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Post N° 101

Post n°101 pubblicato il 16 Maggio 2008 da DocGull
 

IL VICE PREMIER SPAGNOLO ACCUSA IL GOVERNO ITALIANO DI XENOFOBIA

Il governo spagnolo accusa l’Italia di xenofobia. Riferendosi ai recenti arresti di oltre 400 clandestini la vice del premier Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha tenuto a sottolineare la differenza tra la politica sull’immigrazione messa in atto da Madrid e quella del governo italiano: "Il governo (spagnolo, ndr) respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri".

Questa la dichiarazione apparsa oggi su tutti i quotidiani on line.

Una dichiarazione di una falsità e gravità inaudita.

Se è xenofobo espellere dei clandestini, come da leggi vigenti e non create questi giorni, allora la signora Fernandez farebbe bene a studiare meglio il significato delle parole.

Nel contempo occorre perseguire invece i cittadini napoletani che hanno bruciato i campi rom, mi aspetto che vengano tutti denunciati, ma questo non c'entra nulla con le farneticazioni della signora Fernandez.

Geopoliticando si augura che venga immediatamente convocato l'ambasciatore spagnolo per avere chiarimenti.

 
 
 

Post N° 100

Post n°100 pubblicato il 08 Aprile 2008 da DocGull
 
Tag: Iraq

IL GENERALE PETRAEUS HA QUASI VINTO

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 immagine IRAQ 7

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Dal "Foglio" di oggi

Oggi il generale David H. Petraeus sale a Capitol Hill con una notizia di vittoria in tasca.

Il comandante dei soldati americani in Iraq torna in America dopo sette mesi a  fare rapporto davanti al Congresso sapendo che Moqtada al Sadr, il più duro oppositore della presenza della Coalizione, il leader dell’esercito del Mahdi pronto a trascinare il paese dentro a una guerra civile tra sciiti contro il governo, è sul punto di ordinare lo scioglimento delle sue milizie.


L’annuncio è stato fatto ieri a Baghdad da uno dei consiglieri del capo sciita: Hassan Zargani dice che Moqtada si consulterà prima con la più grande e riverita figura dello sciismo iracheno, l’ayatollah Ali al Sistani, e poi con altre guide religiose in Iran, per decidere se dissolvere la sua armata per sempre. Sarebbe una buona notizia di portata ancora difficile da calcolare: quelli del Jam – Jaish al Mahdi – sono sessantamila irregolari armati come un esercito leggero, micidiali quando scatenano la guerriglia nei quartieri delle città irachene.

Sono i soli rimasti con la capacità di colpire duro, come dimostrano gli scontri delle ultime due settimane con l’esercito governativo e i bombardamenti con razzi della Zona Verde; gli estremisti sunniti di al Qaida, braccati su verso nord, hanno ormai perso la capacità di riorganizzarsi e ricrescere come negli anni passati. Già l’anno scorso il Pentagono definiva i sadristi “la minaccia più grave in Iraq, più di al Qaida”.

 
 
 

Post N° 99

Post n°99 pubblicato il 24 Marzo 2008 da DocGull
 

PRIMO CONTATTO TRA HAMAS ED AL FATAH DOPO LUNGO TEMPO, L'INGANNO DI CERTI FALSI ACCORDI, L'INUTILITA' DI UNA POLITICA ESTERA OTTUSA ED IDEOLOGICA

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 immagine PALESTINA 10  immagine ISRAELE 9

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Hamas ed al Fatah tentano un primo riavvicinamento dopo la battaglia per la conquista di Gaza, dello scorso giugno 2007 che ha visto, attraverso un blitz militare e violento, la conquista di Gaza da parte di Hamas.

Il tentativo di riavvicinamento avviene per mezzo della mediazione del governo yemenita;  le due fazioni palestinesi rivali Fatah e Hamas hanno firmato un accordo di riconciliazione.

Anzi, meglio, molto meglio parlare di firma di un documento, ma non di accordo di riconciliazione che non può esserci alle condizioni attuali.

In ogni caso, obiettivo dell'accordo è il raggiungimento di un compromesso sul futuro di Gaza e Gisgiordania. "Un primo passo in direzione di un traguardo ancora molto, molto, lontano", come si sono affrettati a chiarire subito dopo l'intesa i rappresentanti dei due schieramenti (e qui almeno un pò di obiettività).

Geopoliticando non si accoda agli inutili festeggiamenti di una cosa che non esiste, appunto l'accordo di cui sopra.

Purtroppo, lo ribadiamo, non potrà mai esserci pace in Medio Oriente fino a che un movimento come Hamas continua a propugnare la distruzione dell'avversario, di Israele in questo caso.

Come i lettori di Geopoliticando sanno la distruzione di Israele compare nello Statuto di Hamas.

Hamas ed Al Fata hanno rimpito le pagine dei giornali con i loro falsi accordi.

La verità è che Hamas deve essere indotta alla ragione non stringendogli inutilmente la mano, ma con una serie di pressioni internazionali che minaccino il suo totale isolamento.

Accettare e tollarare Hamas così come è adesso è un danno alla pace e alla stessa Hamas, perchè quest'ultima non troverà mai lo stimolo al cambiamento della propria visione violenta. L'assoluto dilettantismo del nostro Ministro degli Esteri in tal senso dovrebbe far amaramenre riflettere, chi decide di occuparsi di politica estera deve mettere al bando qualunque visione idelogica, elementi, questi, del tutto sconosciuti a D'Alema.

In ogni caso, cosa ha comportato questo inutile finto accordo?

Che il vero accordo tra Israele e i palestinesi si allontana, è stata infatti immediata la risposta di Gerusalemme in tal senso, un membro del governo israeliano ha dichiarato, dietro condizione di anonimato, che Abu Mazen deve scegliere se negoziare con Israele o "rinnovare la sua alleanza con Hamas. Non puo' fare entrambe le cose" (Repubblica on line del 24 marzo 2008).

L'obiettivo del presente articolo è quello quindi di invitare alla riflessione i nostri lettori a non farsi ingannare da falsi accordi di pace che hanno in realtà solo l'obiettivo di allontanarla.

 
 
 

Post N° 98

Post n°98 pubblicato il 12 Marzo 2008 da DocGull

Nuova pubblicazione di Geopolitica

Ci è stato comunicato, e volentieri pubblichiamo, la nascita di una nuova iniziativa editoriale attinente anche a tematiche di Geopolitica.

Geopoliticando, nella visione liberale che la contraddistingue, pone volentieri all'attenzione dei suoi lettori tale notizia.

Per dovere di cronaca, la rivista, 'Orientamenti e Ricerca' del Centro Studi "Polaris" si rifà a posizione politiche di destra aventi un certo radicalismo.

Come sempre, si invita chiunque sia interessato che Geopoliticando parli delle proprie pubblicazioni, aventi tematiche geopolitiche, di qualunque orientamento culturale e politico, di proporsi, è ben accetto.

Naturalmente Geopoliticando mantiene la propria visione che è neutrale verso le pubblicazioni riportate alla voce "links", una visione comunque, anch'essa "di parte" ma orientata solo verso ciò che, anostro parere, corrisponde al nostro interesse nazionale.

p.s. sto scrivendo poco ma invito i lettori a venire sempre sul blog perchè, terminato il periodo di intenso lavoro, riprenderà con un numero maggiore di pubblicazioni.

 
 
 

Post N° 97

Post n°97 pubblicato il 28 Febbraio 2008 da DocGull
 
Tag: Russia

COME GLI AMERICANI VEDONO LE PROSSIME ELEZIONI PRESIDENZIALI IN RUSSIA E COMMENTI SUI RAPPORTI CON MOSCA

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Argomenti (tags) dell'articolo:

   RUSSIA 4

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Putin ha recentemente vinto le elezioni per la DUMA, il parlamento russo, non potendosi più candidare presidente, poichè la costituzione di Mosca viete l'elezione per più di due volte.

Ha quindi optato per divenire quello che in Italia corrisponde a una sorta di presidente del consiglio. Chi ha davvero potere in Russia, però, è il Presidente della Repubblica.

Putin ha naturalmente candidato un suo uomo, Dmitri Medvedev. Le elezioni si terranno il 2 marzo.

Ci pare interessante condividere con i nostri lettori un documento dell'American Enterprise Institute di Washingoton, struttura che ha organizzato un convegno sul tema.

Nella presentazione del Convegno si legge tutto ciò che molti analisti americani vedono nelle prossime elezioni presidenziali.

Nella nota leggiamo che gli altri contendenti sono "utili solo a rendere più credibile la competizione elettorale. Anche la Commissione elettorale è nelle mani di Putin. Ha contribuito ad impedire di convedere spazi a candidati alternativi, per incontri e comizi".

"Dopo questa manipolazione elettorale", aggiunge l'American Enterprise Institute, "quale sarà il futuro dell'opposiozione in Russia? Sarà ridotta solo a qualche protesta di strada o in maniera nascosta come nel miglior stile sovietico?"

Come vediamo, non viene lasciata alla Russia nessna speranza e ci leggiamo anche un leggero (ma neanche troppo) velo di disprezzo.

Intendiamoci, ci sono delle verità in quanto scritto, l'opposizione è in difficoltà ma tutto nasce dalla enorme potenza politica di Putin, quasi sempre sostenuta da un grandissimo consenso interno.

Perchè si è creato?

Invece di analizzare la difficile situazione attuale per le opposizioni politiche, come mai, quando si era in tempo, non si è tentato un avvicinamento amichevole a Mosca?

Gli americani hanno perso una grande occasione, hanno approfittato della debolezza russa per umiliare Mosca strappando continuamente e senza chiedere il permesso, importanti sfere di influenza storiche di Mosca e portandole o dentro o vicino alle posizioni della Nato (buona parte dell'est europeo, poi Ucraina, Georgia, repubbliche caucasiche, ecc.).

Non si è tentato alcun dialogo con i russi, non li si è capiti, si sono poste le condizioni per creare un Putin. Con questo atteggiamento, le posizioni liberali dell'opposizione si sono sempre più indebolite e questa poluitica continua, vedi il Kosovo.

Piaccia o non piaccia, l'unico che aveva capito in tempo questo rischio è stato il governo italiano di Berlusconi che contribuì in maniera determinante ad invitare la Russia agli incontri della NATO di Pratica di Mare.

Nessun altro ha tentato questa strada.

Oggi è troppo tardi?

Dipende per cosa, certamente i tempi di una Russia davvero libera e liberale si sono allungati a causa dell'ottusità e della prepotenza della Nato.

A parere di Geopoliticando è ora comunque di intraprendere nuovamente la strada di avvicinamento alla Russia prima che se ne vada in maniera definitiva.

 
 
 

Post N° 96

Post n°96 pubblicato il 21 Febbraio 2008 da DocGull
 

L'INDECENZA DELLE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO D'ALEMA SUL RICONOSCIMENTO DELL' INDIPENDENZA UNILATERALE DEL KOSOVO

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 SERBIA 7

 KOSOVO 4

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Sarebbe stato sufficiente dichiarare, per giuditificare il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo, che in sostanza non era possibile evitarla in queste circostanze.

Invece no, il governo italiano, per bocca del Ministro degli Esteri D'Alema, si è messo a giocare alla politica estera rilasciando dichiarazioni, in Consiglio dei Ministri, che cercano goffamente di giustificare un atto illegale come la secessione uniltarale.

Si potrebbe quasi dire che certe dichiarazioni di D'Alema abbiano il sapore della provocazione verso Belgrado.

Ecco cosa dice il nostro Ministro degli Esteri (tratto da Repubblica.it del 21 febbraio 08):

Sostiene che:

1) riconoscere il nuovo Stato "è interesse dell'Italia"

Geopoliticando: interesse dell'Italia, certe affermazioni vanno motivate e non rilasciate per fare bella figura al Consiglio dei Ministri, quindi è interese dell'Italia quasi  rompere (la Serbia ha già ritirato il suo ambasciatore a Roma) le relazioni diplomatiche con Belgrado ?

 2) la forza italiana nell'ex provincia serba contribuisce al contingente di Kfor e si appresta ad inviare altri 200 uomini nel quadro della missione civile della Ue EULEX.

"Non mi sentirei di lasciare in un Paese che non riconosciamo i 2.600 militari, nè i 200 funzionari civili che stiamo per mandare. Se non riconoscessimo sollecitamente il Kosovo questi uomini non avrebbero la necessaria copertura politica e diplomatica per operare sul terreno e interagire con le autorità di Pristina. Dovremmo ritirarli. Il che non gioverebbe a nessuno, la nostra presenza è utile a tutti, in primo luogo alla Serbia".

Geopoliticando: ma il nostro Ministro si rende di ciò che dice quando lo dice? Se seguissimo io suo ragionamento le nostre truppe presenti in Kosovo fino ad oggi, e cioè prima della dichiarazione di indipendenza, non avrebbero avuto copertura politica, diplomatica e non potrebbero interagire con le autorità di Pristina. Inaudito! E si fa finta di dimenticare che le autorità kosovare non avrebbero mai agito così (proclamando la secessione)bse non avessero di fatto già ottenuto un avallo internazionale, quindi la conseguenza è l'indipendenza e il fatto l'avallo internazionale, non il contrario come sostiene D'Alema;

3) il processo di riconoscimento di Pristina - "utile e necessario" - va però affrontato con "sobrietà, continuando a lavorare per mantenere buoni rapporti con la Serbia". D'Alema ha definito "comprensibile" il momento di "amarezza e protesta" che sta vivendo Belgrado e ha assicurato che l'Italia continuerà la "politica di amicizia, apertura e dialogo" avviata negli ultimi anni con la Serbia. "Bisogna guardare al futuro", anche perché "in fondo, dal punto di vista sostanziale, il Kosovo non apparteneva più alla Serbia da otto anni".

Geopoliticando: Alzi la mano chi, al posto dei serbi, non riterrebbe come un insulto certe dichiarazioni che sembrano più provocazioni a dire il vero, prima si avalla la secessione e poi si afferma di voler mantenere buoni rapporti con Belgrado, con un tono di incredibile incomprensione vero le ragioni di Belgrado, e i serbi trattati come bambini da fare star buoni, mah!

4) la dichiarazione di indipendenza proclamata unilateralmente da Pristina domenica è un "caso sui generis" che "non determina alcun precedente internazionale" che possa giustificare "effetti imitativi" da parte di altre realtà con ambizioni separatiste.

Geopoliticando: e chi lo dice che non determina alcun precedente internazionale? E' proprio questa la questione invece, però se lo dice D'Alema possiamo crederci.

Ad maiora!

 
 
 

Post N° 95

Post n°95 pubblicato il 18 Febbraio 2008 da DocGull
 

L'INDECENZA DELLA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA UNILATERALE DEL KOSOVO

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 SERBIA 6

 KOSOVO 3

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E così ieri il Kosovo, regione autonoma della federazione serba, ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza da Belgrado.

Non c’è che dire, un atto tristemente coerente con l’inesistente politica estera europea.

Che fastidio sentire i soloni europei messi a parlare di materie che non conoscono, l’Italia, da questo punto d vista è la migliore rappresentanza, con un Ministro degli Esteri che non conosce la politica estera, con sottosegretari (vedi Famiano Crucianelli), che forse non erano neanche a conoscenza dell’esistenza di concetto di politica estera.

L’incredibile impreparazione italiana sulla materia, e in parte come detto anche europea, porta il nostro Paese a subire una scelta evidentemente illegale, come quella della secessione unilaterale.

Sia chiaro, ormai non c’era più nulla da fare, l’errore è stato il primo intervento militare Nato, durante il quale comunque era sempre ministro degli esteri D’Alema.

Lo abbiamo già scritto in precedenti articoli, che senso ha proporre interventi militari che trasformano gli oppressori (allora i serbi) in oppressi?

E’ una della pagine più tristi della storia europea recente, nessuno si è interessato ai diritti dei serbi e alle loro reazioni.

Complimenti ancora all’Europa che permette in questo modo alla Russia di avvicinarsi a Belgrado e quindi di affacciarsi quasi in Adriatico. Pazzesco, si rischia di spaccare nuovamente l’Europa e a che pro?

Serviva agli USA di essere amati almeno da qualche milione di musulmani e così hanno optato per i kosovari, una politica miope, piccola, fatta di sostanziale ignoranza degli equilibri dei Balcani.

Belgrado minaccia ritorsioni verso chi riconoscerà il Kosovo, ma sarà la Russia ad attuarle, speriamo che nuovi equilibri politici attenuino le conseguenze negative che anche noi rischiamo di correre, non dimentichiamo quanta energia ci fornisce Mosca, con la politica estera non si scherza ma chi non la conosce e vive solo di pareri basati sull’ideologia non può comprenderlo.  Non si fa così la politica estera.

E il Kosovo cosa diventerà?

Come ha anticipato il Generale Fabio Mini, ex comandante dellel truppe NATO in Kosovo, se dovesse capitare di dare la mano a uno dei leaders dell’indipendenza kosovara, a partire dal Premier Hashim Thaci bisognerebbe correre a lavarsela immediatamente.

Trafficanti di armi, di droga, di uomini.

Un vero scandalo, certamente il Kosovo rischia di diventare quello che il direttore di Limes, Luca Caracciolo, ha definito come buco nero geopolitico.

I serbi della città kosovara di Mitrovica (si legge Mitroviza) hanno già dichiarato che non risconoscono l’indipendenza, adesso che succederà?

Si rischia il riaccendersi del conflitto (economico come abbiamo visto ma  in parte anche militare).

L’unica soluzione sarebbe stata un’equa spartizione del Kosovo, concetto troppo difficile di chi ha deciso, senza conoscere nulla della materia, di voler giocare alla politica estera.

Non tarderanno neanche a farsi sentire i Serbi di Bosnia.

 
 
 

Post N° 94

Post n°94 pubblicato il 09 Febbraio 2008 da DocGull
 

LA FRANCIA RILANCIA IL NUCLEARE, AVANTI CON LA "TERZA GENERAZIONE"...E NOI?

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ENERGIA 7

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NUCLEARE 3

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Come i lettori di Geopoliticando sanno, da tempo il blog si è schierato apertamente a favore del nucleare nella consapevolezza che, come dicono in Francia, "il nucleare non è la soluzione ai problemi dell'energia e del clima, ma non può esserci una soluzione senza il nucleare".

E' interesse nazionale italiano ripensare la scelta con cui l'Italia ha rinunciato al nucleare, scelta, a parere di chi scrive, sbagliata.

Prendo spunto dalla notizia che in Francia è in corso di realizzazione l'EPR, il nuovo reattore atomico di terza generazione, il più potente del mondo con 1.650 megawatt. Assicurerà l'energia elettrica a una città di un milione e mezzo di abitanti (problema che in Francia non hanno visto che al di fuori di Parigi, la seconda città del Paese conta appena 800.000 abitanti).

Entrerà in vigore nel 2012, i lavori sono iniziati a giugno 2006 quindi non è affatto vero che per realizzare una centrale nucleare ci vogliano 13 anni come raccontano alcuni soloni nostrani, ingannando i cittadini.

Mille tecnici EDF garantiranno la sicurezza, si trasferiranno per tre mesi in Normandia (dove sorgerà la centrale) sotto la sorveglianza dell'Autorità di sicurezza nucleare (ASN) che ha il compito di controllare la centrale sotto ogni aspetto prima di autorizzare l'impianto per i successivi 10 anni.

La popolazione, grazie a queste regole rigorose, non ha avuto pressochè nulla da obiettare.

Indovinate un pò dove i francesi andranno a prendere tecnici specializzati?

Naturalmente in Italia, che invierà ben 20 tecnici super professionali ENEL.

In Inghilterra, USA e Cina si sta verificando la stessa cosa che in Francia

E noi?

Ci limitiamo a comprare l'energia che i francesi "graziosamente" ci vendono a peso d'oro dopo che i nostri tecnici contribuiscono a costruire le loro centrali.

Sveglia, sveglia, sveglia Italia!!!

 
 
 

Post N° 93

Post n°93 pubblicato il 30 Gennaio 2008 da DocGull
 
Tag: Iran

GEOPOLITICANDO ADERISCE ALLA PETIZIONE PER SALVARE DUE GIOVANI GAY IRANIANI DALL'IMPICCAGIONE

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    IRAN 7

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Ancora una volta il governo iraniano si appropinqua ad impiccare due ragazzi omosessuali (18 e 19 anni).

Geopoliticando ha sempre motivato la propria netta contrarietà alla pena di morte, pena, in questo caso, ancora più orrenda poichè emessa solo a causa dell'orientamento sessuale degli accusati.

Di solito Teheran accusa i giovani di aver compiuto stupri o altri fatti abominevoli, ma è ormai del tutto evidente la falsità di queste accuse visto il numero delle impiccagioni sempre più frequanti in Iran, e sempre per questo motivo.

Chi volesse esprimere il proprio sdegno può farlo andando al sito di Everyone.

Se volete accedere direttamente alla petizione, cliccate qui.

 
 
 

Post N° 92

Post n°92 pubblicato il 25 Gennaio 2008 da DocGull
 

CADUTA DEL GOVERNO, SI RIAPRE LA QUESTIONE ALITALIA?

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immagine FRANCIA 3

  immagine INTERESSE NAZIONALE 

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Come i nostri lettori possono verificare nel precedente articolo del blog "Sarkozy a Roma, l'Alitalia e la fidanzata italiana (Francia 2 - Interesse Nazionale)", Geopoliticando aveva ritenuto che la scelta assolutistica del governo italiano (soprattutto di Prodi e Padoa Schioppa) verso la vendita di Alitalia ad Air France, avrebbe potuto portare alla caduta del Governo, nel senso che per fermare questa scelta, la strada della crisi sarebbe potuta essere una scelta determinante.

Certo non possiamo affermare che ne sia il motivo principale ma riteniamo certamente presente la motivazione Alitalia.

Stamattina il titolo infatti perde in borsa, non siamo i soli quindi a ritenere collegate le due cose.

Geopoliticando ha sempre sostenuto con convinzione che sembrava davvero troppa la fretta di affidare la nostra compagnia di bandiera nelle mani del più formidabile avversario economico e sociale che l'Italia ha, cioè la Francia.

Con questo non vogliamo dire che Air France perderà ora l'occasione, riteniamo però che ora potrà esserci una domanda e un'offerta più equilibrata, a nostro vantaggio naturalmente.

Ora se Air France vorrà Alitalia non troverà più nessuno disposta a regalargliela con la scusa di motivazioni economiche che non hanno mai interessato nè gli addetti ai lavori nè la politica italiana per 50 anni.

La riapertura di nuove opportunità nella vendita porterà in ogni caso certamente miglioramento, o nell'offerta di Air France o in nuove eventuali offerte (l'italiana Air One è sempre in agguato).