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Nickname: Adenia
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Età: 48 Prov: PR |
UN PO' DI IRRIVERENZA
L'essere irriverente, nella sua accezione positiva, è un bene.
L'irriverente esprime se stesso in modo più autentico. Va oltre le imposizioni, le gerarchie e le posizioni sociali. Mette in discussione ciò che non lo convince e non esita a comunicare il proprio dissenso. Insomma, l'irriverente segue solo regole che considera in armonia con il suo senso di giustizia. È fedele a se stesso, alla sua anima.
Adenia Loi, il 20.12.2024
SE MANCA LA PASSIONE
La passione è il fuoco alchemico che cuoce i fluidi spirituali e rende possibile la conciliazione degli opposti. Chi non si lascia coinvolgere dalla passione e dal desiderio, in quanto troppo attento a trovare solo sicurezza e vantaggi, è immorale.
La mancanza di passione è immorale.❤
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LA PERVERSIONE
Ciò che costituisce la essenza della perversione, clinicamente intesa, non è costituito da un atto o da una fantasia, ma dal significato degli stessi in rapporto alla propria persona e alle altre persone, alla organizzazione di base della personalità. Nella perversione, gli aspetti più ecclatanti sono la rigidità degli atti e delle fantasie, l’erotizzazione degli stessi, la scissione dell’Io, la perdita della percezione del proprio corpo come parte del Sé, l’idealiz-zazione delle difese perverse e il continuo tentativo di sedurre le parti sane della personalità e di trasformare gli altri, compreso l’eventuale terapeuta, in oggetti di una rappresenta-zione interna.
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IL DUBBIO
INDIFFERENZA
Penso che alla base di ogni male vi sia l'indifferenza. Combattere l'indifferenza è difficile perché ci si scontra con il nulla, con il vuoto, con l'appiattimento, con la non sensibilità. E' più facile avere un dialogo con chi odia che non con chi è indifferente. Odio, rabbia, gelosia, invidia, depressione, dipendenze dannose e altro ancora, a mio parere, nascono con il dilagarsi dell'indifferenza umana. Avere un parere contrario a qualcosa è costruttivo, non averlo affatto è espressione di morte delle idee.
Credo che la provocazione finalizzata a se stessa sia sciocca e controproducente, ma non mettersi in gioco, non andare contro corrente per partito preso, o meglio, per paura di uscire dai canoni accettati dalla massa, beh questo è un freno alla fantasia, al coraggio, alle innovazioni, allo sviluppo. Chi sceglie l'indifferenza sceglie la via più facile per non sentirsi responsabile di qualcosa che non conviene o per pigrizia o per vigliaccheria.
I 7 CHAKRA
I sette chakra sono centri energetici situati lungo la colonna vertebrale, ciascuno associato a specifiche funzioni fisiche, mentali ed emozionali. Ogni chakra è rappresentato da un colore e simboli specifici, come i fiori di loto.
Ecco una breve descrizione dei sette chakra:
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Muladhara (Chakra della Radice): situato alla base della colonna vertebrale, rappresenta la stabilità e la sicurezza. Colore: Rosso.
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Svadhisthana (Chakra Sacrale): situato nell'area del basso addome, associato alla creatività e alle emozioni. Colore: Arancione.
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Manipura (Chakra del Plesso Solare): situato nella regione dello stomaco, legato alla forza di volontà e all'autostima. Colore: Giallo.
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Anahata (Chakra del Cuore): situato nel centro del petto, rappresenta l'amore e la compassione. Colore: Verde.
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Vishuddha (Chakra della Gola): situato nella gola, associato alla comunicazione e all'espressione di sé. Colore: Blu.
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Ajna (Chakra del Terzo Occhio): situato sulla fronte, tra le sopracciglia, legato all'intuizione e alla saggezza. Colore: Indaco.
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Sahasrara (Chakra della Corona): situato sulla sommità della testa, rappresenta la connessione spirituale e l'illuminazione. Colore: Viola.
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Siti di incontro, sparire subito è tendenza 💕
Post n°170 pubblicato il 25 Marzo 2025 da Adenia
Buongiorno. Magari non tutti, ma in tanti sono iscritti al sito di incontri Tinder. Bene, io sono iscritta da qualche mese alla prima nominata piattaforma per curiosità, innanzitutto, per darmi la possibilità di relazionarmi con qualcuno di interessante e per analizzare come si comportano oggi gli uomini "a caccia". Male, si comportano proprio male. Ora, non so se anche le donne sono tendono a comportarsi allo stesso modo. Io posso valutare solo le modalità d'approccio maschile. Riassumo le azioni dei vari utenti maschi con cui ho interagito su Tinder:
1.Mettono like al mio profilo, ma non mi contattano. Ovviamente, per loro il primo passo non sta più all'uomo oggigiorno. E invece si maschietti rammoliti! 2. Mettono like, mi contattano. Ottimo, ma cosa scrivono? Saluti iniziali, saluti del mattino, del pomeriggio, della sera e così via. Un dialogo non sanno sostenerlo. Motivo? O mirano all'incontro subito e senza sbatti (cosa pessima eliminare l'attesa e un minimo impegno per ottenerlo) o amano semplicemente ricevere messaggi di saluto e nulla più. 3. Mettono like (che è necessario per giungere ad una prima connessione con l'utente che interessa); mi contattano con saluto di cortesia, frasi gentili, qualche considerazione su lavoro, passioni, situazione sentimentale e familiare, amicizie, filosofia di vita e altro; e mi telefonano (dopo una richiesta delicata del numero: un po' tutti vogliono uscire dal circuito del sito il prima possibile) per poter finalmente parlare con me. Fantastico! E po? Si verficano due scenari: a. dopo una o due telefonate velocissime non mi cercano più, nonostante il loro tono entusiastico; b. dopo una telefonata lunga iniziano a scriverti messaggi ad ogni ora e per loro si è già avviata una relazione e si offendono se non voglio sentirli ogni sera (spiace, ma una dipendenza così in fase iniziale... no).
Insomma, il sito mi sembra utile e con ottimi intenti. Purtroppo sono i maschi di oggi che non hanno più voglia di mettersi davvero in gioco, accettando un rifiuto, accogliendo un dialogo più profondo, andando oltre le frasi solite. Il problema non è solo l'approccio sui siti on line, il problema è nel nuovo modo di interagire oggi. Gli uomini non attendono, vogliono tutto subito e ciò lì conduce in una serie interminabile di conoscenze superficiali in cui vi è solo una spinta ormonale in fase di partenza e nulla più. Per sedurre una donna alfa ci vuole dialogo, sensibilità e dare l'idea di poterle proteggere. È che oggi l'uomo standard bada all'aperitivo, alla palestra e ai tatuaggi. L'uomo di oggi non sa correggere, però si depila e ti dà i tre sciocchi bacetti per un ciao. L'uomo di oggi perde davvero tanti punti rispetto all'uomo ben più maschile, coraggioso e protettivo dei tempi andati. Magari, qualcuno che ancora si salva esiste. Credo che certi cambiamenti, tipici di un'epoca passata, debbano essere ripristinati e difesi. Vero è, che la donna, con la sua ossessione di parità (anche dove non c'azzecca), non sta certo dando un bel contributo. |
Essere gentili, educati e leali non è debolezza e sarebbe ora di smetterla di considerare più scaltro, sagace e determinato chi si mostra arrogante, scortese e disonesto. La grinta la si può mostrare anche con garbo ed eleganza sia nei modi di porsi sia nell'anima.
COME SCRIVERE UN LIBRO?
Il presupposto di base è che chi sogna di diventare scrittore, per mestiere o per hobby, possegga un talento, una passione e una propensione per la scrittura da coltivare. Se è vero che scrivere è un’arte, è pur vero che necessita di tanto impegno, studio e pazienza; occorre, infatti, capire come si fa a iniziare a scrivere un libro, anche in base al proprio genere preferito, come occorre proseguire nel racconto, come concluderlo, nonché a chi rivolgersi per farlo conoscere al pubblico. Potrebbero esserci momenti di sconforto. Il primo consiste nell’immaginare il racconto, cercando di sviluppare l’idea alla base. Non basta avere molta fantasia, bensì occorre essere pratici al fine di creare una trama strutturata. Com’è noto, il libro è suddiviso in capitoli, ognuno di essi con un titolo, un inizio, uno sviluppo e una fine. A tal merito, conviene che la fine del capitolo non concluda definitivamente il discorso, creando nel lettore la suspense e la voglia di continuare a leggere le pagine successive, coinvolgendolo e incuriosendolo. Poi vi è la descrizione dei luoghi e la caratterizzazione dei personaggi. Quanto alla prima, è corretto soffermarvisi affinché il lettore si immedesimi nell’ambiente ma, allo stesso tempo, non bisogna eccedere con dettagli e periodi eccessivamente lunghi. I personaggi, principali o secondari, sono i protagonisti del racconto e il lettore deve conoscerli per scoprire la loro evoluzione nel corso della storia. È importante sorprendere con dei risvolti imprevedibili (colpi di scena).
ESSER TRISTI È NECESSARIO
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
La tristezza è parte della condizione umana ed è funzionale e necessaria per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo. "Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell'uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall'evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza", ha dichiarato Jerome Wakefield della New York University e coautore del libro "The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder", la cui traduzione in italiano sarebbe "La perdita della tristezza: come gli psichiatri hanno trasformato il normale dolore dell'anima in malattia depressiva". Wakefield e altri psicologi che sostengono l'importanza di vivere ogni emozione, anche quelle più negative, sono stati intervistati sull'ultimo numero della rivista NewScientist.
Nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili. Ci si può distrarre evitando di pensare e riempiendosi la giornata di appuntamenti e di cose da fare. Molti scelgono anche, in maniera incauta e superficiale, di usare pillole che stabilizzano l'umore agendo direttamente sui centri nervosi di produzione e regolazione dei neurotrasmettitori.
Eppure è esperienza comune di ciascuno come, nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che quelli di felicità. Secondo alcuni neurologi vi è un motivo biologico che spiega il legame tristezza-creatività: la riduzione dei livelli di cortisolo tipica dei momenti di tristezza attiva i centri nervosi della creatività mentre riduce l'attività di quelli che stimolano la socialità, la fame e l'attività fisica.
La tristezza, l'introspezione e i momenti di solitudine, quindi, sono funzionali a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi riprendere e andare avanti. Attenzione, però, se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d'accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.
Fonte: Marshall J. Is it really bad to be sad? NewScientist 14 gennaio 2009.
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IL ME DIT QUE JE SUIS BELLE
De n'être que tué
Plus une seconde passe,
Dans les vies d'uniformité
Quand de peine en méfiance,
De larmes en plus jamais
Puis de dépit en défiance
On apprend à se résigner
Viennent les heures sombres
Où tout peut enfin s'allumer
Ou quand les vies ne sont plus qu'ombres
Restent nos rêves à inventer
Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Il parle comme on caresse
De mots qui n'existent pas
De toujours et de tendresse
Et je n'entends que sa voix
Eviter les regards, prendre cet air absent
Celui qu'ont les gens sur les boul'vards
Cet air qui les rend transparents
Apprendre à tourner les yeux
Devant les gens qui s'aiment
Eviter tous ceux qui marchent à deux
Ceux qui s'embrassent à perdre haleine
Y a-t-il un soir, un moment
Où l'on se dit c'est plus pour moi
Tous les mots doux, les coups de sang,
Mais dans mes rêves, j'y ai droit
Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Des mensonges et des betises
Qu'un enfant ne croirait pas
Mais les nuits sont mes églises
Et dans mes rêves j'y crois
Il me dit que je suis belle...
Je le vois courir vers moi
Ses mains me frôlent et m'entraînent
C'est beau comme au cinéma
Plus de trahison, de peines
Mon scénario n'en veut pas
Il me dit que je suis reine
Et pauvre de moi, j'y crois
Hmm, pauvre de moi, j'y crois
PER ASPERA AD ASTRA
Per aspera ad astra oppure Per aspera sic itur ad astra è una frase latina, spesso usata quale motto o incitazione, che significa letteralmente: «attraverso le asperità sino alle stelle». Si tratta di una frase relativamente recente in questa forma, anche se frasi simili si possono trovare nei classici: Virgilio (Eneide IX, 641); Lucio Anneo Seneca, che scrisse nell’opera Hercules furens: "non est ad astra mollis e terris via" ('non esiste alcuna via semplice dalla terra alle stelle').

IL TUO UMORE DIPENDE DA TE
Quello che senti dentro dipende da te e non cambierà mai in funzione di eventi esterni. Ciò che ti circonda può distrarti, aiutarti, colmare qualche vuoto… sì, ma solo temporaneamente se non illusoriamente. ❤
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