fa, quello che gli accade, ci rende generosamente

partecipi dei suoi pensieri.

I promessi sposi? È in terza persona. Il narratore onnisciente

che tutto sa e tutto vede salta allegramente da quel

ramo del lago di Como a Milano, viaggia nel tempo per raccontare

i trascorsi dei personaggi, legge addirittura nel loro

pensiero. Questa è la terza persona.

C’è anche una Seconda Persona, ma non voglio creare

scompiglio.

Passiamoci sopra.

Ora: non vi sto facendo la storia della letteratura perché vi

reputo degli ignoranti, naturalmente, anche se, come dire, sì,

un po’ vi ritengo degli ignoranti. Ma mica per colpa vostra.

Poveretti. Ho pena di voi. Magari siete nati negli anni Settanta

e siete stati tirati su a colpi di Tv, e allora è un miracolo se

riuscite ancora a direzionare la forchetta dalle parti della

bocca, figurarsi distinguere la prima persona dalla terza.

Allora, come forse avrete notato, fin qui la storia l’ha raccontata

Serena. Ci sono però degli elementi importanti che

Serena – la quale non viaggia nel tempo, non ha il dono dell’ubiquità,

non legge nel pensiero e non è neppure ’sta gran

cima, detto tra noi – non può conoscere e che invece il lettore,

di suo, potrebbe trovare interessanti. E qui subentro io.

La Terza Persona. Che si alternerà a Serena, di quando in

quando, per fornire particolari utili alla vicenda.

 

Ora, va bene che vi ritengo degli ignoranti – non per colpa

vostra –, ma spero di non dover suonare un campanellino ogni

volta che subentro al posto di Serena. Suppongo che lo

capirete da soli, quando cambia il narratore.

Lo capirete da soli, no?

Ok.

Vado a comprare un campanellino.

 
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