Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi di Gennaio 2021

Stay tuned.

Post n°1489 pubblicato il 26 Gennaio 2021 da fedechiara
 

Stay tuned.
Dispiace per le 'bimbe di Conte' che tanto lo stimano quale persona ammodo ed elegante e dal parlar forbito di 'avvocato del popolo', ma temo che il personaggio abbia lucrato il massimo dei massimi col suo voltar gabbana dal giallo-verde al giallo-rosso di una 'democrazia parlamentare' e senza vincoli di mandato che più fallimentare non si può.
E un Conte-ter arcobaleno con Italia viva (sic) e Forza Italia commiste lo vedo obbiettivo arduo e punto di caduta libera in questa partita di poker in cui a dare le carte è stato il gianburrasca de noantri, noto imbonitore, ma discreto giocatore di bluff.
E le cronache della giornata si aprono con scenari da brivido: Berlusconi alla presidenza della repubblica (aiuto!) come premio di una sua ennesima giravolta e gabbana e Di Maio premier col bluff di Renzi alle spalle per intimargli la resa sul m.e.s. e gettare alle ortiche la riforma della prescrizione. Fermate il mondo voglio scendere.
E il pallino della partita ce l'ha in mano il movimento 5 stelle – che dovrà decidere il proprio suicidio politico, se accetterà di far parte di quel suk politico che si prospetta sui giornali o, di contro, il suicidio elettorale, con Conte che scenderà in piazza con un suo partito rubando al pd e ai cinque stelle a man bassa.
Tutto molto appassionante, cari e-lettori ed elettriche. Stay tuned.
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Conservare sott'olio o sale

Post n°1488 pubblicato il 25 Gennaio 2021 da fedechiara
 

 

Odio sott'olio e sale. La perfetta conservazione.

Finirà che anche ai redattori dei principali vocabolari in circolazione toccherà il 'daspo' sui social per non aver bannato dalla loro lista di vocaboli la parola 'odio'.
Che ha una sua lunga storia letteraria e sociale ante litteram e molti 'cattivi' dei romanzi sono pieni di odio e livore e rabbia - e senza non si può fare: se togli il cattivo dai romanzi finiscono per essere melense storie di buoni e delle loro buone azioni e pie illusioni di un mondo pacificato per incanto e il crollo delle vendite è garantito.
E, ieri, Conte, il Giano bifronte e voltagabbana della Nuova Politica Politicata del terzo millennio delle pescherie che vedono raddoppiare il venduto delle sardine sui banchi, di nuovo tirava fuori 'sta storia ridicola de 'l'odio' del Salvini – che, legittimamente, lo criticava per la cadrega incollata al sedere e gli prediceva lo sfratto dai palazzi del potere suo e della sua cricca di s-governo.
Un uso improprio e una iterata, noiosa e falsa narrazione, quella di Conte, che continua a battere sulla parola-chiave di questa stagione politica certo che tutti noi elettori italici vogliamo essere più buoni e melensi, non solo a Natale.
E gioverà andarsela a rileggere la traduzione del lemma 'odio' sul vocabolario:
/ò·dio/
sostantivo maschile
1. 1.
Risoluta ostilità, che implica di solito un atteggiamento istintivo di condanna associato a rifiuto, ripugnanza verso qualcosa, oppure un costante desiderio di nuocere a qualcuno: avere in o. le chiacchiere, i convenevoli, le cerimonie; l'o. del male; o. cieco, bestiale, feroce, accanito, mortale, implacabile; parole, sguardi pieni di odio.
2. 2.
CONCR.
Quanto ne rappresenta l'oggetto.
"avevo due anni... e già un odio: la minestra, tutte le minestre"
Ecco, la seconda che dice: 'odio la minestra' – la solita minestra di ogni stagione politica di s-governo, con i giallo-rossi che si sono sostituiti ai giallo-verdi e passi che questi ultimi due colori siano troppo acidi e mi piaccia di più l'arancione che scaturisce dal giallo mischiato al rosso.
Non è della teoria dei colori che stiamo parlando, bensì del lemma di cui alla: 'risoluta ostilità, che implica un atteggiamento (…) di condanna associato a rifiuto (…) avere in odio le chiacchiere, i convenevoli, le cerimonie...
Ecco, appunto: avere in odio le vacue cerimonie e i convenevoli e le chiacchiere della politica politicata, e degli avvocati voltagabbana che hanno dato il via libera a un governo di infami (che non lasceranno fama) per sottrarsi al giudizio del popolo che è vox dei – come dicevano i latini della vox populi.
Oggi è giorno di silenzio elettorale, ma non posso esimermi dall'esprimere un augurio e un incitamento allo sfratto: 'Forza Emilia!' Inteso come complemento elettorale della Romagna liberata (novella Gerusalemme), ben si intende.
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Dove germogliano le ife.

Post n°1487 pubblicato il 24 Gennaio 2021 da fedechiara
 


Svegliarsi la mattina con l'Essere in testa. Essere o non essere è il dilemma di ogni mattina che Dio manda in Terra. 'Se sia più nobile armarsi di infinita pazienza e tollerare il cronico mal di schiena e le altre magagne dell'età maggiore o dire la vita prossima al suo inizio misterioso di sotterranea radice e non più sperare che si aggreghino le prodigiose ife e i miceli.'
Così Amleto, rivisitato e reincarnato sul bordo del letto.
E Amleto assonnato cede il passo a Zenone, al quale chiediamo ancora oggi dubitosi: 'Ma esattamente cosa volevi dire con: 'L'essere è e il non essere non è?' Che dopo la morte (il 'non essere') è l'impronunciabile, ma riposante, Nulla? O che tutto è 'essere' nel suo splendore di vita brulicante le sue forme diverse e niente può affermarsi al di fuori di esso/a?
E cosa raccomandare a chi si avventura nel viaggio più intrigante della sua vita e non riesce a immaginare un paesaggio che sia Uno che rappresenti l'Essere nel buio Aldilà che ci impaura?
Sono le 7 del mattino e ancora il Sole non dà segno di voler affacciarsi sull'orizzonte. Che faccio? Mi ridistendo e cambio sogno (la vita è sogno?) o apro il gas – con grande attenzione - e mi metto su il caffè?

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The end e lacrimuccia.

Post n°1486 pubblicato il 24 Gennaio 2021 da fedechiara
 


'Nessuno si salva da solo' non è film da brividoni, malgrado le sue cinque nomination al tempo della sua uscita (tre ai 'David' e due ai 'Nastri d'argento').
E' un film sul prima e sul dopo di un amore grande - e la tristezza sgorga lenta come sangue venoso ad ogni scena alterna del 'dopo' che racconta le mutazioni (inevitabili?) e le cattiverie dei due coniugi nel loro scivolare lungo la china della perdita senza trovare alcun appiglio che li freni e li salvi.
'Salvare': è questo il punto di forza del titolo e l'assunto. Ma è solo la brillante trovata della scrittrice e sceneggiatrice – un titolo ad effetto che, nel finale, ci lascia col dubbio se davvero vi sarà salvezza per i due giovani coniugi, dopo tanto incrudelire su se stessi e sui figli, o se trionferà la fragile nostalgia del ritorno sottesa.
Dubbio consolatorio, a giudicare dalle statistiche sui matrimoni dalle solenni, commoventi promesse spessissimo infrante. La natura tende alle ri-creazioni a ciclo continuo piuttosto che alle salvazioni: primavera, estate, autunno, inverno. Si nasce, si cresce, si declina, si muore.
'Salvazione' è parola religiosa, invece. La invochiamo nell'incontro fatale con la malattia che introduce all'idea di morte. Salvarsi la vita e/o salvare l'anima – quel misterioso alito immortale che levita nell'aria fuori dai corpi freddi, trasportato dai venti chissà dove.
Ma è il 'da soli' della seconda parte del titolo che mi intriga. Significa che 'mal comune è mezzo gaudio'? O che l'umanità è un corpo sociale che produce le mirabilie della medicina e della farmacologia e i miracolosi vaccini che tagliano le gambe alle pandemie?
Ma, nel film, nessuno sembra dare una mano ai due coniugi in caduta libera, a parte il cameo del Vecchioni malato di cancro che li invita a pregare per lui, e non esiste vaccino che li salvi dal deteriorarsi dei rapporti interpersonali e dagli adulteri conseguenti. E il finale, enigmatico, si chiude sul sorriso di lei alla finestra e lui che si allontana allegro in una piazza che ci pare una promessa di 'ritorno al futuro' e ci accontentiamo.
Un sorriso val bene una (pro)messa non pronunciata, bensì lasciata levitare. The end e lacrimuccia.
https://www.youtube.com/watch?v=I-2TnTK_kTA

L'amore ti salva. Ma non sai mai in quale cartella condiviso da stradina -  Facciabuco.com


 
 
 

Vae victis. Morire per la democrazia?

Post n°1485 pubblicato il 23 Gennaio 2021 da fedechiara
 


Navalny è un 'campione della democrazia'. Darebbe la vita perché il suo popolo possa esprimersi al meglio con libere elezioni. E manda a dire, perché suocera intenda, che 'non ha intenzione di suicidarsi'. Grande uomo. E anche quelle ridenti, bionde signore bielorusse che guidavano le manifestazioni contro l'autocrate eterno sembra(va)no disposte a mettere a repentaglio le loro vite per una loro idea di democrazia partecipativa.
Ma, viste dall'Italia, le pulsioni democratiche ci paiono altra e più miseranda cosa. E nessuno darebbe la vita per Conte – a parte, forse, qualcuna tra 'le bimbe di Conte' che, su Facebook, si profondono in salamelecchi ed elogi sperticati all'uomo e allo 'statista' (sic).
Ed è un'altra donna, oggi, ad aprire uno spiraglio nella crisi dell'uomo-senza-maggioranza, l'avvocato del popolo che si cimenta nello storico mercato delle vacche nazionale, ma che rischia di andarsene con le pive nel sacco per aver voluto sfidare in pubblico dibattito Giamburrenzi, il logorroico eroe de: 'Io ti ho fatto, io ti disfo' del presente s-governo degli infami (che non lasceranno fama) giallorossi.
E' la Carfagna, infatti, a dire pubblicamente – non si sa con quale investitura politica o se imbeccata di velina dal Reggente o dal Consiglio del suo partito – che andare alle elezioni non si può con tanto grave crisi sanitaria.
E viene a mente che ogni e tutte le emergenze in questo paese, ieri il terrorismo, oggi l'emergenza sanitaria, sono sempre state usate dai soliti noti per meglio incollarsi alle mitiche cadreghe e farsi beffe del sentire politico degli italiani a loro fieramente avversi.
Ed è un tale pasticcio di verze 'missiae' in-guardabile, in-odorabile e da non dirsi tutto questo affannarsi in video e in voce dei mestatori politici per far uscire dal cappello della disastrata democrazia parlamentare italica il 'Conte-ter' oppure il 'governo istituzionale' e/o di tutti (contro tutti) o il 'rimpasto', del magna-magna universale che è la fetida cucina politica del paese ingessato che teme le elezioni quali fiamme di un inferno che li inghiottirà.
E davvero per una tale democrazia (sic) nessuno 'darebbe la vita', ma , forse, una, mille, un milione di monetine – di quelle che hanno affossato la carriera politica di Craxi Bettino, consegnandolo alla fuga e all'esilio.
Consiglio a Navalny di guardarsi bene intorno e studiare a fondo il quadro politico russo proiettato in un futuro senza Putin prima di avviare le oceaniche manifestazioni di protesta.
Davvero non è eroica cosa, né sensata 'morire per la democrazia' per trovarsi, poi, a deprecarne inutilmente i truffaldini algoritmi elettorali, come pare sia avvenuto di là dell'Atlantico, ma 'guai ai vinti'.
Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante 2 persone

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