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Teoria e tecnica dell'appuntamento: la teoria

Post n°158 pubblicato il 29 Aprile 2013 da Mr.Nice.Guy
 
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Quando si parla di appuntamenti, spesso si scopre che la maggior parte degli uomini sono convinti che la parte difficile di tutta la faccenda, sia invitare una donna da qualche parte. Che ne so, a prendere un caffè, l’aperitivo, oppure andare a cena fuori. Eppure, molti non sanno che quella è la parte facile, il vero problema arriva dopo.

Intendiamoci, non dico che ad uno non gli possa venire un groppo, quando di fronte all’amore della sua vita trova il coraggio di fare la prima mossa. Dico che in ogni caso è una cosa che si risolve in fretta e può avere solo 2 risultati: sì, no e “ti faccio sapere” (cioè no). Quindi nel momento in cui invitate una donna fuori, tempo 10 secondi e già avete risolto la questione. Se vi dice di sì è ok, se vi dice di no è ok, ma in ogni caso quella parte è finita in un attimo. E generalmente, una donna accetta quasi sempre.

Alla fine dei conti, tra l’altro, il bello di essere uomini è che con un aspetto curato, dei modi educati ed un minimo di simpatia, non serve essere Brad Pitt per avere qualche carta da giocarsi. A me generalmente hanno sempre detto di sì, forse perché non ho la faccia di uno con cui se ci esci, po passi il tempo a slogarti la mascella a forza di sbadigli. Quindi fin da giovane le donne hanno sempre accettato i miei inviti.

Quello che ho capito col tempo, tuttavia, è che quella è la parte più facile. Certo, è vero che se una donna accetta di uscire con te, probabilmente almeno un po’ le piaci, anche solo per la simpatia. Ed è anche vero che se ha la gonna al primo appuntamento, è uscita di casa preparata a tutte le evenienze, ma fine. Non è che se una donna accetta di prendere un aperitivo prima di cena, poi è assicurata una notte di sesso selvaggio. Tutt’altro.

Io per primo ho rovinato parecchi “primi appuntamenti” proprio perché non sapevo come gestire la faccenda. Basta prendere un po’ di inevitabile imbarazzo, aggiungere qualche aspettativa, condire il tutto con qualche intoppo nella conversazione, ed è servita la ricetta per il disastro. Cose da primo e ultimo appuntamento, insomma.

Ancora mi ricordo di una volta che a ventun anni ho invitato fuori una ragazza e ho passato la sera a fissarla nelle tette. Tra l’altro, sincerità per sincerità, erano veramente due tette da urlo. E sì che mi piaceva perché era una ragazza dolce ed intelligente, solo che non avevo mai fatto caso a quelle tette spaziali, e non l’avevo mai vista con un vestito scollato. Non le ho staccato gli occhi dalla scollatura per tutta la sera. Risultato, quella giustamente non mi ha più voluto né vedere né sentire.

Quello che ho capito col tempo, è che la strategia migliore da adottare è quella di minimo rischio, ossia quella che mette in gioco la posta minore e dà le maggiori possibilità di uscita. Non di riuscita, proprio di “uscita”, cioè allontanamento e fuga. Lo so che può sembrare contro intuitivo, soprattutto se non si parla di un aperitivo con un’amica, bensì di una serata con una donna con cui magari si vorrebbe pure concludere qualcosa, ma è assolutamente la strategia migliore.

Ad esempio, se durante quel famigerato appuntamento, dopo essermi accorto che continuavo a fissare le tette alla ragazza che mi stava di fianco, me ne fossi potuto andare, magari avrei potuto evitare l’irreparabile. Non dico che non sarebbe successo di nuovo, ma sarei arrivato preparato. E invece no, ero bloccato lì, e ho dovuto portare a compimento la mia rovina.

In ogni caso, capire qual è la strategia di minimo rischio da adottare, dipende in gran parte dalla persona con cui dovete uscire. Se dovete uscire con una persona che comunque avrete la possibilità di rivedere, è un conto, ma se c’è il rischio che quello sia il vostro primo e ultimo appuntamento, è tutta un’altra storia. La regola fondamentale è che più è alta la posta in gioco, più dovete essere cauti e più dovete evitare di rovinare tutto.

Nel caso di un appuntamento con un’amica, con la quale è chiaro a tutti e due che non ci sarà nulla, nemmeno se finite ubriachi a cantare “o sole mio” abbracciati ad un lampione, potete stare abbastanza tranquilli. Comunque vadano le cose, bene o male, ci sono giusto un paio di accorgimenti da adottare per evitare di rovinare il clima, ma in ogni caso nella migliore delle ipotesi vi divertite, nella peggiore vi rompete le scatole, e di certo non rischiate di non frequentarvi più.

Se invece si tratta di una potenziale trombamica o dell’amore della vostra vita, è tutta un’altra storia. Più è alta la posta, più dovete essere attenti, sempre pronti alla “ritirata strategica”. In sostanza, dovete essere prudenti come un elefante in una cristalleria ed evasivi come una moglie infedele. Fate un passo falso, ed è finita. Se rovinate un “primo appuntamento” in un modo qualsiasi, dite pure addio alle vostre speranze, con quella donna non ci uscite più.

Perché siamo onesti, tutta questa storia di “basta essere se stessi” è una cavolata pazzesca. Voglio far sapere a tutti (soprattutto alle fanciulle) che no, non basta essere se stessi. Quello basta dopo un paio di settimane, forse un mese, ma non nei primi appuntamenti. Anche se è la chiave per il successo di una relazione, non funziona assolutamente per niente le prime volte che si esce con una dona. Per gli uomini, non funziona.

E a voler essere precisi, “basta essere se stessi” non funziona nemmeno per le donne. O meglio, non per tutte le donne. Alle modelle di solito basta, e anche alle gran gnocche. Dopo un po’ magari uno si accorge che sono stupide come una lastra di granito, però per i primi tempi basta. Diciamo che per “basta essere se stessi” ci vogliono alcune caratteristiche fisiche minime da possedere. Che ne so, tipo meno di una 42, e una quarta di reggiseno.

Allora basta e avanza.

 

 
 
 
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CHI È IL MISTER

Mr Nice Guy: espressione inglese per indicare il "classico bravo ragazzo".

Il mio punto di vista è quello di una persona assolutamente normale. Sono il classico bravo ragazzo. Se ci fosse una definizione di bravo ragazzo medio, nel dizionario, beh, ci sarebbe la mia foto di fianco. Ma nella mia esperienza, essere un bravo ragazzo non ha vantaggi di sorta. Solo sfighe.
E questo è il mio punto di partenza.

 

 

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Inviato da venus.veronensis il 30/10/08 @ 12:39 via WEB
Scendi tra noi umani qualche volta.

Inviato da marematite il 21/10/08 @ 10:45 via WEB
ma vaffanculo...

Inviato da  mr.controcorrente il 18/09/08 @ 13:15 via WEB
... e, aggiungo, da perfetto cattolico quale sei, dovresti sapere che uno dei 7 peccati capitali è la SUPERBIA.

Inviato da vargoli il 01/09/08 @ 16:31 via WEB
Beh, sai, forse hai trovato solo stronze egoiste perché, come si dice, "similes cum similibus congregantur".
 
 

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